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| il colloquio di elena |
Scritta da: ElenaDiTroia (1)
Oggi come non mai trovare lavoro è difficile. Negli ultimi mesi avevo promesso a me stessa di essere disposta a tutto in cambio di un lavoro. Quella mattina misi una mini mini gonna stretta , un tacco 12 ed una camicetta aderente, il mio decoltè mettava in mostra la mia terza abbondante e raccolsi i miei lunghi capelli dorati ed ondulati in un tuppo. Scesi le scale de mio appartamento e mi recai verso l’ ufficio dove era stato fissato il colloquio di lavoro. Camminavo mettendo in risalto il mio morbido fondo schiena che ai miei ex piaceva tanto mordere e schiaffeggiare. Tutti gli uomini mi fissavano perversi e si toccavano appena , chi era a telefono cessava di parlare, chi era dietro di me continuava a guardare rischiando di inciampare. Quegli sguardi rinsvegliavano in me il desiderio primitivo di essere fottuta da un uomo- padrone che mi regalasse piacere e mi facesse sentire donna. Raggiunsi l’ ingrasso ed entrai , tra le mani affusolate e le lunghe unghie che avevo occasionalmente dipinto di rosso, mantenevo la mia ventiquattro ore semivuota. Le donne mi fissavano, indignate dal mio ambigliamento, ma avevo imparato a dare poco conto alle occhiate da vipere delle bigotte. Chiesi dove si trovava l’ ufficio dell’ avvocato ad un donna di mezza età che mi guardò incuriosità e disse schietta -da questa parte. La Seguii ed arrivai ad una porta con una targa con sopra scritto roberto bianchi. Bussai ed entrai, roberto mi guardo con il uno sguardo perverso e ammaliato mi disse- si accomodi –grazie- risposi con voce squillante. Roberto era un uomo di 37 anni e la sua divisa da benestante ed uomo importante mi eccitava da matta. Mi sedetti e accavallai le gambe, fui consapevole che mi si vedava il perizoma rosso ,che avevo indossato al veglione di capodanno, quando non faceva almeno che spostare lo sguardo dalle cosce all’ abbondante decoltè. Solo quando, sorridente ed eccitato ,mi disse con voce calda- mi convinca a darle il posto di segretaria- mi alzai calma sbottonando ulteriolmente la camicetta e piano mi avvicinai con il ticchettio dei tacchi sussurandogli all’ orecchio- mi faccia capire lei, se sono la segretaria che stava cercando.Poi guardai lo sguardo di roberto, era quello di un uomo pronto ad esplodere, svoltai verso l’ uscita, ma non feci un passo che mi prese per polso e mi strinse forte a se. Euforico mi leccava il collo e il viso, con le sue mani da duro mi stringeva forte il culo spingendo la vagina verso il suo pene che tra i pantaloni cercava di evadere, e stringendo i denti mi diceva – me lo hai fatto fare duro, lo vedi quanto è duro? troia!- continuando, intrepido, a spingere il mio corpo verso il suo. Ero eccitata e iniziai a respirare più forte e a provare piacere, ero diventata vittima e schiava dei suoi impulsi animaleschi. Roberto strappò la camicetta e la getto a terra, subito dopo affondò la testa nella mia abbontante terza e mordicchiando e leccando inumidiva i miei capezzoli irti. Poi con le mani premeva e agitava i miei seni come fossero arance e mi guardava negli occhi sorridendo e tuffando di tanto la sua lingua nella mia bocca. Stanco dei preliminari , con la mano abbassò la mia testa verso i pantaloni, con la l’altra mano cacciò il suo cazzo venoso e grande, la sua cappella era tutta fuori e l’odore mi riempiava i polmoni di calore. Non tardai a prenderlo tra le mani, e sorridendo a roberto che mi guardava eccitato iniziai a leccarlo mentre con le unghie gli solleticavo le palle piene. Lo misi in bocca tutto, sembravo soffocare, ma mi piaceva la sensazione, poi con la testa iniziai ad andare avanti e indietro , prima piano poi sempre più veloce. Mentre gli facevo il bocchino, sentivo i suoi gemiti di piacere eccheggiare nella stanza e inconsapevolmente mi bagnavo sempre più, eccitata dal suo piacere. Soddisfatto mi alzò tirandomi per i capelli e con un braccio sgombrò veloce la scrivania, mi giro verso quest’ ultima con violenza. Spostò la gonna al bacino, mi strappo il perizoma che rapido annusò e appallottolò gettandolo a terra , poi iniziò divertito a sculacciarmi forte e a gemire eccitato –ah..Ah si bella ..troiona. Alle sue parolacce i miei sensi i miei pensieri erano in estasi , ad ogni schiaffo seguiva un mio urlo di intenso piacere erotico che superava i suoi (di gran lunga più silenziosi). Poi allargò il mio grande culo roseo e sentii qualcosa di paicevole e fresco invadermi. Capii che cercava di mettere la sua lingua nel mio ano stretto.Non avevo mai fatto sesso anale ed urlai- no.. ti prego no..!!- ma non mi diede ascolto e rise beffardo esclamando felice - zitta!-. Mi tappo la bocca, poi sentii il suo sputo e la saliva colare lungo il sedere fino all’ ano. Tutta d’ un tratto fui invasa da un dolore lacerante ed insopportabile, urlai ma avevo la bocca tappata. Il dolore iniziò a placarsi dopo pochi minuti tramutandosi in piacere. Sentivo il contatto delle sue coscie dure sulle mie morbide , le sue palle sfiroravano la mia figa lo aveva messo tutto dentro , mi aveva appena inculato. Ero eccitata e tremavo tutta e gemivo in estasi con lui ed i nostri sonori di piacere riempivano l’ aria. Capii che lo teneva ancora dentro. Poi inizio ad andare avanti e indietro piano poi sempre più forte da far male , di tanto in tanto perdeva il controllo e non centrava il buco all’ euforico. Furono minuti di estremo piacere e raggiunsei non del tutto l’orgasmo, ma fui compiaciuta della sua erezione abbondante che mi fece ingoiare. Mi accetto come segretaria dicendo che ero molto brava e intelligente. Tornai a casa felicissima.
ElenaDiTroia
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