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| Viaggio di nozze 2a parte |
Considerato che a qualcuno è piaciuta invio la seconda parte:
- Vedo quanto sei ingenua. Accomodò come accidentalmente
Classico esempio di moglie assoggettata ai canoni ecclesiastici. Commentò la signora
E non ancora abituata a queste innovazioni
Ma noi, quelli che frequentano quest’ambiente, non l’aborriamo per niente, anzi.
Non credere che sia soltanto per far prendere il sole a tutto il corpo. Quello é un pretesto da scusante. Diciamo che ci compiaciamo a esibirci nudi. Ognuna mostra le sue fattezze e dall’accurata osservazione promuove il prescelto
O la prescelta. Poi tentò d’aggiustare
La gratifica non è un’auto nè un pacco di biscotti. Ma l’amplesso che l’ammaliato offre alla favorita
A Ermanno sei piaciuta tu. Così tanto che come vedi dal suo uccello in tiro .. ti brama intensamente. Sarei davvero felice se lo accontentassi.
Chiava bene, te l’assicuro.. Fece spiccare come se mi stesse presentando suo marito nell’ambito d’un circolo letterario; rendendone evidenti le doti culturali
Ero terribilmente impacciata si, ma il mio sguardo restava incollato a quel pinnacolo che esibiva orgoglioso del tutto scevro da soggezione
Non emise un sol motto; lasciava parlare la moglie, ma i suoi occhi gridavano strepitanti “dai cavati quel cazzo di costume.. che non vedo l’ora di cacciartelo dentro!”
Mi sentivo quasi la sciatta donnina che prova ancora ritegno appena il marito s’appresta a divaricarle la fessura fra le cosce; esattamente come da bimba mi sentivo sprofondare in un mare di contrizione dopo che m’ero tirato il mio bel ditalino
Stimolata a tuffarmi nel peccato come quando a letto la sera la mia mano gironzolava per i sentieri sensuali e la mente mi punzecchiava “dai.. fattelo che poi ti senti più rilassata”
Non resistevo mica tanto! A poco o nulla valevano le preghiere che recitavo; sicura che il mio angelo custode m’avrebbe distolto dal peccato. Appena distaccate le mani giunte, con celerità la mano accorreva alla zona vietata. E non c’era verso di dissipare la tentazione se non smanettavo fin a sentirmi pervasa dall’orgasmo, deliziata come la raccomandazione al custode celeste non aveva saputo distogliermi
Per giunta l’infernale libagione m’aveva messo un tal fuoco entro le vene da non rendermi responsabile di ciò che desideravo
Per questo avevo paura che anche in tale occasione non sarei resistita come avrei dovuto
In termini numerici la tentazione attuale valeva da sette a otto
A integrazione a ciò interveniva la moglie ad aggiungere paglia sul fuoco istigando quel poveraccio a dar ulteriore prova di virilità
- Mostraglielo in tutto il suo turgore. Lo punzecchiava
Incanta parecchio la donna vedere il maschio che si masturba in nostro onore. Continua come stavi facendo prima alla finestra
La signora mediatrice non si poteva dire inesperta di fatti di sesso. Per un attimo ebbi il sospetto che, più che sua moglie, fosse la sorella; o, perché no, una puttana, raccattata dalla strada per dargli man forte nel corso di imprese come questa
- Perché non ci chiava lei? Avanzai togliendo i freni al mio parlare
..invece di istigarlo a menarsela per me? Può darsi che mi conciti davvero
- Tesoro.. Mi ammoniva spigliata
noi scopiamo per noia quando siamo in città. Quando veniamo quà è per trovare quella sfiziosa alternativa che ci fa ritrovare il gusto del sesso
Sennò.. sai da quanto tempo avremmo chiuso coi fatti di sesso? Sai quante volte mi son sentita chiavare nelle tre settimane prima di partire? Quattro volte; di cui due esplose nel giorno che preparavamo i bagagli
Tu sei ancora in luna di miele perciò è ammissibile che sia propensa a darti solo a lui.
Ma aspetta che passino i primi anni e lui comincia a chiamarti due tre volte al mese e poi mi sai dire se sei ancora dello stesso parere
Quì.. Accennò estraendo una foto da un minuscolo borsellino
stiamo uscendo dalla chiesa; Allora i miei sospetti crollavano; era davvero sua moglie
dopo questa siamo andati a fare una serie di foto nella casa nostra. Ma, appena dentro, abbiamo allontanato il fotografo per libare a Venere. Ed era solo due giorni che non fottevamo.
Vedi questa? dista appena un’ora dall’altra; ma, come vedi l’acconciatura era andata a farsi friggere; deteriorata dalla boccata d’ossigeno che c’eravamo accordata
Prima di partire.. eravamo ridotti ad un incontro al sabato; ora fottiamo ogni sera; sia che andiamo a letto da soli che dopo esserci scialati con una coppia traboccante di verve. Lo vedo così entusiasta da mai temere che l’altra l’abbia fiaccato fin al punto di voler dormire senza aver prima raffrontato l’estro dell’estranea a quello della sua mogliettina
Non so come ma trovai l’ardire di confidarle che la nostra era una luna di miele posticcia
Che c’eravamo sposati giusto per dare un padre legittimo a nostra figlia; tanto per metter in risalto quanto a fondo Riccardo conoscesse la mia fica e, come lei, prima della parentesi in corso, lamentavo un approccio a ogni morte di papa
Povero Ric! Non gli avevo mai fatto le corna nei cinque anni che m’ero votata a lui; però stavolta ipotizzavo che non sarei riuscita a cavarmela. Se fa lusinghiero effetto vedere un membro che si masturba con tanta smania ancor più riuscivano gli argomenti prospettati
Mi veniva da confessarlo sguaiata; se lei n’aveva cavate quattro in due settimane io, dell’ultimo mese, portavo a ricordo un pompino e due inculate. Stamane l’ho visto focoso come non avrei pronosticato dopo solo due ore in questo tempio di Venere
Ma non solo lui.. anche a me s’era risvegliata la libido. Da quando avevo visto il negro uscire col coso ciondoloni
Che dovevo dire? che fino a ieri mi limitavo a concedere bocca culo o gnocca a seconda della richiesta; e farmi chiavare ma senza un bruscolo di partecipazione
Ora invece stavo bollendo come un’assatanata. Da ignorare persino gli incitamenti che la poco pia signora effondeva. La mia mente era un vulcano in ebollizione che spara senza tregua lapilli del tipo Voglio fottere, Voglio esser chiavata, Non me ne frega un cazzo
Analizzavo mentalmente quale sarebbe stata la sanzione a cui dovevo rispondere; botte? Può darsi. Forse la pretesa di separazione; la separazione da una moglie sgualdrina che s’abbandona a uno sconosciuto solo per averlo visto menarsela per lei
Ma poi, chi.. avrebbe potuto somministrare la soffiata? Mi chiedevo
Lui.. dopo aver realizzato il suo miraggio? Non gli conviene: quando una donna s’è fatta prendere una volta, nelle successive é meno ostile, più permissiva. A vagliare i fremiti dell’uccello suo doveva desiderarmi da non riuscire a saziarsi con una sola passata.
Se m’accusasse io le prenderei toste ma lui si sognerebbe d’avermi una seconda volta! No, lo escludevo assolutamente
La moglie? al momento tutta complice, per vendicarsi del palese tradimento compiuto in sua presenza. Ma perché? Per nuocermi? Che male le avevo fatto?
Era stata lei ad aizzarmi. Colla sua condotta immorale che nessun’altra avrebbe praticato
E poi.. prove ci vogliono!
Ancora.. se il fattaccio maturava nella casa nostra il pericolo era da preventivare; ma Ric non conosceva questa gente. Non poteva entrare all’improvviso per cogliermi colle mani nel sacco. Al massimo poteva inasprirsi per l’assenza prolungata, esasperato dal cazzo che reclama di svuotarsi dal pesante carico.
Però anche la scopata diventa più ragguardevole se rassodata dall’attesa
E io per fortuna potevo usufruire del bikini che poteva sollevarmi dall’accusa di essermi recata a familiarizzare coi vicini in maniera provocante
Intanto la censurabile signora parlava, e parlava mentre io ero intenta vagliare tutti i pro e i contro
- Dai.. Riuscii ad afferrare in una stasi entro l’accozzaglia di desideri e trepidazioni che mi sobillavano
che se gli fai risultare incantevole il capriccio con te ..dopo sarà dolcissimo con me
- Ma signora.. che mi sta prendendo per il culo? Sbottai irritata
Addirittura lei si farebbe chiavare dal mio pur di compiacere l’innaturale sfizio del suo?
Lei... Rafforzai tentennante al sentire cose che m’apparivano inconcepibili
quanto s’irriterebbe se suo marito la mandasse a fottere col mio per avere piena libertà.. con me? Non si sentirebbe tradita?
- Tradita.. che parolone! Intercettò
Diciamo che è ansioso di provare l’emozione con te. Dopo sarà delicato e mellifluo con me come accadeva ai primi nostri approcci.
*Possibile?* Rimuginavo. *Io, se scorgessi il mio intento a chiavare con un’altra, non solo gliela negherei per un anno, ma solerte gli rivolgerei due berle *
E non m’astenni di cantarglielo in faccia
- Tu prova e t’accorgerai che non é così. Rafforzava la malandrina
Quando sarai assurta all’apice con Ermanno, vedrai quanto più desiderabile t’appare il tuo. Ti ci appassionerai come se fossi tornata l’innamoratina di primo pelo
- Certamente Oppugnai
Giusto per rendergli meno pesanti le corna che gli ho messo
- E ..insisti col motivo delle corna. Ribadì
Prima di sposare lui .. non hai avuto altri che ti dessero sollazzo? Che erano corna? L’inchiodai rinnovando l’asserzione che Ric é stato il primo uomo a cui mi sono data
- Allora é la prima borsetta che hai. Non puoi valutarla se non hai almeno un termine di paragone; Per te é la più elegante ma la più insipida
- E.. se poi, dopo averlo fatto mi ammalierebbe da preferirlo a mio marito e decidessi che voglio restare con lui? Lei.. che fa? Accorda di cedermelo?
- Ma non accade, non impensierirti; il miele è prelibato solo se é rubato. Se l’hai a portata di mano ti fa persino nausea. Lo stesso é per l’attrazione sessuale; non venir a dirmi che dopo cinque anni ti blandisce da innamorato. In effetti non aveva torto: l’amplesso era divenuto un’abitudine, una prassi a cui sapevo di dover sottostare.
Niente a raffronto della brama di tornar a volgere lo sguardo verso lui che se la menava in mio onore
Forse anche per lui é diventata una prassi da bisogno. Lungi dalla lusinghiera passione
Lo ricordavo nitido m’aveva stesa sul letto senza un barlume di ebbrezza per me, aveva infilato il tronco scansando anche il preludio, stantuffato senza convinzione, sborrato al pari d’una fonte, e con estremo compiacimento; quasi che si fosse solamente liberato d’un peso; dalla poltiglia che l’opprimeva
Ma quante altre volte?.. era capitato l’uguale? Mettersi a letto era come sedersi a tavola, sfilarmi le mutande come guardare entro le pentole, iniziar a fottere come a mangiare, e alla fine girarsi dall’altra parte senza manco un briciolo di gratitudine per il godimento ottenuto
Non gli avevo mai fatto le corna a Riccardo.. se non col pensiero
Stavolta volevo appurare cosa si prova a entrare in totale simbiosi con un maschio che non é quello che ne ha ogni diritto.
Che cazzo! Ho dovuto sempre far la santarellina per via di genitori arcaici più che vecchi, impiccioni, ficcanaso e invadenti, per via del fratello che mi stava alle calcagna ogni passo che facevo; autorizzato dai vecchi a controllare che qualcuno non cercasse di molestarmi o traviarmi; del confessore che mi rampognava ogni volta che dovevo svelare che m’ero concessa il ditalino
Poi, finalmente, con un pizzico di fortuna, avevo incontrato Riccardo che, riuscendo a sfuggire all’oppressione di mio fratello, m’indusse a varcare la soglia di casa sua, fare la brava e lasciarmi andare che non mi faceva male
Oh.. che incantevoli sensazioni! Mi vergognavo quando sentivo che appressava la punta alla fessurina ma perseveravo cosciente di quanta emozione ci avrei guadagnato.
Mesi di prelibato Paradiso. Che sognavo anche ad occhi aperti nell’attesa che tornasse per istigarmi a farmi trafiggermi da quella spada che non sapevo far a meno di adorare. Ebbra di gioia al sentirmi bucata la fica come il culo. Felice di sentirmi umiliare la faccia da quei getti di malsana sborra che invece accoglievo gioiosa anche entro la bocca
E più ne sprizzava e più ero avida di averne
Il fatto che la mia pancia denunziava che non m’ero fatta solo chiavare abbatté la severità dei mei che accettarono che andassi a vivere col padre della nostra figlia.
Piace alla femmina fottere. Ma quel che distingue fare l’amore da una sordida chiavata é tutta la sequela di preamboli che si sente rivolgere
Col passare del tempo s’era ridotto a un misero far sbollire le voglie di lui. Senza preludio né preamboli
Da parte mia era appena l’autorizzazione a soddisfare l’impeto sensuale colla donna che aveva accettato di darsi a lui, a vita
Ritenni che fosse la conseguenza dello stato che attraversavo; sicura che, appena scrollavo il fardello, mi sarei elettrizzata come una volta e anche lui sarebbe tornato il mio Riccardo sempre inquieto di produrre nuova sborra per me
Ma anche quando partorii le cose non migliorarono d’una spanna
Supponendo che fosse geloso non azzardai a vagheggiare una considerazione fuori dal consueto ordinario: la scopata richiesta e sempre concessa; da integrare quando rimanevo non precisamente appagata col ditalino
Conviventi com’eravamo gli bastava darmi una pedata in culo per sciogliere l’intesa
Ma ora eravamo sposati. Non dico che non può più sbarazzarsi di me ..ma prevede una complessità assai più rilevante
Dopo più di 5 anni di vita irreprensibile ora venivo istigata a far la diavoletta con uno che ho conosciuto per caso. E colla sostanziale approvazione di sua moglie
Tornata ad accogliere incoraggianti gli allettamenti che ti fanno sentire femmina
Ermanno di preamboli me n’aveva rifilati a iosa, anche se solo cogli occhi incantati
Ero tentata davvero di fare la prova se il compenso era un interessamento più marcato
Tanto che, se fosse stata l’ipotesi di fidanzarci mi sarei mostrata titubante un centesimo di quanto stavo facendo. Solo a sedici anni mi sono sentita appetibile come mi sentivo ora
E quella insisteva
- Se sei d’accordo intanto che tu fai svagare Ermanno io aspetto fuori il tuo e lo trattengo dando a lui quello che veniva a prelevare da te.
Vedrai che non troverà perplessità nell’accettare l’imprevista variazione. La novità piace molto di più dell’arcinota mogliettina.
Non era certo il tipo di donna a cui Ric ci avrebbe sputato sopra. Non dico che era la più fascinosa di quelle viste; ma la conquista facilitata l’avrebbe fatta apparire appetibile più della stessa Venere
- No. Mi opposi. Anche se senza quell’istinto bellicoso che avevo portato da casa; pronto a far esplodere
Preferisco se resta quà. Ad osservare me mentre mi accingo a darmi a suo marito.
Credo poco alla panzana che non s’incazza da spaccare la faccia prima a me e poi a lui
Non era affatto una panzana, quella che aveva ventilato l’emerita signora
Non corse ad aggredirmi quando accettai di sfilarmi lo slippino.
E fin quà é cosa comprensibile. Tutte vanno nude con naturale disinvoltura
Né le svanì il sorriso compiacente quando m’appressai all’uccello bramoso di me per farne conoscenza; soppesarlo fra le mani e poi indirizzarlo alla bocca per assaporarlo
Mi sentii ammonire dalla solerte moglie che ora era diventata cara amica “Prendilo in fica dai.. che poi, quando sta per venire, gliela prendo io”
Ero smaniosa di constatare cosa si prova al sentirsi invadere da un cazzo nuovo
Un cazzo violentemente ammaliato di me; a quanto stavo constatando
Se ero rimasta stregata io dalla visione che m’aveva sconvolto, lui pareva esagerare
Tanta passione l’avevo saggiata solo la prima volta quando Ric mi persuase a non fare la bimba scontrosa e lasciarmi spogliare; che non m’avrebbe fatto male infilandomi il coso suo entro il pancino. In effetti il male me lo fece. Tanto che sanguinai dolorante e sgomenta per un bel pezzo. Ma il dolore sofferto non fu efficace da farmi desistere.
Io stessa tornai a istigarlo perché mi facesse riprovare l’emozione che supponevo dolorosa come la prima. Dopo sempre più tollerante poichè entrava senza la fitta che ricordavo
Stavolta fitte non ne sarebbero comparse. Che ci aspettavo...?
Ora con un maschio non mio stavo tornando a aspirare l’atto come l’evento più allettante che si possa desiderare. Melodioso il vedere lui che se l’arruffiana tempestandola coi più morbidi baci, seducente la cappella che si fa spazio fra la selva di peli, avvincente la mossa dell’introduzione perpetrata colla circospezione di chi teme di far danno e ci entra con la delicatezza d’un sogno, la completa occupazione adorna di una marea di sdolcinatezze quasi infantili che lo fanno perdonare quando il seguito dell’invasione diviene cruento, trepidante all’attesa del saccheggio a rovescia
Guizzavo come una serpe alla gragnola di colpi che incassavo, lasciavo sfuggire qualche flebile lamento ma lo istigavo a fottermi con maggior irruenza; ammesso che fosse stato possibile
Quando percepii il suo orgasmo protesi entrambe le braccia per imprigionarlo a me perché non si sognasse di privare l’insulsa caverna del gagliardo getto maschile
La signora che fin allora non aveva mosso manco un’osservazione accorse allarmata alla congettura che volessi restare incinta di suo marito. La tranquillizzai ribadendo che sono protetta da concezione con la spirale; rimossa e sostituita poco prima d’intraprendere il viaggio. Solo a tal attestazione la signora si calmò. Per niente calma ero invece io. Anzi...!
Ribollivo come al primo impatto col cazzo. Che dovrebbe restare ricordo indelebile mentre invece il saccheggio di ora lo faceva dissipare pretestuosamente
Mi pareva il primo maschio della mia vita, la prima volta che assaporavo quella prelibata emozione; scevra dalla sofferenza che ne oscura la piacevolezza, ero bramosa di sentirmi chiedere se volevo ricominciare daccapo. Vedi se mi fossi opposta...!
Se la puttanona di sua moglie non fece nulla per ostacolare le esigenze ch’erano esplose in me, perché allora non approfittarne?
- Ce la fai a ricominciare? Istigai Ermanno come cinque anni addietro imploravo Riccardo
perché me la facesse sentir dentro un’altra volta. Però la signora pareva poco propensa a lasciarmene fruire ancora. Disse che ora toccava a lei. Come quel “Un pò a ciascuno.. “
S’intromise fra di noi impadronendosi del membro di sua proprietà per succhiare avida le ultime stille che restano imprigionate nel canale. Secondo la teoria approvata da entrambi lui avrebbe dovuto rispondere ai vezzi con ingigantito ardore, con tenerezza apprezzabile, rivolgersi a lei accantonando invece l’intrusa
Sentivo che non ce l’avrei fatta a cederlo per attendere che tornasse ancora il mio turno
Meno male che fu lesto il giovane mio amante a intervenire a favore della mia petizione. Tranquillizzando la moglie che appena si saziava di me si sarebbe rivolto a lei
- Te lo volevo chiedere io. Mi sentii raddolcita come quando sedicenne Ric mi chiedeva se ce la facevo a sopportare la nuova incursione. Non si stanca facilmente la fica quando si sente reclamata entro la coinvolgente atmosfera
Nessun senso d’imbarazzo al vedere lui che ti pulisce col fazzoletto il rivolo di sborra che fa capolino dalla fenditura. Anzi pensi solo a verificare se il palo gli s’é ammosciato o sia rimasto eretto
A Ric s’era ammosciato a dir la verità. Ma io accorrevo lo stesso a rianimarlo colle labbra
L’avrei fatto anche a lui; bensì non ne fosse stato bisogno. Non gli s’era sminuito manco un pò. E non solo per i pepati tocchi di lingua della scaltra signora
Guardai la povera moglie con apprensione quasi a chiederle perdono per l’esosa pretesa.
- In culo.. ti fa male? Domandò conciliante. Era quello che stavo preparando da proporre io. In fica l’avevo sperimentato ed era stato grandioso. Non restava che esaminare se mi appariva altrettanto sontuoso sentirmi incalzare per le chiappe
Mi rincresceva per la povera donna, illecitamente accantonata dall’uomo che era suo; ma ora non vedeva ora altra gioia che nei miei averi
- Scusami Olinda... Avanzai per farmi perdonare l’eccessiva intraprendenza
ma é impregnato d’un ardore non tanto estinguibile. Nè sono ancora paga ..io. Con te ci può fottere stasera; ma io, che me lo sto godendo per la prima volta, lo voglio ancora per me. Sii comprensiva..
- Forse è già tornato suo marito. L’apostrofò il mio beniamino. Era evidente che voleva cavarsela davanti
Se non la trova a casa comincerà a cercarla dappertutto; se trova da fare con te è facile che smetta di pensare a sua moglie
Se sei ancora del parere di farti appagare da lui va a cercarlo e accomodi col cazzo suo
- Io ...non mi oppongo.. Prometto! Convalidai trepidante
Anzi se gli dai corda a lungo te ne resto riconoscente.. Mansueta più di quanto mi fossi aspettata, la signora s’avvicinò per rendere l’omaggio d’un ultimo breve succhiotto alla dote di sua proprietà. Per riconsegnarlo poi alle cosce che avevo impudicamente lasciate aperte
Mentre me la sentivo farfugliare fra i peli m’apprestai a girarmi per render disponibile la zona dorsale
La mazza impregnata dall’emulsione prodotta non faticò tanto ad aprirsi il valico per contrastare e debellare la resistenza del nuovo buco
Non di rado Ric mi disponeva alla pecorina; da lui mi sentivo inculata; ma in questo caso mi sentivo lusingare il culetto come una soffice carezza offerta dall’adorabile alleato
Spavalda come se mi rivolgessi all’uomo mio lo istigai ad intrattenersi a suo piacere entro quel luogo lieto di accoglierlo. Operava una sequenza strana; ci bazzicava a tratti; dopo una animosa sfilza di pompate arrestava la clava come a permettersi un breve riposo al ristoro del tiepido ricetto; ma mandava le sue mani a render soffici carezze al petto, alle ascelle, al ventre, al pube e particolarmente al grilletto; ma sempre senza mai sospendere l’amoroso dialogo
- Se ti faccio male dimmelo. Intervallava prima di ricominciare la gradita aggressione. Ma che male! Io mi sentivo in paradiso! Mio marito mi faceva male; e non ho mai esibito lagnanze. Vedi se ne facevo partecipe lui; nel caso che avessi sentito insorgere un sospiro di dolore l’avrei soffocato in gola. O esibito come sintomo di godimento
Puoi sfondare letteralmente il culo a una donna se accompagni la vicenda con una marea di encomi che l’inducono a sentirsi la regina dell’universo.
Considerare la parola inculata a stregua d’un elegante complimento, il deretano fra le più prestigiose parti del corpo; adorna non sozza la cappella sua quando, al momento che la tira fuori, constati i rimasugli che le s’erano appiccicati durante l’escursione
Io, che mi estraniavo da me stessa quando avvertivo sul cesso la fuoruscita di quel lercio materiale, ora l’odoravo sentendolo appetibile al pari della sborra azzardando persino che me lo sfregasse sulle chiappe
Quanto mi son sentita desiderata! Se gli fossi stata moglie l’avrei incitato a continuare con quel persuasivo ritmo per ore, fino alla notte, fino all’alba; abbagliata dal convincimento che manco la merda risulta ripugnante se appare entro quel contesto
Infatti il diletto si protrasse difilato per la durata del CD che la complice aveva attivato.
Poi postulò un attimo di respiro; poco male che mi precedette chiedendo di fermarci un pò; altrimenti fra qualche minuto sarei stata io a chiedere un lasso di armistizio
Non solo per far pipì, ma sopratutto un intenso lavaggio alla zona disastrata
./. Continua
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