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il ricatto
Scritta da: frannye174 (1)

uel pomeriggio rientravo a casa dopo una mattinata passata in ufficio a sentire le urla isteriche dei miei colleghi, speravo quindi di potermi rilassare un pochino. Invece, sul pianerottolo trovai Massimiliano il vicino del piano del sesto piano, che mi aspettava con aria impaziente. Sapendo che era un piantagrane su qualunque questione condominiale mi sentii un po' avvilita. Infatti, neanche tempo di salutarci che mi disse subito “Dobbiamo parlare”. Parliamo risposi io stizzita, ma per il quieto vivere lo feci entrare in casa sperando che la cosa fosse il più rapida possibile. Lui aprì una cartellina contenente alcune foto e sfoderando il ghigno di uno squalo me le mostrò. Erano delle foto mie, nuda, altre mie che facevo sesso con il mio amante. “Vede signora, da queste foto si deducono due cose: la prima che lei è una gran troia, la seconda che suo marito sarà molto triste nel vederle” disse con calma. Io ero arrossita e sentivo la rabbia montarmi dentro ero sul punto di esplodere, avrei anche potuto dargli un pugno sul viso. Lui con calma mi disse “Lei non vuole che suo marito le veda vero?”. La mia risposta fu no, ovviamente. Anche se avevo capito che la cosa avrebbe avuto un prezzo, speravo non troppo alto. “Bene le chiedo solo un pomeriggio tutto per me, io e lei soli signora” disse aggiungendo “tanto non sembra possa scegliere diversamente” mentre lo diceva il suo ghigno da squalo torno a far capolino sulla sua faccia. Non sapevo cosa fare, ma ero sicura che mio marito mi avrebbe ammazzata vedendo quelle foto. Così rassegnata risposi di si, ma che se doveva essere volevo che fosse oggi,subito. Lui non disse nulla sembrava pensare un attimo, poi mi disse placidamente di salire nel suo appartamento tra mezz'ora. Passata la mezzora stavo suonando al suo campanello con un misto di sensazioni nella testa che vorticavano rabbia, umiliazione ma anche eccitazione. Sono sempre stata così, la passione per il sesso spesso prendeva il sopravvento sul mio buon senso e come in questo caso ogni tanto mi cacciava nei guai. Lui mi apri la porta era completamente nudo, con il suo membro già gonfio ed in tiro. Mi soffermai a guardarlo, il suo corpo grassoccio e un po' flaccido faceva torto a quel membro teso liscio e lungo. Mi tiro dentro con una certa forza e richiudendo la porta mi disse “Spogliati troia”, diventai rossa a quell'epiteto non mi piaceva ma era quello che ero in quell'istante. Lo accontentai spogliandomi subito, pensavo che la cosa sarebbe durata poco e mi feci coraggio. Lui mi strattono fino nella sua camera da letto dove scopri ad attenderci vi era un altro uomo, anche lui come Massimiliano sulla cinquantina. Era tarchiato e stempiato e stava guardando un film porno, era nudo e metteva in mostra un corpo muscoloso e un cazzo nodoso e largo. “Carina la troia” disse ridendo e poi mi venne incontro per esaminare il mio corpo. Si soffermo a commentare oscenamente il mio culetto e la mia passera rasata. Per prima cosa vollero legarmi le braccia dietro la schiena, mi dissero anche che mi avrebbero fatta urlare ed io non ne dubitavo. Appena le mie mani furono immobilizzate entrambi si chinarono e entrambi cominciarono a leccare i miei due orifizi. Massimiliano mi leccava le labbra della vulva con estrema foga mentre il tarchiato da dietro mi leccava l'ano ed ogni tanto vi inseriva una delle sue dita tozze. Andarono avanti cosi fino a che non ebbi un orgasmo che fu piacevolmente liberatorio, la mia passione era cresciuta ed in quel momento desideravo solo provare e dare piacere. Il tarchiato si alzo e mi obbligo a inginocchiarmi e mettendomi senza tanti complimenti il suo cazzo duro davanti alla bocca. Io cominciai a leccarlo, facendo saettare la mia lingua sul suo glande gonfio. Purtroppo il tarchiato non lo ritenne sufficiente, visto che mi afferrò per i capelli e me lo schiaffo violentemente in bocca. Si muoveva nella bocca come se stesse scopando, quasi mi soffocavo con la mia stessa saliva che mi colava dai bordi della bocca inumidendomi i seni. Poco dopo Massimiliano mi prese e facendomi chinare in avanti mi scopo con violenza la fica. I suoi colpi erano decisi, mi scoprii a mugugnare di piacere mentre il tarchiato mi guardava ed esclamava “Ti piace vero troia”. La cosa irritante e che mi piaceva veramente, quella situazione che ritenevo odiosa mi stava regalando piacere e perversione. Così lo guardai con aria di sfida e risposi “Si” tra un sussulto ed un altro dovuti agli assalti di Massimiliano alla mia figa. Il tarchiato a quel punto si sedette su di una poltrona e disse a Massimiliano “Slegala e portamela qui”. Mi fece mettere sopra il suo cazzo e mi disse “Scopami porca”. Lentamente feci scivolare il suo cazzo nella mia vulva, era largo e mi provocava un piccolo bruciore alle pareti. Cercai di muovermi in modo di dare un buon ritmo alla penetrazione, mentre lui mi leccava i capezzoli. In quel momento Massimiliano appoggio il suo cazzo contro l'ano e con un colpo deciso che mi fece urlare entro dentro. Anche se i loro movimenti erano piuttosto scoordinati i due membri dentro di me mi fecero avere un nuovo orgasmo, questa volta urlai mentre i due mi scopavano con vigore. Mi fecero alzare e mi dissero di mettermi a quattro zampe e a turno vennero in modo copioso sulla mia bocca, un po salato lo sperma di Massimiliano mentre zuccheroso era quello del tarchiato. Rimasi li un istante, poi mi alzai facendo capire che me ne volevo andare. Il tarchiato rise e afferrandomi per un braccio mi sbatte supina sul letto, dopo alcuni istanti prese a scoparmi il culo. Facendomi sentire tutto il peso del suo corpo ad ogni affondo, mi scopo così per lungo tempo fino a quasi che i miei urletti non assunsero il tono di un pianto, fino a che il mio corpo cedette ad un altro caldo orgasmo, fino a che lui non mi riempi di sperma anche l'ano. A quel punto anche Massimiliano era rivitalizzato e volle scoparmi a smorza candela fino a che non venne di nuovo sui miei seni. Ero distrutta, ma in realtà avevo goduto come non mai. Mi alzai e dissi al mio vicino di tenersi le foto e se voleva ogni tanto poteva chiamarmi, non so perché lo dissi ma tutte le altre volte che scopammo insieme io lui e qualche suo amico fui conscia che il mio desiderio di provare piacere aveva vinto di nuovo.

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