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nei pressi di piazza plebiscito
Scritta da: fratebjt (2)

Le chiamate sul telefonino erano 4, ma tutte anonime. Certo che quando sei a lavorare e ti suona il cellulare e non sai neppure chi ti chiama ci si incazza; io, poi, divento una bestia. Risuona il telefonino: tesoro mi dice la voce, la più sensuale e stimolante che conosca, perché non rispondi? Io di rimando: ma come cazzo faccio a sapere chi sei se tieni coperto il numero. Mi da ragione, una tantum, non si era accorta di aver premuto il tasto sbagliato. Sai ti volevo invitare, dice lei, anzi ti volevo comunicare che siamo stati invitati a cena da una mia cara amica, vedrai ti piacerà, anzi so già che ti piace. Quando ? e a che ora chiedo con fare sbrigativo, mentre l’altro telefono continua a suonare. Domani, aggiunge lei, ci vediamo tra le 19 e le 19,15 all’angolo di Piazza Plebiscito, la mia amica sta a cento metri dalla piazza, prendiamo due babà, che le piacciono tanto, e saliamo a casa sua; si, saliamo proprio sono tre piani e senza ascensore. OK dico, ti faccio sapere, lei capisce a volo il significato di “ti faccio sapere” = traduzione: tu-sai-quanto-mi-piace-stare-con-te-in- verticale-o-in-orizzontale-che-sia,-farò-il-possibile-per-svincolarmi-da-casa-e-mi-tratterrò-a-Napoli-per-quella-sera. L’altro telefono continua a suonare, lo prendo e una voce mi dice che all’apparecchio c’è il dr….., gli rispondo che sono occupato e che il dr. …..” se l’andasse a prendere in culo”, sono occupato a pensare e pensando quello che penso già mi sto eccitando; già la vedo che mi viene incontro all’appuntamento, mia bacia delicatamente, quel tanto da farmi sentire la lingua sul viso, ci avviamo e appena superato il portone d’ingresso della sua amica, le prendo il viso tra le mani e la bacio infilandole 20 centimetri di lingua in gola, so che le piace e so che se non ci fermassimo scoperemmo sulle scale. Questo è quello che penso mentre ancora in studio pregusto la serata, in realtà accadrà veramente, anzi mentre saliamo le scale al secondo piano ci fermiamo, ci guardiamo attorno, c’è buio e non ci sono porte sul pianerottolo, la bacio di nuovo, non so se la lingua che le metto in bocca è 20 centimetri, ma il mio cazzo quella misura l’ha già raggiunta certamente. Lei lo sente attraverso la stoffa dei calzoni, comincia ad armeggiare sulla lampo, sa bene che così mi eccita ancora di più, finiscila non fare la troia le dico – a proposito dimenticavo io la chiamo Troietta, mi piace il diminuitivo e mi piace sentire la lingua che sbatte sui denti per pronunciare il suo nome – lo tira fuori, mentre io guardo a destra, a sinistra, sopra, sotto temendo che qualcuno possa salire o scendere…mentre lo prende in bocca e sento la sua lingua sulla cappella, sento pure una voce che dal piano di sopra dice: ma insomma quanto ci state per fare due piani, d’accordo che ci sono due lampadine fulminate ma non vorrete mica chiavare per le scale. Se ci fosse la luce la padrona di casa si accorgerebbe che sono arrossito, quasi arrossito, appena un rosa pallido, ci ricomponiamo in un attimo e saliamo le due rampe.
Ciao, come stai, smac smac, soliti convenevoli , entrate accomodatevi finalmente posso avervi a cena. Margheritina, così la chiama la mia bella, è molto attraente, vestitino bleu scuro, con bottoncini, anzi ne intravedo due in più e lo faccio notare a Lella, ma penso io sarà il freddo. Scusate un attimo dice Margheritina che vado a sentire il pupo. Mentre si allontana io chiedo a Lella se anche lei vuole sentire il pupo, si mette a ridere e le chiedo, ma il marito dov’è? Non lo vedo. Ma, sarà fuori Napoli, non è come speravi tu? Arrossisco di nuovo, sempre rosa pallido, e dico che non ha importanza. La cena è veramente deliziosa, il dolce è un fantastico crem caramel che ondeggia nel piatto, ondeggia piano come una bella tetta soda. Comincia a far caldo, Lei aiuta Margheritina a rigovernare e la padrona di casa mi dice di mettermi comodo sul divano mentre loro preparano il caffè. Mi giro intorno, bella casa, non ancora completamente arredata, ma quello che si vede è certamente di gusto. I soliti portaritratti, vecchie foto, libri, cassette - purtroppo tutte castigate - eppure un eccezione c’è “Monella” un video di Tinto Brass. Tornano assieme a portano il caffè, Lella, quardandomi negli occhi, mi chiede quanto zucchero? Poco, lo sai dico io. Guardo verso il televisore e indicando la videocassetta di Brass, dico: Brass ha fatto film migliori, la chiave per esempio con la Sandrelli. Lei, pronta dice subito, già vero la Sandrelli ha una quarta, riferendosi chiaramente alle tette. La guardo stupito e aggiungo, al solito il tuo complesso delle tette, Margheritina diglielo tu che ha un fisico da strafica e che le tette che ha vanno benissimo e comunque a me piacciono da morire. Mi mordo la lingua, mi sono lasciato andare, non sono certo che Margheritina sappia bene quali sono i rapporti tra noi. Lei comprende il mio imbarazzo e si avvicina a baciarmi, lo fa con foga (oltre che con figa) mentre Margheritina chiede scusa per andare a controllare il pupo. Approfitto rifaccio il verso a Lella e le chiedo se anche lei vuole controllare il pupo. Non termino neppure la frase che ci troviamo sul divano e lei inizia a slinguazzarmi sul collo, le sfioro appena le tette e lei comincia a mugolare, la luce si abbassa, credo sia stata lei a toccare l’interruttore, invece e stata Margheritina che rientrando nella stanza ha pensato bene di spegnere qualche luce. Si siede sul divano accanto a me – Lei è alla mia sinistra - e accendendo la TV dice, quasi ridendo, approfittate, approfittate, fate come se io non ci fossi e poggia la testa sulla spalliera. Io continuo a baciare Lella e cercando di non farmi vedere da Margherita prendo la mano di Lella e la poggio sul cazzo che è diventato durissimo, Lei stringe attraverso i pantaloni e io le metto una mano sulle cosce, sto cominciando a perdere il controllo, la situazione mi eccita da matti. Mentre con la lingua faccio i ghiri gori sulle tette di Lella, ormai quasi completamente fuori dalla camicetta e con due capezzoli durissimi, la mia mano destra stringe la carne della coscia di Margheritina, sento che si scioglie e scivola leggermente verso di me, mentre Lei mi ha tirato giù la lampo e armeggia per tirare fuori il cazzo che per le dimensioni raggiunte ha difficoltà ad uscire allo scoperto. Sono fuori di testa, sento che Margheritina si appoggia a me, sento il suo respiro sul collo le prendo la mano – lei non fa resistenza – e le faccio stringere il cazzo che Lella ha lasciato per avvicinarlo alla bocca. Stiamo ansimando tutt’è tre. Lei si è alzata la gonna, si scosta le mutandine e si prepara come piace a Lei a infilarsi sul cazzo che è diventato di legno. Nel frattempo mi tiro addosso Margheritina e sento la sua lingua entrarmi in bocca; è una sensazione bellissima. Lei che si impala sul cazzo e la lingua di Margheritina che mi lecca sulla bocca, sul petto. Margheritina, lo sento, vuole essere chiavata pure, mi giro le tiro giù gli slip e affondo la lingua nella sua fica che è letteralmente un lago, comincio a laccargliela, le apro le labbra e affondo la lingua. Lei mi fa sentire i capezzoli sulla schiena provo degli indicibili brividi di piacere. Mi sollevo, mi giro e dico a Lei di continuare lei a leccare la fica di Margheritina mentre io da dietro le allargo la fica e le affondo il cazzo fino alla radice, so che le piace da morire. Continuiamo per una buona mezz’ora, siamo degli amanti del sesso non c’è alcun dubbio, lo sappiamo fare e ci piace farlo. Mi alzo in piedi tenendomi il cazzo in mano e lo infilo in bocca a Lei che comincia a pompare come piace a me e dicendomi, per farmi arrapare ancora di più, dai sborrami in gola, sborrami in faccia, annaffiami con la sborra; la fermo, lei continua cambio bocca quasi con forza, ora sono in due che mi spompinano non resisto più schizzo tanto che rischio di macchiare il divano. Siamo tutti esausti, bacio Margheritina, anche Lei bacia sulle labbra Margheritina e le lecca il rivolo bianco che ha sul viso. Restiamo così per buoni dieci minuti. Dobbiamo andare, cazzo è tardissimo e domani lavoriamo tutti. Quando ci rivediamo dico a Margheritina, appena possibile dice Lei, da un bacio a me e a Lella e ci accompagna alla porta. Porca puttana si sono fatte le due. Di corsa a casa. Il giorno dopo ho due occhiaie terribili, chiamo al telefono Lei per chiederle come sta e lei mi dice benissimo se non fosse per due occhi neri uguali a quelli che mi ha appena detto di avere Margheritina.

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