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| ontinuazione de "L'accoglienza di mia madre" La ginnastica |
Scritta da: Stichus (4)
Dopo l’arrivo dei miei amici, mamma era diversa… anche i miei atteggiamenti erano diversi nei suoi confronti, d'altronde l’avevo vista scopare come la peggiore delle troie con i miei amici! Fatto sta che il pomeriggio trascorse velocemente, tuttavia verso sera i miei amici mi comunicarono che sarebbero rimasti per alcuni giorni a farmi compagnia( o a mia madre pensai! ).
Mamma accettò volentieri quella notizia e subito si diede da fare per sistemare i letti su cui avrebbero dovuto dormire i miei amici, noi intanto eravamo usciti in una discoteca poco distante da casa.
Presi dai fumi dell’alcool cominciammo verso l’una a dire cacchiate, fino a che il discorso non ricadde su mia madre – Certo che ha proprio un bel paio di tette tua madre!- così introdusse il discorso Pasquale – chissà che porcate potrebbe farci !- e tutti gli altri ridevano.
Stizzito dopo un po’ proposi di tornare a casa, il giorno seguente come mia abitudine sarei andato a correre in riva al mare. Per precauzione decisi di cedere la mia stanza a Pasquale e Giovanni e di trasferirmi in quella accanto alla camera di mia madre, che al nostro ritorno già dormiva.
Mi svegliai verso le sette e mezza del mattino, avevo solo 5 ore di sonno, ma pensai di poterle recuperare nel pomeriggio; così provai a convincere i miei amici a farmi compagnia, ma erano davvero messi male, d’altronde io ero stato scelto come autista la sera prima e quindi a differenza loro non avevo ecceduto nell’alcool. Tranquillo, perché mi sarei ritirato nel giro di 45 minuti e perché in quello stato i miei amici erano del tutto k.o. e per riprendersi avrebbero impiegato almeno un’oretta, decisi di avviarmi, ma soprattutto di lasciare mia madre a casa da sola. correvo da un 5 minuti, quando mi sorse il dubbio che i miei amici fingessero per stare da soli con mamma e scoparsela; così decisi di tornare indietro, non mi andava di fare la figura de fesso.
Tornato a casa di corsa, entrai come il giorno prima senza fare rumore e cominciai a cercare per la casa dove fosse mia madre, sentii dei sospiri provenire dalla saletta degli ospiti, cazzo era la voce di mamma!. Corsi subito fuori al balcone per spiare dai vetri cosa stesse accadendo, rassegnato all’idea di vedere i miei amici scoparsela. Con mio grande piacere vidi invece solo mia madre al cento della stanza intenta a fare i suoi esercizi di ginnastica mattutini, con indosso il reggiseno e un perizoma entrambi rossi, colore che sulla sua pelle stava a pennello. Non era né nuda, né in compagnia dei miei amici che probabilmente dovevano essere ancora a letto.
Stavo per andare quando sentii una voce, era quella di Pasquale- dai togliti il reggiseno e il perizoma, guarda come c’è diventato duro-
a quel punto notai alla destra del balcone, seduti su un divanetto, che non avevo considerato nell’ispezionare la stanza, i miei amici nudi con i cazzi in tiro.
Mamma obbedì all’ordine e rimase nuda al centro della stanza. A quel punto cominciarono a dargli degli ordini che mia madre Angela eseguì alla lettera.
Le chiesero di sculettare per la stanza e lei con fare da gran troiane obbedì, facendo andare ora a destra ora a sinistra le sue belle chiappane, che nel giro di pochi istanti furono preda di insulti e poi, alzatisi i miei amici, di sonore pacche che le resero rosso fuoco.
Non contenti le chiesero di saltare e mamma obbedì, le sue tettone facevano su e giù e i miei amici cominciarono ad allungare le mani sul suo corpo nudo ed indifeso.
Mamma chiese se poteva smettere di saltare, perché evidentemente dovevano fargli male le tettone, ma i miei amici le impedirono di fermarsi.
-Perché ieri hai fatto la troia con noi ed ora vuoi che la finiamo?- intervenne Pasquale.
affannosamente rispose mamma, esausta per quel continuo saltellare- Perché dopo che A. era uscito, dato che non scopavo da 2 mesi, mi stavo masturbando in bagno pensando a due ragazzini che si erano eccitati nel guardare le mie tette il giorno prima in spiaggia, poi però siete arrivati voi e la fica ha cominciato a pulsarmi, però ora credo questa umiliazione debba finire.-
Cosa?- intervennero in coro.
-Vi siete divertiti, anche io ho goduto, però è ora di smetterla, sono la madre di un vostro amico.
Finalmente un po’ di senno pensai…ma…
-Angela guarda questi cazzi sono tuoi se vuoi, ma se ora rifiuti questa figona resterà bagnata fino al ritorno di tu marito-
Mamma improvvisamente smise di saltare, bene, pensai, finalmente si ragiona, ma con mia grande sorpresa la mia mammina disse – Sfondatemi solo per questa volta, non potete lasciarmi così, sono un lago- e prendendo la mano di Pasquale – senti sono bagnatissima, ho voglia dei vostri cazzi e del tuo soprattutto pasquale!-
E nel giro di pochi secondi si chinò, prendendo il grosso bastone di Pasquale in bocca ,e cominciò, dopo aver leccato per bene i testicoli, a succhiare quella grossa cappella che a stento riusciva a contenere tra le sue labbra carnose. Altri due cazzi le riempirono le mani e l’ultimo si posizionò tra le gambe di mamma cominciando a succhiargli quella figa pelosa e bagnata.
Senza nemmeno prendere i profilattici, forse perché alla fine avrei potuto insospettirmi della loro mancanza, ordinò ai miei amici di cominciare a scoparla, poi guardando Pasquale disse- Siediti e guarda lo spettacolo, il tuo cazzone voglio godermelo alla fine .-
Il mio amico obbedì, mentre gli altri cominciavano a fottersi mamma in tutti i suoi orifizi., compreso il culo che disse era ancora dolorante per il giorno prima. I miei amici non erano ancore venuti, ma mamma non resistette alla voglia del grosso cazzo di Pasquale e scacciati gli altri che la trombavano, andò a posizionarsi sul tavolo con le gambe aperte e la figa oscenamente dilatata.
- Voglio essere sfondata dai cosa aspetti?-
Eccitato come non mai Pasquale prese il suo enorme bastone e lo puntò sulla patatina di mamma ormai allagata, poi con grande foga prese a scoparla. Ormai aveva avuto una serie di orgasmi, ma non era ancora sazia, quel grosso bastone lo voleva nel culo.
Fece distendere Pasquale sul tavolo e si impalò con il culo che dolorante questa volta riusciva a permettere l’accesso a quell’arnese spaventoso. Mamma gridava come un’ossessa, era davvero eccitante devo ammetterlo, anche perché poi i miei amici che facevano da spettatori decisero di prendere parte al gioco e così uno si posizionò nella figa, uno tra le tette e infine l’ultimo nella bocca.
Il primo a venire fu Michele, che giusto in tempo uscì dalla figa per sborrarle sul monte di Venere ricoperto dalla nera e ben curata peluria. Poi fu il turno degli altri due: Giovanni inondò la bocca di mamma col suo seme, mentre Luigi le venne tra le tettone.
Mamma ormai aveva goduto come una cagna e quasi non si sentiva più il culo, perciò credo decise di dare piacere anche al proprietario di quel grosso pene che tanto le piaceva scopare.
Si alzò, invitò Pasquale a sistemarsi tra le sue tettone e cominciò una spagnola da urlo, il cazzo di Pasquale era talmente grosso che le sue gigantesche tette sembravano una terza a stento, viste da lontano. Finalmente anche l’ultimo dei miei amici venne e mamma ripuliti come il giorno prima i cazzi, decise che era ora di rivestirsi perché di lì a breve sarei tornato a casa.
Sdegnato e anche un po’ deluso, forse anche eccitato, uscii di nascosto e feci finta di rincasare.
Trovai i miei amici nei loro letti che fingevano, anche bene, di dormire ancora( d'altronde recitiamo insieme da diversi anni !), e mamma che in costume faceva ginnastica.
-hai corso poco, non sei per nulla sudato- disse mia madre.
-Si in effetti ero un po’ stanco, tu vedo invece che ti stai impegnando da come sei sudata.- le risposi io allora, e lei, ridendo, confermò la mia tesi.
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