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quel brccio del lago di como
un autunno bellissimo, quello di ottobre del 2006. il caldo estivo non decideva a lasciare il posto al fresco. come facevo da alcuni anni ero andato in quell'albego sul lago di como. quella sera ero seduto sulla veranda dell'hotel, fumavo la mia ennesima sigaretta nella pace del tramonto.

-ha da accendere?-

mi voltai e vidi una creatura meravigliosa, mora, altissima, un seno stupendo da ammirare.

-si certo- risposi.

-anche lei si gode il fresco della sera?-

mi disse con una voce musicale, quasi sussurata.

-si, un pò di fresco e di pace-

risposi.

-la disturbo se mi siedo quì?-

mi chiese.

-certo che no, sono quì per un periodo di riposo, ho bisogno di caricare la batterie dopo un anno di lavoro massacrante.

-di cosa si occupa?-

-ramo tessile, forniture all'ingrosso-

risposi compiaciuto dal fatto che avevamo rotto il ghiaccio.

-e lei?-

-sono quì anche io per ricaricarmi, esco da una brutta separazione-


-molto piacere carla-

mi disse stringendomi la mano.

- max,lieto di conoscerla-

dissi ricambiando la stretta

ma io suoi occhi si erano incupiti, come se quel ricordo la toccasse ancora.

-mi scusi, non volevo...-

-ma no, lei non poteva sapere-

quella sera trascorse tra una sigaretta e i ricordi delle nostre vite così venni a sapere che il marito la tradiva con u'amica di lei. io le raccontai che ero uno scapolo incallito.
i suoi occhi brillavano al chiarore della sera. ci dicemmo che ci saremmo rivisti l'indomani mattina. mi ritirai in camera con quella visione che non voleva lasciarmi.
la mattina seguente scesi di buonora aspettando d'incontrare quella meraviglia di donna. uscii per comprare i quoditiani e tornai sulla veranda. mi sedetti e cominciai la lettura.

-buongiorno, passata bene la notte?-

sentire quella voce melodiosa mi fece sussultare.

- si bene a parte un pò di caldo, ma bene e tu?-

passai dal lei al tu di proposito.

-anche io bene o quasi-

non indagai per non apparire indiscreto. facemmo colazione e dopo aver fumato una sigaretta l'invitai a fare una passeggiata sul lungolago. accettò subito e ci avviammo. fu una mattinata stupenda fra barche e pescatori. ad un certo punto l'invitai a scendere sulla riva. nel sentiero scivoloso dal brecciolino mi disse.

-posso reggermi a te?-

non me lo feci ripetere, la presi x le mani, ma mi scivolò addosso, per non farla cadere l'abbracciai. quella presa mi fece l'effetto non desiderato di gonfiarmi il pacco. se ne accorse e sorrise, si era accorta del mio imbarazzo.

-è normale in certe circostanze, non sentirti in imbarazzo-

mi disse avvicinandosi quel tanto da farmi sentire il suo respiro. sentii il suo seno che sfiorava il mio petto, la tirai verso me baciandola sulle labbra. rispose a quel bacio accettando la mia lingua. mano nella mano tornammo verso l'albergo ripromettendoci di pranzare assieme. dopo aver pranzato mi dise.

-io vado in camera, tu che fai? rimani o ti ritiri anche tu?-

-forse ti vengo a svegliare-

risposi sorridendole. lei ricambiò il sorriso e salì le scale per andare in camera. aspettai circa mezz'ora prima di bussare alla sua porta.

-sei tu max?-

-si carla, sono io-

mi aprìì coprendosi con la porta, appena entrato rimasi quasi paralizzato nel vedere ke era coperta solo dall'intimo. una visione celestiale, due gambe lunghe ed affusolate, il seno che straripava dal mini reggipetto. appena dentro mi abbraccia stampandomi un gran bacio, spingeva il ventre contro di me. il mio cazzo era gonfio e anche io spingevo il suo ventre. la tenevo per i fianchi, poi scesi con le mani su quel culo sodo e ben tornito. ci stendemmo sul letto abbracciati. la sua bocca era una ventosa che non si staccava dalla mia. carezzandole le cosce cominciai a succhiare i capezzoli. ansimava e si contorceva, entrai con la mano nei suoi slip e mi accorsi che era bagnatissima. nel frattempo mi aveva tolto la camicia e sbottonato i calzoni.

-dai spogliati anche tu-

mi disse sempre più eccitata. le tolsi gli slip mentre lei si contorceva dal piacere. cominciai a baciarla fra le cosce fino a salire sulla fica pelosissima ma ben curata. le succhiavo il clito penetrandola con il medio. si contorceva stringendosi il seno e fra mugolii e gridolini mi disse.

-voglio farlo anche io-

ci mettemmo a 69 e sentii le sue labbra circondarmi la cappella fino a sentire il clore della sua bocca. succhiava e mordeva delicatamente per tutto il fusto e io la leccavo aumentando la foga.

- ti voglio-

le dissi.

-si prendimi, ti voglio anche io-

mi girai e la feci salire su di me. lo puntò sulla fica fino a farlo sparire dentro.

-oh si, che bello, dai ti voglio scopare io-

disse, rossa in volto, aveva gli occhi chiusi ed retta su di me mi stava regalando uno spettacolo unico. i seni ballavano ai suoi movimenti, poi si abbassò offrendomi la bocca senza far uscire il cazzo dalla fica.
dopo qualche minuto dissi

-vorrei essere io a scoparti-

scese da me e distesa sul letto allargò le cosce per accogliermi. entrai subito in lei, mi muovevo dentro di lei spingendo forte.

-oh si si spingi, mi sento morire. dai così dai dai ancora ancora dai fammi venire si cosi ancora vengo vengooooooooo-

a quelle parole esplosi dentro di lei. sentivo il mio sperma mischiato ai suoi umore colare giù per le cosce bagnando anche le mie. rimasi dentro di lei per alcuni minuti scambiando baci ed effusioni.
sdraiati l'uno a fianco all'altra fumammo una sigaretta. nel frattempo sentimmo tuonare, era un temporale estivo di quelli che arrivano all'improvviso. un tuono più forte degli altri la fece sobbalzare. si rannicchiò su di me impaurita. chi non ebbe paura fu il mio cazzo che tornò subito gonfio. se ne accorse subito e cominciò a masturbarmi. le toccavo il seno mentre la baciavo, poi volle salire ancora su di me e cominciò a scoparmi di nuovo. sentivo la fica scivolarmi sul cazzo e questo mi dava un piacere enorme. sarei rimasto così per ore. all'improvviso si alzò dal mio cazzo prendendolo con una mano, senza scendere da sopra a me divaricò ancor più le gambe e lo punto sul buchino del culo piegandosi leggermente in avanti in modo di semplificare la penetrazione. era del tutto lubrificara, nn seppi resistere da quel regalo inatteso. appena sentìì la cappella puntata sul culo, detti un colpo secco entrando in lei. emise un urlo di dolore ed afferrandomi per le spalle cercò di farlo uscire dal culo. l'abbracciai in modo che non potesse sfilarlo spingendo per tutto l'orifizio. passato il primo momento cominciò ad assecondare i miei movimenti avvinghiata a me senza lasciare la mia bocca.
dopo qualche minuto si erge su di me.

-ti prego, voglio venire così, ti prego masturbami-

era sempre più rossa in volto, infilai il medio nella fica masturbano il clito con il pollice. si muoveva sempre più forte facendo scivolare il cazzo fra le pareti del suo culo. si toccava il seno mentre la masturbavo,

-si si cosi, voglio venire cosi, scopami il culo voglio venire con te dentro di me, dai, si si, più forte , si si, spingi il dito, lo voglio tutto dentro, dai dai sono piena di te, vengo, vengo, si si si vengooooooooo-

sentìì le contrazioni del culo strangolarmi il cazzo. venni insieme a lei in um mare di fremiti.

-è stato meraviglioso-
disse accovacciata fra le mie braccia.

-tu sei stata meravigliosa-

risposi mentre la baciavo sulle labbra

-ora non vorrei perderti-

le dissi

-non credo che sia possibile perdermi, ora che ti ho trovato sarebbe un peccato del diavolo, non trovi?

infatti...sarebbe stato un peccato...sono passati 2 anni...due anni di paradiso

rispose sfiorandomi le labbra.

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