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aspetta
Non può nascere tutto da un sogno! Non posso trascorrere ogni momento della giornata con quelle immagini nella mente, fuoco, passione, tenerezza…per un uomo che nemmeno so chi sia. Era notte, anzi fuori albeggiava ne posso essere certa a meno che quella luce non venisse dal mio io che ardeva, e lui arrivo in me. E non mi lascio mai più, tornando a tormentarmi regolarmente ogni qualvolta non lo aspetto, quando prego affinché possa dormire per una notte senza di lui e non passare poi tutto il giorno con il ricordo addosso, sentendo il suo profumo che non conosco, le sue mani che mai mi hanno toccata, il calore dei suoi baci…e gli slip bagnati perché mi eccito da morire.
…”-non è possibile, non è ancora rientrato, io me ne vado” – urla che provenivano dal retro dell’ufficio mentre mi accingevo ad evadere la pila di pratiche che nei due giorni di ferie si era accumulata e che nessun altro aveva lavorato, ma essere l’ultima assunta significa anche questo. Pausa, caffè vado dietro anch’io; è la capoufficio che minaccia di andarsene ma non vuole aspettare che l’ultimo dei galoppini rientri dal suo giro di consegne “rimango io se mi lasci le chiavi chiudo e poi nel tornare a casa te lo porto” mi lancia le chiavi e sparisce come un fulmine dietro la porta. Sto per tornare al mio posto quando mi sento chiamare “guarda che ci sono anch’io, ho del lavoro da terminare e cosi sono rimasto in ufficio ancora un po’, me lo offri un caffè che questo stupido distributore non da il resto?” E’ lui, un collega, sbruffone, belloccio, ma mi dicono anche sia tutto chiacchiere e distintivo e che per molti mesi non ho potuto soffrire pensando ce l’avesse con me, l’ultima assunta, con mansioni superiori alle sue nonostante fosse ormai qui da due anni…e questa era forse una delle poche volte che mi rivolge la parola per qualcosa di diverso dal lavoro o per qualche favore …”quanto zucchero?” gli chiedo mentre vi avvicino al distributore “NERO, FORTE INTENSO, cosi mi piace” e voltandomi colpita dalle sue parole, mi tuffo nei suoi occhi e sono ancora lì che nuoto... Facciamo quattro chiacchiere non so nemmeno quale sia l’argomento, guardo la sua bocca che si muove e rispondo con qualcosa che non credo sia pertinente, lui ride e…“finalmente sono arrivato” urla il galoppino bagnato dalla testa ai piedi “fuori è un tempaccio non vedo l’ora di andare a casa” e rispondo “non dirlo a noi che siamo qui solo per aspettare te” forse ho negli occhi qualcosa che indica che sto mentendo perché mi dice “voi non me la raccontate giusta, l’ufficio è deserto, semibuio, e siete soli soletti…” “non dire stronzate, muoviti che ho fretta devo andare in palestra” cosi lui gli si rivolge freddo, mi guarda e “se vuoi posso accompagnarti c’è un bel temporale rischi da prenderti un accidente se torni a casa con i mezzi” e ora che dico? “devo andare anche a riportare le chiavi al capo” dico pentendomene subito…non ho progetti per la testa, so solo ke ho voglia ancora per un po’ di mangiarmi quelle labbra con gli occhi…forse se ne accorge dice che non è un problema mi fa u n sorriso e mi ritrovo a fissare le gocce che cadono sul parabrezza. Ha smesso di piovere scendiamo a riportare le chiavi; lungo il tragitto ho solo detto, destra o sinistra, gira e vai avanti …attraversiamo la piazza, stanno montando un palco, si esibiranno gruppi che fanno cover anni 70-80 e gli dico “ti piace la musica” “l’ascolto” mi risponde e ritorna ad essere quello che ho sempre creduto sia, freddo, distaccato di poche parole, oppure lo è sempre stato, è stata solo la mia testa che per un’ora ha creduto di veder altro, lui non deve aver fatto niente per avermi fatto pensare il contrario, ho solo fantasticato in un pomeriggio di pioggia “io non posso viver senza, adoro gli anni 70-80 italiani stranieri, impazzisco per i Pooh e oggi sto riscoprendo Battisti” io sono una loquace, non posso rispondere con due parole e basta anche se ciò non serve ad attacar bottone, ma son fatta così. Torniamo in silenzio alla macchina saliamo e lui “ alla tua destra c’è un raccoglitore aprilo, se vuoi te li posso prestare, è tutta la discografia completa di Battisti, me l’ha fatta da poco un amico, quello per il quale ti chiedo quei favori” allora mi stava ad ascoltare e di nuovo girandomi mi sorprende quello sguardo, quel tuffo al cuore che lascia me senza parole. “grazie te lo riporto appena lo copio” e stringo forte quel pezzo di plastica mordendomi la lingua per obbligarmi a star zitta e non pensare. Gli indico la strada di casa, gli indico anche quale sia la casa, ma lui prosegue e svolta a destra “quando riaccompagno una donna a casa , non mi fermo mai sotto casa, potrei beccare, un marito, un compagno o un padre geloso e non voglio aver problemi…” ecco Casanova sbruffone, torno serena mi porge la guancia per un bacio, ci sfioriamo ma nel girarmi per cercare l’altra vedo la bocca, quella bocca, non resisto e appoggio le mia labbra sulle sue labbra solo per un istante. Fuoco imbarazzo e tutto quello che queste circostante porta…mi allontano come fossi spinta da una molla, mi pento, porto le mani sul viso “oddio scusami, basta non volevo, fine ok” ho gia le mani sulla maniglia il corpo in posizione per sgusciar fuori dalla macchina quando “ASPETTA…” e mi prende la testa tra le mani stampandomi le sue labbra sul collo in un bacio infinito…
Quell’ASPETTA fu galeotto, mi rimbomba ancora nelle orecchie; è con quell’ASPETTA che iniziarono poi tutti gli altri, tutte le notti, sempre più audaci, very hot dreams!


“…non andare per favore ASPETTA” non era una supplica ma una richiesta ben precisa che conteneva quell’aspetta che mi fa girar la testa. Ed ogni nuovo sogno, ricomincia sempre da dove è terminato la prima notte! “ti prego ho sbagliato, lasciami tornare a casa e domani sarà come se niente fosse” ma che dico, quest’uomo mi manda in confusione e senza nemmeno accorgermene gli butto le braccia al collo e lascio che le nostre bocche si incontrino in un bacio appassionato, in un’intreccio di lingue, sapori ed emozioni ke turbano i sensi sino allo stremo. L’abitacolo della macchina è troppo piccolo e sembra esplodere al ritmo dei nostri corpi ke bramano un contatto sempre più intimo. Le tue mani che scavano sotto i vestiti, le mie in mezzo alle tue gambe… sento il tuo sesso che cresce sempre di più, ho voglia di sentire il tuo calore, ma non riesco s staccar lo sguardo da te che avidamente baci il mio seno… sono così concentrata da quell’immagine che non riesco più a respirare, mi mancano le parole, tremo tutta…”calma” mi dici “mi fai impazzire ti prego continua a toccarmi, prendilo in bocca, lo so che lo vuoi”…”si, hai ragione ma lasciami ancora per un attimo baciare la tua bocca…è da li che comincia il mio piacere” . e cosi ti doni a me totalmente, lasci sia io a condurre il gioco come se sapessi che è questo ke mi piace fare. Abbassiamo i sedili, ti stendi sfilandoti la maglietta…sono su di te con la camicetta aperta, il seno che scorre sul tuo petto liscio ed abbronzato, ti bacio e ti bacio ancora, passo la lingua dietro alle tue orecchie, inarchi la schiena in un primo spasmo di piacere, continuo a farla scorrere sino a giungere ai capezzoli, ora tremi anche tu, succhio, lecco, faccio scorrere le mie dita ai lati della tua schiena, sei ad occhi chiusi che gemi in silenzio “lasciati andare” ti dico “è così bello sentire un uomo che si prepara a godere” e dalla tulle tue labbra spunta un sorriso ma ‘ più un ghigno per mostrarmi la tua lingua che spinge tra i tuoi denti bianchissimi. Ora sono tutta un fuoco, bagnata sino a sentirlo dai pantaloni, ma non è giunta la mia ora….tiro giù la zip dei tuoi jeans, i pantaloni scendono appoggio la guancia sui tuoi slip da dove si sprigiona calore e potenza, lo tiro fuori e comincio a divorarlo…ora si che gemi di piacere e più tu ti lasci andare più io continuo a leccarlo, baciarlo, ingoiarlo spingendolo sempre più in fondo…”si , si” riesco a dire tra un affondo ed un altro “aspetta a venire, in bocca no, voglio sentirlo addosso” e nemmeno avessi detto la parola magica, ti tiri su di scatto, mi butti sull’altro sedile, sei a cavalcioni su di me, lo prendi fra le mani e basta poco perché mi senta invasa dal tuo seme sul mio petto nudo, caldo, bianco, vischioso e non posso far a meno di spalmarmelo addosso per prolungare questa sensazione….la tua testa è piegata all’indietro, le tue mani sono appoggiate sui miei fianchi, la tua espressione è bellissima…per oggi basta, sono gia venuta senza che te ne sia accorto…


Sei diventato una persecuzione. Non posso uscire, senza incontrarti. Sei in ogni macchina che sfila via mentre attraverso la strada, al bar che sorseggi un caffè, tra un gruppo di ragazzi che si prepara a trascorrere la lunga notte del sabato sera …sei in ogni uomo che incontro perché non so chi sei. Anche stanotte sei tornato, speravo di no….sola in casa, il riverbero della luna alla finestra, assorbita da una piacevole lettura, volevo addormentarmi e svegliarmi di buon ora per passeggiare al mare. E invece no, sei tornato stanotte e stamattina mi son svegliata con la febbre addosso, stanca, esausta dopo una lunga e intensa notte di magnifico sesso….”inconsciamente credo che lo facciamo apposta…mi riempio di lavoro sperando tu faccia lo stesso ed al termine della giornata mi dici “ASPETTA, andiamo via insieme” e gia solo queste parole creano un brivido che scorre sul corpo. Oggi pomeriggio ci sono solo poche parole tra noi, ma non sono quelle che servono per creare l’atmosfera. Ormai i nostri corpi parlano, si cercano, bisognano del contatto per sprigionare tutta la loro potenza, per tornare a casa appagati, colpevoli ma non pentiti, quello mai, perché alla carne non si comanda. Siamo nel limbo, e poco importa se l’ambiente che ci circonda è squallido, perchè i nostri corpi sono uniti in un groviglio palpitante e sembrano essere immuni da tutto il resto…oggi abbiamo fatto qualcosa di diverso…non hai permesso che ti guardassi in faccia…in un misto di forza e delicatezza mi hai sospinta verso il muro, faccia al muro, e mi hai detto “oggi tocca a me”…ho cercato di ribellarmi “come faccio senza le tue labbra?” ma “non preoccuparti piccola, non le vedrai, ma le sentirai” mi ha sospirato alle orecchie mentre affondava una mano tra i miei capelli e con l’altra cercava di spogliarmi. Non c’è voluto molto perché in nostri corpi fossero a contatto, nudi, palpitanti. Sentivo il suo pene che si induriva mentre mi scorreva tra i glutei…la sua bocca che mangiava il mio collo, scendeva lungo la schiena, le mani che cingevano il torace stringendomi il seno, i miei capezzoli tra le sue dita, punte di diamante nel fuoco. L’incavo delle schiena, il punto massimo del mio piacere, “SIII” finalmente sei giunto…non ci sono parole per descrivere quello che provo mentre sento scorrere la punta della lingua che si insinua tra la fessura dei glutei. Ora sono sopra di noi, fluttuo nell’aria inebriata da tanto piacere…ci guardo dall’alto…sei in ginocchio dietro di me, io ho le mani che fanno leva sul muro, il viso
girato di lato appoggiato sulla spalla, il corpo spinto all’indietro…se tue dita sono ovunque, esplorano ogni pertugio, penetrano ora avanti e poi dietro, in uno spasmodico ritmo che fa fluire il sangue cosi velocemente alla testa che ho paura di svenire…Ti accorgi che sto impazzendo…ti alzi in piedi, mi fai girare, finalmente vedo i tuoi occhi, ma non faccio in tempo ad arrivare alle tue labbra che gia sei giù in basso, con il viso affondato nel mio pube, tra la bruna chioma dei miei ricci ad estasiare le mie piccole labbra…e lecchi, lecchi senza tregua…il mio umore è su di te, ti invade tutto, ti riempie la bocca e ti sazi con l’ambrosia dalla mia fontana…scivolo lungo il muro, le spalle nude ora sentono il muro freddo. Affondo il viso tra le mani, solo gli occhi rimangono scoperti e vivi e un sorriso tra le labbra…seduto su una sedia mi guardi compiaciuto…lo so che stai pensando, che oltre dominare mi piace anche essere dominata!

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