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Voleva scoparsi mio marito!
Era stata un'idea di Manuela.
Tutto aveva avuto inizio durante un week-end in montagna.
Manuela aveva invitato Valeria, una nuova collega in università, trasferitasi da Verona, aveva vinto il concorso per la cattedra di psicologia aziendale.
Manuela aveva detto al marito, Mario, che le avrebbe fatto piacere usare quella cortesia ad una collega che si trovava in un ambiente nuovo, priva di amicizie.
- Cosi' anche noi avremo una compagnia diversa dai soliti amici, vedrai e' molto simpatica, allegra e anche caruccia.
- Se dici che e' simpatica e "caruccia" sicuramente c'e' la fregatura, ti sei sempre circondata di amiche orribili, noiose e saccenti, comunque se ci tieni invitala pure.
Erano partiti dopo cena il venerdi' sera, tutti e tre: Mario, un bell'uomo non ancora quarantenne, fisico atletico, bruno con un metro e ottanta di statura, manager di successo, Manuela, la moglie, trentacinque anni, alta e bionda, un bel fisico che si faceva notare subito, lei e Mario erano una coppia esteticamente perfetta, entrambi indossavano polo e jeans, Valeria, tradendo le supposizioni di Mario, era proprio simpatica e "caruccia", minuta e molto ben fatta sia nelle rotondita' che nelle proporzioni, castana mesciata, capelli lunghi sulle spalle, spigliata e spiritosa, giovanissima per la cattedra che aveva assunto, trent'anni appena, era con gonna ampia e camicetta.
In macchina Manuela aveva lasciato il posto davanti a Valeria per cortesia di ospitalita'.
Da subito, durante il viaggio, Valeria avava preso a cambiare in continuazione la posizione delle gambe, aiutandosi, ogni volta, con un gran sventolare della gonna che con gran naturalezza, anche nel conversare, continuava a tirare su e giu'.
- Brutta stronza, penso' Manuela, ci prova con mio marito!
Poi, Valeria prese anche, in alternanza con i movimenti di gambe e gonna, ad infilare una mano nello scollo della camicetta e, con noncuranza, passarla su una tetta, come per risistemarla.
- Ci prova proprio..., penso' ancora Manuela.
Arrivati che furono: una piccola villetta in mezzo ai prati di Val Ferret, piano terra piu' piano mansardato; sotto: il soggiorno con angolo cottura, tavolo rotondo ed un grande camino fronteggiato da un ampio divano con una poltrona a lato; una scala in legno portava ad una lunga balaustra da cui si accedeva alle due camerette da letto, in mezzo alle quali era collocato il bagno.
Scesi dall'auto, davanti al bagagliaio aperto, Valeria, rivolgendosi a Mario:
- prendi tu anche la mia valigia?...sei bello forte..
e cosi' dicindo gli batte entrambe le mani sul petto lasciandole un po' scorrere in basso.
- Adesso ti castigo io..., disse tra se e se Manuela.
- Per te questo e altro..., sei nostra ospite ed io sono a tua completa disposizione... per servizi... e servizietti...
rispose Mario che aveva colto l'occhiata data da Manuela all'amica; conosceva bene sua moglie e sapeva che quell'occhiata prometteva "vendetta".
L'intima complicita' raggiunta negli anni lo induceva alla certezza che la "vendetta" sarebbe stata di tipo sessuale, non sapeva ancora cosa avesse in mente Manuela ma aveva la certezza che la avrebbe colpita li', in quella forma di sensualita' latente e strisciante che Valeria aveva sino ad ora manifestato, sapeva che Manuela giocava sempre in "contropiede".
Mentre Mario portava all'interno i bagagli, Manuela fece la "padrona di casa" accompagnando l'ospite alla camera destinatale e indicandole l'ubicazione del bagno, poi aggiunse con non curanza:
- mettiti pure in liberta', noi qui non osserviamo regole, ci piace vivere un po' da selvaggi.
Mario aveva colto nel segno, appena furono soli in camera Manuela sbotto':
- adesso la faccio morire quella li' che ci prova con te davanti a me, come se fossi una stupidotta nata ieri, devi stare al mio gioco, vedrai... ci divertiremo...
Fu cosi' che quando Valeria, dopo essere stata a lungo in bagno a docciarsi e profumarsi, scese se li trovo' sul divano davanti al camino acceso.
Lui indossava solo i boxer ed era semisdraiato, con le gambe giu', lei una lunga camicia da uomo che la copriva solo fino a pochi centimetri sotto l'inguine, molto sbottonata sul davanti lasciando scoperte ampie zone dei seni, era comletamente sdraiata su un fianco, guardando il camino, poggiava piedi e polpacci sul bracciolo e la testa con la guancia adagiata sul basso ventre di Mario proprio a fianco dell'apertura dei boxer.
In quella posizione, chiunque avrebbe potuto vedere i riccioli biondi (aveva il vezzo di schiarirli) che le ricoprivano l'inguine e l'ampia scollatura rilasciava la vista di un seno tondo e sodo culminante in un bel capezzolo carnoso e roseo.
Valeria si trovo' in inferiorita' con il suo pigiamino, si' leggero, si' semitrasparente ma pur sempre comletamente coperta, si accoccolo' sulla poltrona con le ginocchia al petto.
Manuela le disse:
- Se vuoi, serviti pure da bere, i bicchieri sono nel pensile sopra al lavello e nella credenza trovi vini, liquori e bibite...
aggiungendo:
- grazioso quel completino da notte che lascia intravvedere ma non vedere, pero' io trovo che il pigiama e' poco funzionale... per i miei gusti...
Valeria ando' a servirsi da bere: una grappa friulana, e tornando a prendere la sua posizione in poltrona, con disinvoltura disse:
- a noi veneti piace la grappa... poi qui in montagna e' cio' che ci vuole.
Si comincio' a parlare: del tempo che fara' domani, della piacevolezza di sentirsi in liberta', dei silenzi delle notti montane, ecc.
Durante questi conversari, Manuela, con noncuranza, ogni tanto dava qualche piccola pacca sui boxer in corrispondenza del membro di Mario, piccole pacche come a sistemarsi il cuscino, in alternanza brevi carezze e furtivo infilare della mano nell'apertura dei boxer, spostando il membro un po' piu' a destra o a sinistra, ogni tanto anche qualche palpeggiamento, sempre continuando a parlare, come si trattase di comportamento abituale.
E mario sembrava ascoltare interessato ma, di tanto in tanto si gingillava o con una tetta o con un capezzolo di Manuela.
Il membro di Mario era piu' che notevole, era lungo e molto carnoso, cosi' anche in posizione di riposo mostrava una notevole consistenza.
Valeria: un po' imbarazzata, un po' incuriosita ed eccitata da quei comportamenti, cercava di darsi un contegno di naturalezza, pero' non staccava quasi mai lo sguardo dalla mano dell'amica e dalla sua gestualita', ogni tanto spingeva avanti il bacino quasi a cercare un maggior contatto del pigiama contro l'inguine.
Manuela alzo' il tiro, prima allargo' l'apertura dei boxer introducendo il viso per schioccare un bacio sul membro, poi allungo' una mano a percorrere rapidamente la fessura della vagina con un dito, infilandolo poi in bocca a Mario.
Mario fece altrettanto con un suo dito ma, spingendolo all'interno della fessura e trattenendocelo un po'; dopo poco ripete' l'operazione ma, questa volta, dopo aver estratto il dito lo poggio' a fianco del clitoride ruotandolo ripetutamente tutto intorno.
Valeria guardava come abbacinata e per darsi un contegno sorseggiava di tanto in tanto la sua grappa.
Manuela, ormai senza piu' pudore, infilata la mano nei boxer, prese a palpeggiare e accarezzare vistosamente il membro di Mario, poi quando lo senti' cresciuto abbastanza glielo giro' all'insu', lo sego' per qualche istante, fino a percepirne il massimo turgore, poi d'impeto lo estrasse e mostrando quell'affare maestoso all'amica:
- come puoi vedere adesso noi dobbiamo andare di sopra...
Si alzarono entrambi in piedi ed incamminandosi, lui sempre con l'uccello ritto fuori, Manuela aggiunse:
- tu stai pure ancora qui, se vuoi..., il camino si spegne da solo, senza pericolo..., se invece vuoi andartene a letto...
Presero a salire le scale mentre Mario passava la sua mano tra le natiche di Manuela.
Appena in camera entrambi soffocarono con una mano le risate, poi lei si chino' mise una mano dietro al membro accostandoselo alla bocca e con la lingua inizio' un meraviglioso titillamento all'attaccatura del frenulo con la cappella.
Mario non si diede pena di trattenere i mugolii di piacere, anzi li amplifico' al massimo, soprattutto quando Manuela interpose ai titillamenti l'introduzione della cappella in bocca associata a circonvoluzioni delle lingua sotto tutto il bordo inferiore della cappella.
Poi lui si sdraio' sul letto facendo accosciare lei in modo da avere la sua vagina sopra la bocca e prese a leccarla, a succhirle il clitoride mentre un dito di lui ed uno di lei accompagnavano i titillamenti della lingua, i rumorosi mugolii e gli urletti di lei si succedevano incessantemente, aumentando via via di sonorita'.
Infine lei, strusciando sulle ginocchia ridiscese il corpo di lui fino all'altezza del membro che afferratolo prese a segare dolcemente facendoselo scorrere nella mano per tutta la lunghezza per poi, visto il massimo del turgore, introdurselo diritto in vagina; l'enorme cappella la dilatava e strofinando sulle pareti le produceva un godimento incontenibile, sottolineato da esplicite parole urlate:
- dai spingi..., che bello... che grosso..., mi riempi tutta..., ancora..., basta..., basta..., non ce ne sta piu'..., cosi'... scopami cosi'..., io scopo te e tu scopi me...!
Valeria sentiva tutto e... immaginava i loro corpi, le loro gestualita', si rivedeva e rivedeva quel membro maestoso di mario, lo aveva visto bene, duro e con una leggera incurvatura all'insu', la cappella tonda, grossa che si innestava sull'asta con larghi bordi e ne immaginava il piacere che poteva dare nel sentirla entrare e uscire dal suo stretto imene; prese a toccarsi.
Il suo dito entrava, usciva, girava tutto intorno alle sue grandi labbra, alle piccole al clitoride, il ritmo delle sue manipolazioni seguiva quello dei gemiti, dei mugoli, degli urletti di piacere che le arrivavano dall'altra stanza, l'altra mano accarezzava seni e capezzoli, scendendo a volte ad aiutare la compagna alla vagina.
Continuava e continuava a toccarsi in tutti modi ma non riusciva a raggiungere la pacificazione dell'orgasmo, era troppo tesa, troppo eccitata, per poter essere soddisfatta solo dalle sue mani, dalle sue dita, e dire che un'infinita' di volte, dopo il rapporto con un uomo, aveva pensato che avrebbe goduto di piu' facendo da sola; adesso la masturbazione era incapace.
Loro, invece l'orgasmo lo avevano raggiunto meravigliosamente in sincrono, amplificato da sonorissime espressioni.
Qualche minuto di silenzio, quasi irreale, dopo le continue sonorita' sessuali; con il silenzio Valeria cerca di concentrarsi maggiormante sulle sensazioni che riesce a prodursi, ma niente, niente orgasmo, prende a stimolarsi quasi freneticamente, comincia anche a sentirne i conseguenti bruciori, niente.
Ecco che di la', nell'altra camera ricominciano mugolii vari e... parole:
- spostati..., mettiti cosi'..., hummm! Bellissimo..., adesso girati un po'... uuuumm!...
Sono loro, Mario e Manuela che adesso simulano strane posizioni, strane penetrazioni, per stravolgere maggiormente "la stronza", come dice Manuela.
Valeria non ne puo' piu', la vagina ed i capezzoli le bruciano, troppo strapazzati da lei, decide di andare a fare una doccia tranquillizzante.
- Hai sentito? E' andata a farsi una doccia. E' fatta!
Bisbiglia Manuela all'orecchio di Mario e aggiunge:
- adesso il colpo finale!
Si china riprendendo quel lavoretto con la bocca al membro che da' sempre immediati risultati; eccolo ritto, eccolo pronto e, prendendo il membro in mano, guida Mario ad uscire dalla camera, si posizionano entrambi davanti alla porta del bagno, attendendo l'uscita di Valeria.
Entrambi nudi, lui con una perfetta erezione, lei che se lo fa scorrere dolcemente in mano sia per piacevolezza, sia per mantenere l'erezione di lui al massimo stadio.
All'apertura della porta, mentre Valeria quasi sbatte contro il membro, Manuela dice:
- Grazie! Aspettavamo per andare a "farlo" nella vasca da bagno..., e' bellissimo sai con tutta quell'acqua calda che ti accarezza ad ogni movimento..., e poi con il getto della doccia a mano..., Mario fa cose meravigliose!... Hai mai provato tu?... Non con Mario, intendo nella vasca da bagno.
Senza aspettare risposta entrarono in bagno e sistematisi nella vasca, lei riprese il pompino, mentre si lasciava scorrere l'acqua della doccia a mano rivolta all'insu' sulla vagina.
Mario la fece girare di schiena, lei appoggio' le mani sul bordo in fondo alla vasca piegandosi leggermente in avanti ed offrendo le sue fessure, davanti e dietro a lui che la penetro' con il membro davanti e con un dito dietro, mentre con la doccia a mano ne dirigeva il getto sul clitoride, raggiunsero presto il nuovo orgasmo, per poi andare a ritemprarsi con un lungo sonno ristoratore.
Valeria, no! Lei non riusci' a prender sonno che a notte inoltrata, il mattino dopo, tardi, si alzo' e si vide con il volto quasi sfatto, come se fosse stata lei a fare ripetutamente sesso. Quando scese trovo' i padroni di casa seduti a tavola davanti ad una colazione all'inglese: uova fritte, spremuta d'arancia, caffe' e latte; entrambi in short e maglietta.
- Siamo gia' quasi pronti per andare a fare una gita in valle, ma tu vieni a farti una bella colazione, tanto non andiamo via subito, puoi tranquillamente mangiare e poi prepararti.
Le disse Manuela sorridente e Mario, mentre si alzava per andare di sopra, aggiunse:
- sempre che tu abbia voglia di fare una giterella... con noi, altrimenti puoi metterti al sole, qui davanti, sul prato.
Manuela, voltando un po' la testa, come a controllare che Mario fosse entrato in camera e poi rivolgendosi a Valeria a bassa voce:
- sai... credo di doverti delle spiegazioni..., ieri sera e stanotte non pensavo che dovesse finire anche questa volta cosi'...
- ma figurati!
Menti' Valeria e per sembrare superiore continuo':
- ...anche noi..., anch'io alle volte sono un po' su di giri...
Manuela la interruppe:
- non e' cosi' semplice, sai... te lo devo dire... e' meglio che tu sappia..., Mario e affetto da "satiriasi"... sai cos'e'?
- figurati se non lo so, sono psicologa e insegno psicologia,
replico' piccata Valeria e per mostrare il suo "sapere" sciorino':
- e' un aumento morboso nell'uomo dell'istinto sessuale..., e' una forma di 'ipersessualità che comporta un'attitudine dell'uomo a essere pronto in qualsiasi luogo e con qualsiasi persona a fare sesso oppure a praticare atti di masturbazione ed esibizionismo.
ed aggiunge:
- anche se tale indole puo' diventare sconveniente nell'ambito sociale, oggi siamo tutti piu' aperti agli spazi ed alle esperienze erotiche e sessuali.
- brava e' proprio cosi', confermo' manuela, per esempio ieri, se non fosse stato impegnato nella guida..., trovarsi una bella ragazza come te di fianco..., sicuramente si sarebbe messo a masturbarsi, cosi'..., davanti a te, magari anche tirandolo fuori..., proprio per questo, per potersi masturbare ovunque in qualsiasi situazione, davanti a qualsiasi donna, mentre parla con lei, ha tutte le tasche destre dei pantaloni tagliate, infila la mano in tasca e... zac, zac va avanti fino all'orgasmo che dissimula con colpetti di tosse; sono proprio contenta che tu non ti sia scandalizzata, sai, ieri sono riuscita a contenerlo abbastanza, so come prevenire i suoi desideri, i suoi impulsi e come soddisfarli.
Valeria, a queste rivelazioni, era nuovamente eccitata ed incuriosita chiede:
- ma per te deve essere un bello stress, prevenire..., soddisfarlo... cosi' in continuazione..., ma quante volte lo fate... succede... al giorno?
Manuela, furbescamente:
- Assolutamente no! Non e' uno stress, anzi... e' stimolante, ti stimola la fantasia a ricercare sempre nuove sensazioni per lui, ma... poi lo sono anche per me; devo confessarti che tu eri entrata un po' nei miei progetti di fantasie erotiche..., ti avevo invitata qui anche per questo..., mi chiedevo se con te, cosi' carina, aperta, anticonformista e moderna si sarebbero aperte finestre nuove da cui affaccirsi ad erotismo e sesso...
prende fiato e prosegue:
- noi siamo una coppia aperta..., poi Mario e' bravissimo, ha un membro fantastico, tu lo hai visto, e sa come usarlo, e non solo quello: le dita, la lingua... sapessi...! Tutte le mie amiche che ne hanno partecipato sono rimaste entusiaste..., tutte hanno voluto ripetere l'esperienza... e poi anch'io sono bravina... se mi metto...
Valeria ascotava, affascinata da quelle parole, inebriata di eccitazione, la figa, resa cosi' sensibile dagli strofinamenti notturni, percepiva nettamente il turgore del suo clitoride, i capezzoli le si erano induriti, forse era arrivato il momento, a volte fantasticato, di porcate colletive, forse finalmente avrebbe goduto di esperienze totalmente nuove...
Fini' di sorseggiare una grossa tazza di caffe' e con tono fermo disse:
- salgo un attimo a lavarmi i denti e sono subito in camera vostra...
- no! non di sopra, intervenne Manuela, qui scendi poi qui, sara' piu bello con il camino che riscalda i nostri corpi nudi.
Ridiscesa quasi subito, riceve i primi input da Manuela:
- spogliati, spogliamoci, cosi' Mario quando scendera' capira' subito che ha l'occasione di soddisfarci entrambe.
Nude che furono, presero a guardarsi, complimentandosi vicendevolmente per certi particolari dei loro corpi, Manuela tasto' anche con un dito la passerina riccioluta di Valeria, esclamando:
- sei gia' ben bagnata..., anch'io sai..., prova a sentirla...
Valeria non se lo fece ripetere due volte, spesso si era chiesta come sarebbe stato un rapporto con una donna, e la vagina di Manuela, cosi' bionda, cosi' prominente dal monte di venere, quelle grandi labbra appena rosate, lucide che parevono la bocca vogliosa di una ragazza che si appresta a fare un pompino...
Con la mano ne accarezzo' la peluria, spingendo poi il dito all'interno con un gesto che le era abituale perche' praticato su se stessa.
Manuela chiamo' ad alta voce:
- Mario scendi c'e' una bella sorpresa, per te!
e poi, abbassando la voce e con tono di complicita', rivolta all'amica:
- ed anche per noi..., per te...
Cosi' dicendo si era posta alle spalle di Valeria, schiacciando il suo corpo contro quello di lei, la sovrastava di statura, i suoi seni poggiavano quasi sulle spalle della nuova compagna di sesso, con il braccio sinistro le cinse i seni raccogliendo il destro nella mano, la mano destra prese ad operare carezze e penetrazioni della vagina.
Cosi' le vide Mario scendendo ed iniziando a spogliarsi, cosa che completo' quando discese l'ultimo gradino.
Per valeria fu un "vedere" oltremodo invitante: il membro era si' a riposo, ma pieno, carnoso, lungo con la cappella totalmente scoperta, non piccoli, molli e flaccidi come tanti che aveva dovuto o voluto soddisfare.
Si libero' appena un po' dall'abbraccio di Manuela per avanzare verso di lui dicendo con tono fermo e deciso:
- oggi glielo voglio far diventare duro io!
Allungo' entrambe le mani a contenerlo tutto, se lo coccolo' qualche istante palpandone con soddisfazione la consistenza e, facendo ruotare una mano sulla cappella, non riuscendo a trattenere le parole disse:
- prima con le mani poi con la bocca e la lingua, oggi questo bellissimo cazzo e bellissimo uomo e' per me, tu Manuela ce l'hai gia sempre!
Prese a manipolare quel membro come meglio non si potrebbe immaginare, ne faceva scorrere la pelle constatandone la morbidezza e lo spessore, ne sollecitava l'attaccatura del prepuzio, ne titillava l'attaccatura del frenulo alla cappella, estraendola tutta ed accarezzandola fin sul buchino, infine lo impugno' e con entrambe le mani prese a segarlo, facendo attenzione a tenere sempre bella esposta tutta la cappella.
Intanto Manuela, sempre appoggiata alla sua schiena, continuava con dolcezza le manipolazioni dei suoi seni e della sua vulva, insistendo sempre piu' le piccole carezzine attorno al clitoride che susctavano in lei sospiri di piacere, Mario le aveva messo un dito in bocca ed uno a penetrarla a fondo nella figa ormai piena di succhi e la sditalinava, lei aveva divaricato leggermente le gambe per aiutare la penetrazione.
- Adesso ci siamo, ecco il tuo cazzo bello duro, adesso lo voglio con la bocca, prima te lo lecco tutto poi te lo succhio fino a fartelo schizzare, voglio la bocca piena del tuo sperma...
Valeria ormai parlava senza piu' ritegno palesando tutta la volutta' e l'eccitazione che aveva in corpo.
Si mise in ginocchio e se lo accosto' alle labbra da cui fece uscire la punta della lingua che prese a tentare il buchino della cappella e poi scorrendolo dal basso in alto leccando tutta l'asta, per poi scendere ai testicoli e poi ancora risalire, piu' e piu' volte, infine se lo infilo' in bocca lavorando la cappella con la lingua; si sorprese a pensare:
- che brava pompinara sono con un cazzo cosi'..
Manuela si era sdraiata sulla schiena e forzando alla divaricazione le ginocchia di Valeria aveva introdotto la testa tra quelle, sostenendosi aggrappata alle sue natiche, le leccava la figa meravigliosamente, come solo una donna sa fare, suscitandole un piacere che le provocava continui mugolii, soffocati da cio' che aveva in bocca.
Procedettero cosi' per parecchio tempo, poi Manuela sentendo l'intensificarsi dei mugolii strozzati di Valeria ed intuendola vicinissima all'orgasmo, si interruppe sfilandosi e dicendo:
- adesso pensa un poco tu a me, voglio anch'io godere della tua lingua nella mia passerina... e voglio sentirla mentre Mario ti scopa.
Manuela era sempre sdraiata a terra, allargo' le gambe per permettere a Valeria di inginocchiarsi tra queste e chinatasi in avanti prese a leccare la figa dell'amica con la medesima volutta' impiegata a spompinare Mario; l'essere giunta al limite dell'orgasmo, per poi interrompersi aveva aumentata la sua bramosia di sesso, comunque e con chiunque, uomo o donna che fosse.
Cosi' chinata, era pronta per essere presa alla pecorina, cosa che fece Mario: glielo infilo' tutto, di colpo e poi colpo dopo colpo ne scuoteva il corpo minuto spostandone avanti e indietro la testa che slinguava la figa della moglie di chi la stava scopando, quest'ultima considerazione la penso' anche Valeria che arrivo' nuovamente al limite dell'orgasmo, intuito subito dall'altra donna che afferrate le natiche di Valeria, le allargo' al massimo dicendo:
- dai!.. Mario, adesso, il culo...
Mario estrasse di colpo il membro ben lubrificato e d'un sol colpo violentissimo sfondo' il culo di Valeria, proprio mentre stava dicendo:
- no! dietro no!
segui' un urlo straziante di Valeria mentre con un urlo di piacere Mario:
- vengo..., godo, ti godo in culo!
In mezzo ad altre urla di dolore di Valeria, estrasse il membro gocciolante sperma misto a sangue, l'aveva sverginata dietro e con che attrezzo!
Valeria tra le lacrime si rimise in piedi, barcollando e urlando a Mario:
- questo non me lo dovevi fare, non me lo dovevi fare!!
- Ma cosa sara' mai?... e poi i rotti in culo sono fortunati!
Si sfogo' Manuela che aveva raggiunto la vendetta, aggiungendo:
- stronza, e da quando sei salita in macchina che volevi farti mio marito! Adesso dovresti essere soddisfatta!

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