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| la moglie del sindaco |
La moglie del sindaco……
Mi chiamo Stefano, ho 41 anni, scapolo impenitente, discreta presenza, abito nel bresciano ed una sera di alcuni anni fa, dopo la chiusura dello spoglio delle elezioni comunali, il neo sindaco organizzò, con il mio aiuto, una cena con tutto il paese per festeggiare la vittoria sull’acerrimo avversario politico.
Una cena con i fiocchi che, a parer mio, gli costò svariate centinaia di euro d’altronde 700 anime (i suoi sostenitori) non le sfami con semplici panini al prosciutto.
Dopo una settimana di fatica per preparare il tutto con al fianco sua moglie SARA, come organizzatrice, con cui ci ritrovammo, l’indomani della festa, a tirare le somme delle spese ma, purtroppo come spesso accade, i conti non tornavano ………. tra i vari dare ed i vari avere mancava qualcosa a detta di lei.
“Non è possibile” urlava lei, “manca qualcosa!!!!” ed io non riuscivo a capacitarmi di cosa poteva mancare, o meglio di chi e come aveva potuto appropriarsi di qualcosa.
Ad un certo punto, mentre ricontrollavo per la terza volta i rendiconti e sembrava essere tutto apposto, lei si avvicina e mi disse che aveva perso il “lume della ragione” toccandomi la patta dei pantaloni.
L’uomo non è di ferro, avendo cotanta bellezza davanti a me(prosperosa donna rossa di 38 anni, 172 cm per 58 Kg; 5^ di seno abbondante) e per giunta disponibile, non me lo feci ripetere due volte.
La spinsi in maniera energica addosso al muro ed iniziai a baciarla sul collo, facendo poi roteare la lingua nel suo orecchio destro; sembrava sciogliersi come burro al sole d’agosto.
Le tirai fuori la camicetta dalla gonna ed iniziai a pastrugnarle le enormi tettone che mi si paravano davanti per poi girarla e, dopo averle alzato la gonna, le strappai il tanga nero di pizzo cominciando a sditalinarla ben bene.
Iniziava ad urlare come una ossessa, ma non mi preoccupai più di tanto perché eravamo a casa sua ed il “SINDACO” non sarebbe tornato prima di quattro ore e figli non ne avevano mai avuti non so per quale motivo.
A quel punto ci sdraiammo su un enorme tappeto nel salone ed iniziò a menarmelo ed a leccarmelo ben bene, 25 cm di carne tostissima per 16 di circonferenza meta di molte ragazze in gioventù, fino alle palle gonfissime.
Lei non ce la faceva più e, dopo essere venuta sotto i colpi della mia lingua rugosa e sapiente, urlò che doveva averlo ed io non mi feci attendere, con lei supina le alzai le gambe al viso ed inizia ad stantuffarla selvaggiamente facendoglielo arrivare alla palle.
A causa del mio ritmo esagerato venne un’altra volta anche se in maniera più copiosa, facendo diventare il mio stantuffo lucidissimo ed io, siccome mi aveva detto che potevo venire dentro perché non poteva avere figli, le allagai la figa di sborra.
Glielo portai alla bocca, lei sapientemente lo ripulì ben bene non facendomelo ammosciare per niente ed allora colsi l’occasione della vita, farmi il più bel culo del paese così, dopo averglielo lubrificato con dell’olio d’oliva, le violai l’orifizio che, con mio enorme piacere, era vergine.
Infatti dopo le prime ritrosie ed i primi lamenti di dolore mi incitò a spanarglielo in malo modo ed io non me lo feci ripetere due volte e dopo circa mezz’ora di quel lavoro di fianchi, e due sue venute con grandi urla, le regalai un bel clistere caldo e denso che, il suo culo non seppe trattenere e che lei con grande troiaggine ed aiutandosi con un dito ripulì leccando tutto.
Rimasi con il cazzo mezzo moscio nel suo culo per circa mezz’ora e solo al trillare del suo cellulare ci alzammo; era il marito che l’avvertiva che sarebbe rientrato di lì a mezz’ora e noi ci potemmo ricomporre con tutta calma.
Al suo arrivo salutò la moglie e mi abbracciò dicendomi che senza il mio aiuto non sarebbe riuscito a realizzare una festa come quella ed io, con un po’ di malizia gli risposi che per me era stato un “piacere” lavorare con la moglie e dopo un caffè tornai a casa.
A distanza di circa un mese la “signora sindachessa” annunciò che, grazie ad una cura (di 25 cm a parer mio), era in stato interessante ed il gran cornuto , dovendosi assentare spesso per questioni di lavoro (comune/provincia o comune/regione), mi pregò di passare ogni tanto a darle una mano per la spesa ed io, con sommo piacere oltre a quello le davo qualcos’altro.
E così dopo altri otto mesi nacque un bel bambino che per fortuna assomigliava alla mammina ed io, proponendomi come padrino, ho potuto vederlo crescere insieme ad altri due gemelli (maschio e femmina) che nel frattempo la mia “cura” le ha fatto avere…….. e che contestualmente le ha appianato le emorroidi e risolto la stitichezza.
Stefano “palo di ferro”
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