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l'allenamento
Quella sera era rimasta fino a tardi in palestra: la giornata era stata pesante, il capo l'aveva rimproverata per l'aver consegnato in ritardo alcuni moduli, e ora, ora che si trovava sola con la palla, aveva bisogno di sfogarsi. Si era fatta lasciare le chiavi dell'edificio dal suo allenatore, gliele avrebbe consegnate il giorno seguente.
Si era allenata intensamente per 3 ore ed era stravolta: gocce di sudore le bagnavano la fronte, e il fiato quasi le mancava. Era arrivato il momento di smettere di palleggiare e andare a farsi una doccia. Entrò nello spogliatoio e Si tolse la divisa, ripondendola accuratamente nel borsone, poi si slacciò il reggiseno e si sfilò il minuscolo perizoma nero ke copriva solo un sottile lembo di pelle. slegò i biondi e boccolosi capelli, che si posarono sulle sue spalle.
Chiunque vedendola ora, nuda, senza alcun indumento a coprirla sarebbe rimasto senza fiato; i tanti anni passati sui campi di pallavolo avevano temprato il suo fisico: le lunghe e toniche gambe, il seno piuttosto prosperoso ma sodo, il culetto piccolo e soffice creavano un perfetto connubio fra sensualità e atleticità.
Si diresse verso le docce: Milena, questo era il suo nome, aveva una camminata decisa, ma sinuosa, proprio come il suo temperamento: era difatti, una donna determinata e concreta, ma quando se ne presentava l'occasione anche molto dolce e sensuale.
Aprì la manopola della doccia e l'acqua cominciò a cadere sul suo viso prima, sul suo corpo poi. MIlena iniziò a insaponarsi passando le sue mani affusolate sui seni, soffermandosi sui turgidi capezzoli, scivolando sull'addome per poi scendere sul pube completamente privo di peli, come quello di una bimba. LE sue dita sfioravano il clitoride lentamente e dolcemente, provocando un piacere tenue ma costante. Masturbarsi dopo una giornata come quella era l'ideale, le permetteva di scaricare la tensione e rilassarsi. Certo...se ci fosse stato un mebro maschile a soddisfarla...
Guardò l'orologio: caspita era tardissimo, doveva andare a casa, Minù, la gatta, era la ad aspettare il suo ritorno.
Svelta usci dalla doccia, si asciugò e si vestì solo di un minuscolo vestitino rosso: non amava sentirsi costretta, specialmente dopo l'attività fisica, e da tempo non usava indossare ne mutandine ne reggiseno, se non per lavorare o per allenarsi. E poi era cosi piacevole sentire del venticello fresco sul pube....
Stava per uscire dallo spogliatoio quando le luci improvvisamente si spensero. "Un cortocircuito" pensò. Posò la mano sulla maniglia per aprire la porta ma questa era bloccata. Milena capì che non potevano essere tutte coincidenze e venne assalita dalla paura. si udirono dei passi. poi silenzio.
Milena era paralizzata.
Ad un tratto sentì come se qualcuno le stesse ansimando addosso. Poi una mano la toccò. NOn per tapparle la bocca, ma per accarezzarle i seni. Le mani erano grandi, contenevano benissimo il suo seno generoso, e ruvide, sicuramnete erano di un uomo...
Il misterioso uomo la prese in braccio e la appoggio sul lettino dei massaggi.
Milena era terrorizzata, ma allo stesso tempo eccitata. Aveva capito che quelle mani non volevano farle del male, volevano solo possedere il suo corpo per una notte, una sola notte...
I suoi pensieri vennero interrotti da un brivido fortissimo lungo la schiena. L'essere misterioso le aveva aperto le gambe e ora stava leccando vogliosamente la sua vagina. La sua lingua sapeva come muoversi,alternando movimenti rotatori a piccoli morsi. Non aveva mai provato tanto piacere: gli orgasmi si succedevano in un turbinio di godimento. Era una sensazione stupenda. Ad un tratto tutto si fermò e la bella pallavolista capì che era arrivato il suo turno.
tastò il corpo dello sconosciuto, rendendosi conto della sua possente muscolatura, e gli calò i pantaloni: prese in mano il suo membro e iniziò ad accarezzarlo, scuoterlo su e giu lentamente e velocemente, infine lo prese in bocca. lo leccò proprio come fanno le bambine coi chupachups, con la stessa dolcezza ma anche con la stessa voracità. la situazione l'aveva eccitata tantissimo, e ora voleva che il membro dello sconosciuto diventasse suo. aveva voglia di essere riempita completamente....e più succhiava, più la voglia di essere scopata cresceva, diventando sempre più irresistibile. Lei si alzo, si rimise sul lettino e aprendo le gambe urlò "scopami!". Lo sconosciuto non proferì parola, ma si mise all'opera: infilò il suo membro nella vagina della giovane donna e cominciò a spingere, con una violenza che Milena mai aveva provato. LEi urlava, geemeva, infilava le sue unghie nella pelle dello sconosciuto. LUi la scopava e lei godeva, godeva come non mai. Gli orgasmi sembravano non avere fine. Andò avanti cosi per quasi un'ora.
Poi lo sconosciuto lasciò andare il suo seme, e la vagina di Milena venne innondata di sperma.
Milena era talmente esausta che senza rendersene conto si addormentò all'istante, o forse svenì. al suo risvegliò si ritrovò sul lettino, la luce era tornata. Dello sconosciuto non c'era piu traccia.
se ne era andato. Milena raccolse le sue cose. e dirigendosi verso l'uscita notò un bigliettino. In una bella calligrafia c'era scritto "Grazie per la splendida notte".
Prese il bigliettino e lo ripose nella borsa, in ricordo della scopata più bella della sua vita. Non avrebbe mai saputo chi era quello sconosciuto.

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