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una villa, 2 troie e tre piani
Vivo con la mia ragazza al primo piano di un villino a tre piani.
Al secondo piano vive il proprietario, vedovo e anziano; al terzo vive suo figlio, sposato con una gran topa di nome Paola. Sono tutte brave persone, e sono una famiglia felice. Sono persone benestanti, e questo mi mette sempre un po’ di soggezione. Ma Paola mi è piaciuta da subito.
Ci siamo scambiati sempre poche parole, lei non da molta confidenza, ma poi ha cominciato a rivolgermi degli guardoni, e dei gran sorrisi, e poi mi piace quando pronuncia il mio nome.
Suo marito è spesso fuori per lavoro, e lei fa un lavoro di rappresentanza saltuariamente, per ammazzare la noia. La mattina va in palestra, ed ha un fisico snello e sodo, che non da assolutamente ad intendere gli anni che ha. La cosa che mi piace di più di questa donna, è che non è più giovane. In casa hanno una badante, che a volte giudico come una persona in semi schiavitù. Questa badante non mi piace, ma in estate gira in giardino con dei grembiulini corti, da cui si vedono benissimo le cosce niente affatto snelle, e che lasciano intravedere le mutande poco sexy che le coprono il suo culo grosso.
Non mi piace, ma appena la vedo nel giardino mezza nuda mi si gonfia il pene istantaneamente.
Lei è straniera, filippina, ed io non sono razzista, ma non le ho mai fatto un’avance, anche se mi eccita da morire, forse perché la vedo come una persona sfruttata.
Quest’estate, mentre lei puliva il giardino, io stendevo i panni poco distante da lei. Erano giorni in cui io ero in ferie e le mai ragazza no, tutt’intorno una gran desolazione estiva.
Aveva sempre lo stesso tipo di grembiule, e sempre le cosce molto scoperte, ma aveva un paio di mutande che rendevano il suo culone molto più sexy. Mi si avvicinò, prese la bacinella e mi disse <<dai, fatti dare un amano, vado a prendere gli altri panni che hai in lavatrice>> ed io <<grazie, sei sempre molto gentile, ma non ho altri panni da stendere in casa>>. Il suo sguardo si posò sul mio pene ingrossato, impossibile da nascondere per via della tua che indossavo. Mi sorrise e disse <<e non hai nient’altro da darmi, in casa ?>>. Imbarazzato le dissi solo <<avviati, ti raggiungo>>, lei annuì, e si diresse in casa mia con la bacinella. Io ero nel panico, avevo una gran voglia di scoparmela, ma stava per rientrare la mia ragazza. Con le gambe tremanti rientrai, e la trovai seduta su una sedia, a gambe semi-divaricate, nelle immediate vicinanze della porta, che chiusi subito.
Mi disse <<come sei dimagrito rispetto a quando sei arrivato qui! Anche Paola l’ha notato, quando torni da correre tutto sudato>> … sorride e aggiunge … <<vieni più vicino>> e dicendolo si scoprì ulteriormente le cosce per divaricarle al massimo, stando sempre seduta sulla sedia, e mostrandomi una fica con due labbroni carnosissimi. Mentre mi aspettava si era tolta le mutande.
Io mi avvicino, e lei mi afferra per la tuta, mi tira a se, mi abbassa i pantaloni, tira giù le mie mutande, il mio pene le sbatte quasi sul naso. Comincia a succhiarmelo avidamente come non aveva mai fatto nessuna. Mentre succhia vedo le sue mutande sul divano e le dico di andare li. Lei si alza, per alcuni passi mi tira tenendomi il pene, poi si mette a pecora con le gambe appena divaricate.
Io sono come risucchiato dalla sua fica carnosissima, e la penetro senza nemmeno pensare di usare un profilattico, che avevo comunque a portata di mano.
Lei non era eccitata, ma mentre glie lo sto infilando lei si dilata e si bagna, istantaneamente.
Diventa subito bollente e lubrificata, ed io godo come un mulo, venendole copiosamente dentro, dopo pochi colpi. Lei si rigira, e seduta sul divano me lo succhia di nuovo, facendomelo restare duro. Poi si rigira ed io la riprendo nella stessa posizione. Questa volta dura di più, e lei viene.
Io non riesco a venire una seconda volta, ma ce l’ho durissimo. Lei mi dice <<ora basta caro, devo scappare prima che rientri qualcuno>>. Io esco dai suoi labbroni, e mi faccio una sega mentre lei si rimette le mutande. Lei mi riprende per il cazzo, mi scappella, e mentre si avvicina per succhiarmelo ancora le vengo in faccia, lei sorride e pulisce tutto. Poi scappa via.
Ancora intontito noto che sul divano c’è la sborra della mia prima venuta, dopo la quale lei si era seduta per tenermelo duro con la bocca.
Mentre comincio a pulire sento che rientra la mia ragazza e mi dice <<cosa hai combinato stavolta ?>> ed io <<nulla, bevevo il latte …>>.
Faceva caldo e lei aveva un vestitino leggero che mi fece rieccitare. Dopo poca resistenza da parte sua la metto nella stessa posizione della filippina, le faccio anche un po’ male quando la penetro, le vengo dentro, e lei si incazza anche un po’ … perché sono venuto subito, eravamo ancora vestiti.

Il giorno dopo rientra Paola dal suo lavoro saltuario, e come sua abitudine lascia la valigia giù alle scale e chiama la filippina per farsi dare una mano. Io ero solo in casa, e la filippina non c’era.
Esco e le offro il mio aiuto. Lei mi ringrazia, mi fa il solito sorrisone, il solito guardone, e comincia a salire su per le scale. Aveva una gonna con spacco, e solo quando era fuori per lavoro metteva le gonne. Anche se era estate portava le calze, ma notai che non era ben depilata.
Avevo sempre pensato <<chissà quante scopate si fa questa, che fa dei viaggi di lavoro per ammazzare il tempo>>. Una volta le portai la valigia in macchina, prima di un suo viaggio, e lei mi disse <<sono molto stanca, non vorrei partire, questo lavoro è per persone giovani, io sono vecchia>> ed io le dissi timidamente <<non mi sembra che tu sia vecchia>> e lei <<grazie caro>>, ma ormai ero atterrito dalla vergogna … al suo ritorno era come se non ci fossimo mai parlati.
Ora sapevo che lei faceva apprezzamenti su di me con la filippina, e me la sarei scopata sulle scale, con le calze e con i peli sulle cosce, ma non feci nulla.

Ci congedammo ed io tornai giu. Poco dopo rientra la filippina, carica di borse della spesa, e pensai che se non fosse tornata Paola le avrei dato una mano, ed un’altra pettinata.
Lei vede la macchina di Paola e dal giardino grida <<ben tornata Paola>>. Paola dal terzo piano risponde <<sono nuda, sto per fare la doccia, aspetta che ti apra io la porta>>.
Il mio pene si ingrossa all’istante. Poi sento che Paola apre la porta ed insieme sorridono …
Non avevo mai avvertito tanta complicità tra loro.
Dopo un’ ora e mezza mi ricordo che avevo i panni stesi dal giorno prima, e li vado a prendere. Scende Paola con i capelli ancora umidi, un bel vestitino leggero e si dirige verso il cane per salutarlo. Aveva le cosce lucidissime, appena depilate d idratate. Mi si avvicina e mi dice <<c’è la tua ragazza ? ho semrpe qualche problema con il computer>>. Ed io <<non c’è, ma posso darti una mano io …>>. Si allontana dicendomi <<allora ti aspetto>>.
Io non ci capisco più un cazzo, avrei pagato parecchio per stare un po’ solo con lei, ed ora lei mi invitava su, e forse eravamo soli, al massimo poteva esserci la filippina.
Poso i panni e mi precipito da lei. Mi apre, mi fa accomodare e mi offre un the freddo.
Io sono emozionantissimo, lei ha le gambe in vista, e le dissi spudoratamente <<finalmente ti si vede in gonna anche se non devi partire per lavoro>> e lei <<perché ti piacciono le mie gambe ?>>
ed io <<tanto, ma non si possono ammirare spesso>>. Lei si avvicina, posa la guantiera col the davanti a me che sono seduto, con le mani sui fianchi alza un po’ il vestitino scoprendo le gambe un palmo sopra le ginocchia e mi dice <<beh, ora puoi vederle>>. Io le dico <<vorrei anche toccarle, o vedere la tua fica, scommetto che è bellissima>> e lei <<la seconda che hai detto>> e così dicendo si sfila le mutandine, ma non riuscii a vedere nulla. Era davanti a me con le mutandine in una mano, io sempre seduto, stavo per alzarmi come un caimano ma lei <<fermo, hai detto o toccare le gambe o vedere la fica>>. Resto seduto e le dico <<ma non ho visto nulla>>. Lei si avvicina, si alza la gonna,e me la mette in faccia. Io comincio a leccargliela e lei mi mette subito una coscia sulla spalla per facilitarmi il compito. Mi alzo ma lei si allontana. Subito mi riappare come la donna che non da confidenza a nessuno e comincio a stufarmi. A quel punto lei si avvia in camera da letto, si toglie il vestitino, la seguo, e sul letto c’era la filippina. Lei si stende e si fa leccare dalla filippina. Poi mi fa fare un pompino dalla stessa e nel mentre mi dice che vuole darmi il culo, ma che devo fare piano, che non l’ha mai dato. Io non le credo, ma sto al gioco.
A quel punto la filippina comincia a scappellarmi mentre si bagna le dita dell’altra mano ed accarezza il culo di Paola, girata su un fianco, che ci dava le spalle, la filippina era seduta su un lato del letto, io in piedi davanti a lei, col cazzo in tiro. Poi la filippina riprende a leccare Paola che si era messa a pancia in su, con un cuscino sotto la schiena. Comincia a leccargli il culo e Paola si tocca la fica, mentre io mi tiro una sega. Poi la filippina si ferma ed io capisco che è il mio momento.
Nello stupore generale mi allontano verso i pantaloni, ed in un attimo ho messo il preservativo. Paola sembra un po’ contrariata, ma io mi avvicino a lei che ha tirato su le gambe.
Lo vuole nel culo, stando a pancia in su. Io prendo posizione, con le sue gambe al collo, lei mi dice <<fai piano>> e ricomincia a toccarsi la fica. Appena sono all’ingresso del suo culo, le do una spinta che a momenti sviene dal dolore, emette un urlo molto forte, ma io comincio a pomparla con vigore. Forse l’aveva gia dato, ma era un culo molto stretto.
Inizialmente sembra voler smettere, ma io mi dimostro indifferente.
Quando lei comincia a godere, estraggo il cazzo, col preservativo insanguinato.
Me lo tolgo, e di fianco a lei mi chiavo la filippina venendole dentro quasi subito. Paola guardava esterrefatta e, mentre stavo sborrando, mi da un colpo alla schiena e mi dice <<bastardo!!!>>.
Poi stizzita dice alla filippina <<sei una stronza>> e corre in bagno … a farsi il bidè.
La raggiungo in bagno e le dico <<scusa cara, non so cosa mi abbia preso… perché non ricambi il mio gesto nel salotto?>> e nel dirglielo mi avvicino a lei, ancora seduta sul bidè, e glie lo metto in bocca, ancora moscio. Lei non era molto brava, ma mi venne duro. Le dico di smettere perché non è brava, e sono andato via.
Non mi ha più salutato, e poco dopo la filippina non lavorava più la.

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