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| umiliazione |
Frequentavo la mia ragazza del tempo da circa 2 mesi. Si chiamava Sissi; alta 1 metro e 65, aveva un viso dolce e un seno proporzionato alla sua altezza. La parte che piu preferivo del suo corpo era pero il suo bellissimo sedere, alto e sporgente. Aveva l'abitudine di vestirsi con abiti succinti in pelle. Non che fosse sguaiata nel modo di vestire, anzi.. univa una certa timidezza, confermata dai pochi centimetri di epidermide che lasciava intravedere, ad una vaga tendenza all'esaltazione delle sue forme, perfettamente scolpite in quell'accoppiata gonna gilè che aderiva perfettamente alla sua figura.
Raramente uscivamo insieme, anche perchè quel suo modo di vestire, che la rendeva ai miei occhi eccitante e bellissima, mi faceva temere che altri potessero poggiare gli occhi su di lei, cosi dolce e riservata.
Per pasqua decidemmo pero di affittare una casa in montagna per qualche giorno, insieme ad un gruppo di amici.
Tra di loro c'era Ruben, un ragazzo della mia compagnia con cui non avevo mai legato dai modi arroganti e con una certa tendenza alla litigiosità accentuata dalla sua passione per il pugilato.
Notai da subito che aveva poggiato gli occhi sulla mia Sissi, da quando, scesi dalla macchina, accorse ad aiutarci a scaricare i bagagli mettendo in mostra i suoi muscoli ben piu prestanti dei miei.
- Meglio che vi dia una mano, altrimenti il signorino rischia di farsi male - disse Ruben con tono sprezzante rivolgendosi alla mia ragazza.
Sissi rispose con un sorriso stretto, che lasciava trasparire fastidio misto ad un senso di sottile soddisfazione.
Ruben non distolse lo sguardo dal suo culetto, incastonato in una gonna di pelle marrone che lasciava trasparire la parte inferiore della sua coscia grazie ad un sapiente spacco laterale.
La serata prosegui tra un bicchiere di vino e l'altro, mentre Ruben non perdeva occasione per fare battute spiritose insieme a Sissi, usando me come bersaglio principale.
Sissi abbozzava qualche timida risata, stretta tra il timore di umiliarmi pubblicamente e il desiderio di compiacere il mio odiato nemico.
Terminata la serata venne il momento di ritirarci nei nostri letti, ma, dato che i posti erano meno delle persone presenti, venne stabilito che alcuni di noi avrebbero dormito in 3 in un letto matrimoniale.
Ruben non perse l'occasione,e salito con noi in camera chiuse e la porta e con fare perentorio disse:
- Dato che dobbiamo stringerci meglio scegliere le persone piu piacevoli con cui condividere il letto... Sissi, non sarebbe piacevole per una volta svegliarsi con un vero uomo a fianco?
La risposta di Sissi mi lascio spiazzato:
- Perchè no... a patto che tieni le mani a posto..
Ancora quel sorrisino dolce e vizioso..
- Certo che terro le mani a posto, e controllero che anche quell'altro verme le tenga, altrimenti lo lego come un salame e lo faccio dormire ai piedi del letto -
- Cosa vorresti fare?- Risposi, con tono di sfida. Avrei dovuto tacere..
Neanche un attimo e mi ritrovai in terra, con le mani dietro la schiena e quel bastardo che col ginocchio mi teneva la faccia sul pavimento.
- Devi tenere le mani a posto, verme! -
Sissi sorrideva divertita.
Si avvicinò a noi due; potevo vedere la punta dei suoi stivali ad un passo dalla mia faccia.
Con tono di supplica si rivolse a Ruben:
- Dai, per favore, lascialo stare, non vedi che gli stai facendo male? -
Ruben strinse ancora di piu la presa sulle mie mani - Non ti vergogni a farti difendere dalla tua donna? Sei proprio un verme. Ora per punizione chiederai scusa a Sissi per essere un senza palle baciandole la punta dello stivale. -
Sissi continuava a ridere compiaciuta della situazione, e agiunse: - Ruben ha ragione, mi devi almeno ringraziare, se non fosse per me rimarresti a dormire sul pavimento.-
Mi porse la scarpa a fianco alla bocca.
- Lecca - disse ridendo in modo complice con Ruben.
Stordito dal dolore, restai per qualche secondo immobile, speranzoso che Ruben mi lasciasse.
Quando capii che non avevo altra scelta diedi una leccata veloce allo stivale di Sissi, che di colpo iniziò a ridere di gusto guardando Ruben negli occhi.
- Sei proprio un leccapiedi..- disse Ruben.
- Anzi, da oggi tu sarai chiamato leccapiedi, anche Sissi ti chiamerà cosi, giusto Sissi?-
Sissi non osò contraddirlo:
- Va bene, ora pero andiamo a dormire, sono stanca. Fai alzare leccapiedi e mettiti a letto anche tu, Ruben. -
Sissi fece per togliersi gli stivali, quando Ruben la interruppe:
- Sissi, non devi stancarti, c'è Leccapiedi che ti toglierà gli stivali. Vero leccapiedi, verme schifoso? -
Uno schiaffo mi fece vibrare il viso. Ormai avevo perso il controllo della situazione, mi sembrava di essere in un brutto sogno.
- Certo - risposi.
- Grazie Ruben, tu si che sei un cavaliere. Ti sei proprio meritato un bacino.-
Sissi avvicinò la sua bocca vellutata al collo di Ruben, che stava seduto al suo fianco, mentre io le slacciavo la cernierea dello stivale partendo dal ginocchio per scendere fino alla caviglia.
- Devi usare la bocca, verme! -
Ruben mi accostò un calcio al viso con la suola della scarpa.
- Devi proprio imparare come comportarti-
Ruben si alzo e mi assestò un altro calcio nel costato, mentre Sissi guardava divertita.
- Ora ti insegno le buone maniere, e da oggi ogni volta che riterrò tu abbia mancato di rispetto a Sissi ti darò una bella serie di legnate. D'ora innanzi chiamerai me Signor Ruben e lei Signora Sissi. Capito?-
Piegato in due in terra feci si con il capo, mentre Sissi, abbracciandolo, gli chiedeva di essere piu paziente.
Io ripresi il mio lavoro tirando la cerniera dello stivale come un cane.
Ruben intanto parlava con Sissi spiegandogli quanto lei avesse bisogno di un vero uomo, e intanto faceva scorrere la sua mano lungo lo spacco della sua gonna.
- Dai Ruben, tieni le mani a posto, altrimenti il mio ragazzo si ingelosisce...- fece lei con civetteria.
- E allora? Quando leccapiedi avra finito di toglierti gli stivali prenderà la macchina fotografica e farà delle belle foto ricordo di questo momento, mentre io mi abbraccio la sua fidanzatina - disse ghignando
- Sei un porco - Fece Sissi, che si alzo immediatamente per prendere la macchina fotografica.
- Tieni leccapiedi, se non sei in grado di difendere la tua donna almeno cerca di fare delle buone foto - Mi disse sprezzante Sissi consegnandomi la macchina.
- Ma.. Sissi... - non treminai di dire la frase che Sissi si rivolse verso Ruben:
- Mi ha chiamato Sissi e non Signora Sissi. Ruben! intervieni tu per favore? -
Ruben si alzò con fare serio e prendendomi per un orecchio mi trascinò fino alla porta, legando mi alla maniglia con la cinta.
Con il collo stretto in quella morsa facevo fatica a respirare.
- Devi chiamarla signora, capito? - e gui un calcio in pancia.
- Ssi.. -
- Ora chiedi scusa -
- Sscus.. - Altro calcio.
- Chiedimi scusa, verme!- Urlo Sissi.
Ruben la prese con forza per la vita e tirandola a se mi disse perentoriamente:
- Le donne vanno trattate con decisione e rispetto, Sissi non merita una merda come te.-
Mentre mi diceva queste parole vedevo la sua mano che lentamente scendeva sui suoi fianchi, saggiando il suo bel culetto che tante volte avevo leccato con avidità.
Lei ormai era totalmente sedotta dal suo modo di fare deciso e arrogante.
- Ora me la fotto la tua donna - E cosi dicendo la prese con forza e, dopo averla sollevata da terra, la buttò sul letto.
Sissi non si ribellò, ma fece finta di ritrarsi mostrando tutta la sua coscia e la natica sinistra, che copriva a intermittenza con la manina.
Ruben tolse fuori l'uccello dai jeans, porgendolo alla sua bocca.
- Hai mai visto un cazzo cosi? -Le chiese.
Sissi fece cenno di no con la testa, e si avvicino per annusare quel membro che le veniva offerto con tanta audacia.
Prendendola per la nuca Ruben le infilò con forza il pene in bocca, e la ia piccola Sissi, che non aveva mai voluto cedere alle mie richieste di sesso orale, fece un'espressione di sgomento, accentuata dal rossore delle sue guance.
Superata il primo sconcerto inizò però a lasciarsi andare, aprendo con parsimonia la sua boccuccia mentre Ruben spingeva con forza il cazzo dentro la sua gola.
Si guardavano dritto gli occhi, benchè lei ogni tanto si volgesse verso di me con lo sguardo, come ad implorare un aiuto che sapeva non avrei potuto darle.
Dopo qualche minuto di profondo sesso orale, Ruben la prese con forza, e sollevandola la girò in modo da avere il suo culo davanti al pene.
Senza degnarsi di toglierle la gonna infilo la faccia in mezzo alle sue cosce, leccando con avidità la sua fichetta pulita e depilata.
Sissi emetteva dei piccoli singhiozzi, intervallati da brevi suppliche a non farle troppo male.
Ruben si girò d'improvviso verso di me, emergendo da sotto la gonna di Sissi:
- Ora me la monto la tua donna, perchè ora è MIA! Hai capito, Verme!? - E con violenza prese il suo membro e lo infilò con forza in mezzo alle gambe di Sissi.
A giudicare dalla facilità con cui la impalò Sissi doveva essere fradicia.
Le mani di lui la tenevano per i seni, stretto ancora nel gilè di pelle nera che Sissi indossava dalla mattina e che Ruben aveva osservato famelico tutta la giornata.
Ruben le chiedeva con insistenza:
- Chi è quel cane legato alla porta? -
- Il merdoso leccapiedi !!- rispondeva Sissi tra un gemito e l'altro.
Dopo venti minuti di monta Ruben estrasse il suo membro dalla fica di Sissi, per indirizzarlo sul suo naso e riempirle la faccia di calda sborra.
Terminata l'amplesso si girò verso di me.
- Ora che ho montato la tua donna posso andare a dormire . Tu dormirai li sdraiato, cosicchè domani potrai gustarti il sottoscritto che si monta di nuovo la signora davanti al fidanzato cornuto. -
Sissi aveva lo sguardo girato dall'altra parte, con lo sperma che le colava dal viso e finiva sul cuscino.
Non mi avrebbe rivolto la parola fino alla mattina successiva
Continua
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