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mio nipote
Mi chiamo Clara e ho 42 anni, di professione psichiatra, sono una donna ancora piacente e dicono sexy. Sposata felicemente da 16 anni, d'estate mi ritiro nella mia casa di campagna ma senza mio marito, che mi raggiunge solo per qualche giorno, a ferragosto, essendo molto impegnato per lavoro.
la scorsa estate chiesi a mio nipote, Luca, di 18 anni, di accompagnarmi nel rifugio estivo: dovevo portare alcune pile di vecchi libri di psicologia che volevo conservare lì.
Luca è un bel fanciullo, non proprio un palestrato ma ben messo fisicamente, muscoli al punto giusto ed un bel visetto, come si suol dire, da schiaffi, con labbra carnose e capelli corti ma con un ciuffo davanti.
Era reduce da una delusione amorosa, poichè aveva scoperto che la sua ragazza era lesbica, dunque lo portai con me su pressione della madre che voleva gli parlassi.
Giunti a casa, scaricammo i libri, e vedendolo allora stanco gli proposi di fare un tuffo nella nostra piscina. Accettò e subito tolse la maglietta mostrandomi il suo bel torace e degli addominali scolpiti in un corpo statuario.
Pensai che da quando faceva il bagnetto con mio figlio, suo coetaneo, nella piscinetta piccola che avevamo nel giardino, e io li sciacquavo entrambi, era passato solo qualche anno, ma la trasformazione era stata notevole.
Gli portai un costume slip di mio marito e si allontanò per indossarlo. Quando tornò io ero già in acqua, sfoggiando il mio due pezzi che a stento conteneva il mio grosso e sodo seno.
Lo vidi raggiungermi e subito notai un pacco enorme tra le coscie. Il costume era larghetto, per cui l'arnese che gli penzolava tra le gambe era ben visibile. Un attrezzo che da moscio era già più lungo e grosso del membro di mio marito.
Ero eccitata e lo fissai per un po', provando anche una certa vergogna. Presi ad immergermi quando lui si tuffò.
Quando risalimmo, mi stesi a bordo piscina e lui fece altrettanto. Eravamo a nemmeno mezzo metro di distanza l'uno dall'altra.
Mi sedetti per guardarlo meglio. Non mi ero sbagliata, ce l'aveva di dimensioni mostruose e ora che il costume era bagnato si poteva osservare anche un glande bello grosso e due testicoli grandi quanto due grosse albicocche.
Sorrisi e gli dissi: "Certo che sei cresciuto da quando venivi qui a fare il bagnetto nella piscina piccola con Sandro".
"Zia, trovi?"
"Si, piccolo, sei davvero diventato un bel ragazzo. Sono una donna aperta e ti posso dire che ti trovo, beh, insomma, ti trovo molto sexy"
"Grazie, zia, anche tu non scherzi".
Non credevo alle mie parole, la situazione mi stava sfuggendo di mano, ero bagnata fradicia e desideravo il mio nipotino!
Faceva molto caldo e quindi andai a prendere una crema per la protezione solare. Gli chiesi se ne volesse e mi rispose di si, allungando la mano per prendere il tubetto.
"Faccio io, Luca, sta disteso".
Cominciai a spalmare la crema sul suo bel viso mentre con una mano gli accarezzavo il pettorale. Con un dito poi seguii la linea delle labbra e sorrisi. Lui aprì gli occhi e con la sua mano bloccò la mia per baciarmi le dita.
Feci fare. Intanto notai che il cazzo stava avendo un'erezione, si era allungato a dismisura e ora era un bel palo rigido che soffriva dal restare chiuso nella gabbia di quel costume.
Continuai a spalmargli la crema prima sulle spalle poi sul torace, scendendo agli addominali d'acciaio. Per caso gli sfiorai l'attrezzo.
Fu allora che lui si alzo' d'improvviso, e tenendomi con una mano la testa mi diede un bacio appassionato con la lingua che ricambiai.
Ci baciammo per qualche minuto, poi io gli accarezzai il portentoso membro. Non immaginavo nemmeno che potesse esserci qualcosa del genere. Doveva misurare circa 28 cm. Lo estrassi dal costume e presi a spompinarlo.
Poi, con la lingua andai su e giù per l'asta pulsante, fino a leccargli anche le palle, che tenevo in mano come a soppesarle.
Non potevo credere a ciò che stavo facendo: era pur sempre mio nipote e io mi ero trasformata in una zoccola senza ritegno.
In men che non si dica, Luca, mostrandosi anche molto esperto, si alzava e mi spostava su un lettino, appiattendomi col le spalle su di esso e alzandomi la gambe. Poi col cazzo ormai del tutto in tiro, in un colpo solo mi infilzava, senza nemmeno togliermi il costume, ma semplicemente spostandolo per liberare la figa.
Emisi un urlo, era davvero grosso, oltre che lungo. Poi però dopo qualche secondo lo avevo tutto dentro. Sentivo che giungeva a profondità che mai erano state raggiunte all'interno del mio corpo. L'impressione era che stesse sfondandomi per giungere allo stomaco!
Stantuffava come un ossesso e dopo pochi minuti venni con un orgasmo multiplo che mi fece perdere il senso della realtà.
Una cosa mai provata prima di allora.
Lui non venne.
"Troia di una zia, ti piace il cazzo, è vero?"
"Ohi, si, mi piace molto il tuo cazzo, è davvero grande..."
"E' più grande di quello dello zio, vero?"
"Si, si, molto più grande, il doppio forse".
Non arresto i colpi e proseguì con potenza inaudita fino a farmi venire almeno altre due volte.
Poi si fermò.
Ero distesa, distrutta sul lettino, quando mi avvicinò il cazzone alla faccia per frustarmi sulla bocca. Poi per schiaffeggiarmi, sempre con quella bella e possente nerchia.
"Ciucciamelo, zoccola. Sono il tuo padrone ora".
"Si, sei il mio padrone e io sono la tua geisha".
Glielo succhiai ad arte fino a farlo sborrare: un'ondata di crema densissima e inarrestabile
mi indondò. Leccai a dovere e ingoiai tutto.
Tornammo a fare il bagno come se niente fosse, ma ero consapevole che nulla sarebbe tornato come prima e che avrei avuto bisogno di mio nipote per soddisfare la mia sete sessuale. Una sete che solo il suo vigore e la potenza del suo scettro potevano dissetare, dal momento che del cazzetto di mio marito dopo di allora non avrei saputo più che farmene... (continua)

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