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| il bagno "solare" |
Io e mia moglie Diana siamo una coppia sposata da cinque anni. Viviamo il matrimonio con invidiabile armonia e il sesso ha sempre rappresentato per noi un grande collante per la nostra unione. Da un paio d'anni abbiamo "aperto" le nostre esperienze erotiche anche al di fuori del rapporto di coppia e, da allora, abbiamo vissuto alcune esperienze particolarmente emozionanti.
Fra queste, quella avvenuta sulla spiaggia di Marina di Ravenna lo scorso mese di giugno ce la ricorderemo, credo, per sempre.
Qualche tempo prima, sulla stessa spiaggia, avevamo assistito a un corteggiamento molto deciso di un ragazzo a una signora che era terminato con i due che si allontanavano insieme verso la pineta per tornarsene, una mezzoretta dopo, con l'evidente sguardo di chi si era goduto la situazione.
La cosa, avvenuta sotto i nostri occhi, ci aveva molto eccitato; ne parlammo più volte poi decidemmo di vivere un'esperienza simile...
Il giovedì della settimana successiva ci dirigemmo verso la spiaggia libera fra Marina di Ravenna e Punta Marina.
Diana (stiamo parlando di una splendida donna di 37 anni, capelli lunghi biondissimi, 175 cm di fisico da sempre curato con grande attenzione e impreziosito da un bel culo tondo e muscoloso e un seno di quarta misura da sempre vanto della mia signora), con il suo asciugamano e coperta da un succinto perizoma e un reggiseno striminzito di colore bianco che mette in risalto una dorata abbronzatura, si stende al sole di pancia mentre io mi piazzo a una ventina di metri facendo finta di essere lì da solo e mi metto a leggere il giornale.
Qualche minuto dopo tre giovani ragazzi al massimo di venticinque anni, arrivano in spiaggia e stendono i loro asciugamani a pochi metri da Diana.
Osservo la situazione incuriosito e noto, ovviamente, che i ragazzi si scambiano occhiate e apprezzamenti all'indirizzo di Diana.
Diana si slaccia con noncuranza il reggiseno restando sdraiata con la schiena al sole.
I ragazzi parlottano, poi uno di loro prende l'iniziativa e con la scusa più vecchia del mondo si avvicina a Diana e le chiede da accendere.
Diana, gran professoressa di seduzione, coglie subito la situazione al volo, si gira sventolando il magnifico petto e prende dalla borsa l'accendino.
Vedo chiaramento l'imbarazzo del ragazzo, ma noto anche la sua abilità nel cogliere al volo l'opportunità e sedersi di fianco a mia moglie avviando una conversazione.
Anche da distanza non mi sfugge la cordialità del dialogo, che, evidentemente, colpisce anche gli altri due che si avvicinano alla coppia.
Seguono le presentazioni, i sorrisi, le chiacchere.
Poi vedo Diana armeggiare nella borsa da mare ed estrarre un flacone di crema solare. Vedo che la porge a uno dei ragazzi e si sdraia nuovamente con la schiena al sole.
I ragazzi si scambiano delle occhiate ormai esplicitamente mirate all'obiettivo.
Comincia il primo a massaggiarle la schiena, ma passa poco che la crema venga spalmata anche sul culo. Si aggiungono al rito anche gli altri due ragazzi e, in breve, Diana è "massaggiata" ovunque dalle mani dei giovani.
Tocca a lei, all'improvviso, prendere la situazione in mano.
Si alza, splendida, con soltanto il perizoma bianco addosso; prende per mano uno dei tre e invita con lo sguardo gli altri due a seguirli.
So già dove è diretta; lo avevamo precedentemente previsto e subito dopo, girando dall'altro lato della duna di sabbia, mi piazzo dietro a un piccolo capanno da mare e mi trovo in prima fila, a 5/6 metri di distanza per assistere a uno spettacolo sconvolgente che vede mia moglie assoluta protagonista.
Quando arrivo Diana è già abbracciata a uno dei ragazzi che la sta baciando appassionatamente ficcandole la lingua in gola, sul collo, sul seno e sulle ascelle: ovunque.
Gli altri due si tolgono gli slip e cominciano a masturbarsi aspettando di intervenire.
Il primo se la gode, le infila la mano sotto lo slippino e lo vedo che la muove all'indirizzo della figa di lei che immagino già fradicia.
Diana continua a succhiare la lingua di lui, butta la testa indietro in segno di piacere, poi, finalmente, lui le alza una gamba, la sbatte contro la parete di una cabina, si tira fuori l'uccello e lo infila in un sol colpo nella figa di lei.
La sbatte con forza, ma dopo pochissimo tempo si toglie, spinge la testa di Diana per farla inginocchiare e le svuota un fiume di sborra calda in faccia e sulle tette.
E' il messaggio agli altri due di farsi avanti e Diana, ancora in ginocchio, riceve i cazzi dei due ragazzi in bocca; li lecca a turno, appassionatamente e nel giro di un minuto riceve lo sperma di uno dei due in bocca e sul seno.
Allora il terzo, evidentemente il più resistente, si rivolge a lei dandole della troia, la gira di pecora, Diana si appoggia alla parete della cabina e lui le sbatte il cazzo nella figa.
La scopa insultandola, tirandole la coda dei capelli mentre lei inarca la schiena per alzare il culo; la sbatte con violenza e lei gode, urla, ormai non ha più alcun freno, trema mentre la coglie un orgasmo violento e il ragazzo, infischiandosene del suo ritmo, continua a sbatterla come l'ultima delle mignotte.
Quando gode, non tira fuori l'uccello e affonda ancor più violentemente i colpi nella sua fregna, mentre si svuota dentro di lei.
Diana è sfatta, cade in ginocchio per terra, sulla sabbia, ma gli altri due, dopo aver assistito alla scena, hanno nuovamente un splendida erezione e si buttano su quella baldracca fradicia di mia moglie. Uno scivola sotto di lei e l'impala sul suo uccello, così l'altro ne approfitta per mettersi dietro e puntarle la cappella sul culo, allargarle con le mani le chiappe e sfondarla senza complimenti.
Diana urlava, ma urlava il suo piacere.
Io ero esterefatto, mi stavo tirando una sega da paura, mentre quella troia pigliava cazzi dappertutto.
L'hanno sfondata per almeno mezz'ora, l'hanno apostrofata in tutti i modi più volgari; ai due si è aggiunto anche l'altro che aveva ritirato su il suo arnese.
Alla fine l'hanno coperta di sperma lasciandola fradicia ovunque.
Sono rimasti tutti e quattro stremati sulla sabbia. Poi si si sono alzati, si sono messi a ridere allegramente e, di corsa mano nella mano, si sono buttati in mare.
Io ho finito la mia sega con grande godimento e me ne sono tornato in macchina.
Ho aspettato Diana una decina di minuti, poi lei è arrivata, radiosa e soddisfatta e ce ne siamo tornati a casa.
una storia vera vissuta a Marina di Ravenna il 14 giugno 2007
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