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un corpo da favola,
Ci conosciamo praticamente sin da piccoli perché abitiamo nello stesso quartiere. Lei: 22 anni, media altezza, bionda, un corpo da favola, due tette enormi e sode ed un culo che sta su come se fosse di marmo.

Non so quante volte ho passato il pomeriggio a pensare a lei e a masturbarbi, considerato anche il fatto che sono fidanzato da più di dieci anni e di figa neanche l’odore. Io non ho mai avuto il coraggio di confessarle queste mie fantasie anche perché ho sempre avuto il timore che si venissero a scoprire, facendo succedere il finimondo con la mia fidanzata.

Comunque, un giorno mentre studiavo, tra una sega e l’altra, squilla il telefono: e lei!

“Ciao, che stai facendo? Studi? Anch’io dovrei ma non ho proprio voglia. Infatti volevo sapere se potevi darmi una mano per una tesina che devo presentare all’università, so che tu sei molto preparato sull’argomento.”

Le risposi, con un po’ di delusione: “Certo se vuoi possiamo fare anche subito.” Ma lei disse: “No, oggi non è possibile perché devo svolgere una commissione coi miei genitori. Facciamo domani ti aspetto a casa mia nel primo pomeriggio”.

Anche se la mia fantasia era stata stuzzicata da quella inaspettata possibilità, sapevo già che non ci sarebbe stato nulla da fare e quindi cercai di rimettermi a studiare.

Il giorno seguente quando fu l’ora uscii di casa e andai da lei. Non so se stesse dormendo e se avesse dimenticato l’appuntamento, comunque mi aprì la porta mezza nuda: indossava infatti una magliettina bianca sotto la quale non si vedeva l’ombra di un reggiseno ed un paio di slip colorati ed abbastanza sgambati. Immediatamente mi richiuse la porta in faccia urlando. Dopo pochi minuti tornò ad aprirmi ovviamente vestita, ma ormai il ricordo di quello che avevo visto aveva scatenato in me un tale desiderio che cominciai a sentire che i pantaloni mi andavano un po’ stretti all’altezza del bacino.




Entrai e lei scusandosi mi disse: “credevo fossero i miei genitori”. Da questo intuii subito che dovesse essere sola in casa: pensai che si stava prospettando un pomeriggio niente male. Cominciammo subito le ricerche soprattutto per mezzo del web, finchè ad un certo punto in uno dei siti che stavamo visitando comparì il link di sito porno con annessa una foto abbastanza esplicita. Lei imbarazzatissima cercò di cambiare schermata ma nella fretta andò a ciccare proprio su quel link. La pagina che si aprì non lasciava proprio nulla all’immaginazione: pompini, penetrazione doppie e triple, gay e lesbiche, ecc. A questo punto la frittata era fatta, quindi invece di affrettarsi a cambiare lei si lasciò prendere dalla curiosità e cominciò a chiedermi spiegazioni su tutto ciò che vedeva. Mi accorsi che era molto ingenua e poco informata, ma anche lei si accorse che la visione di quelle immagini aveva avuto su di me un effetto devastante. Allora mi guardò e mi disse: “Vedo che sei ferrato sull’argomento. Forse hai già potuto sperimentare con la tua ragazza?”. Le risposi invece che tutto quello che sapevo l’avevo imparato proprio visitando quei siti e passando interi pomeriggi a masturbarmi… pensando a lei.

Lei arrossì quasi subito: “Ti faccio questo effetto?”. Io le ricordai semplicemente il modo in cui mi aveva aperto la porta. A quel punto lei cominciò ad interessarsi al rigonfiamento dei miei pantaloni ed a quello che esso nascondeva, mi disse: “Lo sai che non ne ho mai visto uno, neanche in foto?” Presi la palla al balzo e cominciai a sbottonarmi il pantalone dandomi un po’ di sollievo. I suoi occhi si fecero ancora più curiosi tanto più che avevo notato che i suoi capezzoli avevano cominciato ad indurirsi. Quando il mio pene bello eretto venne finalmente alla luce, già di un colorito violaceo, le sue guance avvamparono e poiché cominciava a farsi buio lei si avvicinò per vederlo meglio. D’un tratto si voltò verso lo schermo e molto semplicemente prese il cazzo nella mano destra stringendolo forte fino a sentirlo pulsare sotto le dita e gli diede un bacio, poi un altro e ancora un altro finchè non cacciò la lingua e lo leccò per tutta la sua lunghezza. Il contatto mi fece sussultare e dovetti costringermi a non venire immediatamente, ma quando in un colpo solo lo prese tutto in bocca non riuscii più a trattenermi ed in pochi secondi le inondai il viso e la maglietta di liquido biancastro e denso.

Le dissi: “Scusami non volevo, ti ho sporcato tutta la maglietta”, ma lei senza batter ciglio si sfilò la maglia rimanendo nuda con tutto il busto: due seni splendidi torreggiavano davanti ai miei occhi sodi e fieri con due capezzoli che sembravano puntare direttamente alla mia bocca. L’abbracciai affondando il mio viso tra quelle tette dure e allo stesso tempo morbide, mentre il mio membro tornava ad innalzarsi. Lei se ne accorse, mi fece alzare, mi sfilò di dosso tutti i vestiti e mi invitò a fare lo stesso coi suoi, dicendomi: “Voglio ringraziarti per l’aiuto che mi hai dato per la tesina e credo che il modo migliore sia soddisfare tutte le fantasie che hai su di me mentre guardi quelle troie nello schermo!”. Io rimasi esterrefatto ma ne approfittai subito: mi inginocchiai davanti a lei e dopo averle abbondantemente massaggiato le tette e i capezzoli con le mani con le labbra e con la lingua scesi in basso fino a leccarle la fica che aveva cominciato a sbrodolarsi.

Bevvi a sazietà facendo un rumore osceno ma che la eccitò ancora di più. Mi alzai le misi il bastone tra le tette e così venni una seconda volta stando attento a farle andare tutta la sborra dritto in bocca. Decisi però che era giunto il momento di far godere anche lei e senza perder tempo le infilai prima un dito e poi via via tutta la mano nella fica che era ormai fradicia. Quella troia! Qualcuno doveva averla già sfondata ben bene per poter ricevere la mia mano senza accusare dolore. Allora la alzai di peso la buttai sul letto e spalancandole le gambe la penetrai in un colpo solo, quasi a volo. Lei rimase inizialmente tramortita da tanta violenza ma poi cominciò a gradire accompagnando i miei movimenti col bacino. La sbattei con violenza fin contro il muro sentendo il rumore dei miei ciglioni sul suo culo. E fu così che mi venne l’idea di lasciarle un mio piccolo ricordo: con un dito le sondai il buco del culo per verificare che fosse ancora inviolato ed era proprio così. Lentamente la feci venire una, due, tre volte. Quindi spossata si lasciò andare sul letto, io la feci girare e con la scusa di un massaggio rilassante arrivai ad infilarle un dito nello sfintere. Sentendolo restio ad essere penetrato corsi in cucina dove presi dell’olio, tornai in camera le cosparsi l’ano di quel lubrificante e ricominciai la mia opera, prima con un dito poi con due finchè non mi parve che il buco fosse abbastanza largo. Le passai una mano sotto e prendendola all’altezza del monte di venere le alzai leggermente il bacino, le puntai il buchino inviolato con la mia verga e nuovamente con un colpo solo le sfondai il culo provocandole una sensazione che da dolore improvviso si trasformò quasi subito in una goduria sfrenata. Venimmo un’ultima volta insieme ed io nel suo di dietro talmente tanto che parte del liquido cominciò e scorrerle lungo le cosce.

Quando ci fummo rivestiti lei mi guardò con fare malizioso e mi disse: “Finalmente ci sono riuscita!” In quel momento mi sentii un giocattolo nelle sue mani, me ne andai ma con la chiara intenzione di tornare per renderle il favore.

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