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la figlia dell'avvocato
sono una 28enne libera e felice di poter scegliere ogni volta che mi pare il partner che più mi piace.
Lavoro in un piccolo studio legale di Milano e sono la segretaria di uno dei due soci dello studio. Sono due anziani signori della Milano bene che amano ancora circondarsi di belle ragazze soprattutto in ufficio dove passano la parte maggiore della giornata.
Il mio capo diretto è sempre stato gentile e non si è mai permesso di provarci o di fare battutine stupide, come invece non posso dire del suo collega e socio che si è portato a letto le sue ultime 3 segretarie ed ora ci sta provando con la quarta. Da quando sono arrivata Mario, il mio capo, mi ha fatto conoscere tutta la sua famiglia, la moglie adorata, il figlio skipper e il cane paipai. L'unica che mancava alla lista era la seconda figlia Jennifer che si era trasferita anni prima a New York e ci era rimasta dopo gli studi.
A lui è sempre mancata molto ed ero io a mantenere i contatti con lei tramite mail a causav dell'odio di Mario per la tecnologia.
Posso dire di conoscerla molto bene ormai ma purtroppo non di persona.
Come avrete capito l'incontro si preannunciava vicinissimo.
Vado a prenderla all'aereoporto e quando si apre la porta degli arrivi rimango folgorata.
Mi appare una giovane donna di 30 anni atletica ed elegante nei suoi pantaloni neri e una maglietta scollata bianca.
Sotto alla maglietta si intravede un seno polposo e bilanciato, morbido e ricco. Sono una ragazza e pur non essendo lesbica non mi dispiacciono i bei seni e le belle forme delle donne. Non sono lesbica ma ho comunque avuto esperienze lesbo nella mia vita, diciamo che mi posso definire bisex e ne vado orgogliosa.
Andiamo in ufficio da suo padre che è ansioso di rivederla dopo tanti tempi.
Durante il viaggio chiacchieriamo e l'aria tra di noi si fa elettrica.
Arrivate in ufficio la lascio a suo padre e torno al mio lavoro.
Alla fine della giornata l'avvocato mi chiede di accompagnare a casa Jessica che si vuole fare una doccia e rilassare un po'.
Lui ha un paio di clienti e poi ci aspetterà al ristorante con il resto della famiglia, è una serata da festeggiare.
Arrivate alla villa dell'avvocato resto davanti alla macchina:
j- che fai non entri?
i- forse è meglio se ti aspetto qui.
j- ma tu non vuoi farti una doccia?
i- si ma l'avvocato non vuole che ti lasci, dovrò aspettarti e poi una volta che voi sarete al ristorante me ne andrò a casa mia.
j- ma non puoi, tu devi restare a cena con noi, non te lo ha detto mio padre?
i- veramente no
j- se ne sarà dimenticato, dai sali, ti fai una doccia e ti presto qualcosa di mio.
Prima di entrare chiamai l'avvocato per capire cosa stava succedendo e lui si scusò moltissimo con me e confermò la cena.
j- c'è un bagno in ogni camera, fai come se fossi a casa tua.
i- ti ringrazio, andrò nella camera degli ospiti.
j- io sarò in camera mia... sai dove si trova vero? Quando hai finito mi raggiungi?
i- daccordo
Sorrisi e mi allontanai nella speranza che una doccia togliesse dalla mia mente quell'urgente desiderio di sesso che mi pervadeva.
L'acqua calda avvolse tutto il mio corpo e il sapone rese lucida la mia pelle.
All'improvviso la porta della doccia si apre.
j- scusa ma nella mia stanza non c'è acqua calda.
E' completamnete nuda, bagnata e con i lunghi capelli neri che scendono sulle spalle.
Mi guarda sorridendo e mi indica di farle spazio nel piccolo riquadro.
i- allora ti lascio la doccia, non ti preoccupare
j- veramente speravo che potessi aiutarmi con il sapone.
i- certo certo
La sua pelle è liscia e abbronzata, passo e scivolo con le mani ricche di sapone tutta la schiena e scivolo su un culo perfetto e tondo.
Lei vibra sotto le mie mani.
Quando le mani passano davanti i miei seni si appoggiano sulla sua schiena e le mie mani afferrano quei seni che da ore volevo stringere.
Lei chiude l'acqua e mi trascina fuori dalla doccia fin sul tappetodella camera, la voglio e non aspetterò che lei dica si. Le apre completamente le gambe e la sua figa si offre a me totalmente. Avvicino la mia bocca alla sua magnifica figa e soffio dolcemente.
Lei impazzisce e prendendo la mia testa mi ritrovo con la bocca piena della sua figa.
La lecco piano piano sentendola fremere sotto alle mie labbra, poi lentamente infilo la lingua dentro i suoi umori e muovo la lingua come un lungo cazzo voglioso e duro.
Mi accarezza i capelli e mi sposta.
Prende le mie tette dure e lecca e strizza i capezzoli vogliosi.
Mi infila due dita nella figa già bagnata e la sento vicino al mio orecchio che sussurra
j- voglio farti godere non voglio godere io, voglio solo sentirti urlare, sono qui per te.
La lascio fare, la sento entrare con le dita e apro sempre di più le gambe lasciandola entrare fino in fondo.
mi penetra anche con la lingua, entra come un cazzo duro dentro alla mia figa bagnatissima.
Gemo e quando la sento entrare fino ad un punto oltre il quale nessuno si era mai spinto, le orecchie non sentono più nessun rumore e la mia gola esprime in un urlo l'immenso piacere.
Godo e il mio orgasmo riempie la sua bocca.
Anche io voglio farla godere e rifaccio lo stesso nella sua figa bagnatissima.
Rivestite e truccate ci avviamo al ristorante.
Al nostro arrivo tutti ci fanno molti complimenti e la sorella di Jennifer ci si avvicina e ci dice
s- vi siete messe il mio lucida labbra?
i- no ma mi piacerebbe molto provarlo!

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