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la commessa poi moglie
Potrei iniziare con un titolo altisonante”ERA UNA SERATA BUIA E TEMPESTOSA” ma effettivamente, anche se ero fradicio come un pulcino ed erano le quattro del mattino, sarei potuto andare in giro anche a petto nudo talmente mi ero divertito….
Era iniziato tutto nel tardo pomeriggio del giorno prima quando, dopo aver terminato il lavoro in ufficio, mi recai al centro commerciale per acquistare un nuovo televisore LCD in offerta.
Mi recai allora presso la zona di vendita di apparecchi televisivi e, dopo aver preso il numeretto per essere servito, aspettai il mio turno per comprare quello che volevo da un anno.
Giunti al mio numero mi si avvicinò una commessa di bella presenza di circa 25/26 anni di nome ALICE che con fare molto gentile mi chiese di cosa avevo bisogno: la prima cosa che mi venne in mente, di fronte a tale e rara bellezza fù “Avrei bisogno di un televisore LCD da 42 pollici ma tu sei talmente bella che potrei invitarti a vedere l’ultimo film di …………. dopo una bella cenetta”.
All’inizio rispose che volendo si poteva fare ma che lei, andando via alle 21, avrebbe fatto far tardi a me per la cena ed io scherzando replicai che l’avrei volentieri aspettata.
Dopo un lungo parlare mi disse che tutti gli uomini erano uguali e che soprattutto, con la scusa di un falso acquisto, gli uomini tentavano di rimorchiarla; al che io tirai fuori la carta di credito ed oltre al televisore comprai un impianto Dolby surround per un totale di 1200 euro.
Con lo scontrino in mano le chiesi semplicemente “Carne o pesce?” e quando lei rispose “Carne ma mi farò accompagnare da una amica casa tua perché ho la macchina dal meccanico” le fornii il mio numero di telefono con l’indirizzo.
Preparai del succulento filetto al pepe verde con contorno d’insalatina e patate al forno innaffiato con del buon vino rosso quando, ormai erano le 21 e 30, squillò il telefono; era lei mi diceva che era sotto casa e stava parcheggiando.
Quando bussò alla porta andai ad aprire e quasi svenni per il miraggio che avevo davanti; lei al centro commerciale era appena truccata ma adesso era vestita in maniera provocantissima: mini di pelle rossa con toppino bianco, stivali di pelle rossi al ginocchio su carnagione olivastra, capelli lunghi biondi reali, altezza 1m e 75 cm per 62 kg ed almeno una 5^ di seno.
Ero rimasto sbigottito con la bocca aperta quando lei con un sorriso smagliante mi disse “Mi fai entrare o rimaniamo tutta la serata sulla porta” ed io ricambiando il sorriso la invitai ad entrare nella “Tana del lupo”.
Mangiammo abbastanza in fretta e dopo circa mezz’ora eravamo pronti per vedere il film sul televisore nuovo, ci sedemmo sul divano a due posti e lei, prendendo confidenza, dopo circa un ora si appoggiò con la testa sulla mia spalla.
Arrivati alla fine del film, con la scusa del bicchiere della staffa, versai un goccino di cognac in due bicchieri e, dopo aver messo su della musica jazz in sottofondo, iniziammo a bere e a parlare del suo lavoro.
Dopo circa dieci minuti, con la scusa che lei aveva qualcosa nei capelli, mi avvicinai per togliere la “pagliuzza” e con mano delicata avvicinai la sua testa alla mia e la baciai appassionatamente.
Lei ricambiò subito, le nostre lingue si attorcigliavano come due serpenti in amore, e le nostre mani iniziarono a frugare l’altro.
Le alzai la gonna spostai il tanga ed iniziai a pastrugnare la sua fica calda come un vulcano e già colma di umori mentre lei mi apriva la patta mostrando il mio attrezzo nel pieno del suo vigore: 26 cm per 6 di diametro.
Dopo un po’ la presi in braccio e la portai nella mia camera da letto dove iniziammo la “guerra”: dopo esserci spogliati l’un l’altro ci buttammo a capofitto in un 69 molto intenso e durante il quale lei venne in maniera esplosiva urlando “adesso voglio questo tuo palo della cuccagna”.
Non lo feci ripetere due volte e con lei sdraiata le alzai le gambe e la infilzai in maniera decisa iniziando a stantuffarla violentemente; dopo circa venti minuti, durante i quali venne due volte”, sfilai l’uccello da quella Bernarda fradicia e caldissima e lo accostai al suo culetto perfetto penetrandola dopo averlo lubrificato con dell’olio per bambini.
Entrai in quell’orifizio stupendo quasi con un colpo solo fino alle palle ed iniziai a sconquassarla con bordate paurose finendo, dopo circa 10 minuti, con farle un clistere di sborra calda e densa.
Rimanemmo in quella posizione per circa due minuti dopo di che lei mi disse che doveva rientrare entro trenta minuti perché viveva ancora con i genitori e così ci rivestimmo e la accompagnai a casa sua.
Giunti sotto casa, salutandomi per la bella serata, mi tirò un pompino con ingoio da urlo dicendo che aveva un ottimo sapore.
Nel tornare a casa rimasi in panne e mi sono dovuto fare più di 3 chilometri sotto un diluvio per tornare a casa dopo che avevo tentato invano di cercare qual'era il guasto per due ore.
Ci rivedemmo quel mese almeno 5/6 volte e dopo circa tre anni ci siamo sposati; adesso abbiamo due figli e ci dedichiamo almeno due volte a settimana a tre ore di sesso sfrenato pensando anche di inserire un terzo incomodo (magari colored e con un uccello più grosso del mio) per variare ogni tanto il menage sessuale.

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