Iscriviti alla newsletter!
Per ricevere tutte le nuove storie!!
|
|
| Verona... |
Verona…
Esordisco su questo sito con una storia vera, realmente accaduta, credo che solo raccontando momenti reali e vissuti, io possa trasmettere tutta quella carica, quella passione, quell' adrenalina che anima la mia vita ed i suoi momenti intimi.
Amo tutto quello che si puo’ ricondurre alla mente, ai sensi. Adoro scoprire il punto debole di una donna, mettere a nudo le sue fantasie, intrigarla facendola sentire al centro di mille attenzioni.
Molte volte un rapporto, una conoscenza, si decide al primo sguardo, per un profumo di pelle particolare, per un segnale che puo’ identificare nervosismo o eccitazione come due labbra che si
mordono.
Verona, giugno 2009. Città che adoro, che trovo irresistibile. Un misto di modernità e di ricordi antichi conservati perfettamente in un centro storico bellissimo, magico in alcuni punti.
Quella mattina avevo visitato un grosso cliente con cui la mia azienda lavora da anni. La visita, stranamente visto il periodo, aveva aperto nuove opportunità.
Ero quindi soddisfatto all’uscita. Dove ero era più semplice entrare in A4 è tornare verso la mia Milano e quindi in ditta, ma non ne avevo voglia.
L’ultima volta nel centro di Verona era stata l’agosto prima per una rappresentazione di Aida all’Arena, decisi di bere un aperitivo all’aperto visto che la giornata era bella e per nulla afosa.
Dopo aver passeggiato per un’ora nell’area pedonale, decido di fermarmi in Piazza delle Erbe, un magnifico esempio di come si possano conservare emozioni antiche.
Mi siedo in un bar e ordino un drink analcolico leggendo nel contempo il mio Corriere.
Dopo pochi minuti si siede davanti a me una ragazza che al momento ho identificato come la commessa di una delle belle boutiques del centro veronese.
Sui 25, capelli neri raccolti dietro, tailleur grigio scuro, camicetta a bottoni e scarpe nere a tacco alto. Trucco delicato a risaltare un viso davvero grazioso e pulito, la classica brava ragazza.
Quello che tradiva invece un’anima non certo candida erano le labbra. Carnose, di un rosa vivo naturale, che la giovane umidificava spesso tenendole a lungo socchiuse.
Una bocca da pompinara, da infarto.
Ordina cappuccio e acqua minerale, accavalla con malizia le gambe con la gonna al ginocchio, ma il piedino sempre in movimento e pianta il suo sguardo diritto nei miei occhi. La classica bella ragazza che ama provocare un uomo per noia o solo per provare sottili brividi di piacere.
Decido di stare al suo gioco, ma di giocare a modo mio, portando la sfida sull’aspetto psicologico che può contare più di avvenenza e fascino.
Rispondo al suo sguardo, ma volutamente lo distolgo dopo pochi secondi come se non riuscissi a sostenerlo. Intravvedo un suo sorriso soddisfatto, come se pensasse di avermi in pugno.
Leggo qualche istante e poi abbasso il giornale per bere.
Ritrovo i suoi occhi profondi a fissarmi. Il cucchiaino con cui prende la schiuma del cappuccio, sparisce e riappare dalla bocca a mimare dichiaratamente un rapporto orale.
Distolgo subito lo sguardo come se ancora mi sentissi in imbarazzo.
Torno a lei qualche istante dopo. Mi guarda mentre beve l’acqua inumidendo le labbra con la lingua. Devo ammettere che è molto sensuale e sa di esserlo.
A questo punto giro totalmente la situazione. Poggio il giornale, mi tolgo gli occhiali da sole che fino a quel momento avevo tenuto indossati, la guardo prima per un lunghissimo momento diritta negli occhi e poi quando la vedo in difficoltà in quanto non si aspettava la mia reazione, abbasso lo sguardo in modo volutamente evidente verso le sue gambe manifestando con gli occhi la mia ammirazione.
Rialzo lo sguardo, trovo due guance arrossate, si risistema la gonna che era salita, di sicuro volutamente davvero tanto, prende la borsetta, si alza nervosamente e si dirige verso le vetrine dei negozi.
Non so che cosa mi prende, ma sento di poter stravincere. Sarà il morale alto per la mattina professionalmente positiva, sarà per la situazione intrigante di prima che stimola la mia mente o, forse meno prosaicamente, sarà che avevo il cazzo duro fino alla cintura, sta di fatto che la seguo a distanza.
Di sicuro non pensa più a me in quanto non si gira. Guarda distrattamente un paio di vetrine per soffermarsi poi a lungo davanti ad una boutique. Le arrivo silenzioso alle spalle e vedo che sta guardando un vestitino corto azzurro vivo.
“Le starebbe davvero bene, ha un corpo adatto per valorizzare quel capo”
“Ah si? E come fa a saperlo?”
“A occhio e croce è sufficientemente scollato per esaltare la sua terza di seno e credo attillato per fasciare alla perfezione il suo bel culo”
“Ma ma..Lei è uno sfacciato, ma come si permette!”
“Oltretutto sembra anche un filo trasparente, perfetto per far intravvedere in modo stuzzicante il perizoma nero che indossa oggi”
Non riesce a replicare, è furiosa, spiazzata. Uno sguardo prima e poche parole ora hanno ribaltato una situazione in cui pensava di condurre facile il gioco.
Sfrutto il momento per giocare duro, pesante
“Una 42 o una 44 dovrebbero essere perfette, perché non lo compra?”
Torna a guardare il capo, si vede che le piace e che probabilmente lo vorrebbe davvero.
Risento dentro di me quella voglia di stravincere provata prima
“Non puo’ non averlo, e le piace troppo. Glielo compro io”
Si gira stupita e arrabbiata, è ancora più bella di prima.
“Per chi mi prende, non potrei mai accettare”
“Senti troietta, ora io entro e compro quel capo, se ti va mi segui, altrimenti lo regalero’ a qualcun'altra”
“E chi le dice che una volta usciti io non prenda il vestito e me ne vada”
“Adoro il rischio, tuttalpiù ci avro’ rimesso solo un po’ di soldi”
La lascio attonita e stupita ed entro deciso nel negozio.
Mi accoglie una giovane commessa a cui chiedo il vestito per mia nipote.
“Cara vorresti entrare cosi la signorina ti aiuta a provarlo ?”
La giovane entra come un automa. La vedo dirigersi verso il camerino.
Dopo pochi istanti sento la commessa
“venga signorina, mostri a suo zio come le sta bene”
Fa bene il suo lavoro perchè se ha capito che non siamo parenti non lo dimostra affatto da quanto è naturale.
“ti sta benissimo piccola, molto bene lo incarti che lo prendiamo”
In effetti era perfetto per lei, ha due gambe bellissime, tornite come piacciono a me.
Dopo aver pagato, usciamo dal negozio.
La guardo negli occhi, le porgo l’elegante confezione con il vestito e attendo la sua reazione.
E’ nervosa, forse combattuta, ma non fa nulla per andarsene.
Mi guardo intorno, scorgo l’insegna di un hotel davvero bello come d’altronde quasi tutti in quella zona di Verona.
“Ora io entro in quel hotel e prendo una camera, sei libera di non seguirmi e di andartene, non mi devi nulla, ma se entri in quella hall non ci saranno rifiuti”
Mi giro e mi incammino lentamente verso l’hotel. Poche decine di metri e salgo i pochi scalini dell’entrata.
Mi volgo indietro, è ancora dove l’ho lasciata, sta parlando al cellulare mentre mi guarda.
Entro, mi registro e mi siedo in una comoda poltrona di pelle.
Dopo pochi istanti la vedo sulla soglia dell’hotel, mi alzo e mi dirigo verso uno degli ascensori.
Non appena dentro con due dita percorro la forma delle sue labbra. Me le lecca mimando quello che farà al mio cazzo in camera.
L’attiro a me, la bacio con passione, forza, desiderio, la mia lingua le rovista ogni punto della sua gola. Risponde meravigliosamente portando tutto il suo corpo contro il mio. Mugola di piacere non appena sente il mio cazzo duro contro il bacino.
“Lo sapevo che sei una troietta vogliosa di cazzo”
“mmmh è vero….cazzo…come…sei dur…o non come il mio fidanz…ato”
Faccio fatica ad infilare la chiave magnetica nella fessura con lei dietro schiacciata contro di me.
Una mano sulla mia patta ed un corpo caldo come seconda pelle.
Una volta dentro la sbatto contro la parete sfilandole la giacchetta del tailleur e premendomi contro di lei mentre le mie mani vanno voraci al suo culo
“perché dici cosi, non ti scopa il cornuto?”
Ha un culo fantastico, le alzo la gonna mi piego in avanti e mentre lo pastrugno con le mani, lo lecco e lo mordo con forza strappandole gridolini di piacere.
Le si affanna il respiro
“m..i sco..pa…ma ci.. mett…e un’ora ad.. ecc.itarsi mmmh porco …che fai?”
Non la ascolto e continuo ad impastare le natiche con le unghie ad entrare nella sua pelle.
Non deve dispiacerle in quanto si piega un filo in avanti e spinge indietro il suo culo, le faccio allora sentire il mio cazzo che si appoggia lungo il solco.
Con una mano passo sotto la gonna, le scosto il perizoma e infilo due dita in una fighetta già fradicia, la scopo con forza, da come mugola le piace essere presa cosi
“mmmh final….men.. te un… uomo…. ve…ro … come hai… fatt…o a capi..re?”
“capire che cosa puttanella?”
Ne l contempo le abbasso la gonna, apro i mie pantaloni, estraggo il mio cazzo che stava per scoppiare e glielo pianto in una figa stretta e calda.
“mmmh aaagh si si…mmmh.. scop….ami bast…ardo”
Una sonora sberla le arrossa una natica, ma aumenta la sua eccitazione
“capire che cosa?”
“che…aaaagh…. mi… piac….e. tut…to mmmh ques…to… pro..prio tut…mmmmh.. to”
Spingo come un ossesso e come non mi capitava da tempo.
“la tua.. bocca diceva molto, ma la tua… sicurezza di aver.. mi in pu..gno mi ha ca..ricato troia”
Le parole mi escono stentate per la fatica e per il ritmo che sto tenendo.
“mmh fi..ga che…bel…lo… lo…lo… mmmh sapev..o che er…i un ma..iale”
“muovi… il culo.. puttane…lla poi mi … prendo… anche … quello”
“che… porc..o! vuoi.. mmmmh incu…larm..iii anch..eee mmmh vengo….aaagh”
Muove la testa come un’indemoniata, anche per me è dura resistere di più.
Mi sfilo di colpo, la prendo per i bei capelli neri, la spingo ad inginocchiarsi e inondo la sua bocca da pompinara. Rimane attaccata senza alcun bisogno di obbligarla.
Rimaniamo ansanti per alcuni minuti. Poi come una gattina si stende su di me e comincia a baciare ogni centimetro del mio corpo. Sente il mio cazzo indurirsi di nuovo sotto il suo bacino.
“mmmh ci .. spe…ravo… scopami ancora”
Saranno due ore fantastiche, intense, come realmente da tempo non mi capitava.
Alla fine ci rivestiamo e lei vuole assolutamente darmi il suo numero di cellulare con la speranza di rivedermi presto “senza vestiti in regalo” specifica.
Non l’ho più chiamata. Troppo giovane forse per una storia diversa da un bellissimo pomeriggio veronese. Forse in questi momenti escono i miei pensieri di uomo maturo, anche se il mio cazzo ogni volta che penso a lei si risveglia immediatamente.
Una storia nata da uno sguardo, da piccoli dettagli. Una mia storia.
Per graditi commenti: publius61@gmail.com
COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!
|
| Eccitometro (Numero di voti: 29): 6.76 |
|
Commenti (2) |
|