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UMILIATA ED ESPOSTA IN DISCOTECA
Scritta da: hot ariel (3)

Ho un guasto con l’auto, per fortuna non lontano dall’officina dove vado di solito. Il guasto non è però riparabile in giornata, anche perché sono prossimi alla chiusura. Il ragazzo dell’officina, Stefano, con il quale fino ad allora avevo avuto solo un rapporto da cliente, mi offre un passaggio per tornare a casa. Io accetto, mi sembra gentile, oltre che figo da morire. Dopo un quarto d’ora partiamo, lui alla guida, io seduta a fianco. Non parliamo per qualche minuto, poi io rompo il ghiaccio: “Allora, è venerdì! Fine settimana, relax….ho saputo che c’è un nuovo locale e che non è male…”. Il ragazzo mi risponde: ”Beh,… le cubiste sono molto belle…musica house, barman valido. Sì è una bella discoteca… a lei piace andare a ballare?”.” Intanto dammi pure del tu…comunque sì, non ci vado spesso ma mi diverte molto…”. In realtà sto ripensando all’ultima volta, quando il mio ragazzo mi aveva fatto bere più del dovuto e mi aveva praticamente messo in topless per la gioia dei presenti….il mattino dopo mi ero ripromessa che avrei lasciato perdere le discoteche, tanto ogni volta rimediavo una figura imbarazzante; ballare mi eccita sempre anche se non ho mai capito perché, e l’alcol di solito fa il resto.” Allora magari se stasera volesse… scusa,.. se vuoi fare un salto li’… “. E’ un invito? “Non saprei…” glisso io, lui sorride e mi guarda come se mi conoscesse bene, e ribatte:” Se mai ci vediamo lì!”... Nel frattempo siamo a casa mia, scendo, ringrazio e saluto. Ma ormai mi rode l’idea…stasera sono sola e me la spasserei volentieri, magari anche con Stefano, che prima mi ha spogliato con gli occhi tutto il tempo!. …E vada per la discoteca!! Salgo in casa, cena leggera, doccia, capelli, trucco…cosa mi metto? Pesco dall’armadio jeans stretch ricamati e un top luccicante molto scollato davanti e dietro, faccio la prova davanti allo specchio, cambio due o tre paia di scarpe finché decido scarpe rosse con tacchi alti. Mi trovo abbastanza carina, forse stasera farò la mia porca figura….porca di certo, anche perché ho deciso di non mettere né reggiseno né slip: mi segnano. Chiamo un taxi e mi faccio portare davanti al locale. C’è la fila per entrare, tanti ragazzi e ragazze che a gruppi attendono; io lì da sola mi sento un po’ a disagio ma presto scopro che le ragazze, sole o a gruppi, entrano prima. Il buttafuori mi squadra mentre gli passo a fianco; raggiungo il guardaroba dove lascio il cappotto e mi infilo nel locale. E’ praticamente circolare, su due livelli; al centro della pista una pedana su cui ballano due fighe incredibili, una bionda e una mulatta, vestite entrambe solo di un mini perizoma e un ancor più mini balconcino argento e stivali a mezza coscia anch’essi argentati. Si riescono a vedere le areole dei loro seni, splendidi come tutto il resto. Al livello superiore c’è una zona più riservata dove i salottini sono disposti intorno a una balconata che guarda alla pista sottostante. Da lì si può godere la vista dell’intero locale dall’alto, anche perché la ringhiera è in acciaio chiusa a vetro e alta poco più di un metro; riesco a vedere i divanetti, meno affollati di quanto sia il locale al piano terra. Decido di fare un giro per vedere un po’ com’è l’ambiente e, perché no, la “fauna” locale. C’è molta gente e per passare mi devo strusciare contro le persone: fa caldo, e lo sfregamento tra i corpi mentre mi faccio strada mi fa già un certo effetto. Raggiungo il bancone e prendo da bere un long-drink alla frutta. Col mio bicchiere mi sposto poco più lontano e osservo la pista: il drink finisce rapidamente, tanto è il caldo. La musica è trascinante e decido di buttarmi in pista: chissà che nella mischia non ci scappi qualche incontro. Mi metto poco lontano dal cubo dove nel frattempo le due ragazze hanno iniziato un balletto molto lesbo – chic, si accarezzano e si avvinghiano sinuosamente a tempo di musica. Ho una buona visuale dei loro culetti di marmo e, vista la mutandina ridotta, intravedo anche qualcosa di più, un di più molto ben depilato. La vista mi ipnotizza, sono rapita da quelle due e dalla naturalezza con la quale si esibiscono, come se una stesse ballando solo per l’altra. Mi ritrovo col grilletto in fiamme, mi sono eccitata e per di più mi scappa anche la pipì. A malincuore mi allontano in cerca del bagno. Percorro un corridoio illuminato a neon e trovo la toilette, unica per uomini e donne. Non c’è nessuno davanti ai lavandini in quel momento, trovo un bagno libero, entro e chiudo. Forse fare la pipì mi aiuterà a far scendere un po’ l’infoiamento del momento, anche perché non riesco a togliermi dagli occhi quelle due cubiste troiette. Mi abbasso i jeans e, resistendo alla tentazione di sgrillettarmi, mi concentro e finalmente inizio a pisciare, rilassandomi un po’. Mentre mi asciugo accuratamente la patata, mi accorgo che è entrato qualcuno, sento delle risatine femminili. Sto tirando su i jeans quando sento una voce maschile dire distintamente: “Adesso ciucciamelo!”. Rimango un attimo interdetta, poi decido che la curiosità è troppa e socchiudo lentamente la porta, sperando di non essere notata: voglio proprio vedere cosa succede. Accucciata c’è una ragazza bruna che lecca un cazzo mezzo in tiro, il cui proprietario è…Stefano, il meccanico. Lui le prende la testa e la guida a prenderglielo in bocca, dandole il ritmo; la incalza: “Dai, ingoialo, bella puttanella. Così impari a provocarmi…dai, toccami le palle”. E’ una bella scena, e me la godo. Ha un bell’attrezzo davvero e la tipa ci si impegna, probabilmente se lo infila fino in gola, vista l’energia con la quale pompa. Stefano la guarda con aria goduta, forse ancor più eccitato dal fatto che a lei, stando accovacciata a gambe larghe davanti a lui, la minigonna sia salita sopra i fianchi mostrando completamente figa e culo fasciate in mutandine davvero trasparenti. Il ritmo del pompino aumenta, finché lui la fa staccare e le sborra in faccia insozzandole viso e capelli mentre lei apre la bocca cercando di acchiappare qualche goccia da assaporare. Naturalmente la mia figa è un lago, ci metto sopra la mano e stringo, la situazione mi ha fatto di nuovo salire l’eccitazione a mille. Il porco per finire l’opera si pulisce la cappella sui capelli di lei, si ricompone e la lascia lì; lei ha l’aria strafatta e mentre tenta di darsi una ripulita su un lavandino inizia a singhiozzare convulsamente e si chiude in bagno, il che da a me modo di venire fuori. Non ci sono dubbi, quel Stefano è stato proprio stronzo ad approfittarsene così, visto che la ragazza non sembrava molto in sé. Tuttavia, qualcosa mi dice di seguirlo e vedere dove va…e mi viene voglia anche di vedere se mi nota. Mi ha eccitato coi suoi modi grezzi, scatenandomi il desiderio di finirgli sotto anch’io. Comunque chi l’avrebbe detto, lui, con quell’aria così carina e solerte… Ritorno nel locale e inizio la ricerca; qualcuno mi tocca le spalle: Stefano con un altro ragazzo mi saluta: “Ciao, allora sei venuta!”. Sorrido e senza riflettere dico: “Veramente ti cercavo…” – “Ah, si? Come mai?”. Non potevo dirgli quello che avevo visto in bagno e quindi rispondo:”Così, cercavo una faccia amica…”. L’altro ragazzo, vistosamente alticcio, esordisce: “Una bella figa come te ne avrà tanti di amici! Posso esserlo anch’io?”. Finisce in risate; Stefano mi fa segno di seguirlo mentre ci dirigiamo tutti e tre al piano superiore. Ci sediamo in uno dei salottini che avevo notato prima dal piano di sotto, passa un ragazzo a prendere le ordinazioni. Stefano non mi chiede niente, ma prende direttamente tre cuba libre, che arrivano poco dopo; li scoliamo in fretta ed eccone subito altri tre. Intanto si chiacchiera del più e del meno, io bevo e più che altro ascolto loro due. La mia testa intanto si fa più leggera. I loro occhi mi stanno chiaramente facendo i raggi x, e quando il dj mette qualcosa che mi piace, mi alzo in piedi e inizio a muovermi davanti a loro sensualmente; i due mi osservano e poco dopo si alzano anche loro mettendosi a ballare uno davanti e l’altro dietro di me, sempre più vicini. L’amico (Alex) ad un tratto da dietro mi prende le braccia facendomele tenere strette lungo il corpo; quasi contemporaneamente Stefano mi mette le mani sulle tette e mi ci dà una strizzata attraverso la stoffa sottile e morbida del top; rimango paralizzata mentre, dopo avermele impastate per qualche secondo indurendomi i capezzoli, mi allarga la scollatura, strappandola e facendo saltare fuori le mie bocce. Me le fa ballonzolare mettendoci le mani sotto…la situazione è eccitante e imbarazzante allo stesso tempo: nei divanetti circostanti c’è gente, ma non riesco a capire se ci stiano guardando o meno. Stefano va avanti per la sua strada, che lo porta ad afferrarmi per i fianchi, palpandomi il culo mentre mi caccia anche la lingua in bocca. Alex intanto mi molla le braccia e continua lui con le tette, girandomi i capezzoli con le dita. A un certo punto mi si infila una mano da dietro nei jeans, che sembra cercare qualcosa, probabilmente il bordo di un perizoma…che però non c’è! Stefano se ne rende conto e questo lo fa impazzire. Si stacca dalla mia bocca, sibilando: “Vacca!” e fissa lo sguardo sul bottone dei miei pantaloni. “No, non farlo, NON QUI, ti prego…” sto gemendo ma lo fa solo eccitare di più. Si mette ad aprirmi i pantaloni, e il mio divincolarmi forsennato non serve a niente, se non a farmi ballare su e giù le tette davanti al suo naso e a far scendere più velocemente giù i pantaloni. Passati due secondi ho i jeans alle ginocchia, il top squarciato, le guance in fiamme e la figa fradicia. Ho smesso di protestare, tanto non serve a niente: mi accorgo che tutto intorno è pieno di gente che, nella più candida delle ipotesi sta pomiciando.. non verranno certo a salvare me! E poi me la sono cercata un po’.. tanto vale godersela fino in fondo. Provo a sorridere…Alex si ributta sul divanetto e libera il cazzo dai pantaloni. Mi piego a novanta e inizio a succhiarglielo, mettendo così bene in vista per Stefano i miei buchi.. che scelga con cosa vuole cominciare. Sento due dita passare sul grilletto e rapidamente nella figa, cercando di allargarla, poi le dita sono tre o quattro. Sto impazzendo dal piacere, faccio fatica a continuare il pompino e infatti Alex insultandomi, mi spinge la testa giù facendomi puntare il suo uccello in gola. Devo succhiare meglio, devo leccare i coglioni, o non lascerà la presa sui miei capelli. Stefano toglie le dita, sento dopo un secondo qualcosa di freddo entrarmi dentro: mi si mozza il fiato e ho di nuovo paura….cosa diavolo?!…. Cazzo! Mi ci ha infilato una delle bottigliette di Coca vuote che c’erano sul tavolino… inizia e pomparla e io godo, godo, godo…e per poco non mordo a sangue il cazzo di Alex, che, forse per la sorpresa della stretta dei miei denti, sborra improvvisamente ma non molla la presa sui miei capelli costringendomi a ingoiare. Solo quando ho mandato giù tutto mi molla e io mi sposto su un lato, sfilandomi anche quell’improvvisato cazzo di vetro, e buttandomi rannicchiata sul divanetto. Stefano mi è addosso subito con le mani…vedo il cazzo gonfio nei pantaloni…mi obbliga ad abbandonare la mia posizione fetale, facendomi sdraiare, finendo di sfilarmi i jeans che sono rimasti arrotolati alle caviglie. Alex mi fa alzare le braccia e a sua volta mi toglie del tutto il top. Sono completamente nuda adesso e ,sdraiata sul divanetto, guardo impotente Stefano che svuota le tasche dei miei pantaloni, posa i soldi, le chiavi di casa, il biglietto del guardaroba e il mio cellulare , poi fa un fagotto di tutti i miei indumenti e li allontana con un calcio. Prende in mano il biglietto del guardaroba e scende. “Dove va?” - chiedo ad Alex che per tutta risposta mi fa alzare in piedi e affacciare alla ringhiera. “Stai qui in mostra, che sei una bella troia…io ti farei andare così laggiù sul cubo magari a gambe larghe…ti farei scopare da tutti a turno… ma Stefano credo abbia in mente qualcos’altro per te…”. Mentre parla mi tiene schiacciata contro l’acciaio freddo del parapetto, palpandomi il culo e allargandomi le natiche. Nella pista sottostante tutti ballano incuranti di me. Nessuno guarda in alto per fortuna. Sui divanetti vicino qualcuno però ci osserva: noto anche uno che si sega furiosamente mentre mi guarda. Alex mi infila un dito in culo e mi morde il collo, sempre mentre mi fa sporgere dalla balconata, io guardo giù e inizio a masturbarmi mentre penso che qualcuno magari da sotto mi sta davvero vedendo, che forse mi indicherà col dito e che tutti alzando la testa vedranno che puttana sono. Mi interrompo quando vedo Stefano che torna con il mio cappotto, me lo fa indossare e mi fa segno con la testa di seguirlo. Mi infilo le scarpe che mi erano cadute prima, raccolgo i miei effetti dal tavolino e li infilo in tasca ma quando faccio per raccogliere i vestiti mi dice: “ Lascia tutto lì, non ti serve altro.. e saluta Alex, ce ne andiamo solo noi due.”. Mi prende per un braccio e mi fa andare davanti.” Ah, dimenticavo…il cappotto resta aperto, fai vedere bene come sei…”. Cammino così, davanti a lui, sperando che il buio mi aiuti a non dare nell’occhio, ma più di uno si accorge che sotto sono nuda…Stefano mi fa guadagnare l’uscita, non prima però di avermi fatto fare un giro completo del locale…Provo un misto di vergogna e desiderio…ma la prima è molto attutita dall’alcol, che come al solito annulla le mie inibizioni. Fuori l’aria è gelata, ma Stefano insiste che io ancora non chiuda il cappotto e mi dice di fare quello che chiede. Obbedisco, e attraversiamo il parcheggio per giungere alla sua auto. Prima di salire – dice lui - devo togliere il cappotto e metterlo su sedile dietro, attendere fuori che lui sia seduto e solo poi entrare e occupare il sedile del passeggero. Dopo qualche interminabile minuto siamo entrambi in macchina. Mette in moto e mi dice: “ Sei troia e sei docile come piace a me. Ho desiderato che facessi la puttana per me dalla prima volta sei entrata in officina. Sono felice che tu abbia raccolto il mio invito a venire qui stasera, e anche se ho dovuto farti bere per essere certo che avresti assecondato i miei desideri, sono soddisfatto di te”. Io non trovo cosa rispondere: la prepotenza e la lussuria con la quale sono stata trattata non le conoscevo ma già le amo…non dico nulla ma mi limito ad attendere per vedere cosa mi aspetta: so già che la mia notte non finisce qui…

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