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una mamma comprensiva
Sin dall’età di 13 anni ho sempre sognato di scopare mia madre, spesso la spiavo di notte quando scopava con papà, segandomi di nascosto, lei di nome Rita io Lorenzo, un po’ pienotta alta 1.60 circa grosse tette una figa bella grossa e pelosa e un culo da favola ( infatti ne andava fierissima ), lei ha 68 anni oggi io 42, papà faceva un lavoro dove lo teneva fuori casa per tutta la settimana, forse per questo ha cominciato a tradirlo, infatti fu scoperta da me un pomeriggio d’estate, io avevo 16 anni. Noi abitavamo nello stesso condominio con i nonni materni, cioè mio nonno in verità non lo era perchè era il secondo marito di mia nonna, quindi padrino di mia madre. Tutto cominciò quel pomeriggio d’estate, mia madre era solita andare al piano di sopra dai genitori, così come di consueto anche quel pomeriggio lei uscì per andare su da loro, dopo circa 20 minuti telefonò mia zia che la cercava, io le dissi che non c’era, e così andai su per chiamarla, la porta d’ingresso era socchiusa come abitudine un po’ di tutti, io la aprii ed entrai, sentivo parlare in camera da letto mi avvicinai, la porta era socchiusa anche lì, come di consueto prima di entrare sbirciai, la scena che mi si presentò fu, mia madre inginocchiata senza maglietta con le tette da fuori e il padrino in piedi d’innanzi a lei con il pantalone e le mutande abbassate alle ginocchia, lui le teneva
la testa fra le mani e la spingeva sul suo cazzo notavo le guance di mia madre gonfiarsi a ogni colpo, mentre lui le diceva : -“ Rita sei una gran pompinara, ti piace vero succhiare ? “- lei non riuscendo a parlare mugolava soltanto, lui ancora –“ sei una gran succhiacazzi immagino che tuo marito non sappia apprezzare la tua arte. “– lei si stacco dal cazzo e replicò –“ non ne parliamo proprio, gli bastano due colpi in figa per venire.” Allora lui la sollevò da terra e la baciò in bocca , le sue mani le sollevarono la gonna, mia madre era senza mutande, le sue mani si posarono sulle chiappe, poi con decisione con un gesto la girò e la fece chinare in avanti facendole appoggiare le mani sul comò, lei allora disse –“ cosa vuoi fare ? “ e lui replicò –“ puttana voglio farti quello che non riesce a farti il tuo caro maritino, il culo. “ Lei allora –“ si dai spaccamelo lo sai che mi piace da matti, “ Così lui cominciò a baciare e leccare le sue chiappe, poi con le mani le allargò, insinuandosi fra esse con la lingua per insalivarle bene il buco del culo, vedevo mia madre contorcersi ed ansimare finché lei lo pregò di incularla, così lui afferrò il cazzo con la mano destra e lo appoggiò al buco e con piccoli colpi lo fece scivolare nelle chiappe di lei. La scopava nel culo con molta foga, e lei emetteva grida di piacere e lo incitava a sfondarla, dopo circa 15 minuti lui si fermò e le disse –“ preparati troia sto per riempirti come una vacca. “ Non finì neanche di dirlo che lo vidi sborrare nel culo di lei. Io scappai subito facendo finta di niente e anche per non essere visto, ma quella scena mi aveva eccitato da matti. Da quel giorno quasi tutte le notti ho sognato quella scena, avrei voluto dirglielo che l’avevo vista, ma non ho mai avuto il coraggio. Gli anni passavano e i suoi incontri col patrigno erano ormai settimanali, poi i suoi genitori vennero a mancare e cosi mio padre 5 anni fa. Dopo la morte di mio padre lei aveva paura di restare da sola in casa. Così io in accordo con mia moglie decidemmo che per un periodo di tempo la sera sarei andato a dormire a casa di mia madre. Cosi la sera rientrando da lavoro andavo da lei, dopo cena si parlava del più e del meno, poi guardavamo un po’ di Tv e poi a letto, dormivamo tutti e due nel letto matrimoniale. Io la notte non riuscivo a dormire, un po’ perché il letto non era il mio un po’ perchè ero turbato dalla sua presenza per i ricordi di gioventù e un po’ perchè mi eccitava da morire. Così dopo circa una settimana, una notte preso da un’ eccitazione incontrollabile, mi feci coraggio e le feci scivolar via il lenzuolo, aveva addosso una sottoveste trasparente e si notava bene che era senza reggiseno, si vedevano dei grossi capezzoli e le mutande bianche. Avevo il batticuore, ma ciò non mi impedì di fare quello che avevo in mente, così mi accucciai vicino a lei e feci scivolare la mia mano destra sul suo seno, le afferrai una tetta e cominciai a palparla, facendo finta di dormire, così se si fosse svegliata tutto al più avrebbe potuto pensare ad un gesto inconsulto nel sonno. Dopo aver giocato per circa 10 minuti con il suo seno notai che i suoi capezzoli erano diventati turgidi e al contempo il mio cazzo era duro come il marmo quasi a momenti come se volesse strappare gli slip per poter uscire fuori, volevo un contatto con lei, così mi avvicinai a lei e appoggiai il mio basso ventre al suo culo, restai così fino al suo risveglio, per notare il suo comportamento. Al suo risveglio, io ero ancora con la mano destra sul suo seno mentre il cazzo ancora bello duro che le premeva sulle chiappe, notai che lei si girò quasi di scatto verso di me, io fingevo di dormire, cosi credendomi addormentato, tirò pian pianino la mia mano via dal seno e allo stesso modo fece scivolare la sua mano sulla parte del mio corpo che le premeva sul culo, il mio cazzo, lo toccò come per avere la certezza di quello che era, tirò subito via la mano esclamando sotto voce e con un sorriso malizioso in viso: “ per la miseria che arnese”. Com’era di consuetudine lei si alzava prima di me per prepararmi la colazione per poi svegliarmi, io dopo colazione la salutavo e andavo a lavoro, e come tutte le mattine mentre facevo colazione parlavamo, lei non fece trasparire nulla di tutto quello che era successo, come se tutto fosse normale, dopo colazione la salutai e andai via. Tutto il giorno non feci altro che pensare a quello che era successo eccitandomi all’idea di quello che poi sarebbe potuto succedere in seguito. In una settimana ho ripetuto la cosa per altre 3 volte, avendo gli stessi risultati, l’indomani lei nulla, non accennava a nulla dell’accaduto, cosi decisi di incalzare la cosa e renderla più audace. Ma il resto al prossimo episodio, ciao a tutti.

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