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Uno strappo a casa
Scritta da: Rubino81 (1)

Erano da poco passate le 22.00, il tempo di fare gli ultimi controlli e sono uscita da lavoro.
Ero stanca morta, e non vedevo l'ora di arrivare a casa e stendermi sul letto, magari addormentandomi come al solito davanti alla tv accesa. Una volta fuori una folata di ventincello caldo mi accolse, fortunatamente la brutta stagione stava passando per dar spazio alla primavera. Al pensiero mi rattristai, l'inverno aveva mandato in letargo anche la mia vita sessuale. Era dall'estate scorsa che non avevo rapporti, da quando il mio ragazzo mi tradì ed io troncai il rapporto. Non ero, in seguito, uscita poi molto spesso, se non qualche cena con la mia migliore amica o con i colleghi, ma niente di che.
Ma quella sera fu speciale. Mi avviai alla macchina, come al solito parcheggiata distante, appoggiato ad essa c'era Stefano, il mio vicino di casa, non che grande amico. Indossava un paio di jeans non troppo attillati, una camicia bianca e un giubbino di pelle nera, in mano aveva una rosa rossa.
"Che ci fai qui?" gli chiesi sorpresa. Lui si girò verso di me sorridendo, un sorriso fra i più belli che avessi mai visto, denti bianchi e dritti, che risaltavano come gli occhi azzurri dalla sua pelle abbronzata.
"Sono venuto a prenderti!" e mi porse la rosa.
"Sei venuto a prendermi o ad elemosinare uno strappo a casa?"
Stefano rise di gusto, avevo azzeccato in pieno la sua tattica. Così gli lanciai il mazzo di chiavi e mi andai a sedere al posto del passeggero, lui salì alla guida e mise in moto, in un attimo fummo in viaggio in tangenziale verso casa. Mi appoggiai al sedile pesantemente, la testa all'indietro e gli occhi chiusi, Stefano si accorse subito della mia stanchezza e mi diede un buffetto sulla guancia. Era sempre stato affettuoso nei mie confronti, ma fra noi non c'era mai stato nemmeno un bacio. Mi sorpresi a pensare questo, dovevo essere proprio in forte astinenza.. d'improvviso il suo profumo, che fino a quel momento sembrava non avermi interessata, mi si insinuò prepotentemente nelle narici. Sentii le guance avvampare e cominciai ad osservarlo di sottecchi. Lui se ne accorse quasi subito. Mi mise una mano sulla fronte e mi chiese se mi sentissi male vista la mia faccia color pomodoro maturo. Io risposi che andava tutto bene, solo non vedevo l'ora di arrivare a casa.
"Cazzo!" disse ad un certo punto, accese le luci d'emergenza e si spostò veloce sulla corsia d'emergenza. "Che è successo?" chiesi allarmata. Lui rimase in silenzio per qualche minuto, accostò del tutto la macchiana al guardrail, la mia portiera era praticamente attaccata, impossibile da aprire. "Ste si può sapere che è successo?? Perchè ti sei fermato??!" gridai ancora più spaventata. Pochi istanti e vidi il suo viso avvicinarsi pericolosamente al mio, le sue labbra sfiorarono le mie, poi con la lingua le leccò, feci per tirarmi indietro ma la sua mano destra prontamente, spinse la mia nuca verso di lui e la sua lingua fu dentro la mia bocca in un attimo. La testa cominciò a girarmi vorticosamente, la mia lingua cominciò a ballare insieme alla sua, le labbra si avvicinavano e si allontanavano. Sentì poi la sua mano sinista scivolare sotto la mia maglietta e farsi strada fino al seno, prese un capezzolo fra le dita e cominciò a trastullarlo fino a farlo diventare turgido, nel frattempo dalle mie labbra usciva piccoli gemiti di piacere, e ad ogni gemito la sua lingua mi scendeva sempre più in gola. Con la sua mano destra prese la mia e la portò alla zip dei jeans, la premette forte sulla protuberanza che pulsava, poi lasciò la presa ed io comiciai a sbottonarglieli aiutandomi con entrambe le mani e tirai fuori il suo pene già duro e dritto. Lo presi nelle mani e cominciai a masturbarlo, lo sentii gemere per la prima volta, continuai con più foga aumentando il suo piacere. Sbottonò a sua volta i miei jeans e mi passò le dita sul clitoride, facendomi gemere a mia volta, continuammo a masturbarci e a baciarci per alcuni minuti fin quando lui si staccò il dalla presa delle mie mani e mettendomi le mani sui fianchi mi fece distendere (siano lodati i tre posti anteriori della Multipla!) mi cala i jeans fino a liberarmi una delle gambe, la tiene sollevata con una mano e con foga mi penetra, dapprima mi da colpi lenti, poi aumentando il ritmo fino a far traballare il monovolume all'inverosimile. Chiudo stremata gli occhi quando avverto la sua lingua farsi nuovamente spazio nella mia bocca. "Mona...." mi dice pochi istanti prima di venire, il suo sperma caldo mi invade e in quell'attimo vengo anch'io e grido di piacere. Mi rimane dentro ancora qualche minuto dopo l'orgasmo, la sua camicia come la mia maglietta è madida di sudore. D'istinto gli passo una mano sui capelli accarezzandoglieli. Lui sembra destarsi dal momento, si alza fa per risistemarsi il suo bel pene nei pantaloni quando d'istinto lo blocco e me lo porto alla bocca, lui si lascia cadere alla spalliera del sedile e chiude nuovamente gli occhi, io ripulisco per bene il suo fallo da tutto lo sperma e dai miei liquidi, quando mi sembra a posto faccio per staccarmi da lui. "Ti prego.. continua.. lo succhi da dio.." Sulle mie guance avvampa il rosso, subito riprendo a succhiargli i pene fino a mettermelo in bocco sino alle palle, lui con la mano mi aiuta dandomi il ritmo, è una qustione di minuti e poi viene di nuovo, questa volta tutto nella mia bocca. Per un attimo mi sento soffocare, poi ingoio tutto. Lui mi guarda sorridendo, mi tira su e poi mi bacia nuovamente assaporando il gusto del suo stesso seme.
Ci rimettiamo a posto entrambi e senza proferire parola Stefano rimette in moto e ripartiamo. Arrivati sotto casa ci dirigiamo ognuno al suo portone. Un breve saluto della buonanotte e poi le sue parole "Ti chiederò più spesso dei passaggi.." Così dicendo mi sorride e sparisce dietro il portone di casa.
Ancora sotto le coperte, rossa d'imbarazzo, ripenso alla serata e mi masturbo ripensando all'accaduto, immaginandomi come sarà le prossime volte..

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