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a 40 anni in discoteca
Mia sorella mi ha chiesto di accompagnare la figlia alla discoteca distante una quarantina di km dal paese.
Dopo cena mi sono preparata e dopo di che sono andata a prendere mia nipote Cinzia.
Cinzia ha quasi 19 anni è molto bella, e siamo molto affiatate. Addirittura si confida piu con me che con la propria madre.
Il nostro rapporto si è addirittura rafforzato da quando quello stronzo del mio ex marito ha preferito cambiare vita con una puttanella di appena un paio d’anni piu grande di mia nipote.
Durante il tragitto non ho potuto fare a meno di notare un certo tipo di abbigliamento un pochino ose’. Il trucco un pizzichino di troppo, anche se poi devo ammettere che viene decisamente esaltata la bellezza della nipote.
- Ma dai, dice, cosa vuoi che sia, sono tutte vestite piu o meno in questa maniera.
- E poi i ragazzi devono guardarci, aggiunge con un sorriso smaliziato.
Vero, penso fra me e me, passiamo la vita a fare qualcosa per essere notate.
Alla fine arriviamo, e certo che per entrare sembra come passare un check-in all’aereoporto. Mastodontici personaggi addetti all’ingresso, alcuni di colore, smistano verificano e controllano che tutto sia in regola.
Tra quelli esterni e quelli dislocati nelle sale se ne possono contare una decina.
Accompagno mia nipote e le dico che sarei passata fra 3-4 ore circa, ma avendo un vestiario non adeguato, non ho indugiato oltre e me ne sono andata anche per non sentire gli sbuffi e le proteste di mia nipote per il poco tempo che le davo.
Chissà perché uscendo ho salutato i due buttafuori, che comunque cortesemente hanno ricambiato, e mi dirigo verso la macchina. Mi accendo una sigaretta, sto in auto ferma a fumare pensando a come passare il tempo, si una parte andra’ in viaggio……….
Stavo per mettere in moto, quando una voce…
- sta bene signora?
- Oh si grazie, rispondo a quell’essere gigantesco tutto muscoli, gli sorrido e parto.
Ho fatto i 40 km del rientro sentendomi molto a disagio senza capire il perché.
A casa mi sono bevuta mezza caffettiera, ed ho passato il tempo provando dei vestiti come se dovessi andare chissà dove ed in ogni caso dovevo pur passare il tempo, mi sembrava di impazzire da come mi sentivo.
Mi guardo allo specchio, si ho quasi 40 anni, ma ancora tutto è ben messo al suo posto. Non sono una bellezza vera e propria, ma ho notato che mi guardano dai giovani ai meno giovani, ammetto si i loro commenti sono tutt’altro che fastidiosi. Quello che mi fa apparire piu attraente sono un seno ancora in buono stato, la mia quarta abbondante è oggetto di ammirazione come pure il mio sedere un po’ in vista devo ammettere, ma quella sono io.
Tra tutti questi pensieri, metto a fuoco la mia immagine allo specchio.
Una mini a pence leggera, forse troppo leggera farà fresco, chi se ne importa, una camicietta bianca molto scollata annodata sul davanti, una giacchina giusto se fa fresco, niente reggi, ma gli slippini si, quelli presi l’altro giorno.
Quale insensato motivo ha fatto si che invece di indossare le mutandine queste vengano messe in un cantuccio della borsa probabilmente è dovuto al mio stato fisico mentale sconquassato del momento.
Mi sento fuori fase, qualcosa non quadra.
Nervosamente mi accendo ancora una sigaretta ed esco.
Sono in anticipo di oltre 2 ore, mi sento un pochetto strana. Me la prendo con calma e parto.
All’arrivo guardo con desolazione l’ora, ci vogliono ancora un paio di ore.
- Signora come mai già qua?
Sobbalzo e riconosco la voce del buttafuori muscoloso.
Nello scendere mi ricordo che sono in mini e dico:
- avevo idea di fare quattro salti, ma mi sa che non è una buona idea, sono tutti molto giovani la dentro.
- Oh no signora lei è perfetta, da far impazzire tutti.
- Grazie sei gentile, ma ormai aspetto. E cosi dicendo mi accendo tremolante una altra sigaretta.
- C’è fresco qua, se le va possiamo andare nel mio ufficio, si sta bene e possiamo parlare.
Guardo l’orologio e rassegnata dico ok.
Il buttafuori al telefonino chiama qualcuno e in francese gli dice qualcosa che non ho capito, forse ha chiesto di essere sostituito.
Il suo “ufficio” è una stanza accogliente con dei divani un televisore un pc e arredi vari.
Mi accomodo su un divano bello grande accavallo le gambe tiro una boccata di fumo e in quel momento mi ricordo pure che sono senza mutandine. Mike, cosi è il suo nome, è seduto sul divano fronte a me, non mi ha dato idea di aver guardato verso le gambe.
Durante quel tempo parliamo di svariate cose, ma quello che mi meraviglia e mi stizzisce è il fatto di essermi accorta che piu volte il mio sguardo si soffermava verso la sua patta. Sarà perché è stata la prima cosa che ho visto due ore prima quando si è avvicinato alla mia macchina per chiedermi come stavo.
Parliamo per un po’ del piu e del meno, poi mi porge un bicchiere,
- No grazie, ti ringrazio, ma devo guidare.
- Ops, giusto, allora coca cola?
- Grazie si.
Me la porge e in quell’occasione si siede a fianco a me. A fianco a me era ancora piu mastodontico.
Accidenti se mi piaceva, era gentile parlava bene, era tutt’altro che rozzo per uno addetto alla sicurezza, almeno per come si è abiatuati a vederli in tv. Stavo bene.
Non mi sono accorta da quanto tempo la sua mano era sopra il mio ginocchio, si continuava a parlare e a tratti mi sono resa conto che dicevo, ma non dicevo nulla perché la sua mano si insinuava sempre piu verso l’interno coscia, ero già inebriata, non potevo e non volevo fare opposizione. Lascio fare, non so come ma le mie gambe si aprono un poco, sono senza controllo, ha un attimo di esitazione, chiaro si e’ accorto che oltre ad essere senza intimo sono pure molto bagnata.
La sua mano è sulla mia passera, la sfiora la tocca la solletica, con due dita allarga le labbra, mi prende il clito’ gia ingrossato e lo sfiora ancora con un dito poi lo strizza un poco quindi mi penetra, il mio corpo fa tutto da solo si inarca per gustare quella penetrazione manuale.
Mi prende il viso, lo avvicina al suo e un appassionante bacio ci avvolge.
Durante il bacio la sua mano va sulla mammella la palpa a dovere prende il capezzolo si umetta le dita di saliva e riprende il capezzolo lo stringe piano, piu forte il dito passa intorno al capezzolo e lo ristrizza con molta piu forza stavolta. Mi scappa un rauco urlo misto a godimento, passa a succhiarmi il capezzolo mentre la mano si interessa dell’altra tetta. A testa all’indietro subisco passivamente qualsiasi suo intervento, sento piu volte delle scosse partorire dalla mia vagina con dispiego di umori in grande quantità. Si dirige poi di nuovo fra le cosce sempre piu all’interno, almeno un paio di dita sono nella mia vagina, spinge in fondo, sono ancora, se possibile, piu fradicia di umori, infatti toglie le dita dalla mia figa e me le mette in bocca, la quale è aperta già per il mio gran ansimare, afferro con le labbra le dita e gusto il mio stesso nettare. Si mette in piedi slaccia i pantaloni e in men che non si dica è tutto nudo davanti a me, con il suo arnese che mi è parso enorme a pochi cm dal mio viso.
Lo prendo in mano per saggiarne la consistenza, ma ho difficoltà, la mia mano non riesce a circondarlo nella presa, lui invece ormai sa che sono tutta in bambola e avvicina la nerchia alle mie labbra, le quali si schiudono e avvolgono la capella in un caldo risucchio. Lo tolgo dalla bocca tenendolo ben stretto in mano per rimirarne la grandezza e la forma.
Dall’apertura spermatica un gocciolone splendente fa capolino, lo prendo con la punta della lingua allontanandomi piano e realizzando filamenti argentati che annodo attorno al frenulo e assaporo bene mettendomelo tra le labbra. A costo di spaccarmi i lati della bocca voglio prendere piu asta che posso. Provo una prima volta una seconda, il cazzo di Mike è decisamente pregno della mia saliva. In preda ad una infoiata molto bestiale spingo la testa con vigore aiutata dalla mano di Mike sulla nuca e in un ultimo affondo quasi senza piu respiro, il suo membro oltrepassa la mia gola le mie labbra quasi sbattono e toccano la sua pancia, dei gorgoglii escono dal fondo della bocca. Non ho piu pressione dietro la testa, eppure la mia bocca rimane quasi incollata alla radice del pene, allora con delicatezza lui si ritrae piano trascinando con se tanta saliva che scivola densa sul mio seno.
Mi mette col bacino in avanti sul divano spalancandomi le gambe. Il mio respiro è molto affannoso e accellerato, stavo per essere penetrata, lo desideravo da mesi un momento come questo.
Mike col la testa del suo grosso cazzo sfiora la vagina, il clitoride e poi sempre con delicatezza si ferma un poco sull’apertura. Vedo tutto offuscato, ho tutto confuso intorno a me, lui spinge piano, ansimo sempre piu velocemente mi sento aprire tutta. Entra piano molto piano, incosciamente protraggo il mio bacino verso di lui come per accellerare la penetrazione stessa.
Sento il suo corpo aderire al mio. Sta fermo dentro di me, mi bacia sulla bocca, sul collo, indi comincia a muoversi dentro di me e di li a poco il mio primo orgasmo. Il mio uomo intuisce che sto godendo e tiene il movimento della penetrazione lenta e costante, sino a quando notando in me un poco di calma e rilassatezza riprende a stantuffarmi con incredibile vigoria, facendomi lanciare urla continue di goduria. Si ritrae da dentro di me, mi aiuta ad alzarmi dal divano e ancora incerta sulle gambe mi fa girare e inginocchiare a quattro zampe. Sono alla pecorina si mette dietro di me, appoggia il suo cazzo sopra il mio sedere alla fine della schiena, mi afferra le mammelle le stringe e allontanandosi poco giusto per far scorrere il suo cazzo verso il basso senza staccare la punta dal mio corpo, scende sino alla vagina e mi ripenetra in un sol colpo facendomi sobbalzare e rittrarre, ma mi teneva ben avvinghiata a se con le tette strette nelle sue mani, col risultato di una forte strizzata di mammelle e con una possanza di stantuffate piu vigorose. La nerchia grossa e nodosa stava facendo sfraceli dentro la mia fighettina. Mi scopava ora velocemente ora con delicatezza, ora tutto dentro, poi fuori, continue penetrazioni fuori e tutto dentro, con le mani sempre strette al mio seno, me le strapazza con ardore e ad ogni suo affondo e’ un mugugno, un gridolino, un piacere che non si puo’ proprio descrivere, solo immaginare. Come inebriata dal piacere e senza alcun ritegno sento arrivare il secondo orgasmo.
Cominciava a insinuarsi nella mia mente un forte desiderio di essere penetrata analmente, ma avevo un poco di paura. No il mio culetto non e’ vergine, mi sono penetrata piu volte utilizzando diciamo mezzi di fortuna quali manici di spazzole, stick di rossetti o di deodoranti, ma cazzi mai e men che meno di di quelle fattezze che ho ora a disposizione. Il desiderio dunque è tanto, ma la paura in ogni caso ha una sua giustificazione.
Ok se per caso mi massaggia il buchino, ci mette il dito, me lo lecca, gli faccio capire che lo desidero dentro.
Tenendomi ben stretta a se e sempre con il suo manganello ben piantato nel mio ventre si alza e si siede sul divano quello tre posti. L’atto da un'altra sferzata di sublime goduria per i movimenti eseguiti, ci mettiamo su un fianco e sempre da dietro prosegue a martellarmi la vagina.
E’ fermo estrae il suo cazzo dalla mia figa, mi prende il panico è il momento, la capella è appoggiata al mio buchino, non si muove, forse attende che mi rilassi, lo sento spingere, afferro uno dei cuscini di ornamento metto in bocca un angolo e lo tengo stretto forte con i denti, mentre il bastone di Mike si fa strada nel mio sedere. Sono al parossismo totale, dolore e piacere si fondono in una serie di sensazioni sublimi. Tanta è la mia pressione godente che mi sembra pure di sentire i rumori della lacerazione del pertugio anale. Interminabili momenti di esaltazione sessuale pervadono il mio corpo, e se ancora ce n’era bisogno in quel momento mi sono sentita un poco puttana.
E’ tutto dentro spinge di piu, non ho il coraggio di mollare la presa dentale col cuscino, ma mi rilasso e lo sento muoversi.
Sento tanto caldo, si il sedere mi brucia, ma è un bruciore bellissimo, ad ogni movimento sento l’asta di Mike aprirsi sempre piu la strada, la mia mano scende sulla mia passera e inizio a masturbarmi mentre sono inculata con molta dolcezza. Pochi secondi ed un ohhhh prolungato annuncia l’arrivo di un altro orgasmo.
Mike stantuffa il mio didietro per ancora un po di secondi, indi il percorso inverso, estrae il cazzo e lo mette di nuovo in figa sempre piu grondante di umori. Non ci sta molto, pochi minuti e lo sento ansimare, una pioggia di sperma caldo invade la mia vagina.
Stiamo attaccati ancora insieme, mi bacia e mi dice:
- Sigaretta?
- Yes baby.
Mi porge la sigaretta, aspiro una lunga boccata e mi alzo in piedi. Erano mesi che non provavo la fantastica sensazione dello sperma dentro di me, ancora meglio sentire lo stesso sperma che esce caldo denso e che scorre un po sulle cosce e un po gocciola per terra, io cammino per la stanza fumando e godendomi questo momento, Mike è appoggiato al tavolo che si sta riprendendo, il suo membro è quasi tutto afflosciato, ma non so cosa mi prende mi inginocchio, lo guardo e lo prendo in bocca, una succhiatina di pulizia un bacetto e mi rialzo.
Sono disidratata, bevo una coca e guardo l’ora.
Chiamo al cell. mia nipote cercando di avere una voce piu naturale possibile, mi chiede una altra mezz’ora. Io ne approffitto per rimettermi in sesto, un’altra sigaretta, mi pulisco un poco, mi metto le mutandine che avevo nella borsa, mi aggiusto come posso o meglio praticamente mi rifaccio il trucco e mi vesto.
Attendo il tempo di fumare e poi esco, non senza prima promettere di farmi rivedere.
Seduta sul un muretto adiacente i posteggi aspetto Cinzia. Sto ancora pensando a quanto accaduto, sto bene molto bene.
Finalmente arriva la piccola.
Appena mi vede cosi vestita:
- Porca miseria che schianto, come mai?
- A dire il vero volevo entrare, ma poi ci ho ripensato e in ogni caso ormai era tardi ed ho preferito aspettarti.
- E tu divertita? chiedo
- Tanto zia, ma come è che hai un’aria un po’ stanca?
- Non ho dormito per paura di arrivare tardi da te.
Strigo le gambe, ho un brivido, metto in moto e sorrido.

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