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| suocera in ufficio |
Qualche anno fa, in una calda mattina d'estate, stavo tornando a casa a piedi per pranzo, quando sento suonare un clacson. L'auto si accosta a destra. Era mia suocera, che mi invita a salire a bordo per darmi un passaggio fino a casa. Io, voglioso almeno di vederla, accetto senza troppe illusioni. Appena salito ci salutiamo con un paio di baci sulle guance come sempre. Mi dice subito che deve passare solo un attimo in ufficio per portare dei documenti.Il mio sguardo cade subito sullo spacco. Indossava un classico vestitino estivo, molto leggero e abbastanza trasparente. Notando che la guardavo con insistenza, inizia a guidare allargando sempre di più le gambe. Non vedo le mutande, ma molto bene le cosce abbondanti. Parliamo di molte cose, delle vacanze, del lavoro e alla fine inizia a farmi dei complimenti. Io ho i pantaloni che stanno per esplodere. Avevo troppa voglia di toccarle le tette e il pelo tra le gambe. Mi faccio coraggio e le accarezzo le gambe. Lei sussulta, ma non si lamenta. Io mi fermo. Il discorso cade. Arriviamo in ufficio, entriamo; siamo soli, il personale è tutto in ferie. Lei inizia a baciarmi e a toccarmi il pacco. Mi abbassa i pantaloni e me lo bacia. Io la prendo e le sfilo le mutandine, la distendo sulla scrivania. Le lecco la figa con vera lussuria e lei non riesce a trattenersi nell'ansimare, è troppo eccitata.Poi inizio a scoparla, facendola urlare dall'eccitazione. Le apro il vestito, perchè voglio vedere bene le mammelle finchè la scopo e voglio leccargliele. Lei mi incita e mi sussurra parole da gran maiala.Mi diceva che lo voleva tutto e mille volte al giorno. Abbiamo continuato per tutta la mia pausa pranzo, poi mi ha riaccompagnato al lavoro. Speravo solo di non dover aspettare un altro anno prima di scoparmela.
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