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| il mio culo e la guardia di finanza |
Scritta da: cipride (4)
Era un sabato sera,io e le mie amiche stavamo tornando dalla discoteca.
Avevamo fumato erba e l’odore di canna si sentiva da un chilometro.
Ci trovavamo in macchina,con allo stereo ligabue e alla guida c’era la Vale,quella che regge di più il sonno.
Eravamo tutte un po’ stordite a causa degli eccessi a cui c’eravamo date nel corso della serata,stavamo parlando del più e del meno quando in lontananza scorgemmo al lato della strada le guardie di finanza,che ci facevamo segno di fermarci.
Il cuore ci si fermò e iniziammo a dare di matto,la vale scoppiò a piangere ed io mi ingegnai per trovare una via di scampo a quella situazione disastrosa.
Le guardie di finanza erano due ragazzi sui 30,scuri di carnagione, alti e possenti. Ci fecero scendere dalla macchina e iniziarono a cercare sotto ai sedili e nel portabagagli ma fortunatamente non avevamo nulla addosso. Tutto quel che avevamo ce l’eravamo già fumato. “Stefi ho paura del cane.. se mi morde?” mi fece la vale. “zitta vale,se ti sentono ti ritirano la patente”.
Mi accorsi che il più bello dei due mi stava guardando,così gli lanciai un’occhiata piena di sensualità e mi si avvicinò. “signorina,lei e le sue amiche non avete droga in macchina,ma il cane si è agitato appena siete scese dall’auto e questo non è un buon segnale. Le propongo una cosa: o lei viene con me in centrale e mi spiega perché i vostri vestiti e i vostri capelli puzzano di erba,o andiamo tutti insieme all’ospedale per fare il test anti-droga,e nel caso risulti positivo,alla sua amica sarà ritirata la patente.”
La Vale scoppiò a piangere e io indispettita guardai storto quel poliziotto del cazzo.
“signorina,si risparmi quelle occhiate arroganti e decida con le sue amiche cosa è meglio fare”.
“stefi lascia stare,andiamo tutte,non mi sembra giusto che tu sola debba pagare per noi”.disse la vale tra i singhiozzi. Io ci pensai un attimo e poi decisi di andare con le guardie in centrale per risparmiare guai infiniti alla mia amica.
Così,una volta arrivati,quei due mi portarono in una stanza dove c’erano una scrivania,tre sedie e un computer.
Mi fecero accomodare su una sedia e si accesero una sigaretta. Il poliziotto con cui avevo parlato non smetteva di guardarmi le mie grosse tettone, evidenziate dal vestitino stretto, e le gambe nude.
Lo guardai,sembrava mulatto. “signorina,abbiamo motivo di credere che lei spacci droga e che ora ce l’abbia addosso”. “cooosa?? Addosso?? E dove? Non ho neanche la borsa con me!Ho solo il vestito!”.
“potrebbe essere nel vestito.. o ancora più sotto. Non mi stupirei di trovargliela nella fica o nel culo avvolta nel cellophan,sapesse quanti casi del genere mi sono capitati!”.
“ma che cazzo dice ma come si permette! Mi ha fatto venire fin qui per accusarmi di stronzate del genere?!”
“signorina,abbassi la voce e si alzi in piedi o chiamerò qualcuno che mi aiuti a farlo”.
Ero diventata rossa come un pomodoro e mi veniva da piangere per la vergogna,ma allo stesso tempo quella situazione mi intrigava.
Lui venne verso di me,e iniziò a perquisirmi. Mi toccò la vita,i fianchi,le gambe fino alle scarpe con il tacco a spillo;risalì poi lungo la schiena e mi palpò culo e tette.
“interessante” Disse poi dopo aver finito. “ ora si tolga il vestito. Lo guardai con aria di sfida mentre mi sfilavo quel minuscolo pezzo di stoffa. L’altro poliziotto,che fino ad allora aveva guardato,venne verso di me e mi invitò a togliermi anche il perizoma e il reggiseno.
“Non avete l’autorità per fare questo,dovrebbe esserci una donna al posto vostro a perquisirmi.”
Per tutta risposta mi misero le manette obbligandomi a stare con le braccia dietro la schiena.
“senti brutta stronza,non abbiamo tempo da perdere con te chiaro? Fai quel che ti diciamo di fare senza discutere!”. L’altro lo ammonì con un’occhiata mentre si infilava un guanto chirurgico.Non potevo credere a quel che stava accadendo.
Mi fecero chinare sulla scrivania con il culo all’aria,non potevo immaginare una situazione più imbarazzante di quella.
Il più bello dei due iniziò a toccarmi la fica e mi accorsi di essere totalmente bagnata. Infilò due dita all’interno facendole ruotare. “la tua fica è apposto.”
“direi! Adesso lasciatemi andare!”. “neanche per sogno. Adesso devo vedere se hai qualcosa nel culo.”
“nooo ti prego il culo no lasciami stare,ti prego ti scongiuro!” Iniziai a singhiozzare.
“scusa piccola,sto facendo solo il mio lavoro”. “stronzo,figlio di puttana,non ti azzardare a toccarmi,ti denuncio,ti rovino,domani perderai il posto,tu non sai chi sono io”
“una che sta per essere scopata da due guardie di finanza” sghignazzò il compagno.
Lui si limitò a dire “se opponi resistenza ti farà più male”. E dopo essersi passato il lubrificante sulla mano coperta dal guanto chirurgico,mi infilò piano un dito nel culo.
Non mi fece tanto male,ma strillavo più per l’umiliazione che per il dolore.
Tenne quel dito dentro il mio culo muovendolo dentro e fuori finchè la cosa non iniziò a piacermi e mi bagnai ancora di più.
L’altro poliziotto si tirò fuori un cazzo spropositato e iniziò ad agitarlo in mano vedendo il compagno giocare con il mio culo.
“dai Marco,scopatela quella troia!”. Anche Marco si tirò fuori un uccello che non aveva nulla da invidiare a quello dell’altro,e me lo infilò nella fica in tutta la sua lunghezza. Iniziai ad agitarmi rispondendo ai suoi colpi di bacino “ scopami brutto stronzo,perché non mi scopi più forte eh?” “ ecco adesso ti scopo più forte,adesso ti spacco la fica piccola troietta del cazzo,ti piace adesso eh?dillo che ti piace!!”
Mi scopava meravigliosamente,sentivo il suo cazzo dilatarmi la fica che diventava sempre più bagnata e vogliosa. Il compagno continuava a masturbarsi guardandoci.
“Hey marco,dammene un po’ anche a me” Così marco me lo mise in bocca e l’altro nella fica. Spompinai marco per bene mentre l’altro mi dava dei colpi di bacino da rompermela tutta.
Stavo per avere un orgasmo e iniziai a urlargli “scopatemi scopatemi,mettetemi ovunque i vostri cazzoni,sfondatemi la ficaaa”
Marco mi tolse il cazzo dalla bocca e me lo piantò nel culo.
Sentii le pareti dell’ano lacerarsi all’ingresso di quel membro immenso e gridai. Lui iniziò a sculacciarmi “ allenta,allenta,rilassati cazzo” Provai a fare quel che mi diceva ma mi faceva male.
Marco disse all’altro “ Leccagli la fica,muoviti” e obbedì all’ordine dopo essere venuto.
Marco mi stava sfondando il mio culo che fino a quel momento era vergine,e più me lo spingeva dentro più godevo anche perché l’altro me la stava leccando facendomi rilassare sempre più.
“adesso lo senti il mio cazzo eh? Adesso ti piace vero?? Ti piace essere inculata come una troia brutta drogata del cazzo! Senti come ti sfondo!!”. Sentivo che mi allargava le chiappe e me affondava dentro sempre più in profondità,l’ano che mi tiravA tutto e lui che lo lavorava per bene.
L’altro continuava imperterrito a leccarmi il clitoride e ormai stavo venendo.
Marco se ne accorse e ci diede dentro più che mai fino a che non mi inondò il culo di sperma caldo.
Venni insieme a lui in uno spasmo di piacere indescrivibile e violento.
Il suo turno era finito e mi accompagnò a casa. “Sei stata fantastica. Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto. Prendi il mio numero,vorrei rivederti.”
Mi diede un bacio e sparì nell’alba.
Il giorno seguente le mie amiche non avrebbero potuto credere al mio racconto.
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