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| Un grigio pomeriggio d'autunno |
Era un grigio e noioso pomeriggio d’autunno, non avrei mai pensato di passare uno dei più bei momenti della mia vita. Ho scoperto lati della mia sessualità, che non avrei mai immaginato di avere.
Eravamo in casa con una coppia di amici, anche loro fidanzati, e ad un tratto la mia ragazza mi disse: “Lory” – che sono io – “che ne dici di una pizza ? ”. Io in tutta sincerità non avevo voglia di uscire, ma la mia ragazza mi guardò fisso degli occhi e replicò ad alta voce: “Se vai subito poi ti inserisco questo nel culo” – prendendo un flacone di amuchina – “dillo pure, ormai lo so che ti piace!”. Io restai di ghiaccio, detto così davanti a tutti cercai di sminuire l’affermazione con un sorriso sarcastico, come a dire: “ma scherzi?”, ma lei continuò dicendo: “sai quando lo fai, io ti spio sempre e non ti nascondo che mi ecciti da morire”.
In quel momento voltai lo sguardo verso l’altra coppia, che sembrava guardarmi per niente stupita, anzi il mio amico prendendo la situazione in mano mi disse: “guarda che se siamo qui è per questo motivo”. “Io non capisco cosa stiate dicendo” – replicai, quando vidi la mia ragazza che giocherellando con un barattolo di schiuma da barba tra le mani si diresse verso il mio amico, porgendoglielo, poi entrando in bagno la vedo cercare sulla mensola sopra la vasca il flacone dell’amuchina.
La ragazza del mio amico allora mi si avvicinò, come a volermi baciare, e mi disse: “ guarda che quello che faranno a te sarà fatto anche a me” – e passandosi la lingua sulle labbra, inumidendosele con abbondante saliva, mi baciò.
Non vi nascondo che quello che dicevano era vero, molte volte all’insaputa della mia ragazza, mi masturbavo in bagno dilatando il mio orifizio anale, sono arrivato anche al punto in cui riuscivo ad infilarmi il famoso flacone dell’amuchina ed una volta direttamente il flacone della schiuma da barba, molte volte mi eccitavo all’inizio della pratica di dilatamento, ad inserirci un fusto di scopa e leccarlo fino a pulirlo perfettamente dopo che uscendo era sporco delle mie feci, si, ho praticato anche la coprofagia e non vi nascondo che molte volte raccogliendo le mie feci un una mano, mi eccitavo spalmandole sul mio corpo e mangiandole a pieni bocconi, come fossero cibo prelibato e poi, avendo preventivamente orinato in una coppa, mi dissetavo bevendola anche tutta in un sorso.
Riprendendo il discorso, il mio amico mi si avvicinò e dicendomi che non mi avrebbe fatto male, più di quanto io non avessi già fatto al mio povero culo, mi ordinò di spogliarmi. Lì per lì, tentai di dissuaderlo da quell’idea, ma la mia ragazza e la sua, si avvicinarono e con un fare arrapantissimo mi sbottonarono pantaloni e camicia, fino a spogliarmi in pochi secondi; allora ormai quasi disinibito, iniziai ad eccitarmi e non vi nascondo che se il mio amico avesse avuto intenzione di sodomizzarmi, non mi sarebbe dispiaciuto affatto.
Intanto le due donne iniziarono a leccarmi dappertutto, la ragazza del mio amico mi strattonò facendomi mettere a pancia in giù, e mettendosi a cavalcioni su di me, mi allargò le natiche, mostrando a tutti il mio buco non del tutto stretto, e cominciò a leccarmelo, portando la lingua all’interno del buco e facendola volteggiare inumidendolo ben bene. La mia ragazza ormai eccitatissima, mi si piazzò davanti con la sua figa, ormai bagnatissima che grondava umori, e mi disse, con fare autoritario, di leccarla e succhiare tutto ciò che ne sarebbe uscito e che se avrei fatto cadere qualcosa mi avrebbe fatto seriamente male. A quel punto, sentendo la mi a ragazza parlarmi a quella maniera, mi eccitai enormemente, non l’avevo mai sentita così prima d’allora ma comunque non capivo cosa potevo in quel momento sprecare, quando mentre leccavo i suoi umori deliziosi, sentii come un retrogusto salaticcio sulla mia lingua e capii all’improvviso che stava iniziano a pisciarmi in bocca, io allora iniziai a succhiare e deglutire il piscio della mia ragazza più che potevo, per non farne cadere per terra neanche una goccia. Appena ebbe finito di farmi bere il suo piscio, il mio amico scostò la mia ragazza, mi ficcò in bocca il suo cazzo, ancora moscio ma enorme e iniziò a pisciare anche lui nella mia bocca; senza indugio succhiai a più non posso anche il suo pisello che emanava un gettito enorme di piscio direttamente nella mia gola. Quando ebbe finito, la mia ragazza mi si avvicino e prese a baciarmi dimenando la sua lingua come una forsennata, forse per assaporare e condividere con me il gusto di piscio che ormai aveva occupato la mia bocca, quando mi afferra la testa tra le sue mani, e tenendomi con forza allunga la sua lingua fino a farmela arrivare in gola; io non riesco a trattenere ed un piccolo rigurgito esce dalla mia gola, già provata dal gusto acidulo di due pisciate bevute una dopo l’altra, che lei provvede a farselo scivolare nella bocca. Staccando, poi, le sue labbra dalle mie, con l’indice la vedo che si rimette in bocca un rivolo del mio vomito che le stava cadendo e poi ingoiò tutto.
Quasi all’improvviso, senza avere nemmeno il tempo di sorprendermi del comportamento della mia ragazza, sentii un dolore lancinante allo sfintere che veniva trafitto dal pisello enorme e ormai durissimo del mio amico, ringraziai mentalmente la sua ragazza che fino ad allora, aveva provveduto a leccarmi e dilatarmi con qualche dito lo sfintere.
Mentre stantuffava come un forsennato, ricordo che mi a ragazza proprio sotto i miei occhi, insalivava il flacone dell’amuchina e spalmava con un amano la saliva sulla parte esterna, quando ad un certo punto, facendomi un occhiolino se lo ficcò nella figa che lo accolse con fatica, tanto che notai subito una lacrima sul viso della mia ragazza che denotava il dolore provato in quel momento, ma lei spinse ancora con più forza e quando capì che non le sarebbe entrato procedendo in quel modo, invece di fermarsi, poggiò il flacone per terra e le salì sopra, a quel punto il flacone le si infilzò nella figa, quasi dilaniandola, tanto che le uscì del sangue. Io non riuscivo a muovermi dalla goduria che mi arrecava il cazzone enorme del mio amico che ormai asciutto, mi stava lacerando le pareti dello sfintere, quando vedo la ragazza del mio amico che avvicinandosi alla mia, la spinge per terra facendole poggiare la schiena sul pavimento e divaricandole le gambe, da cui spuntava il flacone dell’amichina ormai insanguinato, inizia a leccare ed ingoiare attorno alle pareti del flacone tutto il sangue fuoriuscito, poi prendendo con tutte e due le mani il flacone inizia a stantuffarla senza pietà. Io guardavo impotente il volto della mia ragazza pieno di lacrime che però non si scostava neppure di un millimetro per il modo in cui stava godendo, in quel momento capii perfettamente che la mia ragazza era una troia e come tale la avrei sfondata senza alcun ritegno e che io ero un maiale finocchio e che mi sarei prestato a qualunque gioco, per sadico che sia.
In quel momento, paralizzato dal dolore e dalla goduria che mi arrecava il cazzo del mio amico che continuava senza sosta ad incularmi, avevo davanti l’immagine paradisiaca del culo della ragazza del mio amico che continuava ad infilzare la mia, quando, d’improvviso la mia ragazza si accasciò per terra a gambe divaricate, forse perché avrebbe provato dolore nel chiuderle, quasi sfinita e l’altra smettendo di stantuffare, avvicinò il suo culo alla mia faccia dicendomi: “apri la bocca !” – con un tono autoritario. Io, ormai disarme, aprii la bocca senza indugiare, quando, quasi subitaneamente me la riempì di merda caldissima, a quel punto non riescii ad ingoiare tutti i suoi escrementi e restai con la bocca piena della sua cacca; lei si girò e vedendomi in quello stato, rivolgendosi alla mia ragazza le ordinò di aiutarmi ad ingioiare la merda che ancora restava nella mia bocca piena. La mia ragazza prese a baciarmi e nel mentre mi risucchiava, aiutandosi con la lingua, grossi pezzi di merda dalla mia bocca, ingoiandoli dopo averi masticati per bene. A quel punto iniziammo la limonare come forsennati facendo strisciare le nostre lingue dappertutto nelle due bocche, per assaporare a pieno il gusto di merda che ormai si era diffuso.
Il mio amico che fino ad allora era stato lì ad incularmi, gettando un urlo di godimento, ci fece capire che stava venendo in quell’istante nel mio culo, ormai sporco delle mie feci che il suo enorme cazzone aveva provveduto, col suo entrare ed uscire, a spalmare dappertutto in mezzo alle mie natiche.
Ricordo la sensazione di dolore che mi provocò quando estrasse il pisello dallo sfintere ormai lacerato, fu quasi paradisiaco nel momento in cui liberato il mio buco da quella trave, me lo tenne ben largo inserendoci tre dita di una mano e tre dita dell’altra e con forza tentò di allargare ancora di più il mio sfintere che rispondeva alle sollecitazioni imposte quasi senza alcun problema, allora la sua ragazza, posizionandosi con la bocca sul mi o buco dilatatissimo, iniziò a succhiare con gran forza ed ingoiare quella mistura che si era formata, composta da merda, sangue e dalla grande quatità di sborra calda appena scaricata dal mio amico.
Quando ebbe finito di succhiare tutto prese il flacone di amuchina e mentre il ragazzo mi teneva ben largo il buco del culo, me lo infilò; con mio grande stupore notai che non mi fece tanto male, visto che a quel punto il mio larghissimo buco poteva ospitare ben altro che quel flacone. La stessa sensazione la ebbe anche lei, che vista la mia indifferenza a quella maestosa inserzione, pensò di inserirci anche una mano. A quel punto sentendo in dolore lancinante, lanciai un urlo di dolore, ma il mio amico, posizionatosi davanti a me col suo cazzone, mi zittì con uno schiaffo ben assestato e poi infilandomi il suo grozzo pene nella mia bocca marrognola di merda. Io allora paralizzato dal dolore e dalla goduria infinita, incominciai a succhiare il suo cazzo ricoperto della merda, non vi nascondo con gran gusto, mentre la sua ragazza mi dilaniava il mio buco del culo, ogni tanto sputandoci su per facilitare l’ingresso del flacone e della sua mano destra che fece entrare quasi fino all’avambraccio. Tutta questa pratica durò per quasi dieci minuti intensissimi, fino a quando il mio amico venendomi nella bocca mi ordinò di non ingoiare il suo sperma ma di trattenerlo nella bocca.
Quando la sua sborra mi riempì quasi la bocca, regalandomi una sensazione dolciastra rispetto a quella della merda, avvicinò il suo viso al mio e mi chiese di passargli lo sperma nella sua bocca,
io a quell’ordine, un po’ insolito, rimasi di ghiaccio, non avevo mai baciato un’uomo prima di allora, ma lui vedendo la mia resistenza alla sua richiesta, mi ficcò due dita in bocca facendomele arrivare in gola ed iniziò a spingere con forza fino a farmi vomitare. A quel punto istintivamente abbassai la testa per far cadere il mio vomito in terra ma lui si sdraiò per terra supino, io vedevo il suo viso sotto il mio che mi guardava al contrario, non ebbi il tempo di scostarmi che lo inondai di vomito marroncino, supposi fosse un misto di parecchie sostanze tra cui la merda della sua ragazza, il piscio ingoiato e la sua sborra insieme. Il mio amico aprì di scatto la sua bocca e cominciò ad ingoiare tutto e non si fermò fino a che non finii di vomitare come fosse stato un frappè al gusto di caffè, ricordo solamente la sua espressione quasi estasiata mentre ingoiavo il mio vomito.
A quel punto capii che avrei potuto osare anch’io, mi alzai da terra e, quasi stordito, mi avvicinai alla mia ragazza ancora stravolta per terra a gambe divaricate, dopo averle leccato e succhiato la figa, posizionai il mio culo sulla sua faccia e le dissi: “ visto che ti eccita così tanto la cosa, ora ci penso io!” - e con uno sforzo addominale,le feci cadere un pezzo di cacca nella bocca, nel frattempo il miei due amici erano intenti a scambiarsi lunge leccate che sapevano ormai di qualunque cosa, mi voltai verso la mia ragazza e la vidi masticare e rigirare nella sua bocca quel mio pezzo di cacca appena sfornata fino a quando la deglutì definitivamente, allora decisi di essere più cattivo nei suoi confronti, e avvertendola che non sarei stato per la seconda volta così gentile, presi la sua faccia, la portai al mio culo ed iniziai a defecare nella sua bocca un quantità enorme di merda, non curandomi se la puttana potesse soffocare, ricordo che la sentivo solamente ogni tanto ansimare e che le sue labbra mi davano la sensazione di una leccata, ma io sapevo che stavano facilitando l’entrata dell mia merda nella sua bocca. Quando finii di defecarle in bocca mi girai e con mi o grande stupore vidi la mia donna che con un dito si infilava un piccolo pezzo di cacca attaccata sul mento in bocca, a quel punto la baciai con forza e senza dirle nulla volli provare la sensazione di inghiottire il suo vomito, le infilai due dita in gola e spingendole sempre più giù, le provocai un enorme rigurgito, allora come in un bacio appassionato, attaccai le mie labbra a ventosa con le sue ed iniziai ad ingoiare con gran piacere qualsiasi cosa in quel momento mi cadesse in bocca.
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