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Una serata da fotografare
Scritta da: Maritoscano (2)

Avevamo deciso di passare la serata fuori: una cenetta a base di pesce in un ristorante vicino a Fiesole, e poi magari una birra in qualche Pub del centro, tanto per non tornare a casa troppo presto.
Lei, mia moglie, era molto allegra, una di quelle serate in cui le leggi negli occhi la voglia di stare bene e divertirsi. Indossava una longuette color vinaccia con una camicetta nera semitrasparente che le ho regalato io, che lasciava intravedere l’intimo nero di pizzo. Un paio di stivali sopra le calze nere, un cappottino di jeans e il colore rosso dei capelli rifatti di fresco completavano la sua mise, tanto sexy da far venir voglia di rinunciare alla cenetta e chiudersi in casa fino al mattino dopo.
Ma dopotutto, una visione così sexy, è anche giusto condividerla con altri, no? E allora meglio la cenetta, dove ci si può anche divertire a carpire gli sguardi più o meno irriverenti degli altri avventori nei confronti della tua consorte….
Spaghetti alla scoglio, gamberoni alla griglia, frittura di pesce, ben due bottiglie di vermentino, caffè e ammazzacaffè, e la cena è archiviata, con la testa che si è fatta più leggera per l’ottimo (e abbondante) vino, e lei che continua a ridere e scherzare, allegra e soddisfatta. Decidiamo di continuare la serata altrove, magari in un pub come avevamo ipotizzato, allora saliamo di nuovo in auto e ci dirigiamo verso il Green corner Pub. Mentre siamo in auto noto il bordo scuro delle calze sotto la sua gonna: reggicalze o autoreggenti! Non le indossa così spesso, e la cosa fa salire di un bel po’ l’eccitazione, tanto che mi ritrovo quasi automaticamente ad accarezzargli la gamba per constatare se si tratta di reggicalze. Risposta affermativa! Lei mi guarda con aria compiaciuta e intrigante, e io capisco che ha decisamente voglia di giocare. Entriamo nel pub, che è molto affollato, prendiamo due birre e ci sediamo su due sgabelli, in un angolo. Chiacchieriamo bevendo, ma il suo sguardo mi fa capire molte cose, e anche i discorsi che affrontiamo finiscono per trattare di sesso. Lei mi sfiora continuamente con il ginocchio, e io le tocco la coscia, cercando continuamente il bordo della calza per sentire la pelle liscia. Mi rendo conto che sono in molti a guardarci, ma la cosa mi solletica ancor di più, e finisco col salire su con la mano fino a trovarle le mutandine, scostandole leggermente per sentire la sua fica già umida. Lei sussulta leggermente, ma non fa nulla per scoraggiarmi. La situazione è bollente, verrebbe voglia di scoparla lì, sul bancone della birreria, ma non si può. Finiamo la nostre birre e ce ne andiamo, eccitatissimi. Saliti in macchina, lei non mi da neanche il tempo di mettere in moto, baciandomi a bocca spalancata e tastandomi il rigonfiamento dei pantaloni, sbottando subito la patta per afferrarmi il cazzo. Riesco a partire, con lei che mi accarezza il cazzo, e con la lingua mi stuzzica il collo e il lobo dell’orecchio. –Fermati da qualche parte!- mi dice, con la voce resa roca dall’eccitazione.
Io non me lo faccio ripetere due volte, e cerco un posticino appartato dove parcheggiare: trovo un bel parcheggio nuovo, vicino ad un cimitero appena fuori dal centro abitato, scarsamente illuminato.
Il mio cazzo è già nella sua bocca, quando ci fermiamo, e io mi affretto a sditalinarla, trovandola fradicia come non mai. Improvvisamente mi viene un’idea: mi ricordo di avere la macchina fotografica nel cruscotto! La tiro fuori e la accendo.
-Che vuoi fare?- mi chiede lei, lasciava ed eccitata.
-Immortalare quanto sei bella e sexy stasera.- le rispondo, e le faccio una foto. Lei si appassiona al gioco, mettendosi in posa come può nell’angusto dell’auto, liberandosi della gonna. Io continuo a scattare, eccitatissimo, e lei, all’improvviso, scende dall’auto, con indosso solo calze, reggicalze mutandine e reggiseno (e i suoi bei stivali neri). La cosa mi diverte tantissimo, e mi ritrovo ad accendere i fari dell’auto per fotografarla meglio, mentre lei inscena una sorta di show, ballando seminuda alla luce dei fari. Fantastico! Il mio cazzo è durissimo, e alla fine rivendica la sua parte: la vado a riprendere e la faccio sedere sul sedile, con lo sportello aperto, guidandole la testa con le mani per farle imboccare bene il mio cazzo. Lei mugola mentre mi spompina, io allungo la mano per toccarle le mutandine, ormai fradicie, e tornare a sditalinarla. L’unica cosa che mi dispiace è non poter fotografare: ci provo, ma non riesco a inquadrare, e allora appoggio la macchina fotografica sul tetto dell’auto, concentrandomi sul cazzo che affonda nella sua bocca. All’improvviso sentiamo un rumore, proprio dietro le mie spalle: mi volto, e mi accorgo che c’è un’altra auto, dietro di noi, dall’altra parte, che non avevamo visto, e che un uomo seduto dalla parte del guidatore ci sta guardando, col finestrino abbassato.
-Ma c’è qualcuno là!- mi dice lei, allarmata, ma senza mollare la presa delle mani sul mio cazzo.
-Si, ma sarà un’altra coppia- le rispondo, -Comunque se vuoi ce ne andiamo…-
Lei senza rispondere riprende il lavoro di bocca, mandandomi in fuoco i testicoli e il cervello.
L’idea che ci stiano guardano mi fa impazzire, e il vedere che mia moglie non si scompone davanti a questa novità mi manda in estasi. Però poi sentiamo il rumore di uno sportello che si chiude, seguito da un altro: mi volto, e scopro che non si tratta di una coppia, ma di due uomini, che adesso si stanno tranquillamente menando il cazzo guardandoci, appoggiati alla loro auto.
-Vuoi che ci leviamo di qui?- le dico.
-Secondo te che intenzioni hanno?- mi chiede lei, continuando a slinguazzarmi il cazzo.
Io non le rispondo, e decido che ormai si deve ballare. I due tipi non si avvicinano, e allora ci tranquillizziamo.
-Non ce la faccio più, scopami, amore!- mi dice lei, e io latiro su per farla alzare.
-Rientriamo in macchina, però- aggiunge
Allora reclino i sedili ed entriamo, aprendo i finestrini e chiudendo gli sportelli. Lei si accovaccia a 4 zampe sul sedile, e io da dietro comincio a scoparla, prima piano, poi sempre più forte, facendola ansimare e rubandole diversi gridolini. Io però sussulto quando mi accorgo che gli spettatori si sono avvicinati fino a pochi centimetri dai finestrini; d’altra parte hanno ragione anche loro, prima gli diamo lo spettacolo e poi glielo togliamo, mica è giusto!
Ma non sembrano male intenzionati, si limitano a masturbarsi e a guardare, senza nemmeno fiatare. Anche lei li vede, ma continua farsi scopare senza scomporsi, anzi mi accorgo che sta guardando fuori dal finestrino, e che la sua eccitazione sta salendo. Anche uno dei due, probabilmente, se ne accorge, tanto che si avvicina ancora, infilando un braccio dentro l’auto e andando a palparle il seno senza troppi complimenti. Io ho un istinto di reazione, ma vedo che lei apprezza le nuove attenzioni, e allora lascio stare, godendomi la situazione. Ben presto lo sportello è aperto, io l’ho girata a pancia su, e la fotto mentre uno le palpa le tette e l’altro le accarezza una coscia. Non l’avevo mai vista cosi infoiata: ho sempre saputo che le piace essere troia, ma non così tanto!!! La vedo allungare una mano e cercare il cazzo del tipo che le sta palpando le tette, sostituendosi a lui nella sega; comincio a sperare di vederla ingoiare quel grosso cazzo sconosciuto, e vengo accontentato quasi subito! Le vengo dentro, ma sono così eccitato che il cazzo mi diventa di nuovo duro quasi subito, e allora continuo, sguazzando in una pozza di umori e di sperma con un piacere incommensurabile, mentre il secondo guardone le tocca il clitoride, pochi centimetri sopra il mio cazzo profondamente immerso nel suo corpo. Decido di dare a lui qualcosa di più eccitante da toccare, e la faccio di nuovo voltare a quattro zampe, così lui comincia ad accarezzarle le chiappe, scendendo con la mano fino allo sfintere anale e penetrandoglielo con facilità con le dita. Ormai l’auto è scomoda, ed è ridicolo avere remore: decido di uscire, guidando anche mia moglie fuori dall’auto:
-Però non voglio essere scopata da loro- mi dice lei. Mi sembra un po’ difficile impedirlo, ma sembra che i due capiscano, e si limitano a darsi il cambio davanti a lei, che li spompina volentieri chinata in avanti mentre io la fotto da dietro, in piedi.
Vedo un flash, e scopro che uno dei due si è impossessato della macchina fotografica. Andiamo avanti così per un bel po’, davanti ai fari di nuovo accesi dell’auto, con lei impalata dal mio cazzo mentre si gode i sapori nuovi dei due cazzi sconosciuti in bocca. Alla fine, quando sento che sto per venire, la invito (o meglio la spingo) a inginocchiarsi a terra, e a ricevere la mia sborrata sul viso. Lei apre la bocca avidamente, ma la mia sborrata non è così copiosa, visto che è la seconda. Però uno dei due guardoni mi si mette accanto, e decide di fare lo stesso e così anche il suo amico. Io resto lì a guardare la scena, mia moglie col viso imbrattato di sperma, eccitata e soddisfatta come raramente l’avevo vista prima! I due le fanno una carezza sulla testa, ci salutano sommessamente e se ne vanno, quasi fossero abituè di questo genere di incontri. Noi rimaniamo ancora un po’ lì, imbambolati a ridere e a baciarci, dopo averla ripulita un po’ alla meglio. Siamo tornati a casa, e abbiamo scopato di nuovo, tanto eravamo eccitati. Ma la scoperta di un nuovo gioco implica un nuovo stato di cose. E di esigenze!

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