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giorno d'estate
Lavoro in piscina, sono un assistente bagnanti. Potete anche chiamarmi bagnino, se volete. Torrido luglio, qui in palude, almeno 32° che l'umidità di queste zone ti appiccica addosso come se fossero 50°... ma il mio è un lavoro perfetto per l'estate: passo le giornate in maglietta di cotone leggerissima, costume (d'obbligo lo slip in piscina) e ciabatte, girando intorno a questa dannata vasca aspettando che qualcuno (meglio qualcuna) decida di spaventarsi per mettermi in azione, e poi quando non ce la faccio più, posso sfilarmi la maglia, mostrare un po' il fisico snello e tonico che solo 15 anni di nuoto ti possono dare, e tuffarmi nella fresca e azzurrata salvezza che si stende sotto di me, risalire in fretta prima che il capo mi veda, e riprendere a guardarmi intorno. Ho circa 20 anni, altezza media, pelle chiara (abbronzatissima in questa stagione), capelli e occhi castani, quindi direi assolutamente normale e anonimo, se non per quella sensazione di sicurezza alla soglia della spavalderia che il mio ruolo in questo ambiente mi dà: hai sempre un motivo per scambiare una parola con tutti e tutte... Oggi la vasca è mediamente affollata, noi colleghi siamo in numero sufficiente da permettersi alcune pause a rotazione senza paura di lasciare incustodita l'area.
Come sempre ci sono gruppetti di ragazzi e ragazze che si godono l'estate, il caldo, la compagnia in quei giochi mai del tutto innocenti tra l'ombra di un cespuglio e la leggerezza dello stare in acqua... onestamente c'è sempre stato ben poco da immaginare tra quei costumini sempre più succinti delle ragazzette appena maggiorenni che non perdono occasione di mettere in mostra quei sederini sodi e ben torniti, e le innascondibili erezioni dei loro compagni di giochi... i più cercano di nascondersi dentro ad informi maxi-boxer, ma come fai a non accorgertene? Vederli uscire tutti insieme dall'acqua dentro a quei costumi attillatissimi e praticamente trasparenti ripieni di capezzoli inturgiditi ed incontrollabili (e dolorose) erezioni è una cosa che (nascosto lo sguardo dietro a impenetrabili occhiali da sole) non mi ha mai lasciato indifferente. Insomma, siamo praticamente coetanei e non posso non sentirmi molto vicino a loro...
Ad un certo punto tre delle ragazze si siedono sul bordo con i piedi in acqua a poca distanza da me, come non farlo?, mi avvicino, mi chino verso una di loro e serenamente comincio a parlare del più e del meno. E' mora, capelli a caschetto, un bikini a fiorellini molto intrigante. Ha la pelle che sembra seta leggermente spruzzata di goccioline d'acqua. Il costume fa il suo bravo lavoro e copre di colori le sue forme morbide lasciandole chiaramente visibili: i seni sono nella media, direi tra la 2a e la 3a con i capezzoli piccoli ma duri e scuri, i fianchi stretti il sedere sodo e perfetto. Un sorriso solare che invita al contatto. "Ciao", "Ciao", poche parole alcuni sorrisi di simpatia, poi il richiamo del lavoro per me e delle amiche per lei ci costringe ad un tranquillo "a dopo!".
Passa circa mezz'ora, mi sto occupando di mettere in ordine le docce all'uscita degli spogliatoi, che mi sento da dietro le spalle un simpatico "ciao, eccomi qui", "ciao", ci sorridiamo, "ti ho cercata ma non riuscivo a vederti", "ti stavo cercando anch'io", si appoggia maliziosa con una spalla al muretto e si mette l'indice tra le labbra, quasi imbarazzata, "vieni spesso qui?", "a dire la verità no", "vieni, allora, ti faccio vedere alcune cose...". Le prendo la mano e la invito a seguirmi, ma non si fa pregare... Esiste un intero piano sotterraneo all'intero edificio dove si trovano tutti gli impianti, una piccola palestra e gi spogliatoi e le docce del personale, che naturalmente a quell'ora lavora, quindi non dovrebbe disturbarci nessuno... Resta affascinata e un po' spaventata dai larghi corridoi rivestiti di tubazioni di tutti i colori e dimensioni, l'aria si fà più fresca là sotto e noto una leggera pelle d'oca che si traduce in uno stringersi l'un l'altra quasi a volersi tener caldi. Giungiamo infine agli spogliatoi, "queste sono le nostre stanze, qui veniamo soli noi e nessun altro che non sia invitato". Tre ampie stanze collegate tra loro: lo spogliatoio vero e proprio con panchine ed armadietti in alluminio, le sei docce, una stanza "relax" con tavolo, e divano... naturalmente è in quest'ultima che la conduco, chiudo la porta e mi piazzo di fronte a lei. A pochi centimetri. Sempre meno. La bacio. Sembra di aver acceso un interruttore, ormai é chiaro che entrambi siamo lì per lo stesso motivo, le nostre mani cominciano a muoversi... io l'abbraccio e la stringo dolcemente accarezzandole la schiena, lei mi avvolge il collo accarezzandomi la nuca per lasciarmi campo libero. le gambe si incrociano, i busti si strusciano, non può non aver notato la mia crescente erezione, compressa nello slip, anzi, con la gamba comincia a strofinarcisi. Stacchiamo le labbra, lei alza le testa, le bacio il collo ed il suo respiro si fa affannoso. Una sua mano comincia ad esplorarmi: la spalla, il petto, l'addome, arriva alla protuberanza del costume che sembra voler scoppiare. Non sono mai riuscito a tenere slacciato il costume perchè se ti tuffi in acqua finisce per sfilarsi, quindi sono costretto ad usare anche una mia mano per armeggiare col laccetto mentre lei mi sfiora la mano accarezzandomi il membro attraverso il tessuto. E' un po' impacciata, ma riesce ad afferrare la situazione, slaccia il costume con destrezza e mi infila dentro la mano prendendo il mio membro decisa, circondandolo sicura con le dita ed impegnandosi in un lento su e giù. La mia mano ora libera le ha già slacciato il reggiseno che ora le pende inutile al collo, mostrandomi le sue tettine fresche e mobide con i capezzoli duri come sassi e scuri su quella pelle che il sole non raggiunge ed è più chiara del resto del corpo. Accarezzare e poi impugnare decisi quei seni morbidi, il suo fiato sempre più corto, sono sensazioni che mi eccitano ancora ogni volta che ci penso. La mia mano scende accarezzandole la pancia e indugiando un attimo sull'ombelico, la sento percorsa da un brivido che le fa inarcare la schiena, quindi mi avvicino a quel che resta del bikini e insinuo le mie dita nelle mutandine giocando col laccetto e percorrendone la lunghezza fino ad arrivare dietro, infilo di più la mano e le accarezzo il sedere, la sento farsi più calda e decisa, si struscia sempre più, mentre con una mano mi mastrurba e con l'altra è aggrappata al mio collo. Insinuo la mano un po' di più e le sfioro l'ano raggiungendo le sue grandi labbra: sono inzuppate, non ce la fa più nemmeno lei. Con le dita la accarezzo, apro legermente le grandi labbra solo per accarezzarle le più piccole e delicate, ma anche più sensibili, la sua presa sul mio pene è sempre più decisa, mi sa che di questo passo non durerò molto... Dalla posizione in cui sono mi è facile sollevarla e stenderla sul divanetto, comincio a baciarle i seni e le faccio dolcemente aprire le gambe. Adoro i bikini con i laccetti, si fa così presto a toglierli... snodo sicuro il fianco e sposto il tessuto e la sua albicocca mi appare il tutto il suo splendore, pochi peli scuri e ricciuti, pelle liscia come la seta, monte di venere ben pronunciato, come non buttarcisi? La mia lingua si insinua tra quelle labbra grondanti e le strappo un gridolino, mentre il suo respiro è sempre più corto... le abbraccio le cosce mentre lei mi afferra la testa quasi guidandomi a insistere così... Sento che non ne può più, scivolo verso le sue tette ed avvicino il bacino, il mio pene è ormai vicino alla sua vulva, lo appoggio sensibilmente sulle sue labbra strusciandomici, quasi mi facessi mastrurbare dalla sua vulva, poi entro. Piano, ma deciso, senza interruzioni, senza indugio, prima la punta poi il fusto centimetro dopo centimetro. Forse le fa anche un po' di male perchè la sento irrigidirsi e stringe i piccoli muscoli che circondano il suo orifizio, solo che così mi invita ancora di più. Arrivo alla base, i miei testicoli si appoggiano alla sua pelle, lei è in estasi totale. Comincio il mio ritmico su e giù baciandole i seni, le labbra, accarezzandole i fianchi ed il sedere, le accarezzo la testa e mentre ritmicamente la faccio mia mi assicuro che non ci sia un solo centimetro del suo corpo che non riceva almeno una carezza... Il respiro diventa sempre più corto per entrambi, ci stringiamo sempre più, stiamo per venire insieme, ancora un po', sempre più intenso, sempre più forte fino al culmine. Un grido soffocato di entrambi all'arrivo del mio zampillo dentro di lei, un'altra decina di pompate per lanciare tutto il mio seme che gronda da lei ed il suo nettare che cola sul divano. Non mi fermo subito, dopo essere venuto continuo a muovermi lentamente dentro di lei, in quel momento entranbi siamo molto sensibili. Ci guardiamo, un sorriso, un abbraccio, un bacio.
Il tempo è tiranno, io sto pur sempre lavorando, lei non vuole insospettire i suoi amici, ci facciamo una doccia veloce concedendoci di indugiare gli sguardi sui nostri corpi nudi e abbronzati. "Possiamo vederci ancora?", "Mi piacerebbe molto, sai dove trovarmi".

E' una storia realmente accaduta, la ricordo bene anche se è passato qualche anno e la mia vita è cambiata, in verità non ci siamo più rivisti.
Se vi è piaciuta mi piacerebbe me lo diceste: paperino30@gmail.com

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