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insonnia di chat
È notte fonda, a fianco mia moglie Trilli come sempre semi nuda con indosso solo una T Shirt (- … “così sono più libera”). e non prendo freddo alle spalle” ) è lì sotto il lenzuolo leggero, coperta fino alle orecchie dorme forte e russa; è un periodo che soffro disturbi del sonno così ha scritto il dott sulla la richiesta all’ASL di analisi ed esami neuro-elettrografici mi sono svegliato in preda a una fortissima erezione spontanea che mi inquieta Ora però non voglio svegliarla per ricominciare, lei, (la conosco bene), sta ancora gustandosi l’ amore fatto da poco, dopo essermi più volte girato nervoso nel letto Mi alzo e sudato, coperto soltanto di questa calda inquietudine vado nello studio, accendo il PC, entro in una chat: contatto una donna con la mia stessa inquietudine al femminile, poi chat dopo chat scopro presto che è della mia città, ci sentiamo di casa, come persone note da fidarsi conosciute con comuni sentimenti da spartire e scatta la curiosità, l’ ansia, la reciproca morbosa voglia di conoscerci; turbinìo di sensazioni: eccitazione della scoperta, avventura pura, la mente è attraversata da immagini di foreste amazzoniche; donne e uomini rossi nudi con frecce e lance, lunghi serpenti anfibi verdi con grandi macchie rosse e gialle passano strisciando silenziosi davanti gli occhi lasciandomi un turbinio di immagini sconnesse: esquimesi a caccia su fragili kajak in pelle di foca scivolano sulle acque gelide e calme del loro mare fra ghiacciai residui e iceberg; deserto marochino,, berberi blu su cavalli arabi lanciati al galoppo in un’ avventura impossibile, spezzoni di Indiana Jones danno ritmo e emozione all ’ immaginario distorto, trepidazione del mistero, esaltazione del pensiero, esigua possibilità di Concretizzare un sogno, di esaudire il sogno di una avventura impossibile, e lacerante reale bisogno del contatto e calore di un morbido corpo di donna, necessità di conforto con la creatività dell’ eros verificare l’ emozione reale come dalle tante sensazioni scritte, stravolgimento dei sensi, transitorio abbassamento della vista. bisogno di un contatto vero, carnale non solo emozioni di parole scritte; ci scambiamo dei dettagli: ha il mio stesso CAP le dico,- bella signora vorrei tanto, e tu sai bene quanto vorrei approfondire la nostra conoscenza ma temo uno scandalo che ora non posso permettermi; avere lo stesso CAP può essere molto rischioso, subito risponde:– basta stare attenti. – (di fronte tanta semplice, reattiva e e lucida e evidente razionalità devo soccombere): – hai ragione, e subito tento un immediato quanto goffo recupero di posizione, nel frattempo però dimmi come sei fatta, o meglio come appari e come ti prepareresti affinché io m’ innamorassi perdutamente di te almeno Per questa notte mordace. Vaneggio un pò sul come potrebbe essere, e come la vorrei ma so che l’ accetterò com’ è. Senza altre pretese; i miei pensieri volano oltre il possibile, deformano la realtà, starnazzano nel mio corpo già eccitato nella carne ora anche nell’ animo. - bella signora con queste tue poche sincere parole scritte d’ impeto mi hai rapito anche l’ anima e mi sento perdutamente tuo già da ora, sei un’ emozione sconvolgente e delirante, sembri tanto, troppo per me, (uomo d’ ordinaria famiglia). È l’ esito della potenza delle parole, ora non provo rimorsi nei confronti di Trilli. Sono completamente preso travolto, eccitato e frastornato dalla nuova situazione arrivata quasi per caso. e ancora non l’ ho vista; chissà come sarà dopo?
(Si descrivenei dettagli ; - raccontata così sembri davvero bella, direi la donna ideale per iniziare questo nostro meraviglioso pazzo gioco. Sai, ora che t’ immagino vera sono in preda a forti pulsioni d’ emotività. Ho il cuore, le tempie, la gola e anche l’ uccello che pulsano tutti ancora più forte; vedo la cappella violacea per l’ emozione e comincia a dolermi vorrei tu fossi qui di carne calda e vera. - uhumm vorrei placarti a modo mio. - Anch’ io, ma ora, subito. – Fermo, mon andare via, resisti ancora un po’; La portafinestra che s’ affaccia sul giardino in parte mio, il resto condominiale, si spalanca spinta da una raffica di vento notturno, Una folata d’ aria fresca in questa notte bollente di un’ estate in città m’ investe, gela il sudore sulla pelle, un brivido mi scuote dai piedi alla nuca. avverto una presenza nella stanza: aumenta la salivazione e la pressione arteriosa il cuore batte più forte, e sotto le pulsioni dell’ eccitazione e l’ uccello costretto dentro la sua dimensione massima duole per la pressione del sangue pompato forte da un cuore impazzito. sono pervaso dalla paura, speranza dell’ improbabile, resto in attesa di eventi; una mano bianca, affusolata, morbida molto femminile dal tocco leggero un pò strusciato come una carezza appena accennata si posa sulla mia contratta e rigida sul mouse. con l’ altra mano impugno stretto il tagliacarte chissà come finito lì grazie al disordine perenne, è un kris indiano, souvenir di Paolo che in India c’ è andato la scorsa estate, salto in piedi in preda al terrore, pronto a lanciarmi nella lotta furibonda, disposto a uccidere senza pietà per difendere la proprietà e la vita (così ho letto sui giornali, è più o meno, il comportamento legittimo secondo lo spirito della nuova legge che regolamenta, esorta e invita all’ autodifesa per tentare di salvarci almeno individualmente dalle orde di delinquenti immigrati che si trascinano, violente e affamate di carne, capitale e sangue italiano concentrate soprattutto nelle città del Nord. dalle quali son calati il Governatore e i suoi ministri. il cazzo resta ritto ora è proteso in avanti come la lancia dei cavalieri di un rodeo medievale il computer è il mio cavallo in piedi davanti a me sotto una pelliccia gettata a caso e in fretta sulle spalle c’ è nuda e bella la signora del sesto piano, (sì, proprio lei (quella bella bruna che se la tira) a tracolla ha la borsa col suo notebook wi-fi. La guardo da capo a piedi l’ abbraccio con decisione tirandola a me che possa sentire la consistenza della mia inquietudine. Lei risponde al saluto carnale con un frastornato buoonaasééra. Ricambio il saluto verbale e come due cretini scrutiamo vogliosi le nostre nudità; tento malamente un abbozzo di dialogo - Lei? – già io, non ti vado bene? – Non avrei mai immaginato noi due così, le sue mani sciolgono il poco ghiaccio residuo, percorrono il mio corpo in una carezza tanto delicata quanto maliziosa, dalla tempia fin laggiù dove si fermano e con leggerezza estrema abbassano il prepuzio, carezzano lo scroto, un dito percorre il perineo, sono stordito da questa allucinazione frastornato eccitato, sogno a occhi aperti con Trilli che potrebbe… impossibilitato a qualsiasi reazione, fisica o verbale, mi arrendo a lei per la seconda volta in una sera. Prima a parole ora con la pelle; la lascio fare, con studiata sexy lentezza s’ inginocchia davanti a me e mi delizia di un pompino insperato, lento e profondo: è il succoso sfogo delle tante voglie, fantasie tenute segrete da tempo, di pensieri informi ricomposti e cresciuti durante quelle brevi righe di chat comincio d’ istinto a scoparla in bocca, allento la stretta sul tagliacarte e il pugnale cade a terra infilandosi ritto con la punta accuminata nel parquet di larice lei prosegue nella sua elargizione di piacere sento la sua lingua sapiente piena di tensione - (come potrebbe non esserci tensione in una situazione così?) la sento e godo nel sentirla correre e ripercorrere sulle mie liscezze più sensibili; godo scoppiandole sul palato un copioso getto di sperma denso e caldo rimango abbagliato dal lampo di luce che solo io ho visto in quel momento all’ apice del mio piacere, bellissimo istante tutto e solo mio. Spruzzi della mia essenza le sigillano le palpebre, le imbiancano i seni colano lentamente sulle cosce gocciolando giù dai capezzoli turgidi aggettati in fuori come pluviali di pietra d’ una cattedrale gotica, le colonne sono le sue gambe slanciate e altissime la bocca rossa marcata di colore di gran marca è il rosone sulla navata centrale dove folle di fedeli si alternano al susseguirsi delle funzioni tenute dai pensieri celati nella cripta sotto l’ asbside. nella sua mente si spalma sulla pelle quelle gocce di vita là dove sono attaccate, piantando quei suoi fantastici occhi azurri nei miei ordinari e marroni e senza attendere oltre in un sonoro Gulp ingoia quello che s’ era tenuto in bocca per ben gustare e memorizzare il nuovo sapore; poi, con la bocca ancora imbrattata di me si sdraia sul tavolo/scrivania, fra me e la tastiera, la luce celeste del monitor illumina le sue forme, è più bella di quanto s’ è descritta e di quanto vedendola vestita con tanto di pelliccia nei fugaci incontri nell’ atrio io possa immaginare, è morbida, sinuosa; un bel corpo agile e fremente lì davanti a me profuma di voglia d’ amore di urgente bisogno di sesso, sa di dolce e di pulito. Un odore buono, sano e casereccio mi ricorda le torte casalinghe di pan di Spagna cosparse di zucchero a velo vanigliato come una schiacciata fiorentina del periodo di carnevale ma qui deve ancora venire Natale. Ha Forme giunoniche armoniche linee da carezzare, baciare e desiderare. Volumi da possedere definiti dai contorni morbidi, seni tondi da carezzare palpare e stringere, capezzoli turgidi da leccare, stringere fra le labbra succhiare senza fine; una passera ben curata e glabra da penetrare. mentre Con una mano in una infinita carezza percorro tutto il corpo di questa splendida dama trovata con l’ Hi-tech e ora stesa in omaggio alla mia maschilità abbandonata qui davanti a me per gustarsi il piacere immaginato nell’ attesa del mio ardore; Rapidamente rileggo mentalmente il Regolamento Condominiale; non c’ è nessun articolo che vieti di scopare le signore del sesto piano come neppure di nessun altro piano, così che ora, confortato anche dalla conformità normativa oltre dalla sua palese disponibilità e con tutta la mia voglia, mi adagio su di lei penetrandola nel profondo. Dopo pochi affondi lei gode felice il suo piacere raggiungendo lo stato di letizia sperato. Ancora pochi colpi vigorosi per meglio incunearmi in lei e raggiungo anch’ io il mio piacere. dopo una breve eternità Esco dal suo ventre e le chiedo: - Romei lo so, ma di nome come ti chiami? – Matilde. – Mati’, Se vuoi una doccia calda puoi nel “bagno 2 Subito a destra dopo la cucina – Grazie, e s’ incammina leggiadra nel corridoio, con serenità mi godo lo spettacolo del suo corpo che incede chiaro e sinuoso nel corridoio lungo e stretto. le sue forme morbide, contorni appena visibili nella penombra vivacizzano l’ austero locale mai restaurato perché muratori, elettricisti e imbianchini costano sempre troppo. Odo lo scroscio dell’ acqua poi nel silenzio buio della notte torna costellata di gocce d’ acqua, che l’ adornano impreziosendola come gemme sparse sulla pelle È bella, ora per me è l’ icona della femminilità, La Bellezza assoluta, modello personale di una nuova Venere da ritrarre in quadro trecentesco da un Botticelli risorto per farci emozionare ancora con nascite impossibili di donne stupende sorte dalle onde del web, bellezza di donne, e mare confidenza e paura di perdere il contatto abbandono al piacere fantastico, Lussuria vivente, luce abbagliante, guida e finalità dell’ incredibile follia di questa notte, emblema della libertà. sul divano del “salottino di mezzo” quello per ricevere i confidenti e persone di riguardo ci abbandoniamo alle più dolci carezze gustandoci ancora i piaceri dei sensi ancora già tutti allertati godo a guardarla, mi perdo in lei, mi esalto col profumo della sua pelle mi riempio di lei m’ ubriaco del suo nettare più segreto e del bisogno di sesso reclamato ancora a gran voce dai nostri corpi vibranti. Dopo il nostro rinnovato o piacere spengo il PC, la riaccompagno controvoglia alla porta e mentre getta noncurante sulla pelle nuda ormai imperlata di poche gemme liquide la sua pelliccia si stringe a me : mi dichiara sincera il suo sentire ; - vorrei che non restasse l’ unica volta. - anch’ io, le poso Un bacio sulle labbra morbide e le prometto - ti chiamo presto, ciao cara, - ciao. si volta saluta con la mano bianca e un attimo dopo il sibilo delle funi d’ acciaio porta su la signora Romei, richiudo la porta, Trilli chiama: - che succeedee? - Niente, - ma niente un cazzo, che succeedee? -Un colpo di vento. Ho richiuso bene la finestra dello studio ora è tutto a posto – Va bèh. Per fortuna te ne sei accorto te una volta tanto almeno; Smette di brontolare, Si gira di là e sotto il lenzuolo seguita a ronfare il suo sonno. Chissà cosa sogna ora?.
Ormai è l’ alba, Non torno a letto, vado in bagno e comincio le operazioni della mia toilette quotidiana come ogni mattina oggi però con più calma. E vista l’ ora presta arriverò anche in orario in Ufficio(!). Ma indugiando sui piaceri del tocco schiumoso sulla pelle, ripensare al il piacere di matì e la sferzante esplosione di energia della nuova lozione dopobarba rinfrescante Se la pubblicità dice così forse un po’ sarà vero. Picchiettata sul viso rovente dopo la rasatura profonda fatta col nuovo rasoio “lame rotanti”,quello che “non lascia scampo ai peli” (ma neppure alla pelle) e così via, indugiando nel turbinio mattutino di questi piaceri esclusivamente maschili Da presto ho fatto puntualmente tardi anche stamani ma sono pago dei giochi con la nuova splendida amica. Nell’ atrio d’ ingresso c’ è già il postino che infila la posta nelle cassette (tutte bollette da pagare) nessuna lettera, o cartolina di qualche la nostra generazione deve accontentarsi della posta elettronica). Lo saluto - Buongiorno, c’ è niente per me?- lei è il signor? gli rispondo il mio cognome, -No, per lei oggi non c’ è niente, - per fortuna! e come seguendo un suo pensiero preesistente lasciato a metà prosegue –… invece sa, ha ritirato ora or ora la posta la signora Romei oggi ne aveva tanta - (chissà perchè la cosa dovrebbe interessarmi?), ma stamani è diverso, mi fa piacere avere notizie recenti di Matì e lui con uno sguardo malizioso e sorriso malandrino aggiunge - le “scriverei” volentieri anch’ io, le scriverei…gli rispondo forse anche un pò troppo brusco: – immagino… Buona giornata e Arrivederci. esco dal portone. appena arrivato in ufficio accendo il PC lancio Outlook le invio subito una mail brevissima:, <sei stata superlativa> dopo due ore risponde, - anche te, Bacio. Mati’. Sa che ora per me lei è solo e soprattutto Mati’ nel senso che è proprio “sopra a tutto” È Il primo bacio via internet che m’ invia. Lo sento caldo sulla pelle del viso un bacio scritto che fa smack!, e schioccando sonoro nelle orecchie (mai successo così), Mati’: un nuovo splendido pensiero che mi confonde la mente mi svuota di ogni pensiero diverso da lei si sostituisce a ogni altra attività mentale preesistente o corrente . Matì ora occupa ogni meandro della mente ogni area funzionale del cervello lei si è sparsa, come spalmata sopra e dentro tutto il corpo e anche nella la mia mente sono innamorato di lei lei è il mio viaggio nel tempo sembro tornato al tempo degli amori adolescenziali quando ogni ragazza nuova generava in me sconvolgimenti passionali, incontrollabili La sera al rientro la incontro nel portone; pur suonandomi buffo la saluto con un asettico convenevole e ossequioso “Buonaseera Signora Romei” – buonasera. abbassai lo sguardo per non incrociare più il suo e non creare altro imbarazzo già alto fra noi, il signor Romei era lì con le buste gonfie della spesa fatta al Supermercato in attesa dell’ ascensore. Ma Non lo vedevo a causa mia come un nuovo povero becco. Era il solito Sig Romei di sempre mentre Mati’ con tutta la sua esuberante femminilità due sillabe enormi Ma+tì in grado di riempire ogni spazio fisco, mentale e architettonico. sovrastava Magnifica su tutta la scena. E provai uno strano impulso di gelosia. Quasi che l’ intruso fosse lui il povero marito.
La settimana successiva ci fu l’ assemblea condominiale. L’ Amministratore, anche questa volta come sempre, nominato segretario lo mise anche a verbale. Che fra il condomino del piano terreno e la signora Romei del sesto piano si erano delineate delle ampie identità di opinioni. La mozione delle opere straordinarie è approvata con 610 millesimi su mille (480 erano i nostri due messi insieme fu sufficiente l’ apporto del signor Paolini del 2°pp. con i suoi pochi 150/1.000 Questo fece sì che unendo alla votazione i nostri millesimi avevamo praticamente l’ assemblea in pugno volevamo finire presto quell’ angosciante passerella di pseudo relazioni umane atrofizzate su contrastanti interessi comuni. per correre a curare altri nostri ben più urgenti interessi che neppure il Signor Paolini ne l’Amministratore potevano immaginare, ma l’ o.d.g. dell’ Assemblea va seguito scrupolosamente pena possibili lunghe, costose e stupide cause civili contro il Presidente dell’ assemblea. : -(in fondo non c’ è niente di riprovevole tantomeno d’ immorale o tragressivo Se due condomini concordano sulle spese di manutenzione straordinaria. All’ uscita dalla sala per le assemblee condominiali affittata dal prete in Parrocchia, la – raggiunsi in strada, era con altre donne del palazzo, la chiamo Signora Romei… lasciando le altre a lato mi si avvicina subito, le dichiaro: - prima pensavo alla nostra di noi “Straordinaria” manutenzione, - anch’ io. - Dopo cena salgo da te – No stasera no, domani va bene ma stasera no, lui mi resta a casa. – ti chiamo io, ciao e allungai il passo verso casa. Dopo un giorno che mi parve lungo 24 anni Arrivò anche il domani sera e finalmente anch’ io potei a buona ragione usare l’ ascensore; Con un solo drin leggero al campanello, di casa Romei la porta si socchiude col catenaccio inserito, lei mi guarda e spalanca la porta blindata, entro, è gentile e bella , sopra un intimo bianco con pizzi san Gallo indossa solo un babydoll cortissimo, di tessuto trasparente, rossoscarlatto , sofisticatamente sexy col boa di pelo rosso cucito infondo che non nasconde quasi niente di se e me la fa desiderare ancora di più; offre: - ho il caffè che sale sù, ne vuoi? - Sì grazie, -io ho in ebollizione un’ altra cosa che non esattamente liquida ma si può anche bere ne vuoi? - oddio, gl’ indovinelli no, per favore! Entriamo nella stretta cucina Appena glielo strusciai ben teso sulle belle natiche tonde e alte rispose - oh-oh ma questo è un cazzo! Brava, visto che gli indovinelli li risolvi anche te?, -forse dipende dall’ argomento. – e da come è posta la domanda. Spense la fiamma del gas sotto la moka che borbottava e rapiti da una passione incontenibile vogliosi di noi, desiderosi di tutto il piacere ricavabile ancora una volta dai nostri sessi : scivolammo intimamente incastrati sul letto liscio rifatto con le lenzuola belle di seta stese lì per quest’ occasione straordinaria. Matì calmati , ora non voglio correre, - io invece sì, sono molto nervosa, - che c’ è? – ho letto con attenzione il quadro delle rate del condominio. non mi torna, hai visto che aumento? no,…. e non me ne frega nulla. Per poterci incontrare così potremmo ben pagarla anche doppia ‘sta rata o no? - sì. Due colpi d’ affondo fecero sparire dentro di lei tutto il mio maschio rovente – tiè, piglia, grande magnifica Troia mia splendida puttana, la sento scuotere sotto di me in preda alle convulsioni dell’orgasmo lei sospira un profondo aah!e mi confessa, - sai che è incredibile quanto le prolacce che mi dici riescano a farmi bollire? Sì, lo so per questo te ne dico tante. -Invece Lui ( il signor Romei) in questi momenti sta sempre zitto. ansima soltanto – A me invece piace sentirti e guardarti quando smani dalla voglia. E impazzi dal piacere– intendi dire che normale non ti piaccio? – tutt’ altro; ma al meglio non c’ è mai fine. Fra qualche istante bella mia, sarai irresistibile e lo sentirai. - Come? - fossi in te mi preoccuperei più del Dove e del Quanto che non del Come - credo di essere d’ accordo con te, sai che in assemblea se alla votazione unissimo sempre i nostri millesimi con quelli del Paolini o soltanto del Rossetti 4° pp (22/1000 che mi sembra una persona ragionevole) l’Assemblea faremmo della gestione del condomino la nostra gestione privata! No, non mi piace, da lì a illuderci padroni del palazzo il passo è breve e pericoloso potremmo illuderci di essere i padroni dimenticando di non esserli come quelli che Credono di far sesso in internet. pur essendo solo davanti a un’ immagine. e per quanto bello e intrigante sia resta pur sempre e solo autoerotismo. Come noi che ci crediamo padroni io di te e te di me invece… eh? Lo sai bene, com’ è la situazione e poi voglio poter salutare tutti quelli del palazzo senza farmi nemici non ho guerre in corso io. visto che ho una grande simpatia per una certa signora dei piani alti con il vizio di… credo sia sempre meglio valutare caso per caso le generalizzazioni non vanno mai bene, ti pare? -sì. - Ora mi basta tenere in mano tutto il tuo bel culo. – tenerlo in mano soltanto ? Per scoparti ben bene ora basta. - Sì credo di sì e pompai più forte infilandole tutto il dito medio nel culo che mi sembrò palpitante dalla voglia anche lui, volò altissima godendosi il suo orgasmo col corpo lanciato ormai fuori da ogni controllo mentale. Le sbrodai copioso su tutto il corpo dal pube fin sui seni alti e tondi qualche schizzo finì anche lassù sul viso bello vedevo le mie gocce calde e filaccicose restare attaccate alla pelle liscia, scendere in basso lentamente. Come a prolungare nel tempo il nostro folle piacere. Pensai (però? che condomino Straordinario è la Signora Romei. Dalla porticina di camera entrai nel bagno per lavare via le ultime tracce di noi., che fra poco avrebbero generato tanto prurito al mio basso ventre. Lei rimase accoccolata sulle sue lenzuola belle a gustare il mio calore che ancora le bruciava sulla pelle liscia e nuda. Mi rivestii le detti un bacio cercando di trasmetterle tutta la mia tristezza per nostra separazione. La porta si chiuse con un clock cupo come quello di tutte le porte blindate incupite dal loro peso esagerato, neanche le vendessero a Kg. Anche se il prezzo di ogni cosa può sempre ricondursi al suo peso anche le opere editoriali che secondo l’autore (scrittore o giornalista, che fanno vendere più o meno quintali di carta stampata secondo il favore del pubblico. Mentre Di cose come Matì però non c’ è bascula che possa misurare l’ emozione che mi fa esplodere ogni volta; che mi stia davvero innamorando di lei?
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