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| beccata... |
Scritta da: unadadaporca (1)
"cosa stai facendo?"
mi voltai, vidi alle mie spalle il mio capoufficio che mi guardava con gli occhi sbarrati.. ci misi meno di un secondo a capire che ero nei guai, grossi guai.
sul monitor del mio ufficio scorrevano le immagini di un video amatoriale dove lei prendeva un cazzo bello grosso nel culo e con una mano si toccava, la vedevo lanciare degli urli immensi, non potevo sentirla perchè avevo tolto l'audio ma ero completamente bagnata a vederla mentre gli facevano il culo...
non riuscii a dire una parola, una sola misera parola, "vieni nel mio ufficio!"
spensi il monitor, cercai di trovare qualcosa da dire ma non mi venne in mente niente, mi alzai cercando di abbassarmi un po' la gonna e lo segui in silenzio.
Andò a sedersi sulla sua poltrona e io rimasi in piedi a guardarlo, non sapevo cosa fare ma soprattutto non sapevo cosa avrebbe fatto lui... mi avrebbe licenziata? o avrebbe approfittato della situazione?? pensavo al licenziamento, cosa avrei detto in giro?? sono stata licenziata perchè come una grandissima porca mi hanno beccato mentre guardavo una che si faceva inculare?? a pensare a quella mentre prendeva quel grosso cazzo la mia mente si distrasse per un momento a pensare a come avrei voluto prenderlo anche io, tutto fino in fondo...
"a cosa pensa?" quella frase mi riportò alla realtà...
"non lo so nemmeno io cosa sto pensando" cosa avrei dovuto dire?? che stavo pensando che mi piace farmi fare il culo?? bhè no forsa era meglio tacere...
"vuole sapere a cosa sto pensando io??"
nemmeno il tempo di aprire e bocca e continuò "sto pensando che tra tutte le cose che mi sono successe da quando sono il capo qui dentro, niente si avvicina minimamente a questa situazione. Sono indeciso, potrei licenziarti oppure potrei tenerti, a te converrebbe che ti tenessi, immagini la faccia degli altri soci quando spiegherò il motivo per cui ti ho mandato via?? questo è un paese piccolo, la voce girerebbe velocemente..."
"allora cosa vuoi fare?"
"solo una troia guarda filmati del genere e le troie vanno scopate... pensavo avrei solo continuato a fantasticare sulle tue tette che tanto ti piace mostrare e invece la fortuna mi ha baciato!"
Ora torna nel tuo ufficio, mettiti a lavorare ma alle 18 non uscire..
"cosa vuoi fare?"
"tanto porca e non te lo immagini cosa voglio fare?? ti ho detto di tornare a lavorare ora..."
tornai al mio posto, riaccesi il monitor e chiusi il filmato, rimasi immobile a pensare... mancavano venti minuti e l'ufficio si sarebbe svuotato.. ormai era chiaro cosa voleva da me e con tutta onesta la cosa mi eccitava da morire...
il mio capo non era male, 45 anni, moro, alto e... sposato... anche lui aveva un punto debole, avrei ceduto alle sue richieste una volta sola e poi sarei stata di nuovo io ad avere il coltello dalla parte del manico
"ciao io vado"
era l'altra impiegata, ora eravamo ufficialmente soli... rimasi alla mia scrivania fingendo indifferenza ma più pensavo che mi avrebbe scopato e più mi bagnavo... sentii i suoi passi arrivarmi dietro, giro la mia sedia e mi disse "finalmente soli, non vedevo l'ora, vedrai ci divertiremo!" e mentre lo diceva si sbottonò i pantaloni e li fece scivolare a terra, prese la mia mano e se la mise sul cazzo, era durissimo e non c'erano bisogno di parole, avevo già capito cosa voleva.. glielo massaggia un po' attraverso i boxer, con il palmo aperto, senza mai alzarmi dalla sedia. poi gli abbassai le mutande e glielo presi in mano, con una stratta forte incominciai a menarglielo su e giù, giù e su e nel mentre con la lingua gli accarezzavo la cappella. mi prese la testa tra le manie mi ficco tutto il suo casso in bocca allora gli accarezzai le palle e lui mi scopò in bocca, lo sentivo vicino ad esplodere ma si tolse, il suo respiro era affannato, si inginocchio davanti a me e mi mise una mano sotto la gonna
"sei proprio una porca, hai le autoreggenti"
"sì mi sono sempre piaciute e poi sono eccitanti e pratiche"
tolse la mano, me la porto alla bocca e cominciai a spompinargli le dita poi me le tolse dalla bocca e le rimise sotto la gonna, sentivo le sue dita giocare con le mie labbra
"che troia sei bagnatissima" aveva ragione mi sentivo tutte le cosce bagnate...
"alzati, con la faccia verso la scrivania, appoggia le mani e allarga le gambe..."
finalmente ero talmente bagnata che non avrei più resistito, volevo essere scopata
tutto ad un tratto mi ricordai... "non posso, non possiamo, ho sospeso la pillola"
mettiti come ti ho detto ti accarezzo solo...
mi misi come voleva e inarcai un po' la schiena, sentii le sue dita entrarmi nella figa mentre con l'altra mano mi stava strizzando una tetta
"ho sempre pensato che tu fossi una grandissimo porca, si vede da come parli, da come ti muovi.." si allontano leggermente da me e... sentii le sue dita, quelle con cui mi toccava le tette, esplorare l'altro mio buco.
"vedi, sei piena davanti e dietro"
"mi piace, sono abbastanza porca per te?"
"oh si ho voglia di scoparti tutta"
"ma non possiamo"
"a questo c'è rimedio" e mi tirò un po indietro e mi abbasso la testa sul cazzo "lecca... uhmmm si brava così, ora girati e rimettiti come prima"
con le mani sui fianchi mi tirò più indietro, alzo meglio la mia gonna, si sputò sulle mani e mi bagno tutto il buco.. tolse le mani, non feci intempo a dire niente che mi penetrò il culo con un violenza estrema, non riuscii a trattenermi, urlai a squarciagola, mi piace prenderlo nel culo ma così mi aveva fatto proprio male e mentre mi lamentavo lui rimase fermo dentro di me
"pensavo ti piacesse visto che ti ho beccata mentre guardavi una troia come te prenderlo tutto nel culo, allora non ti piace" tra un grido e l'altro riuscii a rispondere "si mi piace, ma mi hai fatto male, devi entrare più piano" "poche storie puttana, ti voglio scopare, mia moglie non se lo fa mai mettere nel culo e con te voglio proprio divertirmi" e incominciò ad affondarmi dentro prima piano e il dolore passò lasciando spazio solo al piacere... "mmm ti prego continua"
"lo sapevo che non mi avresti deluso" "sì più forte ti prego" e il ritmo si fece sempre più forte "Aaaaaaaaaaaaahhhh sì sto venendo" "che troia che sei, godi a farti fare il culo" e mentre lo diceva affondava sempre più forte fino a quando non mi sentii riempire di liquido caldo "ahhhhhhh senti come ti riempio, sei una troia" si fermò sembrò un istante lunghissimo non si muoveva, poi si tolse e si inginocchiò, con la testa davanti al mio buco tutto aperto "ti ho sfondato proprio bene. vestiti e vattene ci vediamo domani" rimase a guardarmi mentre mi ricomponevo, senza dire una parola, presi il cappotto, me lo misi e uscii dalla porta, anche io nel silenzio più profondo
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