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fino in fondo
Premessa: questa è una mia fantasia, sapete, le ragazze hanno molte fantasie...Però è difficile scoprirle fino in fondo.

La ragazza salì sul bus, era molto affollato e non c'era posto a sedere, quindi si fece strada e restò in piedi, guardando fuori dal finestrino e pensando ai fatti suoi. Le dava un po' fastidio sentire la ressa attorno a lei, e cercava di evitare il contatto con quei corpi estranei che la sfioravano. Ad un certo punto le sembrò di sentire che uno di quei corpi faceva sempre più pressione contro il suo fianco, diede una fugace occhiata verso il punto dove sentiva la pressione e distolse subito lo sguardo, imbarazzata. Quello che si appoggiava sempre di più contro di lei era un uomo, e si intravvedeva nei suoi pantaloni che stava avendo un'erezione in crescita. La ragazza si costringeva a guardare fuori dal finestrino mentre però iniziava a sentire un'eccitazione crescente e percepì che la sua figa si stava un po' bagnando. L'uomo sembrava leggerle nel pensiero e, capendo che lei non era indifferente, osò sempre di più e le sussurrò nell'orecchio "so che piacerebbe anche a te scopare con me", e dicendo queste parole si giocava il tutto per tutto: lei avrebbe potuto ritrarsi con aria disgustata, e sputtanarlo davanti agli altri passeggeri, ma qualcosa gli faceva capire che non avrebbe incassato un no. La ragazza lo guardò, ora con occhi diversi, come a suggerirgli che lei non si sarebbe tirata indietro. Lui allora le bisbigliò nell'orecchio, premendo sempre contro di lei "scendiamo alla prossima fermata" e lei non riusciva a sottrarsi al magnetismo di quell'uomo ed all'eccitazione che aumentava. Scesero, e lui faticava ora a nascondere l'erezione che si faceva sempre più sfacciata. Lui camminava leggermente dietro a lei, e in silenzio acceleravano il passo, in una comunicazione muta, ma profonda. Quando passarono accanto ad un portone lui le cinse la vita con un braccio e le sussurrò: "entra, qui c'è casa mia" e lei non oppose resistenza: poteva essere rischioso salire in casa di uno sconosciuto, ma dentro di lei sentiva che non avrebbe corso alcun rischio se non quello di stupirsi di lei stessa. Salirono una rampa di scale e lui aprì la porta, entrarono e lui chiuse la porta dietro di lui, prese lei per le spalle e la girò verso di sé. Si guardarono intensamente e lei immaginò quello che lui stava per fare. Lui iniziò, sempre in silenzio, a toccarle il seno, ed i capezzoli della ragazza iniziarono a spingere contro la camicetta. Lei intanto sentiva l'eccitazione salire e pregustava il seguito. Lui continuò ad accarezzarle il seno, le slacciò lentamente la camicia e prendendo in mano entrambe le tette iniziò a succhiare i capezzoli, lei iniziava ad accelerare il respiro e sentiva che per lui era lo stesso. Poi lui infilò la mano sotto e iniziò a sollevarle piano piano la gonna, le scostò le mutandine e con la punta delle dita sfiorò la sua figa, e sentì che era davvero calda e umida. L'uomo aveva il cazzo sempre più duro e si slacciò i pantaloni e lo prese fuori, spinse lievemente ma decisamente la testa di lei verso il basso e lei non oppose resistenza, perché aveva davvero voglia di sentire in bocca l'eccitazione di lui e di sapere che era merito suo. La ragazza si chinò e iniziò a leccare la cappella, lentamente, e con la punta della lingua indugiava sulla punta del cazzo, mentre con la mano lo impugnava come un bastone. Lui davvero sentiva sempre più forte la voglia di farselo succhiare e lei era fu davvero brava, quando sentì che il cazzo spingeva contro le sue labbra, le aprì e con un guizzo lo infilò in bocca e lo succhiò avidamente, sempre più appassionatamente...rallentava, e tornava a leccarlo, lungo tutta l'asta, poi sulla cappella...poi un po' sadicamente si alzò e lui restò in piedi col cazzo dritto come un bastone di acciaio. Stordito da quell'interruzione - forse già stava per venire - la guardò e leggendo nello sguardo di lei un'eccitazione senza limiti la trascinò nel corridoio e la spinse verso la camera, poi una volta lì l'avvicinò al letto tenendole le mani sui fianchi e premendole il cazzo duro contro il ventre, lei si slacciò la camicetta con le dita impazienti - il seno con i capezzoli dritti e irrorati di sangue - tolse rapidamente la gonna e le mutandine e si sdraiò sul letto, lui la seguì e finché la seguiva si sfilò i pantaloni e gli slip e lei aprì le gambe. Lui si abbassò sopra di lei, aveva una voglia da pazzi di ficcarglielo dentro e si immaginava che l'avrebbe fatta godere senza ritegno e a quel pensiero il suo cazzo si indurì ancora e la cappella si avvicinò alla figa di lei, e con una spinta le entrò dentro. Lei, come sorpresa, non seppe trattenere un grido, ma aprì ancora di più le gambe per sentirlo. Per sentirlo tutto, fino in fondo. Lui aumentò le spinte e la vedeva inarcarsi sotto di lui per prenderlo tutto dentro e vedendo che lei aveva così voglia lo spingeva sempre con più forza. Poi lei non ce la fece più e raggiunse un orgasmo irrefrenabile, le sue gambe si allacciarono intorno alla vita di lui come a trattenere il suo cazzo duro dentro di sé, per prolungare la potenza di quel godimento. Lui non voleva venire così in fretta e si sottrasse alla presa di lei e lo tirò fuori, il suo cazzo era sempre durissimo, come se fosse stato di marmo. Lei con aria stupita e ancora stordita da quell'orgasmo restò un attimo incerta e poi capì, e fece stendere l'uomo supino e salì a cavalcioni sopra di lui. Poi si chinò sul suo cazzo dritto e lo prese in bocca, e assaporò gli umori che la sua figa aveva lasciato lungo tutta l'asta, e leccò e succhio con passione. Poi sollevò la bocca e avvicinò le sue tette alla faccia di lui che le prese con le mani e le strinse, strinse i capezzoli irrigiditi e li avvicinò alla bocca, li succhiò e li mordicchiò fino a far gemere la ragazza. Lei intanto teneva il cazzo con una mano e finché si faceva strizzare le tette, con un piacere in crescita - che capiva essere anche quello di lui - strusciava la cappella contro le sue grandi labbra, aprendole con le dita. Poi all'improvviso lui disse "ora voglio farti godere davvero come una troia" e la attrasse verso di lui e lei, che non aspettava altro, spinse il cazzo di lui dentro di sé ed iniziò a cavalcarlo. Le sue tette si muovevano ritmicamente sopra la faccia di lui, che le teneva tra le mani, e lei muoveva il suo culo con spinte sempre più intense, e lo voleva sentire tutto, e lui spingeva per ficcarglielo dentro totalmente. Ansimavano entrambi, sempre di più mano a mano che sentivano l'orgasmo ormai prossimo. Lei con quel ritmo e quella voglia non ci mise molto a venire e non riuscì a non gridare. Lui le teneva ora le mani sui fianchi per avvicinarla sempre di più e farle sentire dentro tutto il suo cazzo duro. Le diede due spinte fortissime e lei godeva ancora come una pazza, e lui le diceva "sì, sei la mia troia vero" e lei ansimando diceva "sì, voglio sentirlo tutto, fino in fondo" e lui capì quanto lei godeva. Poi non ce la fece più e venne anche lui, esplodendole dentro tutta la sua sborra calda, in un paio di spinte forti, conclusive di quella scopata animalesca. Poi, ancora stravolti per quell'orgasmo, rimasero un po' allacciati, lei si muoveva ancora piano, per sentire il più possibile a lungo il cazzo caldo di lui dentro di lei, e contraendo i muscoli della figa lo avvolgeva per prolungare anche le sensazioni di lui e sentire il calore del suo sperma. Poi lei si sollevò, prese il cazzo di lui con una mano, come a trattenere quel piacere provato, e si sdraiò accanto a lui. Esausti entrambi, restarono in silenzio, il respiro rallentava piano piano e così il battito cardiaco, stravolto dall'orgasmo, tornò ad un ritmo più normale. Lei tenendo sempre il cazzo di lui avvolto in una morbida e lieve carezza - come se fosse ancora avvolto dalla sua figa umida ed accogliente - rimase sdraiata, ed entrambi si rilassarono al punto da rimanere un po' di tempo semi-addormentati. Poi lei sentì dentro alla sua mano una pressione crescente e capì che lui stava avendo una nuova erezione, e l'assecondò allargando la presa ed iniziando ad accarezzare il cazzo di lui...lui girò la testa sul cuscino, la guardò, accennò un sorriso e...il seguito, potete immaginarlo. Tanto, non vi manca l'immaginazione, vero?

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