Iscriviti alla newsletter!
Per ricevere tutte le nuove storie!!
|
|
| il collezionista furioso |
Il Collezionista.
Clinica psichiatrica per gente ricca “Il buon riposo”
Il giardino di questa ville è davvero suggestivo, il verde del prato e il contrasto con le siepi di bosso che fanno da sfondo alle fontane sono degne dei migliori maestri italiani del secolo scorso, i colori vivaci delle aiuole si incastonano alla perfezione col resto dell'architettura.
Mi devo riposare!
«Lei ha bisogno di riposo, e questo è il posto ideale!» hanno detto i medici.
Io mi sento in forma, ma in questo posto non c'è una che chiuda la porta… forse la signorina Shnaider… arriva, dimena il culetto, «La sua punturina dottor Fabrizio!» e se ne va senza degnarmi di uno sguardodiverso.
“Devo telefonare a Juh Mi, devo ricordarmi di chiamarla… o sarà meglio se chiamo Veronica? No! chiamo Monique! Dov'è la mia agenda? Accidenti non riesco a trovare nulla…”
«Signorina Shnaider! Signorina Shnaider!».
La signorina Shnaider entra nella stanza, graziosa dentro la sua uniforme bianca, un ricciolo ribelle spunta civettuolo dalla cuffietta immacolata.
«Avete bisogno di qualcosa dottore?»
«Mi porti la mia agenda per favore.»
«Da bravo dottor Fabrizio, sa che non posso accontentarla.»
«Lei vorrebbe accontentarmi, ma è quel demente del professore che non vuole, non è così?»
«Certo che vorrei, lo sa che vorrei tanto, ma…»
«Io… lei lo sa che non è sempre stato così!»
«Lo so dottore, lo so, un tempo lei era adorato dalle donne!»
«Brava ragazza! Ma lo sa che ne ho avute più di cinquemila? In diciotto anni… vero, ma… sempre diciottomila.»
«Si, me lo ha detto, e quasi tutte documentate.»
«Oh, quasi tutte, di alcune ho perfino il film, sa, mentre… Di altre ho le foto, di altre ancora ho solo il nome, il luogo e la data.»
«Lo ha detto un sacco di volte! Dottor Fabrizio.»
«Ma di tutte, proprio di tutte conservo un oggetto! Non ricordavo di averglielo raccontato. Comunque ho le schede!»
«Le schede? Quali schede? Questa è nuova. Lei non finirà mai di stupirmi dottore.»
«Ogni femmina che ho posseduto ha una sua scheda personale. Lo schedario lo tengo nella mia villa di Verona, per fortuna che ho trasferito tutto nel computer, sa signorina tutta quella roba sta in appena tre minuscoli dischetti… è incredibile, io non ci volevo credere.»
La signorina Shnaider si accomoda sulla poltroncina e si appresta a ascoltare le ennesime farneticazioni del ricco paziente della clinica, accavalla le gambe scoprendole quel tanto che basta e si mette comoda. È il suo lavoro dopo tutto, ne ha visto di stranezze, una più una meno… è così innocuo lui, lui non come tutti gli altri che tentano subito di saltarle addosso.
«La valigetta, prenda la valigetta se non mi crede, ma lei, so che mi crede, un uomo come me… sa, le donne mi sono sempre piaciute, non potevo farci niente, è come… è come se impazzissi senza una donna! Ma non le ho mica sempre pagate! Prenda la valigetta la prego. Capisce? Quella valigetta che avevo con me quando sono arrivato, ospite, in questa, villa.»
La signorina Shnaider si alza controvoglia e prende dall'armadio la valigetta di pelle nera che il dottor Fabrizio aveva il giorno del suo arrivo, la porge cortese come si porge un giocattolo ad un bimbo ma con l’espressione di sufficienza di chi non crede.
Lui la guarda orgoglioso, scorre i rullini dorati con dita tremanti e compone la combinazione, la apre, estrae tre CD Rom.
«Se avessi un computer... Se avessi un computer le farei vedere le mostrerei cose da non credere.»
Lei si risiede. Lui incomincia a parlare.
«Quando mio nonno è morto mi ha lasciato un sacco di soldi, e tre grandi negozi da farcene altrettanti ogni anno di soldi. Per sei anni ho lavorato sodo. Arrivavo alle sette e andavo via alle dieci di notte, e ne ho fatti altri quattro di negozi. E sa cosa le dico?, c'erano un sacco di ragazze che mi provocavano, ma loro volevano soltanto i miei soldi, volevano migliorarsi la vita… e io vedevo solo il lavoro, solo il lavoro… Poi un giorno è arrivata la signora Anna. E lei è stata una collaboratrice unica.»
Parla per molto tempo e la signorina Shnaider sbadiglia, ma resta calma a sentire sempre le stesse cose da quel paziente bizzarro che spara cazzate immense, anche se il dottor Fabrizio non era mai arrivato a questo punto della sua storiella preferita…
«Ho capito! È stata lei a farmi capire! Sa, mi sono reso conto che… Anna era una macchina da lavoro, era talmente efficiente che dopo sei mesi ho capito che dovevo fare una vacanza. Già, ma cosa? E ho cominciato a guardarmi attorno, per la prima volta ho visto quante donne mi avrebbero portato a letto, ho capito che stavo perdendo tempo.»
Lei lo guarda e pensa a quanto davvero anche lei lo avrebbe fatto, certo, era sciupatino, ma era davvero un bell'uomo, ancora. Ma del tutto, sconsolatamente impotente.
«La prima è stata le caporeparto del negozio di scarpe, ci sono andato per dare un'occhiata, e lei era così carina… ho aspettato che il personale uscisse, mi sono trattenuto con la scusa di un ulteriore controllo, stavo cerando il modo, non mi veniva in mente nulla, e allora le ho detto francamente che l'avrei scopata volentieri. Sa, non era da me, dopo non seppi mai come mi uscirono dalla bocca quelle parole crude e volgari. Lei fu sul punto di scappare, era davvero indignata. Per scusarmi le ho proposto una promozione a capo area e una gratifica di cinque milioni… Capisce? Cinque milioni!»
«Si dottore capisco… E lei?»
«Beh, lei, io pensavo… ma lei ci ha pensato un pochino, poi ha chiuso la porta e ha cominciato a spogliarsi. Capisce signorina? Io ero imbarazzato, io in effetti volevo, con quel premio, solo calmarla, risarcirla di un’offesa gravissima e indegna… ma lei si spogliava, e io ho pensato che, beh, in effetti, e allora… l'ho deflorata! Sulla scrivania, in mezzo alle fatture.» …
«Ma non mi dica?»
«Per quattro mesi ho fatto ispezioni nelle filiali, negli uffici, nei reparti. Il quinto mese ne avevo possedute centododici sa?, dopo la terza o quarta ho cominciato a tenere un registro, il mio primo registro, e da allora che ho tenuto un conto. Si, dopo la prima, sa?, è stato facile, perché è stato facile?, ma perché è bastato consultare i libri del personale. È da allora che tengo aggiornato l'archivio. Sa signorina, c'è che colleziona francobolli, chi farfalle, chi trenini o monete, chi cianfrusaglie inutili, chi oggetti d'arte… ma c’è una cosa più sublime delle femmine? E dico quelle vere, non le riviste o i filmini! »
… «Ma non mi dica!»
«Le dico! Le dico… e le dico un'altra cosa, molte sono venute a letto con me senza essere pagate, altre proprio perché le attraevo, altre ancora per pura voglia di sesso… ma, non era la stessa cosa. E no! pian piano ho scoperto che più erano difficili e più mi attiravano. Pensi che una volta ho avuto un rapporto sessuale con la moglie di un ambasciatore!»
… «Ma veramente?»
«Lui era un bacucco, lei molto più giovane, carina, nulla di trascendentale, ma durante la cena mi è venuta l'idea. L'ho corteggiata per due settimane, le ho mandato un mazzo di rose che non stava in ascensore, e poi altri… mi ha chiamato e mi ha detto di smetterla, e io le ho detto solo una frase: “Mia cara mi fai impazzire… cinquanta milioni!”»
… «Cinquanta milioni? Ma è matto? »
«Bah, ne ho speso alla fine duecento per quella scopata! Ma non ha idea quanto ho goduto!»
La signorina Shnaider guarda l'orologio e prepara la siringa, lui protesta, lei solleva il lenzuolo e lo costringe a girarsi. È sempre un bello spettacolo quel bel bigolo che il dottore ha fra le gambe, anche se moscio ha un’aspetto fiero e invitante. Sospira, lo punge e si risiede. Adesso che ha visto quel coso non vede l'ora che finisca il turno, le succede sempre così, anche se non è per nulla duro la eccita da morire, stasera chiamerà qualcuno, ha troppo bisogno di scopare…
«Trovavo gli annunci sui giornali. Sa, ci sono giornali specializzati. annunci del tipo: Meravigliosa, focosa, insoddisfatta… dovevo spesso cambiare città, le accompagnatrici sembrano molte ma non lo sono affatto. Sono stato due mesi ad Amsterdam, riuscivo a farmi anche quattro, cinque vetrine al giorno, ma quelle che preferisco sono le asiatiche, le asiatiche quando sono belle…. una volta a Hong Cong sono venute in cinque nella mia camera, tutte scelte, ci siamo chiusi dentro per tre giorni. Adoro le cinesi, le filippine, le indiane, le thailandesi. Sa che c'è un posto dove ti servono in tre?, ti fanno stendere su un lettino, ti massaggiano con oli profumati, sono massaggi delicati, fatti da professioniste esperte, se ne stanno con una vestaglia cortissima e ti eccitano solo a toccarti, poi una di loro si spoglia, in genere sono completamente depilate, ma quella no! ha un foltissimo ciuffo di peli fra le gambe, sale sul lettino e si insapona, e, stenterà a crederlo, mi ha lavato con la figa. Mi perdoni signorina volevo dire la…»
«Lasci perdere, la chiami pure figa, d'altronde la figa si chiama figa anche se è orientale e insaponata e anche se la si chiama in altri modi!»
«Già! Ma capisce? Mi ha lavato tutto il corpo usando solo la sua figa. Ogni volta che cercavo di toccarla, di penetrarla, solo di muovermi le altre due mi immobilizzavano. Dolci, garbate, tenere ma intransigenti. Non ricordo quanto è durata, ma quando stavo per impazzire la più giovane si è tolta la vestaglia ed è salita sopra di me, si è letteralmente infilata sul..»
«Nell'uccello? »
«Era minuta, capelli neri e occhi a mandorla, non un solo pelo, faceva tutto lei, le piaceva, urlava, le altre due la accarezzavano, e lei ha goduto!»
«E lei?»
«Io ho sempre sofferto di eiaculazione ritardata! Sono riuscito a scoparle tutte e tre! ma nulla in confronto di quella volta Rio de Janeiro, o a Salvador, o a Manaus con ragazze indie. A Rio mi hanno fatto assaggiare la "panna e cioccolato": una bianca come il latte e l'altra mora come il caffè, a Salvador tre mulatte, a Manaus e a Pernambuco con ragazzine indie… Che terra il Brasile!»
la signorina Shnaider ascolta, tutto questo discorrere di sesso le ha messo un prurito da paura fra le gambe, si sente bagnata come non le era mai capitato... “se solo non fosse un povero impotente” pensa… si solleva, prende il pappagallo e s'accosta al letto.
«Adesso da bravo, su, la faccia tutta!»
«Ma che fa signorina, mi posso alzare benissimo, non sono mica malato!»
«Lo so bene, ma lei faccia e continui a raccontare!» infila il contenitore sotto il lenzuolo, prende il pene del dottore e lo introduce nel beccuccio.
«Comunque anche le portoricane non sono male, e neppure le cubane, forse anche meglio delle argentine… le statunitensi sono troppo sbrigative! Belle donne, si trovano un sacco di puledre negli stati uniti, ma vogliono andare subito al sodo. Una volta, in California… una modella, era una modella che aveva sfilato per una collezione di biancheria intima… uno schianto! Beh, trecento dollari ed è venuta! Ho incominciato a scoparla, lei ruminava gomma da masticare, io la scopavo e lei guardava l'orologio, io la scopavo e lei sbadigliava… eppure, più era distratta, e più mi eccitava, più stava inerte e più ritardava il mio piacere, sa le dicevo che non vengo facilmente…, dopo un sacco di tempo e palesi insofferenze qualcosa ha sentito, ha sgranato gli occhi, ha preso a muoversi, ha incominciato a mugolare e contorcersi finché non ha raggiunto l'orgasmo! Mi ha detto che non lo aveva mai provato e che ormai credeva che fossero solo cazzate.»
La signorina Shnaider molla l'uccello, da dieci minuti cerca di farlo rizzare, ma quello non ne vuole davvero sapere… non è piccolo, anzi è molto grosso per essere moscio… ma è molle! Poggia il pappagallo e si risiede, adesso ha una voglia matta di venire ma mancano ancora due ore alla fine del turno.
«Ho sempre pagato un extra per il "ricordino" in genere volevo le mutandine, altre volte qualche alta cosa. Dopo la caduta del Muro s'è aperto un grande orizzonte sa? Le russe mi piacciono, le polacche anche, le albanesi, le, le… quelle della Georgia sono meno calde, ma in genere nei paesi dell'Est si fanno ottimi incontri! A Mosca c'è un posto dove pullulano le ragazze, tutte bellissime sa? Giovanissime, caldissime nonostante gli inverni… una volta ho incontrato una cinese, piccolina e molto carina, non è stato semplice, ma ci sono riuscito. Non mi piacciono troppo vecchie, e neppure troppo giovani, se non hanno almeno un po' di tette non mi tirano. A Napoli una signora mi ha proposto la figlia… che schifo, avrà avuto non più di dodici anni, l’ho denunciata. Si, L'ho denunciata! Ma quando hanno le tettine gia ben fatte… beh, ho speso una cifra per ragazzine con le tettine belle fatte, c'è il gusto del peccato, lo stimolo del proibito… Ma lei non mi capisce, non può capirmi.»
La signorina Shnaider si sposta frequentemente sulla poltrona, si è accorta che si sta bagnando sempre di più, quei racconti, seppur pura fantasia, la stanno eccitando da matti.
«Vada avanti!»
«C'era una casa di massaggi… nella pubblicità diceva: No incontri erotici, No sesso! La padrona era vecchia e grassa, ambiente raffinato, esclusivo, rilassante. Le ragazze erano giovanissime, ne ricordo una in particolare. Mora, formosa, deliziosa… mi stendo sul lettino, lei entra subito dopo, mi chiede di spogliarmi… adoro che siano le donne a chiederlo. Comincia con il massaggio, io allargo un pochino i gomiti, sono a pancia in basso. Faccio in modo di toccarla mentre si sposta, lei sembra non curarsene, mi massaggia i polpacci e le accarezzo il sedere, infilo la mano sotto il camice, lei va avanti, mi fa girare. Continuo a accarezzarla, sento che si sta bagnando e mi eccito, lei distrattamente lo tocca, lo vede diventare grosso… Sa signorina Shnaider, lei non ci crederà, ma allora mi diventava molto grosso. Dicevo,lo guarda e sembra stupita, e lo guarda e lo riguarda, e intanto si fa masturbare senza dir nulla. » …
«E dopo? »
«Dopo le ho domandato se avesse gradito infilarcisi! »
«E lei?»
«Lei mi ha detto che non poteva, ma io ho insistito… trecentomila ed è salita sul lettino senza mutandine… oh se l'ho chiavata, si mordeva le labbra per non urlare… Sa, le pareti erano molto sottili… Oppure quella volta in Spagna… avevo rimorchiato quella signora anche se non era poi troppo giovane, sui quaranta, ben messa, raffinata ma capricciosa. Sosteneva che gli uomini sono tutti violenti, villani e mascalzoni… una scommessa con me stesso. Siamo andati a casa sua, una grande casa a due piani. Solo mi disse di far piano perché c'era sua figlia che dormiva… L'ho baciata e leccata in tutto il corpo, avevo deciso di farla ricredere circa gli uomini, ho usato tutta la raffinatezza e la dolcezza che sono riuscito ad usare e dopo due ore, e dico due ore era cotta! Avevo la lingua che mi faceva male, le mascelle indolenzite ma alla fine è stata lei a supplicarmi di possederla, l'ho fatta pregare, l'ho fatta aspettare! L'ho tenuta sul filo!».
La signorina Shnaider guarda l'orologio, manca mezz'ora, è cos' eccitata che agita le ginocchia sfregandole su e giù, "Tanto quello non s'accorgerebbe neppure se mi toccassi la figa sotto i suoi occhi!
«Su, vada avanti la prego! »
«Alle due del mattino l'ho presa in braccio e l'ho depositata sul letto, l'ho penetrata come fosse una bambina ancora vergine, alle quattro sono venuto, lei m'ha detto che aveva avuto molti orgasmi. Ma la cosa più incredibile è stato che ha voluto continuare! E alle sette e mezzo mi ha chiesto una cosa…»
«Non mi lasci sulle spine dottore! »
«Già, mi ha chiesto se per caso fossi stato disposto a farlo con sua figlia!»
«Non ci credo!»
«Tutto vero. Mi ha detto che sua figlia non era mai stata con un uomo… disse che trovare un uomo adatto era impossibile, disse che per la sua prima volta avrebbe voluto uno tenero ed esperto come me! Si immagina signorina? Disse che la prima volta è fondamentale, che se non è perfetto la prima volta poi rimangono traumi insanabili disse che a lei era andata così… ed è davvero andata a chiamare la figlia!»
«Quanti anni aveva? »
«Quasi quindici, un fiore di ragazza, molto più bella di sua madre, due piccoli seni rosei con piccoli capezzoli appena fioriti, un corpicino incredibilmente bello, soda. La mamma è sparita per venti minuti, poi sono ritornate, lei la teneva per mano, certo la ragazzina sapeva perché era venuta, non sembrava affatto intimorita, solo prima che entrassero le sentivo discutere, la piccola sembrava protestare, poi mi ha visto e ha sorriso, ha fatto un cenno alla mamma e quella ha chiuso la porta! » «Ma è andata via?»
«No! certo che no! si è seduta sul letto e ci ha presentati, la piccola è salita con noi, la mamma ha parlato in spagnolo e spiegava, spiegava. Ha sollevato il lenzuolo e la piccola ha sgranato quegli occhietti da cerbiatta. La ragazzina aveva una camiciola, si è stretta contro di me, era calda come appena uscita dal letto, aveva il sapore del sonno innocente, il profumo candido di un'adolescente in camera sua. Aveva sapore di caramella, consistenza di carne soda, voglia da donna matura e atteggiamenti da bimba!»
«E la mamma? »
«Oh, lei ha guardato tutti i particolari, quando l'ho penetrata le teneva una mano e le accarezzava i capelli, ma cosa crede? Ci sono andato pianissimo, solo che era diventato molto robusto… ha anche pianto! Poi s'è calmata, ha cominciato a sentire il piacere. All'inizio ho dovuto faticare parecchio per farla bagnare, tanto che stavamo per prendere una crema, ma poi ha cominciato a bagnarsi, non sarebbe stato necessario ma, le mamme… sa come sono le mamme. Mentre la defloravo la donna era preoccupatissima, poi s'è rilassata anche lei. La stavo penetrando con calma, la mamma cercava di mettermi fretta, ma io andavo piano, delicato come con un fiorellino, quando la ragazzina ha avuto il primo orgasmo la mamma ha applaudito, le ha lasciato la mano e mi si è piazzata dietro, io eroritto sulle ginocchia, le tenevo sollevato il bacino per spingere meglio dentro il sesso, mi sono sentito toccare, quella infilava qualcosa su per il mio sfintere, ma non potevo fermarmi, la piccola voleva che aumentassi, sapevo che stava per avere un altro orgasmo e se mi fermavo avrei compromesso tutto quel lavoro. E per di più ero anche io in procinto di eiaculare. Mentre sentii le contrazioni afferrarmi l’asta ho usato il ritmo per farci venire entrambi, nel momento esatto che ho cominciato ad eiaculare la mamma ha cominciato a sfilare quel che aveva ficcato nel mio culo…»
La signorina Shnaider si sfrega le cosce da tempo e ormai sente che sta per venire anche lei, guarda l'orologio… dieci minuti!
«Non ha idea cosa si provi con quel sistema, e come svuotarsi nei due sensi, lasci andare lo sperma ma sembra di eiaculare davanti e dietro… certo che deve essere abile quella che te lo fa, deve sfilare esattamente al ritmo della tua eiaculazione!»
La signorina Shnaider a furia di sfregare le cosce raggiunge un orgasmo che le leva il respiro. «Signorina, per caso deve andare in bagno? Non dovrebbe trattenere la pipì tanto a lungo, i reni ne soffrono!»
"Imbecille" pensa lei, si alza non troppo stabile e se ne va!
«Ci vediamo domani dottor Fabrizio, magari mi racconta qualcos'altro!»
«Sta bene, ma se mi portasse un computer… vedrebbe che robe!»
La sera appresso la signorina Shnaider arriva con un’ora di ritardo nella stanza del dottor Fabrizio. Ha passato una notte strana. Sa che sono solo fantasie i racconti di quell’uomo, ma s’è procurata un orgasmo solenne soltanto sfregando le cosce… ha voglia di sentire altri particolari, ha voglia di rifarlo. Il farlo davanti a quell’uomo dalla voce profonda l’ha istupidita, non sa perché ha portato quel computer portatile… forse in quei CD ci sono davvero delle foto piccanti. Forse arriverà a masturbarsi apertamente davanti a lui…chissà.
«Allora dottor Fabrizio? Come andiamo stasera?»
Sbriga alcune faccende e si siede nella poltroncina delle delizie. Ha lasciato qualche asola senza bottone, il camice si apre vistosamente, ma, per quel che importa…
«Dottore, mi racconti altre cose!»
«Eh… già. Le ho detto della mia collezione? Si… mi pare si! C’erano alcune ragazze che venivano da me, belle ragazze, purtroppo col vizio della droga, ambienti diversi, alta borghesia e piccole puttanella squattrinate, ma le procuravo la roba, una dose dieci minuti di carezze, due dosi e me lo succhiavano, tre dosi e lasciavano che le scopassi, quattro e accettavano la sodomia…»
«La sodomia?»
«Certo, si lasciavano scopare nel sedere… una specie di tariffario!»
La signorina Shnaider incomincia subito ad eccitarsi, non perde tempo e incomincia a sfregarsi senza darlo a vedere.
«Signorina, è sicura di non dover andare nel bagno?»
«Vada avanti dottore, faccio meglio qui, davanti a lei!» Lui non capisce ma prosegue:
«Una volta ho comprato una barca a vela, 42 piedi di scafo, un albero di 35 metri, sa, ma ne è valsa la pena! Lei era una casalinga bellissima, molto cattolica, molto sposata, molto riservata, molto timida. Ma quella barca l’ha stregata. A bordo è venuta solo perché era curiosa, e dopo settimane di appuntamenti mancati, di ritrosie, di sotterfugi di negazioni... Non s’è accorta quando siamo salpati. Avevo un buon equipaggio… professionale, discreto. Dalla sala siamo andati nella mia cabina… oh… il mare ci cullava, ho insistito, l’ho pregata, mi sono umiliato, l’ho implorata, ma lei era troppo offesa, e allora mi sono spogliato, le ho mostrato il pene… era dritto come l’obelisco di Ramses, non credo che fosse del tutto indifferente, anzi, mi accorgevo che lo guardava di sfuggita ma con attenzione, e più lo guardava e più mi faceva impazzire, poi le ho promesso che sarebbe stata la prima e l'ultima volta, che dopo l’avrei lasciata in pace, che sarei sparito per sempre. Abbiamo fatto l’amore tutta la sera e tutta la notte… altroché santarellina… una furia della natura, una divoratrice, una donna avida di piacere… insaziabile, ingovernabile. Ha voluto provare molte posizioni, quelle che aveva immaginato e quelle che aveva sognato, abbiamo fatto tutto ciò che mai aveva fatto con un uomo, neppure con suo marito!»
La signorina Shnaider si muove senza pudori, adesso si accarezza senza curarsi della presenza del paziente, vuole raggiungere un orgasmo, pensa che ne avrà parecchi stasera, pensa che in fondo ascoltare col dottore è come ascoltare fiabe erotiche lette da una voce talmente calda da farla venire.
«Ma poi voleva rifarlo, mi chiamava al telefono… l’ho dovuta scacciare! Molto meglio quella volta con Irina e Katia a Bologna, due russe sui vent’anni, lesbiche da paura, ma con un sacco di problemi con il permesso di soggiorno. Le ho assunte e l’hanno ottenuto, lavoravano in un night, ma nessuno riusciva a portarsele a letto, a loro piacevano solo le donne. Con me è stato diverso, con me hanno accettato di farsi vedere mentre facevano l’amore fra loro… ho avuto un debole anche per le lesbiche! Loro si masturbavano a vicenda e io le guardavo, si baciavano è ho fatto loro una proposta, si leccavano e aumentavo la posta, si succhiavano e aumentavo ancora, raggiunsero l’orgasmo assieme… che tenerezza. Arrivai a dieci milioni… Hanno accettato! Ho voluto che riprendessero a baciarsi! Le ho penetrate a turno passando dall’una all’altra, le ho prese davanti, da dietro, nei culetti, fra le tette, nella bocca. Sono riuscito a provocare l’orgasmo a Katia e Irina s’è offesa, s’è girata e ci ha dato le spalle, ma Katia mi chiedeva con gli occhi di continuare, e più continuavo più mugolava, e più mugolava più Irina singhiozzava… Lo ha vissuto come un tradimento, come una catastrofe pericolosa, ma Katia era davvero innamorata di lei, le ha parlato tenerissima, mi ha chiesto di farlo anche con lei. Le sono entrato dentro e mi sono impegnato, sapesse quanta concentrazione… Katia la baciava e io la fottevo, Katia la accarezzava e io me la lavoravo senza alcuna fretta. E poi si è rilassata ed è venuta anche lei! Che delizia.»
E in quel momento anche la signorina Shnaider sente l’orgasmo esploderle sotto le dita, lo sente deflagrare fra le cosce ormai spalancate senza pudore. Aspetta che il respiro le si stabilizzi, «Dottore, mi fa vedere quei dischetti?»
«Davvero mi darebbe il permesso?»
La signorina Shnaider inserisce il primo con le dita che tremano, il dottore sistema lo schermo e lascia correre il cursore del mouse, clicca su una cartella, si apre una serie lunghissima di numeri a fianco una cartella con un nome. Pare scegliere, la signorina Shnaider impazzisce dalla curiosità. Lui si ferma al numero 1953 clicca, una foto, un file di testo e un file Zip, la foto mostra una suora, giovane, biondina, estremamente carina. Lui clicca due volte sul file zippato, parte un filmato! Incomincia con la suorina che è abbracciata ad un uomo, lui le fruga sotto le lunghe sottane, lei ha grosse calze nere che arrivano alle cosce, il filmino è spezzato, l’altra scena la vede intenta mentre tiene il cazzo con due mani e lo agita tenendolo in bocca, nella terza ha le gambe aperte è l’uccello infilato nella vagina. La signorina Shnaider si eccita, riprende a strofinarsi seduta sul letto a fianco del paziente.
Lui cerca ancora, sembra estasiato dal poter avere a disposizione la sua collezione di ritagli hard, lei pensa che di nascosto li sdoppierà. Cartella numero 2550: un uomo sta scopando una ragazza molto bella, sembra quello di prima, la ragazza è bianchissima, addosso solo calze velate, la giarrettiera e tacchi a spillo. Altra scena vista da un’altra angolazione, Lui le tiene le ginocchia divaricate e ha il pene completamente immerso, lo estrae, è enorme e bellissimo, un’altra ragazza gli succhia i testicoli e passa la lingua fra le chiappe fermandosi all’altezza dell’ano… terza ripresa, lui è con l’altra ragazza, bionda vestita come l’amica, è messa nella posizione di una cagna e lui la penetra evidentemente il sedere, ma… quell’uomo… è il dottore! Possibile? Ma allora quello che ha raccontato è tutto vero!
La signorina Shnaider è sconvolta. Guarda quell'uomo e ne prova tenerezza e fastidio, attrazione e ripulsa, odio e compassione. Passano minuti ma non ascolta più quello che dice, non lo sente, sente solo ronzare dentro di lei un brusio inedito. "Sono un'infermiera" si dice, "Lui ha bisogno di uscire da questo tunnel" pensa, "è spregevole tutto quello che ha fatto ma sono un’infermiera!»
«Dottor Fabrizio… Ho bisogno di soldi! » lui zittisce, sembra non riuscire ad assimilare quell'ultima frase, la guarda come non l'avesse ancora vista.
«Cosa ne fa dei soldi? Perché le servono soldi?»
«Devo comprare un cane!»
«Un cane? »
«Si! Un cane molto costoso!»
«Io non porto soldi, qui, adesso, ma posso chiamare il mio avvocato… di quanto hai bisogno?»
«Un miliardo! No, due miliardi!»
«Certo, certo la cifra è grossa, ma credo che potrei prestarveli signorina!»
«Ma io non ve li potrei restituire!»
«E allora come potremo fare?»
«Potrei fare come una mia amica!»
«Una vostra amica?»
La signorina Shnaider pronuncia l'unico nome che ricorda della lista:
«Si, Monique Deville!»
Lui pensa, pare turbato
«Non mi è nuovo! E cosa faceva questa Monique?»
La signorina Shnaider prende a raccontare di un distinto e ricco signore con una mania particolare, quella di pagare le donne, il dottore pare ascoltare con attenzione, è curioso ma sembra non collegare quella storia alla sua vita, come fossero cose in antitesi.
«Incredibile, ma lui cosa ci provava in tutto questo? »
«Oh dottore, se lei sapesse…»
Nel dire questo si siede sul letto,
«Sa che è molto piacevole praticare sesso?»
«Sesso? »
«Certo, sesso! Guardi, le mostro una cosa.» sbottona il camice fino alla vita, lui guarda le gambe nervose, abbronzate che fanno contrasto con le corte calze bianche fino alle mutandine. «Vede? Agli uomini piace guardare le gambe delle ragazze, magari toccarle!»
Lui le guarda ma non mostra interesse, allunga la mano e la poggia come fossero una qualsiasi cosa. La ritrae annoiato.
«Provi qui!» le dice prendendo la mano e appoggiandola al Monte di Venere, «non sente nulla di particolare? »
«Cosa dovrei sentire?»
«Agli uomini piace essere guardati… magari essere toccati.»
La signorina Shnaider infila la mano sotto il lenzuolo e accarezza il dottore fra le gambe. «Non devo orinare!»
«Ma guardi che quello non è fatto solo per orinare!»
«A no?»
La signorina Shnaider clicca a caso su un'icona,
«Guardi, per esempio.»
Il "passato" del dottore tiene per i capelli due ragazze, vestite da collegiali inglesi, completamente vestite ma con minigonne cortissime e calzettoni a rombi, lui è in piedi, l'erezione è sontuosa, le due leccano ai lati, lui le spinge e le abbassa ritmicamente.
«Vede? Guardi com'è contento!»
«Si, vedo, ma… non capisco.»
Un secondo di buio sullo schermo, e lui è seduto su una sedia e una delle lei lo masturba mentre l'altra gli accarezza le palle.
«Guardi, guardi come è felice! »
La signorina Shnaider continua a massaggiare l'attrezzo inerte e molliccio del dottor Fabrizio ma sente fra le cosce un bruciore tremendo.
Lui adesso è fra le gambe dell'altra lei, una zoomata riprende il particolare del pene che entra e che esce luccicante dalla vagina implume. Il dottore guarda con più attenzione.
«E lei dice che questo piace agli uomini? Ma è più salubre il lavoro,la fatica…» però la guarda e l'infermiera scosta il lenzuolo,
«Ma lo vede che bella cosa ha fra le gambe dottore? E lei vorrebbe sprecarla solo per fare pipì… si china e lo prende fra le labbra, lo mordicchia piano sulla punta. Clicca un'altra scheda.
Lui è vestito, giacca, pantaloni e cravatta, lei è inginocchiata con le mani legate dietro la schiena, un grosso pene spunta eretto dai pantaloni. Lui si siede ad una scrivania, lei cammina carponi e striscia di sotto, lo prende senza poterlo afferrare, solo con la bocca lo può toccare. E lui adesso pare assorto, pare rapito da quel che vede come non avesse mai visto cose del genere, e la signorina Shnaider continua a baciarlo strofinandolo leggiadra con una mano senza smettere di guardare il monitor. L'impiegata è seduta sul piano della scrivania, ha le gambe aperte e le mani ancora legate, lui le sta accarezzando i seni. Il dottore guarda un attimo l'infermiera, sembra divertito, allunga una mano e la accarezza sul petto. Nonostante tutto lei rabbrividisce. E poi altri filmini, uno e ributtante: una ragazzetta grassoccia nuda e carponi con un grosso cane lupo avvinghiato ai suoi fianchi che si accoppia con lei, mentre lui si accoppia con un'altra ragazza magrissima messa nella stessa posizione, e poi… "si cambino le dame signori". La signorina Shnaider cambia velocemente e lui, vestito da Tartan, sodomizza una negretta coperta con una piccolissima pelle di leopardo.
La signorina Shnaider alterna la bocca alla mano, guarda l'orologio sul muro, lo sta accarezzando e succhiando da due ore e mezzo, hanno visto decine di filmini, La signorina Shnaider sta pensando seriamente di desistere da quella terapia, lasciar perdere e farsi un ditalino coi fiocchi… ma crede che sia l'unico mezzo per guarirlo, lui è li da otto mesi, e tutti i farmaci, tutte le terapie tutti i consulti sono falliti. "Ancora un poco e poi mi arrendo!" pensa.
Entra nella stanza una ragazza orientale, dai tratti finissimi e molto bella, è minuta, indossa il Kimono e ha in mano un vassoio. Lui è disteso sul letto, completamente nudo, lei poggia il vassoio e prende un vasetto, intinge le dita e unge il pene del dottore.
La signorina Shnaider sente per la prima volta un breve movimento, lo guarda speranzosa, è molto arrossato.
La giapponese continua a ungere con calma, lui pare soffrire ma si eccita in brevissimo tempo… in tempo reale.
Il movimento si ripete più evidente…
«Era una cosa che bruciava, poi è diventato freddo, e poi era come se bruciasse!» dice il dottore come ricordando.
«Vada avanti!»
La signorina Shnaider spegne il video.
«Non ho mai saputo cos'era, ma quella ragazza mi ha massaggiato per molto tempo… se si fermava mi bruciava da morire, e allora lei riprendeva ad accarezzarlo e il bruciore passava.»…
La signorina Shnaider lo sente lentamente crescere dentro la sua mano.
…«Ma riprendeva solo se e quando vedeva che soffrivo… Non ha idea quanto avrei voluto poterlmelo prendere io quando lei si fermava!»
«E perché non lo prendeva?»
«Avevo le mani legate!»
La signorina Shnaider adesso lo sente abbondante, continua a sfregarlo lentissima senza fermarsi.
…«Il bruciore si calmava, si trasformava in un piacere che non ho più provato, e quando s’era trasformato in quel piacere lei si fermava e allontanava le mani, il calore saliva pian piano, diventava dolore!»
La signorina Shnaider si china e lo afferra nella bocca, sa che fra poco sarà duro, lo sente.
«Ma non era davvero dolore… forse era tanto il piacere che il non provarlo sembrava doloroso, questo non lo so! Lo ha fatto per ore.»
Adesso il membro del dottore ha un'erezione praticamente completa, La signorina Shnaider esulta in cuor suo.
«Quando si asciugava lei ungeva nuovamente e ricominciava. C'è stato un momento che non riuscivo più a capire neppure chi ero, mi pareva di respirare con lei, di pensare con lei, di far parte di lei… sa, ho provato terrore, ero roba sua, dipendevo da lei, il mio sangue scorreva soltanto perché lei mi sfregasse la verga, perché lei mi regalasse un minuto di quel piacere. La signorina Shnaider sente il pene ergersi enorme, si è eccitata, non capisce se è per ciò che ha in bocca o per la voce di quell'uomo.
«Non so quanto sia durata, so solo che l'ho vista prendere ancora da quel flacone, s'è allargata il Kimono… non aveva un solo pelo, un disegno perfetto… ha allargato le gambe e s'è unta, lo faceva con gli occhi socchiusi, e io impazzivo dalla gelosia, sbavavo dal tormento, nuotavo nella fobia, lei si accarezzava, poi si fermava, e soffriva.
La signorina Shnaider sente un rivolo di liquido caldo scorrere fra le gambe, sente pulsazioni tremende, ha paura e si strizza il pube come per fermarle.
«E lo ha ripreso fra le mani, e io ho rivisto la luce. Ha preso l'altro flacone, mi ha unto con quello, ho sentito freddo, sentivo come se avessi il pene immerso nell'acqua ghiacciata, lo sentivo duro come fosse di acciaio ghiacciato, ma nello stesso tempo lo sentivo aumentare di volume, non ebbi il coraggio di guardarlo, ricordo solo che ebbi paura che scoppiasse, pensavo come avrei fatto dopo, non sarei più riuscito a nasconderlo.»
La signorina Shnaider strizza la sua vagina con una mano e il pene con l'altra. Sente di essere vicina alla meta.
«Lei è semplicemente salita sopra di me!»
La signorina Shnaider si ferma, allarga le cosce, sposta le mutandine.
«Si è sollevata sulle ginocchia si è poggiata sul glande…»
La signorina Shnaider lo scavalca e tiene dritto il pene che tende a schizzare indietro, enorme, monumentale.
«Vi si è infilata scendendo diritta lungo la mia asta, vedevo il suo sesso dilatarsi per far posto al mio membro…»
La signorina Shnaider si appoggia, lo dondola, lo passa nella fessura.
«È scesa lentamente restando in equilibrio sui piedi, non mi toccava, non toccava il letto, si sollevava e si abbassava con la sola forza delle gambe…»
La signorina Shnaider questo non lo sa fare, ma si cala fino a sentire i glutei toccare il ventre di lui.
«Si sollevava facendosi scorrere lungo il pene soltanto appoggiata ad esso. »
«E quanto… è… durata? »
«Molto tempo! »
«Be ne! Mooo ltoo be ne! »
Sei giorni dopo il dottore usciva dalla clinica completamente guarito. Ha distrutto la sua collezione. Ha venduto tutto. Ha sposato la signorina Shnaider. Vivono in una lussuosa villa nascosta fra i coqueiros su una spiaggia del Sergipe.
COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!
|
| Eccitometro (Numero di voti: 31): 6.39 |
|
Commenti (6) |
|