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Una serata da ricordare
UNA SERATA DA RICORDARE di alfaeomega

Sapevo che quella festa non sarebbe stata come le altre.

Era il tre luglio di quell'anno tanto particolare: avevo già compiuto i miei diciotto anni. Quell'estate era stata povera di feste, fino a quel momento: la settimana prima ero stato ad una festa di diciotto anni di due compagni di classe.
Mi ero rifatto gli occhi, quel giorno. C'erano tantissime gnocche, che vestivano minigonne, shorts e camicette attillatissime. Dal canto mio, vestivo sportivo, con una maglietta D&G che metteva in mostra le mie spalle larghe.

Sapevo di aver fatto colpo. Avevo conosciuto una bellissima ragazza, Valentina, che era di un paesino al mare, vicino a dove abito. Era davvero uno schianto, quella donna. Aveva un paio di shorts che esibivano il suo culo da nuotatrice. E le sue gambe poi. Ma fu una cosa a turbarmi particolarmente quella sera: c'erano anche due mie compagne di classe, Vanessa e Federica.

Vanessa era una giocatrice di pallavolo. Il suo fisico era scolpito: non era molto alta, ma le sue gambe snelle e sode, che terminavano in un culo mozzafiato, piccolo e sodo come pochi, mi avevano da sempre fatto dimenticare le lezioni. Di faccia era davvero carina, poi. Le sue labbra erano carnose e la bocca, piccola, disegnava un cuoricino. I suoi capelli erano lisci e castano chiaro. Aveva quel modo di eccitarmi così innocente, così naturale.
Federica era invece una gran bella gnoccona. Le sue tette non erano particolarmente grandi, ma erano sode e pizzute. Adoravo quando si metteva quella magliettina di lana a righe bianche, perché dalla scollatura lasciava intravedere le sue tette. Purtroppo Federica, nonostante avesse un fisico mozzafiato, con delle gambe perfette e un culetto rotondo, vestiva spesso da maschiaccio, con jeans larghi, che non le rendevano giustizia. Ma quella sera indossava una minigonna che lasciava poco spazio all'immaginazione.

Si scherzava tra amici. Solo ad un certo punto il discorso cadde sul sesso, perché Vanessa ammise di aver fatto sogni erotici con me. La Fede dal canto suo confessò di volermi vedere nudo. Fu così che, quasi per gioco, Vanessa si avvicinò a me e mi propose un menage a trois.

Io non le diedi molta attenzione. Credevo stesse parlando il Martini.

Quella notte non riuscì a dormire. La proposta della Vanessa, la minigonna di Federica, gli shorts di Valentina. Erano le quattro e mezza e mi dovetti sparare una sega.

L'occasione per verificare quanto detto dalla Vanessa mi fu offerta quando, giusto tre giorni dopo, fui invitato ad un'altra festa, questa volta quella di Valentina.

La festa si sarebbe svolta tra casa sua e la spiaggia. Prima in spiaggia, si sarebbe ballato e giocato, e poi ci saremmo dati all'alcool a casa sua.

Avevo raccontato quella proposta agli amici miei più fidati, e mi consigliarono di portarmi un preservativo. Ma non lo feci, perché non volevo scopare. Ero vergine.

Arrivai in orario a quella festa, e quasi contemporaneamente scesero dall'auto Vanessa e Federica. Erano vestite da farsi una sega davanti a loro.

Vanessa aveva un paio di shorts bianchi magnifici. Il suo culo non era mai stato così eccitante. Le sue gambe erano perfette e morbide. Di sopra aveva un top azzurro che si allacciava sul suo piccolo seno. Non portava reggipetto.

Federica invece indossava una camicetta bianca così sapientemente sbottonata che si vedevano quasi tutte le sue tette miracolosamente ingrandite da un push-up nero di pizzo. Di sotto una minigonna a pieghe celestina lasciava intravedere il suo culo meraviglioso quando camminava.

Mi salutarono con vigore. Ero molto eccitato, ma anche frenavo all'idea di essere stato preso per culo. Che figura avrei fatto se avessi creduto alla loro promessa. D'altronde, sapevo che la Fede era un po' facile, ma la Vanessa era una saracinesca.

In spiaggia si giocò fino alle undici. Non badai per niente a Valentina, ero impegnato con Vanessa e Federica. Parlammo tutta la sera. Ormai avevo perso ogni speranza. Non vedevo l'ora di arrivare a casa e spararmi una sega di consolazione.

Poi arrivò il momento di andare a casa di Valentina. Nel tragitto, erano le 23.15, mandai questo messaggio agli amici:

"Niente bolle in pentola."

Loro ci tenevano a me, e conoscevano anche le grazie di Vanessa e Fede.

A casa sua la festa si scatenò. La musica ci avvolse e ballai intensamente con Vanessa e Federica, insieme. Le mosse però diventavano sempre più sexy e mi eccitai particolarmente quando si strusciarono il loro culo sul mio cazzo. Ero in tiro come non mai. Ballammo pure un lento, tutti e tre. Sarà stato che ero eccitato come un maiale, che allungai la mano sul culo della Vanessa. Si interruppero e mi lasciarono solo per un attimo, con la scusa di dover andare al bagno.

Cazzo, credevo di essermele giocate. Ero incazzatissimo e il mio cazzo iniziò a rammollirsi. Non me ne fotteva un cazzo di tutte le altre gnocche che c'erano, volevo farmi la Fede e la Vanessa. Le vidi uscire dal bagno e attardarsi a parlare con Vale.

Poi tornarono, sorridenti. Mi presero per mano e mi dissero "Vieni, ti dobbiamo parlare". Ero ancora incazzato con me stesso e il mio cazzo parve non rispondere, salendo le scale, a quello che adesso mi sembra un esplicito tentativo di fare sesso.

Entrammo in una camera da letto. Era spaziosa. Il letto non aveva cuscini, c'era solo una coperta che togliemmo per via della polvere. Il fatto che in quella camera da letto non ci dormisse nessuno da tempo parve rivitalizzarmi.

Si sentiva la musica di sotto. Ci sedemmo sul lato del letto, io in mezzo. Fu la Vanessa ad attaccare discorso:

"Ti dobbiamo fare una domanda"
"Quale?"
"Tu provi qualcosa per noi?"
"In che senso, scusa". Inizai a sentire caldo; ero diventato rosso.
"Ti sei mai innamorato di noi?"
"Innamorato, no"
Vanessa si rabbuiò. Non potevo sbagliare.
"Ma..."
"Cosa" disse la Federica.
"Mi eccitate molto". Non ero io quando dissi quella cosa.
Federica sorrise e iniziò ad ansimare. Vanessa mi disse:
"Anche a me ecciti molto".

La Fede allungò una mano sui miei pantaloni. Iniziò a massaggiarmi la coscia. Vanessa si protese e ci baciammo. Il mio cazzo si alzò più veloce che mai. Nonostante indossassi pantaloni attillati, il mio membro si notò moltissimo. Mentre limonavo con la Vanessa sentì la Federica gemere di eccitazione e iniziò a massaggiarmi il cazzo. Vanessa si mise in ginocchio sul letto, al mio fianco. Continuavo a baciarla. Ora era diventato tutto più fisico, iniziai a leccarla. Allungai la mano e iniziai a strizzarle il culo. Passai l'altro braccio intorno la schiena della Fede e le toccai la tetta con la mano. Lei capì il segnale e aprì la cerniera. Sbottonò i pantaloni e iniziò ad accarezzare il mio cazzo da fuori. Le mutande ormai non lo reggevano più. Anche la Vanessa iniziò a palpare. Poi la Federica mise una mano dentro e lo cacciò fuori. Mi girai. Baciai la Fede con la lingua. La Vanessa iniziò a farmi una sega. La Fede allora si chinò sul cazzo e se lo infilò in bocca. Chiusi gli occhi per un attimo. Poi li riaprii. Mi girai verso la Vanessa e le dissi: "Spogliati". Con le mani estraetti le tette della Vanessa dal top mentre lei se lo sfilava. La Fede si alzò vogliosa, leccandosi le labbra. Mi sfilò la maglietta e i pantaloni mentre la Vanessa iniziò a leccarmi il cazzo. Baciai la Fede per un attimo e le dissi: "Spogliati pure te, voglio vederti le tette".

La Fede fece un passo indietro. Di sotto c'era "Four Minutes". A ritmo sbottonò la camicia, che le mise in mostra il suo seno sodo. Si tolse il reggiseno e iniziò a massaggiarsi le tette. Stavo per scoppiare. La Vanessa aveva iniziato a succhiare.
Ero eccitatissimo. Ma volevo di più.
"Togliti la gonna, Fede. Toglitela e fatti vedere la fica che hai".
"Ti piaccio, eh?"
"Sì quanto mi piaci"
"Cosa sono?"
"Una gnocca"
Si tolse la gonna. Non aveva mutandine.
"No. Sono una puttana"
"Sì. Sei una puttana"
"Una troia"
"Vieni qui puttana e leccami il cazzo!". Gridai, ansimando.
Mise una mano nella fica e si avvicinò. Aveva una striscia di pelo biondo. Si inchinò davanti a me e baciò il cazzo. La Vanessa smise di succhiare e continuò a farmi una sega. Io le presi le tette e gliele strizzai. Le baciai il capezzolo. Gemette di piacere. Si unì anche la Fede. Gemevano come puttane.
"Ora tocca a me" disse la Vanessa. Si mise per succhiare, ma ormai era troppo tardi.
"Sborro..." Ansimai.
La Fede si avvicinò. La Vanessa infilò il cazzo in bocca.
"SBORROOO!"
Sborrai in bocca alla Vanessa. Dopo il primo getto si ritrasse. Un altro getto la colpì in pieno volto. La Fede aprì la bocca e cacciò la lingua. La sborra le cadde sulla guancia. Chinò il volto. Mi ripulì il cazzo quando ero ancora in preda agli spasmi. La Vanessa chiuse gli occhi e deglutì.
La Fede continuò per un po', ma ormai il gioco era fatto e stava iniziando ad essere fastidioso.
"Basta" sussurrai e con delicatezza spostai il volto della Fede dal mio cazzo. La vidi in faccia: la sborra le aveva sciolto l'eyeliner, che colava sul suo viso. Si leccò le labbra. Sorrise.
"Già fatto?!" disse, tra l'eccitato e lo stupito.
Non risposi. Ero ancora inebetito. Sentivo la musica al piano di sotto.
"Sono durato quattro minuti".

Ridemmo a squarciagola.
"Comunque datemi dieci minuti e sono di nuovo in pista".
"Mmh va bene"
Andai in bagno. Un po' di sborra, mista a saliva, colò sul pavimento. Iniziai a sciacquarmi il cazzo. Non avevo ancora capito cosa era successo.
Ora che il cazzo era moscio, mi alzai dal bidet e alzai la tavoletta. Non avevo pisciato.
La piscia scese lenta, ostacolata dalla sborra residua dentro l'uretra.
Ma non ebbi nemmeno il tempo di scaricare.
Di sotto misero "Toda Joia, Toda Belleza". Fede irruppe nel bagno che avevo socchiuso e mi chiamò a sé. Aveva ancora la sborra sul volto.
"Dai, vieni a ballare!"
Uscii dal bagno e lasciai la luce accesa. La Fede e la Vanessa ballavano per conto loro e fecero cenno di unirmi.
Era divertente, ballare così. La Fede era completamente nuda. La Vanessa era ancora in shorts. Io avevo solo i calzini. Il mio cazzo, a riposo, danzava da una parte all'altra. La Vanessa lo trovò molto divertente e lo palpeggiò poco poco.
Poi la Fede mi disse che voleva insegnarmi a ballare la salsa. Io annuì. Provammo alcune mosse. La Vanessa rideva come una pazza vedendo il mio cazzo che ballava, forse anche meglio di me. Cantammo a squarciagola il ritornello. Poi la Fede mi disse:
"Ti insegno la mossa per chiudere"
"Sono qui"
"Io vado indietro, tu mi tieni per un braccio e mi tiri verso di te. Allunga la gamba destra verso il pavimento"
"Così?". Era divertente ballare nudi, e anche un po' eccitante.
"Sì. Ora ti faccio vedere".
La Fede indietreggiò sensuale. Le sue tette erano praticamente immobili. Notai la fica che si apriva ad ogni passo. Poi le tirai il braccio e aprì la gamba sul pavimento. La Fede si strinse a me e alzò la gamba. Il ginocchio mi arrivò sulla vita e la sua gamba abbracciò le mie. La sua fica, aperta come non mai, sfiorò il mo cazzo.
La Vanessa fece "Uuuuh" divertita. La Fede si abbandonò a peso morto su di me e ci spinse sul letto. La baciai. Il mio cazzo era pericolosamente vicino alla sua fica. Lei lo prese con una mano e lo protese verso l'entrata della fica. Poi mi ridestai. Mi alzai e dissi: "No!".
La Fede mi guardò, straniata.
"Non ho il preservativo". Era vero, ma suonava più come una scusa.
"Non lo vuoi fare?" disse la Fede, comprensiva.
"No" gemetti.
"Va bene, ti capisco"

Ringraziai Dio di aver illuminato la Fede. Ciononostante volevo farmi perdonare.
"Questo però non vuol dire che non possiamo divertirci". La Vanessa si sedette sul letto e si sfilò gli shorts.
Presi le gambe della Fede con vigore e gliele aprii. La Fede ansimò di piacere. Mi stesi sopra di lei. La baciai sul collo. Poi ridiscesi lungo il petto e la pancia. In prossimità dell'inguine gemeva come una puttana. Poi le leccai il clitoride. Cominciai un lungo cunnilinguo.
Notai nel frattempo che la Vanessa, a cavalcioni sul letto, guardava la scena a bocca aperta e si era infilata una mano nelle mutandine bianche che portava.
Alzai la bocca dalla fica e le dissi: "Vanessa, spogliati dai"
"No, non voglio"
Avrei voluto contestare, ma la Fede si girò verso di me. Si stava massaggiando le tette. Arrabbiata, rossa in volto, grido: "Continua!"
"Sei proprio una puttana. Dillo che sei una puttana!"
"Sì sono una puttana, ma tu leccami. Sono una puttana, sono una puttana, leccami la fica, leccamela!" Gridava. Stava per venire.
Le infilai due dita. Ansimò così violentemente che si mise una mano in bocca. Stava gridando, la puttana.
Tolse la mano della bocca e gridò come una matta. Un lungo strillo acuto. Capìì in un attimo. Giusto il tempo per allontanare la lingua che la Federica iniziò a perdere un casino di liquidi trasparenti.
La Vanessa chiuse gli occhi e girò il capo all'indietro, mentre si massaggiava la fica con più vigore.
Era il momento. Protesi un braccio lungo la sua fica e con l'altro le scostai il braccio.
"No, no" gemette. Ma si abbandonò al piacere. Le toccai la fica dall'esterno delle mutandine. Erano umide. Continuai così. La Fede guardava la scena vogliosa.
"Baciatevi"
Si guardarono in bocca e iniziarono a limonare.
"Siete proprio due puttane"
Infilai l'altra mano dentro le mutandine della Vanessa. Lei si girò e disse no, ma non si oppose.
La sua fica era molto più piccola e carnosa. Il clitoride era più grande, però. Ed era duro come non mai. Decisi per il momento di strofinare due dita sulla fica. Poi però chiesi di più. Infilai due dita. La Vanessa si stava. Ma, dopo pochi secondi, cacciò le mie mani.
"Tu, piuttosto" disse la Fede.
Aprìì le gambe e le feci scendere dal letto. Loro si chinarono e iniziarono a leccarmi. La Fede succhiò le palle.
Poi la Vanessa che mi faceva una sega leccò la cappella. Si unì anche la Federica. Mi leccavano la cappella. Io godevo come un matto. Gridai.
"AAAAAHHHH!"
I violenti colpi di bacino fecero allontanare la Vanessa. Purtroppo per lei, quella poca sborra che mi rimaneva, le cadde sui capelli. La Fede si mise a ridere. La Vanessa disse "Nooo..." e corse in bagno a sciacquarsi.
La andammo a trovare mentre era china sul lavandino a lavarsi. La Fede si sedette sul cesso e iniziò a pisciare. Ma tenne le gambe bene aperte, in modo che potessi vedere tutto. Io palpeggiai il culo della Vanessa per un po' e poi infilai una mano di sotto. Le mutande erano bagnatissime! Ma la Vanessa si girò e ribadì la sua posizione.
La Fede intanto si stava pulendo con la carta. La Vanessa era andata di là. Mentre poi la Fede si sciacquava la fica sul bidet, io facevo la stessa operazione dentro al lavandino.
"Ti è piaciuto?" disse la Fede
"E me lo chiedi?"
"Toglimi una curiosità"
"Dimmi"
"Avresti mai pensato una cosa del genere?"
"No, mai"
"Anch'io"
Si alzò.
"Ma è stato bello, no?"
"Magnifico"

Dall'altra stanza irruppe la Vanessa. Io mi stavo asciugando con la carta igienica. Lei si era già vestita, quasi del tutto. Sembrava preoccupata.
"Mi devi promettere che non dirai niente a nessuno però"
"Hai una reputazione da difendere?" Scherzai.
"No mi raccomando. Sono seria, sai. Non dirlo a nessuno."
"Non ti preoccupare Vanessa".

Ma mentivo.

Ci rivestimmo e uscimmo uno a uno dalla stanza. La Fede si era lavata la faccia e si era tolto l'eyeliner. Ci dimenticammo prima di uscire la coperta. Dissi a loro di scendere e di farsi vedere, nel frattempo io avrei pensato alla coperta.
Rientrai nella stanza. Il letto era umidiccio e c'era l'impronta della Fede, quando si era stesa. Coprii con cura il letto. Ma cacciai il cellulare dalla tasca e mandai subito un messaggio ai miei amici:

"Come l'ambrosia per gli dei, questa serata, nettare della mia estate."

Ce l'avevo fatta.

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