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| Una gita in moto (II capitolo) |
Scritta da: picco_tontu (2)
II CAPITOLO: un po' di turismo e le prime sorprese
Seduti ad un tavolino a bere una coca e a mangiare un gelato pensiamo a cosa fare, a dove andare. Nelle vicinanze c'è Caprarola, con il famoso palazzo Farnese, un luogo assai celebre che nessuno di noi conosce. Le giornate sono diventate lunghe, è pomeriggio avanzato ma c'è ancora tempo per una visita turistica, decidiamo di andarci. Finito di bere, siamo di nuovo in moto e percorriamo ancora qualche chilometro prima di arrivare. Sembra che non ci siano altri turisti, vista l'ora e il giorno feriale. Entriamo nel palazzo e ci incamminiamo per i salotti ed i corridoi, e poi per il magnifico giardino. Ma, seppure godiamo della bellezza del luogo, i nostri pensieri sono altrove. Le nostre mani si intrecciano, ogni scusa è valida per un abbraccio, una carezza, l'eccitazione ci ha ripresi. Nel giardino, dimentichi del luogo e della visita che stiamo facendo, appena siamo sicuri di non essere visti, ci nascondiamo dietro un grande albero ed iniziamo ad abbracciarci e a baciarci. Le mie braccia ti avvolgono, le mani ti accarezzano la schiena, la rotondità delle natiche, ti stringono. Forzo una gamba tra le tue per appoggiarla sul tuo sesso e farti sentire l’eccitazione del mio. Ad un tratto, all'improvviso, ecco l’esplodere di un tuono che tuttavia non riesce a distrarci, aggiungendo semmai un pò di magia alla bellezza e all'intimità del luogo. Vorremmo non allontanarci mai dal nostro albero, i corpi sono tanto stretti da dare l'impressione di entrare uno nell'altro, con brividi che ci attraversano mentre le lingue esplorano ed assaporano. Affondo le mani nei tuoi capelli, per stringere il tuo viso al mio. Senza fiato, lascio la bocca e percorro il profilo del tuo naso, poi le palpebre e le orecchie. Gocce di pioggia iniziano a bagnare la tua pelle e le raccolgo con la lingua. Ma il temporale, come accade d'estate, diventa più forte, più irruente. Le gocce si fanno più fitte, il cielo è diventato nero, la pioggia ben presto si trasforma in diluvio e non possiamo più ignorarla, siamo costretti a cercare un riparo. Il palazzo e l'uscita sono troppo lontani, il giardino è già pieno di pozze d'acqua e di fango, l’unico riparo possibile è offerto dalla tettoia di un magazzino, poco distante dall’albero sotto cui ci troviamo. Lo raggiungiamo in fretta e, affannati per la corsa, ci sediamo su una catasta di legna. Ti guardo, sei tutta bagnata, con la camicia attaccata alla pelle che mette in risalto le punte dei seni. I capelli sono attaccati al viso e la pelle delle braccia è ruvida, con la pelle d’oca, per l'arietta fresca che ha cominciato a spirare. Vorrei spogliarti e baciarti dappertutto, per asciugarti e per scaldarti con l’alito. Così com’è arrivato il temporale sta passando. Ben presto la pioggia diminuisce di intensità e il rumore delle gocce sul tetto di lamiera diventa meno assordante. Rimaniamo immobili, incantati dallo spettacolo. Quando il silenzio è ormai totale ci accorgiamo di un leggero rumore vicino a noi che prima non riuscivamo a sentire. La visibilità all'interno del locale è scarsa, lo sguardo non riesce a penetrare nell'ambiente scuro, senza finestre. Continuiamo ad ascoltare, fermi, abbracciati, in attesa, sorpresi, spaventati, curiosi. Il rumore si ripete e questa volta crediamo di comprenderne l’origine. Si tratta di respiri affannati, di sussurri, di mugolii che non possono provenire che da una coppia che si sta amando. Immaginiamo che si siano rifugiati nel magazzino prima di noi, anche loro sorpresi dalla pioggia in un momento di intimità, di eccitazione, e che, pensando di essere soli abbiano ricominciato ad amarsi aspettando la fine del nubifragio. La situazione ci incuriosisce e ci eccita e per non disturbarli continuiamo a rimanere immobili ben attenti ad ogni rumore. Ma resistiamo poco, ben presto non riesci a trattenere uno starnuto e ci facciamo scoprire. Sentiamo un'agitazione disordinata, frasi sussurrate, oggetti che vengono raccolti da terra, e poi dal buio compare una coppia di ragazzi, con le facce arrossate e gli abiti scomposti. In particolare noto che gli short attillati del ragazzo, tesi a mostrare un’erezione ancora ben visibile, mostrano una macchia la cui origine è facile intuire. Vedendo che anche il nostro abbigliamento è in condizioni simile al loro, con la stoffa umida e stropicciata, gli sguardi timidi, spaventati, si trasformano in un sorriso che immediatamente ci contagia. La risata ci riporta alla realtà ricordandoci la situazione in cui ci troviamo. Guardo l'orologio, sono ormai passate le 7 di sera, orario di chiusura del palazzo ai visitatori. Con un certo disagio ci precipitiamo verso l'uscita che troviamo ormai chiusa. Siamo costretti a chiamare il custode che si stupisce della nostra presenza. A causa del temporale e della scarsa presenza di turisti aveva evitato l'abituale giro di controllo prima della chiusura. Per questo si sente in colpa e, invece di rimproverarci, è lui il primo a scusarsi ed apre il cancello per farci uscire.
Appena fuori, sul piazzale ancora bagnato dalla pioggia, ci guardiamo intorno, con un senso di stupore, di incertezza sul da farsi. I due ragazzi sono a fianco a noi, mano nella mano, come se attendessero da noi una proposta, un suggerimento. C’è della complicità, della solidarietà tra di noi. Il temporale è passato, è rimasto solo l’odore della pioggia ma l'aria è fresca, pulita, il cielo è sereno. Abbiamo la sensazione di non volerci staccare da questo posto incantato. Si rivolgono a noi con poche parole di italiano per chiederci se conosciamo la zona, se sappiamo dove andare. Ma i loro sguardi sono più espliciti. Dimostrano di gradire la nostra compagnia, di voler continuare a stare insieme, di aver voglia di conoscerci meglio. Decidiamo così di andare a bere qualcosa, possibilmente di caldo, in un bar affacciato sulla piazza e approfittarne per scambiare due chiacchiere. I loro nomi sono Rafael e Dolores. Entrambi studenti, provengono dagli Stati Uniti dove frequentano due università diverse. Di comune origine sud-americana, si sono incontrati in viaggio, hanno fatto amicizia e hanno deciso di proseguire insieme la vacanza. Per la loro origine, oltre all’inglese parlano entrambi spagnolo e quindi non è difficile capirci. Ci dicono che tra di loro si è rapidamente instaurato un rapporto di grande intimità che li ha portati ad amarsi ma non vogliono sentirsi legati, non hanno necessità di immaginare un futuro insieme. Per ora cercano di trarre il massimo piacere accompagnandosi nella vacanza che stanno trascorrendo.
Lo stato di euforia, di eccitazione che avevamo al momento in cui ci siamo incontrati è ancora vivo e ci aiuta ad entrare in confidenza. Ma allo stesso tempo abbiamo poca voglia di parlare di noi, della vita reale. Condividiamo una sensazione irreale, di sospensione, in cui tutto è bello, positivo, ogni cosa lecita. Beviamo un punch bollente e ricco di alcool, una bevanda dolce che scende rapidamente nella gola lasciando una traccia di profumo. Ridiamo per ogni cosa e non smettiamo di guardarci. Con i capelli ed i vestiti ancora umidi, sgualciti, abbiamo un aria trasandata, come appena alzati da un letto dopo una notte d'amore. Usciti dal bar iniziamo a passeggiare su una strada che porta fuori dal paese. Non abbiamo una meta, godiamo dell’aria pulita e del paesaggio di campagna al tramonto. Io cammino stringendoti con un braccio intorno alla vita, Dolores e Rafael sono abbracciati. Camminiamo vicini e non smettiamo un attimo di guardarci. Con il braccio intorno al collo di Dolores, Rafael le accarezza un seno attraverso la stoffa ancora umida della canottiera. Mi accorgo che il capezzolo della ragazza è teso, eccitato dalla mano che lo sfiora. Ogni tanto Dolores china il capo sulla spalla di Rafael per baciarlo sul collo. La sua figura è snella, con pantaloni aderenti che lasciano vedere la forma di un culetto che mi attrae. L’ombelico scoperto consente di vedere la pelle scura, abbronzata, lucente. I capelli sono neri e lunghi, sulle spalle. Io ti accarezzo un fianco, sollevandoti la maglietta, e noto lo sguardo dei due ragazzi sulla tua pelle. Non si lasciano sfuggire nemmeno il gesto con cui la mia mano scende ad accarezzarti le natiche e quando tu, stringendoti a me, ricambi la carezza sotto la mia maglietta. La tua gonna leggera ti scopre le gambe e mi trasmetti i brividi della tua pelle. Sentiamo il desiderio di Rafael, certamente vorrebbe vedere il tuo corpo e mi rendo conto che non sarei geloso di offrirti a lui. Dolores sembra condividere il desiderio, senza alcuna gelosia nemmeno da parte sua. Ad un tratto la sua mano scende ad accarezzare il pene del ragazzo, attraverso la stoffa dei pantaloni, ed il gesto è sfacciato, senza pudore, certamente provocatorio mentre i loro occhi sono fissi nei nostri. L’atmosfera è tornata ad essere fortemente sensuale ed è magnifica la naturalezza con cui ci sentiamo liberi di desiderarci. Nel cielo senza nuvole il sole ormai tramontato ha lasciato posto alle stelle ancora pallide per il chiarore che persiste. L'aria è tornata tiepida. Il paesaggio di campagna va sfumando al calare della luce e godiamo della sensazione di essere in un luogo nuovo, dove nessuno ci conosce, in compagnia di nuovi amici con cui sentiamo di condividere l’emozione del momento. È straordinario passeggiare senza meta, senza limiti di tempo, senza impegni.
Mentre camminiamo, incontriamo una trattoria e decidiamo di fermarci per mangiare e bere qualcosa insieme. L’ambiente che ci accoglie è buio, il temporale ha fatto andare via l’elettricità ed il locale, pressoché vuoto, è illuminato soltanto da qualche candela. L’atmosfera è molto romantica ma temiamo che non possano ospitarci. Per fortuna il proprietario ci invita lo stesso a fermarci in attesa del ritorno della luce. Scegliamo di occupare un piccolo tavolo tondo, un pò nascosto, illuminato da una sola candela profumata. La dolcezza della circostanza ha favorito ulteriormente il senso di intimità e abbiamo piacere di stare vicini. Arriva subito del vino che beviamo golosi. Continuano le chiacchiere, i giochi, gli sguardi che ben presto si uniscono ad apprezzamenti espliciti ed a carezze. Le mani si sfiorano sul tavolo e le gambe si accostano sotto di esso. In questa situazione imprevista ci sentiamo liberi, la gelosia ed il senso di possesso non ci appartengono. Abbiamo voglia di vivere questo momento che sentiamo unico. Ti guardo e mi sorprende l’espressione del tuo viso, i tuoi occhi, le tue labbra. Mostrano dei fremiti, si tirano sui denti, non riesci a nascondere una forte eccitazione che mi sorprende. Ci siamo seduti in modo da essere di fronte Rafael ed io, mentre tu sei seduta alla mia destra e Dolores a sinistra. La tua espressione mi eccita e abbasso una mano per accarezzarti una gamba. Immediatamente la tua mano si impadronisce della mia e dapprima la ferma sul ginocchio, poi, come ripensandoci, la trascina più in alto, verso il pube. Immagino che tu voglia essere accarezzata, invece vuoi farmi sentire la mano di Rafael che, affondata tra le tue gambe, ti sta accarezzando sopra lo slip. La prima sensazione è di sorpresa, e forse anche di imbarazzo nel rendermi conto della disponibilità che stai mostrando, ma il tuo gesto è un invito a lasciarmi coinvolgere che non rifiuto. Così le mie dita si intrecciano alle sue e, scostando insieme il tessuto leggero della mutandina, ti accarezziamo sulla pelle e tra le labbra della vagina, dove incontriamo l’umore che già bagna le tue cosce. Poi, io da una parte e Rafael dall’altra, tirando il bordo dello slip ti facciamo capire che abbiamo voglia di sfilarlo e tu ci aiuti sollevandoti sulla sedia. L’operazione non sfugge a Dolores che tiene gli occhi fissi nei tuoi. Quando vede che mi chino a raccogliere il tuo slip sfilandolo dai piedi e lo stringo in mano, come un trofeo, bagnato e profumato, sorride, me lo sfila dalle dita e lo avvicina alle sue labbra. Lo trattiene un pò e poi lo offre a Rafael che ripete lo stesso gesto. Le mani tornano tra le tue gambe, libere ora di accarezzarti. Lascio che sia Rafael a masturbarti, mentre la mia mano circonda la sua. Anche Dolores vuole partecipare: allungando una gamba sfiora col piede nudo la tua pelle, poi preme sul tuo sesso, unendosi alle nostre mani. Non interrompiamo la carezza fino a quando non ci accorgiamo che stai godendo, pur se cerchi di trattenere i gemiti più forti. Solo quando ti sentiamo soddisfatta ti lasciamo libera. Rafael, ritraendo la mano, la avvicina a Dolores che la stringe e la porta verso la sua bocca. La bacia, sulla punta di ogni dito, la lambisce con la lingua per sentire il tuo sapore mentre continua a guardarti, spudoratamente. Il tuo sguardo, sazio, mostra la gioia di aver condiviso con noi il piacere. L’eccitazione di tutti è molto forte. Uniamo le mani sulla tavola e ci sorridiamo. Mi dici sottovoce, ma senza impedire agli altri di sentirti, che avresti voglia di prendere in bocca un sesso, qui, sotto la tavola, e mentre lo dici la tua mano si poggia sulle mie gambe, e forse anche su quelle di Rafael, a cercare la tensione sotto la stoffa. L'arrivo dei piatti di pasta fumante ci costringere però ad interrompere il nostro gioco, desiderosi di riprenderlo ben presto.
Divorata la pasta, in attesa del secondo piatto, mi alzo per andare alla toilette, dall'altra parte del giardino del ristorante. Mentre ancora mi sto lavando le mani, la porta dell'antibagno si apre ed entra Dolores che richiude la porta alle sue spalle. Non mi dà nemmeno il tempo di rendermi conto di cosa stia accadendo che mi abbraccia e incolla la sua bocca alla mia. Il suo sapore è fresco, la sua lingua molto mobile mi accarezza in profondità. Sento che la sua eccitazione è prepotente. Mentre un braccio mi impedisce di abbandonare le sue labbra, con l’altro mi prende una mano e mi invita ad accarezzarla. Le stringo un seno, prima sulla stoffa, poi sollevandole la canottiera. Mi attardo sul capezzolo che vorrei baciare, ma le sue labbra non mi lasciano libero. Poi scendo sulla pelle della vita, sui fianchi e più in basso, sulla stoffa sottile dei pantaloni attillati, a carezzarle le cosce, le natiche, il pube. La ragazza allarga leggermente le gambe e mi lascia continuare per poco, con la mano appoggiata sul suo sesso, poi riprende la mia mano impedendomi di accarezzarla oltre. Rimango ad assaporare la sensazione che ho provato, che mi ha permesso di accorgermi che il suo sesso è nudo, senza slip, sotto la stoffa dei pantaloni. Ma c’è dell’altro che ho notato, una particolare morbidezza del pube, estremamente liscio, che consente di apprezzare ogni particolare, la forma delle labbra della vagina, un pò dischiuse, e il profilo del clitoride, eccitato. Mentre Dolores continua a tenermi stretto sento che sta compiendo dei movimenti con la mano. Sento aprirsi una cerniera e intuisco che sta denudandosi, abbassando i pantaloni sulle gambe. Vorrei guardarla ma lei me lo impedisce. Quando libera la mia mano torno ad accarezzarla e posso così accorgermi che il suo pube è completamente rasato, con la pelle morbida e liscia, anche se calda ed umida. Anche questa carezza è rapidamente interrotta, come se avesse voluto darmi un accenno a qualcosa che verrà. Muoio dalla voglia di guardare quella fica assolutamente nuda, che immagino esposta, offerta, rosa, in contrasto con la pelle scura, che vorrei baciare, leccare, succhiare, mordere. Mentre sono invaso da questi desideri, all’improvviso Dolores si scioglie dall’abbraccio, mi sorride, e, senza darmi il tempo di riprendermi mi invita dolcemente ad uscire mentre lei si trattiene nella toilette.
Torno al nostro tavolo, visibilmente eccitato e ti vedo distratta, con gli occhi arrossati. Rafael mi sorride e mi strizza l'occhio con complicità. Mi siedo di nuovo accanto a te, ti sfioro una guancia e poi le labbra con un bacio. La tua mano percorre il mio viso e sento sulla tua pelle un odore forte, di maschio. Immediatamente intuisco che anche voi avete trovato un modo per ingannare l'attesa e immagino che tu abbia soddisfatto con Rafael la voglia che avevi espresso. Una mia mano scende tra le tue cosce, le forza per divaricarle senza trovare resistenza, la tua vagina è ancora gonfia e bagnata. Avvicini la bocca al mio orecchio e mi racconti di averlo baciato, fino a farlo venire tra le tue labbra. Sono felice di quanto sta accadendo e, senza nessun ritegno, ti bacio sulla bocca, esplorando con la lingua ogni anfratto delle tue labbra.
Ritorna anche Dolores, come se non fosse accaduto niente. Non mi stupirei se l’allontanamento di Dolores fosse stato concordato, per metterci alla prova singolarmente, per valutare il nostro livello di inibizione individuale: certamente non li abbiamo delusi! Divoriamo il secondo piatto e beviamo del vino senza più la forza di parlare, ognuno preso nei suoi pensieri e nei suoi desideri. Un gelato ed il conto e siamo pronti ad uscire.
Facciamo due passi ancora sulla strada in campagna ma è ormai tardi e bisogna decidere il da farsi. I ragazzi sono nella zona da qualche giorno e hanno affittato un piccolo appartamento, in una fattoria poco distante. Saputo che non abbiamo alcun programma, ci invitano a passare la notte con loro e accettiamo con entusiasmo.
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