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| la colf |
Sono un 35enne separato da tre anni.
Vivo in una villetta sul mare. Non ho grandi vizi ad eccezione di alcuni hobbies. A me pensa la mia colf, una donna che si è occupata da sempre della mia famiglia. La vecchia e cara Sara.
Una mattina di luglio la mia governante mi dice:
"Sai Max, sono anziana, è arrivato il momento di ritirarmi nella mia casetta di campagna"
Mi sento il mondo crollarmi addosso.
"E io come faccio senza la mia Sara?"
Riuscii a balbettare solo questa frase.
Sara con un sorriso disarmante mi dice,
"max ho pensato anche a questo, nn ti lascio da solo, per un'altro mese rimango e, se sei d'accordo, ho intenzione di portare quì la figlia di una mia amica, è separata da alcuni mesi ed ha bisogno di lavorare."
Accetto questo esperimento e le do appuntamento per il sabato successivo.
Come faccio da un po di tempo il venerdì sera do sfogo a uno dei miei hobbie, il calcetto con gli amici.
Il sabato di buon ora sento delle voci in cucina, mi affaccio e vedo Sara con una moretta molto carina.
"Max ti presento Paola"
Paola, una moretta con due occhi nerissimi, non molto alta ma con un bel seno e due natiche da guardare.
"Bene" dico con un certo imbarazzo "Vi lascio alle vostre faccende, Sara spiegherà il da farsi"
Paola viene a casa tre volte alla settimana, lunedì, giovedi e sabato, sempre di mattina per un periodo di prova.
Un venerdì, al calcetto, mi procuro una brutta distorsione, per raggiungere casa ho fatto i salti mortali a guidare. La doccia fatta velocemente e mi corico senza cenare per il dolore al piede.
La mattina successiva sento Paola, che aveva le chiavi di casa, sfaccendare facendo poco rumore.
La chiamo scusandomi se nn mi alzavo spiegando il mio problema.
Paola mi disse di farle vedere il piede, dal momento che aveva fatto un corso d'infermiera.
Non credevo che fosse così gonfio, sembrava un melone.
Lei mi controlla a dice:
"Per fortuna nn c'è frattura, solo una brutta distorsione."
Mi spalma di crema tutta la caviglia e la fascia.
Per fare questo si siede ai piedi del letto, il grembiule che indossava si accorcia e mostra due gambe dorate dal sole. Non posso staccare gli occhi da quelle cosce ben tornite, ma nn muovo un dito, non vorrei perdere la nuova colf per un mio comportamento sbagliato. Paola torna il pomeriggio e la mattina dopo per vedere come stavo e per fare i medicamenti.
Avevo sempre davanti agli occhi quelle cosce dorate, spesso mi ritrovavo con gli slip gonfi di cazzo, ma cercavo di resistere dal momento che la masturbazione era cosa superata da tempo.
La caviglia migliorava sempre di più, quella mattina,di buon ora, Paola passò pre vedere come stavo e se mi servisse qualcosa.
Sapevo che passava, mi ero alzato per una doccia, stavo tornando a letto quando sento le chiavi nella toppa.
Era lei, più bella e più curata che mai, un vestitino di cotone corto che faceva vedere le cosce, una scollatura che faceva intravedere buona parte del seno, aderente al punto di far immaginare il culo da favola.
A quella vista mi arrapo immediatamente, non m'importa se si nota o no. Paola mi chiede:
"Come stai oggi?"
"Bene, ho solo un leggero fastidio" rispondo.
"Lo vedo" mi dice con aria maliziosa. Si siede ai piedi del letto per cambiare la fasciatura, le carezzo i capelli, la tiro verso di me, noto che nn fa alcuna resistenza.
La bacio sul collo e poi sulle labbra, ricambia il bacio abbracciandomi. Tiro giù la cerniera del vestito e lo calo fino all'inguine, non portando il reggiseno mostra due tette grandi e dure, una aureola molto grande e due caporelli grandi e sporgenti. Tocco le cosce senza smettere di baciarla, lei mi ricambia passando la mano sugli slip, poi li abbassa e comincia a masturbarmi. Anche io la masturbo toccandole il grilletto, poi la penetro con il dito medio, Paola comincia a fremere e ad avere il respiro grosso, anche il mio cazzo è al culmine. La faccio salire su di me e le dico:
<Scopami...ti prego"
Non se lo fa ripetere, lentamente punta il cazzo sulla fica grondante di umori e sempre lentamente lo fa entrare completamente dentro di lei. Si muove da far impazzire, rotea il cazzo dentro la fica con movimenti del bacino. Si china su di me, stando attenta di nn far uscire il cazzo dalla fica, sento il seno contro il mio petto e questo mi da un piacere immenso. mi bacia e mi lecca scendedo verso il mio ventre fino a giungere a leccare la cappella. Lo fa molto lentamente e sempre lentamente fa sparire il cazzo nella bocca. Dopo alcuni minuti si toglie e si corica a pancia all'insù. e' l'invito, ora tocca a me leccarla. Divarica le gambe in modo di agevolarmi, in un attimo le sono sul boschetto di peli, la lecco e lei si contorce dal piacere, orai siamo due fiumi in piena, poi la lecco e più geme. Mi faccio scivolare sul suo corpo fino a raggiungere la sua fessura col mio cazzo, lo punto e la penetro lentamente. Paola ha un sussulto fatto di tremolii e mugolii, mi muovo dentro di lei aumentando il ritmo, si aggrappa al cuscino, stringe i pugni, poi mi abbraccia forte e comincia a venire sussultando e gridando di piacere.
"Tu non sei venuto vero?" rispondo "Ancora no"
Paola si gira su un fianco mostrandomi quel culo ke mi aveva fatto sognare. Non cìè bisogno di lubrificarlo tant'è bagnato di umori colati dalla fica. Attento a non farle male entro in quel buchino.
Paola emette un piccolo urlo "Fai piano ... ti prego"
Entro con tutto il mio cazzo, lei acconsente con alcuni movimenti del bacino.
"dai ... ora ... spingi ... fammi toccare il paradiso" Mentre la inculo penetro la fica con un dito, sento la sua mano che si aggiunge alla mia ed anche lei si penetra insieme a me.
" dai ... dai ... più forte ... si ... si ... siiiiiii" veniamo assieme, io nel suo culo e lei nella mia mano. restiamo abbracciati scambiandoci teneri baci.
E' superfluo dire che sto preparando i documenti pel l'assunzione...colf a tempo pieno.
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