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| nel sole nel mare |
Vi racconto quanto è accaduto l’estate passata, il tutto nel giro di un’ora e mezza. Premetto che nuoto molto bene, quindi ho avuto vita facile nell’avvicinare quella ragazza che stava nuotando a pochi metri da me ...
Conosciuta nell’acqua,in una lezione di nuoto improvvisata,nel mare d’Abruzzo. Tenera la tua pelle bruna bagnata,belli i tuoi occhi verdi. Chiacchieriamo cullati dal lieve muoversi delle onde, nell’acqua bassa. Le nostre gambe si sfiorano, senza la nostra volontà,nel mantenere l’equilibrio seduti. Sei tanto vicina mentre mi parli di te. Guardo il riflesso del sole sui tuoi capelli bagnati, sui ciuffi biondi. Guardo le tue labbra sorridere, suadenti e morbide.Sulla spiaggia solo il tuo amico, “con la A maiuscola” sottolinei tu, e qualche passante raro. La tensione sale, diviene quasi palpabile. Avvicino allora il mio viso al tuo viso,ti bacio sulla guancia,piano.”Che fai?” – ma nel dirlo sorridi – “ti bacio” poggiando poi le mie labbra sulle tue ultime parole. Ridi, divertita e sorpresa, poi rispondi al mio bacio. Le mie mani scorrono lungo i tuoi fianchi, poi sotto al sottile velo del tuo costume intero a cercare i tuoi seni. Morbidi,caldi,grandi.I capezzoli tuoi eretti sotto il palmo della mia mano fremono, corrugati di voglia. Cerchia ancora di difenderti da quello che comincia a travolgerci. ”Sei matto!..” dici – ma non hai più volontà di ritrarti. La mia mano scende allora lungo la schiena,e si insinua sotto il costume. Seguo il pronunciarsi del solco tra le tue natiche,fin dove nel profondo si allarga appena e accoglie il buco del culo. “...No!Guarda che ti meno ... no!”. Continuo a baciarti senza ascoltare la tua supplica che grida invece –prendimi!-. Il buco è stretto e si contrae, sento le pieghette stringersi, rilasciarsi ... continuo nell’apertura della tua fregna, allargando da dietro le labbra carnose. Tu ora spingi indietro il culo per offrirti meglio, in un gemito di piacere; prendi con la mano il mio cazzo duro che è venuto fuori dal costume – “è bellissimo !..” Porto la mia mano sul tuo ventre, davanti, scosto il costume,facendo venir fuori le labbra carnose. Passo le dita aperte sul pelo,fino dove il monte di venere si apre nel dolce avvallamento che porta alla clitoride, alle piccole labbra. Tu allora prendi in mano il mio sesso, lo strofini sulla clitoride,poi lo accompagni piano dentro la vagina. Il mio cazzo entra piano in te (non è affatto facile in acqua...), sempre più profondamente. Quando è tutto dentro cominci a muoverti con movimenti lenti e sinuosi. Con le dita torno quindi ad allargarti le cosce da dietro e a premere sul tuo buco del culo, che lentamente si dilata e lascia penetrare tutto il mio dito medio. Il piacere ti impedisce ora di baciarmi, ansimi, appoggi la tua testa sul mio collo. Con il dito dentro il tuo buco sento distintamente il mio sesso muoversi dentro la tua vagina. Il piacere si mescola con il calore del sole sulla nostra pelle,con il senso del sale. Io non vorrei, ma tu chiedi di venirti dentro, e lo sperma si mescola con il tuo liquido caldo, con l’acqua del mare. Sfiniti, restiamo abbracciati. Poi alzi la testa,mi guardi, mi baci ancora – “ora io esco dall’acqua, non seguirmi, lasciamo che finisca tutto così...”. Ti vedo tornare all’asciugamano,stenderti sulla sabbia,addormentarti nel sole. Vorrei raggiungerti continuare ad accarezzarti, ma rispetto la tua volontà. Lia, in un caldo giorno di luglio, sotto il cielo e nel mare,il tuo nome resta scritto sull’acqua con lettere che solo tu ed io potremo leggere per sempre.
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