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TrioIL NOSTRO PRIMO INCONTROLA DONNA DEL MISTEROMia zia scopata dal bagnino (2)l'amico di mia figlia - cane81non pensavo mi piacesseconviene veramente vendere una casa???ora sempre senza mutandine
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Un Angioletto Con Due Corna Cosė
Scritta da: AdminPB (1)

Eravamo rimasti in sei. Io, la mia ragazza Sonia, e quattro amici miei: Cristiano, Luciano, Carmine e Nicola.
Forse sarebbe meglio dire che eravamo rimasti in "5 e mezzo". Io, in realtà, non mi reggevo quasi in piedi per via dell'alcol. Ci trovavamo a casa di Carmine, dove fino a poco prima si era tenuta una grande festa.
Era stato tutto molto divertente. Un sacco di gente, grandi risate, grandi bevute. Poi, lentamente, le persone avevano cominciato ad andar via ed eravamo rimasti soltanto noi.
Sedevamo tutti quanti ad un tavolino, mentre nella tv accesa era in onda un telefilm che nessuno guardava.
"Accidenti, come sto", borbottai. "Era da tanto che non prendevo una botta simile. E' incredibile quanto mi giri la testa".
"Ecco, bravo, così impari a bere così tanto! Non sai proprio regolarti!" mi rimbeccò la mia dolce metà, per nulla a disagio dall'essere l'unica femmina rimasta. Gli altri ridacchiarono.
"Hai ragione, Sonia", convenni e mi allungai a darle un bacio sul naso. "Che ne dici se ora andiamo a casa anche noi? Una bella dormita mi rimetterà in sesto".
"Mica sarai così pazzo da voler guidare in questo stato!" mi rimproverò Carmine. "Che diamine, non ti lascio certo andar via così. Non sei in condizioni di metterti al volante".
"Ha ragione", convenne Sonia. "E anch'io ho un po' bevuto, non posso certo guidare". In realtà non aveva bevuto un solo bicchiere, ma di notte non aveva mai voglia di mettersi al volante.
"Mmmm..." feci pensieroso. "Non è poi molta strada da qui a casa. In pochi minuti ci arriviamo. Se vado piano..."
"Non pensarci nemmeno" m'interruppe Carmine. "Sei un mio amico e non voglio che rischi inutilmente. Perchè non vai a sdraiarti un po' in camera mia? Ti fai una bella dormita e poi tu e Sonia tornate a casa domattina. Tanto domani è domenica e non credo che tu abbia particolari impegni".
"Non ne ho", ammisi. "Ma non vorrei abusare della tua ospitalità..."
"Figurati! Per un amico questo e altro!"
"Preferirei comunque tornare a casa..."
"Ha ragione Carmine", disse Sonia. "Dormiamo qui per stasera, se è vero che non gli diamo disturbo, e domani torniamo a casa tranquilli. E lucidi, soprattutto".
"Be'..."
"Fai come ti dico", ribadì il padrone di casa.
"Sì, è meglio" dissero all'unisono Cristiano, Nicola e Luciano.
"Okay, mi avete convinto. Ma solo se sei sicuro che non disturbo".
"Ancora con questa storia?" esclamò Carmine. "Dai, ti mostro la stanza!"
Mi alzai sulle gambe incerte.
"Sonia, tu non vieni?"
"No, amore" mi rispose. "Non ho sonno, ancora. Resto un po' qui a chiacchierare con loro. Ti raggiungo più tardi".
"Va bene, tesoro. Ma credo che mi troverai nel mondo dei sogni".
Mi chinai e la baciai sulle labbra, poi mi incamminai dietro Carmine. Lo seguii lungo il corridoio barcollando, fino a raggiungere la camera da letto.
"Spero sia abbastanza comodo", disse Carmine.
"Oh, lo sarà di certo", risposi sedendomi. "Sei davvero gentile".
"Di nulla" fece lui uscendo dalla stanza e chiudendo la porta.
Poi precipitai nel sonno.

Mi svegliai con un grande bisogno di orinare. Accesi la luce e guardai l'orologio. Era passata soltanto un'oretta da quando mi ero coricato. Era ancora notte fonda, dunque, e Sonia era evidentemente ancora in piedi.
"Maledetta vescica" dissi tra me alzandomi. "Guarda che roba. Se non fosse per questo maledetto bisogno di far pipì starei ancora dormendo..."
La testa mi faceva un male fottuto. Imbottito com'ero di vino, birra e chissà cos'altro, non potevo certo prendere medicinali. Accidenti.
Attento a non inciampare, ancora stordito, raggiunsi il bagno, che fortunatamente si trovava vicinissimo alla stanza in cui stavo riposando.
"Chissà cosa stanno facendo gli altri", pensai mentre pisciavo. "Saranno tutti sul divano a vedere un film e ora saranno mezzo addormentati anche loro..."
Quando ebbi finito, uscii dal bagno e decisi di andare a vedere. "Magari mi faccio un caffè", pensai. "Che mi tira su".
Non si sentivano più le loro voci. Evidentemente non erano più in cucina.
Infatti la stanza era vuota.
"Ma dove sono?" mi chiesi, poi sentii un vociferare provenire dal soggiorno.
"Come immaginavo", pensai. "Saranno lì, sul divano, a guardarsi un film..."
Ma quando arrivai sulla soglia del soggiorno, la scena che mi si presentò agli occhi mi fece scordare persino il mal di testa. Per poco non cacciai un gridolino di sorpresa.
Su una cosa avevo visto giusto: erano tutti sul divano.
Ma non stavano vedendo un film.


Sonia, seduta al centro, stava masturbando i due che aveva a lato, Carmine e Nicola, mentre gli altri due se lo menavano lentamente osservando rapiti la scena.
"Non è possibile", mi dissi stropicciandomi gli occhi. "Non è possibile. Sto ancora sognando". Mi diedi un pizzicotto. Non era un sogno, purtroppo.
Cosa cazzo stava succedendo? La mia ragazza teneva in mano i cazzi di due miei amici, fissandoli con un'espressione estasiata! Non riuscivo a crederci.
Fui sul punto di irrompere nella stanza quando Sonia si mosse.
Si alzò, si girò e s'inginocchiò davanti ai quattro. Li masturbava due per volta, mentre gli altri la fissavano arrapatissimi.
"Sei bravissima", disse Carmine. "Hai delle mani stupende. E il cornuto, di là, se la dorme..."
Sonia ridacchiò. "E' vero" aggiunse. "Sono andata a controllarlo venti minuti fa. Dorme come un angioletto... un angioletto con due corna grosse così"
Risero tutti.
"E io qua a giocare coi vostri cazzoni..."
Ero paralizzato. Non mi sarei aspettato mai nulla del genere dai miei amici... né tantomeno da quella troia di Sonia! E pensare che la credevo una santa!
"Sonia, posso toccarti le tette?" chiese Carmine. Lei, che intanto stava masturbando con foga Nicola, acconsentì contenta.
Il porco le infilò una mano nella scollatura, subito imitato dagli altri.
"Piano ragazzi", disse lei, "fate i bravi, siate delicati..."
Neanche per sogno. I maiali la palpavano con foga. In breve le sfilarono la maglietta e le slacciarono il reggiseno. Mentre lei era intenta a masturbare Cristiano e Luciano, Carmine e Nicola, inginocchiati accanto a lei, le leccavano e succhiavano le tette.
"Sei proprio sorca", disse Carmine infilandole la lingua in bocca, mentre lei continuava il lavoro di mano sui due bastardi. Pomiciarono come due porci per qualche minuto. Quando si staccarono, Carmine disse:
"Mi sei sempre piaciuta, Hai quell'aria da maiala che mi fa impazzire. Non sai quanto ti ho desiderata... Ma dimmi, è la prima volta che tradisci il tuo ragazzo?"
"A dir la verità no" disse lei mentre con una mano passava a masturbare Nicola e con l'altra massaggiava i coglioni dell'estasiato Luciano. "Mi sono scopata già due ragazzi che vengono in palestra con me... ad uno ho persino dato il culo. Poi ho fatto un pompino ad un mio vecchio amico, giusto l'altra settimana... con l'ingoio, naturalmente..."
"Un pompino!" esclamò Nicola. "Perchè non lo fai anche a noi?"
"Ragazzi, i patti erano diversi... vi avevo promesso solo una sega ciascuno..."
"Per favore..."
"No no... se vuole, lo faccio a Carmine che è il padrone di casa... voi vi godete lo spettacolo, maialini..."
"Non è giusto!"
"... però, se fate i bravi, vi faccio venire sulle mie tette... vi va di sborrare sulle mie tettone?"
"Sì!" esclamarono in coro.
"Fate piano, fate piano", li ammonì lei. "Che sennò il cornuto si sveglia... e tu Carmine, torna sul divano, che ora te lo succhio.."
Fu un pompino lento e rumoroso. Gli altri assistevano estasiati, chi palpandola, chi leccandola, chi strusciandole il cazzo contro le tette o sulle guance. La porca mugugnava mentre succhiava. Se la stava proprio godendo, la mazza di Carmine.
Ad un tratto lui ansimò: "Sto per venire"
Per tutta risposta, lei se lo infilò ancor più in gola. Come la più consumata delle troie bevve tutto lo sperma in un sol colpo.
"Ed ora a voi, ragazzi", disse leccandosi le labbra ancora spoche. "Come promesso, potete venirmi sulle tette...."
Carmine si sdraiò sul divano, esausto, e i tre si misero in piedi davanti a Sonia. Con i cazzi in mano cominciarono a masturbarsi furiosamente.
"Su da bravi... fatemi vedere quanta ne avete in quelle palle... su... riempitemi le tette di sborra, maiali... pensate al vostro amico che è di là e dorme e voi qui a godervi la sua ragazza... siete proprio dei maialoni incorreggibili... su su... venite... riempitemi... chi viene per primo avrà un premio..."
"Che premio?" chiesero tutti e tre insieme.
"Be', diciamo che il primo potrà godersi il mio culo per una settimana, a partire da domani... mi verrà a prendere di notte e potrà incularmi per sette giorni... a patto, naturalmente, che ogni volta mi riempia per bene il culo di sborra..."
"Che troia che sei..." ansimò Nicola sborrando.
"Hai vinto!" esclamò Sonia, raccogliendo con le dita un po' di sperma e portandolo alle labbra. "Per una settimana il mio culo sarà tuo. Sempre che tu lo voglia..."
"Certo che lo voglio!"
"Bene. E ora forza, voi due, datevi da fare! Regalatemi tanta cremina..."
Dopo qualche minuto vennero anche Cristiano e Luciano. Le tette di Sonia erano ormai completamente ricoperte di sborra.
"Ora che vi ho accontentati tutti" disse lei. "Vado a darmi una lavata. Poi è meglio che vada da quel cornuto del mio ragazzo. Se dovesse svegliarsi e non mi trovasse lì..."
"Quello dorme come un ghiro stanotte" la rassicurò Carmine. "Stai tranquilla". E tutti ridacchiarono.
"Be', è comunque meglio che vada. E tu, Nicola, ricordati che hai vinto un premio..."
Attento a non far rumore tornai sui miei passi fino a raggiungere la stanza. Mi infilai nel letto ancora più stordito di quando mi ero alzato, senza sapere cosa fare.
Cosa dovevo dire a Sonia? Come potevo affrontarla? Dovevo ammettere di aver visto tutta la scena? Dovevo lasciarla? Non sapevo che fare.
Pochi minuti dopo la mia ragazza arrivò. Decisi di fingere di dormire e lei s'infilò nel letto.
Accarezzandomi la testa sussurrò:
"Dormi proprio come un angioletto...."

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