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Zio Enzo
Scritta da: Giovanna80 (6)

“Il fatto è che le ragazze oggi sono troie... tutte! E questo perchè le prime puttane sono le madri. E a sua volta questo succede perchè i maschi non sono più quelli di una volta.”
“Dai, zio. Questo discorso è vero ma non sempre! Non vale mica per tutti!”
“E proprio tu parli? Non ti vergogni, tu? Ma tu la vedi a tua moglie quando esce di casa come veste? Alzati, Giovanna.”
Mi alzai.
“Sembra che la stai andando a lasciare sul marciapiede. Una prostituta sembra. Vieni qua, Giovanna.”
Mi avvicinai allo zio.
“Antonio, ma tu pensi che la buonanima di tua zia si poteva permettere di uscire così?”
“Zio, ma erano altri tempi...”
“No. Non era questione di tempi. Era questione di maschi. Noi stavamo attenti alla nostra roba. Voi invece oggi siete tutti froci. Tutti. Vi rasate il pelo. Vi fate la tintura. La manicure. La pedicure. Siete uomini voi oggi? Tutti froci. E intanto le vostre donne diventano puttane. Guarda qua tua moglie com'è vestita.”
“Zio, ora basta. Stai esagerando. Cos'ha che non va Giovanna?”
“E guardala...”
Si alzò. Poggiò una mano sul seno.
“Per cominciare, reggiseno non ne ha.”
“E allora?”
“E allora basta che c'è un poco di freddo o basta che si eccita un poco tutti vedono i capezzoli. Guarda.”
Mi diede due palpate al seno. Come due strizzate e vennero fuori due capezzoli duri e dritti come chiodi. Svettavano sotto la camicetta.
“Hai visto?”
“Va bene zio. Non ha il reggiseno. E' troia per questo?”
“E non solo. Guarda.”
Sollevò appena la gonna. Portavo una gonna a portafoglio blu dieci centimetri sopra il ginocchio.
“Guarda. Basta che si alza un poco la gonna e si vede il pizzo di queste calze da troia.”
“Zio non sono calze da troia. Si chiamano autoreggenti.”
“E calze da puttana sono. Che non c'è bisogno che una si spoglia. Basta che allarga le cosce e la strada è libera. Pronta per l'uso. E scommetto che tu sei contento che le porta.”
“Zio ma che hai oggi?”
“La verità ti brucia, vero? Scommetto che nemmeno le mutande ha. Ma quella specie di filo interchiappale da troia.”
“Perizoma al limite. Non mi piace questo atteggiamento.”
“Ma stai zitto. Girati, Giovanna.”
Mi voltai. Alzò la gonna. Venne fuori il mio culo orlato da un sottile perizoma nero.
“Visto? E' come ti dico io. Le donne oggi sono tutte troie. E voi maschi tutti froci. Scommetto che è bagnata.”
E senza dire niente mi infilò un dito nella fica.
Ero fradicia.
“Guarda. Tocca, Antonio. Tua moglie ha la fica bagnata. Vieni qua e mettigli un dito.”
Mio marito obbedì. Mi infilò un dito.
“Amore ma che fai?”
“Che fa? Si eccita perchè tu che sei un frocio non la sai soddisfare. Vediamo, tira fuori il cazzo. Scommetto che ce l'hai duro.”
“Ma che dici zio...”
“Tira fuori il cazzo!”
“Ma zio...”
“Giovanna, tocca il cazzo a tuo marito.”
Iniziai a massaggiare il cazzo di mio marito da sopra il pantalone mentre zio Enzo tirava il filo del perizoma che sfregava sul clitoride provocandomi ulteriore eccitazione.
“Allora com'è?”
“E' duro.” Dissi io.
“Visto? I maschi di oggi vi eccitate quando gli uomini, quelli veri, vi scopano le mogli.”
“Zio, ma...”
“Zitto e siediti. Se vuoi ti puoi segare. Ora ti insegno come si scopa una moglie per non farla diventare troia. Giovanna, vieni qua e fammi vedere se la bocca funziona pure quella da troia.”
Guardai mio marito. Era seduto in poltrona col cazzo in mano. Pensai che in fondo zio Enzo avesse ragione. Cinquantotto anni. Vedovo da tre. Due figlie sposate. Medico generico. Bell'uomo per la sua età.
“Inginocchiati. E succhia.”
Mi inginocchiai. Iniziai a scappellargli il cazzo con la bocca. Non era ancora perfettamente in tiro. Lo stringevo alla base con la mano e lo ciucciavo vogliosamente.
“Antonio, non ti pare una troia questa?”
“Zio, ma è di mia moglie che stai parlando.”
“E tua moglie è una troia.”
Mi teneva la testa ritmando il movimento su e giù sul suo cazzo.
Diventava sempre più duro.
Si alzò.
Mi fece sedere per terra e poggiavo con la testa alla poltrona. Prese a scoparmi la bocca. Sentivo il cazzo affondare fino in gola. Velocemente e ritmicamente. Avevo la testa bloccata.
Vedevo mio marito segarsi mentre suo zio mi fotteva la bocca.
Ad un tratto si fermò.
“Non voglio venire ancora. Alzati troia.”
Mi alzai. Mi fece voltare. Ero giù a 90. Alzò la gonna e spostò il perizoma. Prese a leccarmi la fica e l'ano. Iniziò a masturbarmi con un dito. Poi con due.
“Guarda quant'è aperta questa puttana di tua moglie.”
Infilò il terzo dito.
Iniziai a godere.
“Ti piace, troia?”
“Sì, zio. Mi piace. Continua.”
Invece si fermò. Cominciò a schiaffeggiarmi le natiche.
“Continuo se lo voglio. Tu non puoi ordinare niente. Comando io. Hai capito, troia?”
“Sì, zio. Ho capito.”
In quella posizione, affondò il suo cazzo nella fica. Prese a scoparmi violentemente.
“E' vero o no che le femmine siete tutte puttane?”
“Sì, zio. E' vero.”
“Ti sa scopare tuo marito?”
“No, zio. Non ha mai saputo farlo.”
Si fermò. Tirò fuori il cazzo. Lo affondò di nuovo. Poi fuori. Poi dentro di nuovo. Poi ancora fuori. Poi di nuovo dentro. Godevo come una pazza.
Mio marito continuava a segarsi.
“Mi stai facendo pena, frocio. Lecca il culo a tua moglie. E leccaglielo bene. Lo vuoi il cazzo nel culo, Giovanna?”
“Sì, zio.”
Mi voltai. A pecorina con il culo sulla faccia di mio marito che iniziò a leccarmi. Lo zio mi rificcò il cazzo in bocca che cominciai a spompinare con voglia. Me lo avrebbe messo nel culo da lì a poco. Ero vibrante di voglia.
“Antonio, è pronto?”
“Sì, zio. E' pronto.”
“Giovanna, siediti sul cazzo di tuo marito.”

Obbedii. Cominciai a cavalcare mio marito mentre lo zio mi ficcò un dito dietro.
“Sei pronta, troia?”
“Sono pronta.”
Infilò il suo cazzo nel mio culo e prese a spingerlo dentro. In fondo. Mio marito da quella posizione non poteva muoversi. Avevo il suo cazzo dentro la fica ma non potevamo muoverci.
C'era solo zio Enzo che mi fotteva il culo.
“Ti sborro nel culo, troia.”
Venne e mi inondò di sborra.
“Ora fai venire il frocio. Succhiaglielo.”
Iniziai un pompino a mio marito ma era stracarico e venne subito.
“E' per questo che poi le mogli sono troie. Perchè gli uomini ci stiamo estinguendo.”

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