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Tradimento di colore
Scritta da: giorgialaporca (1)

TRADIMENTO

Voglio ringraziare tutti voi che numerosissimi mi avete scritto: siete stati assolutamente squisiti! Mi dispiace se non sono riuscita a rispondere a tutti … vi assicuro che è davvero impossibile! Comunque sono contentissima di ricevere le vostre mail. In molti mi hanno chiesto di scrivere un racconto in cui io sia la loro fidanzata che li tradisce e racconta quanto accaduto, lamentandosi delle scarse prestazioni del suo ragazzo . Questo che segue è un racconto di fantasia e lo dedico a tutti coloro che vorrebbero avermi come fidanzata … e vorrebbero essere traditi ( siete davvero tanti sapete?!). Spero vi piaccia.

Amore, non so bene come dirtelo ma credo che nascondersi dietro a un dito non serva a nulla. Ti ho tradito. Sì ti ho tradito. E da oggi sai che sono una puttana.
E’ successo quel pomeriggio in cui eri fuori per lavoro, dopo che ci eravamo salutati dolcemente con un bacio quella mattina. Una mattina che trascorsi a casa in preda a una viva brama di un piacere che la notte prima non eri riuscito a darmi. Non so se fu una coincidenza o un destino: fatto sta che in un istante la vidi. La soluzione ai miei problemi.
Ti ricordi di quell’extracomunitario negro che faceva il venditore ambulante nella nostra zona? Ecco dalla finestra del salotto lo scorsi che iniziava il giro porta per porta nel vicinato! Una voglia indicibile mi prese e mi bagnai la passerina di colpo senza riuscire a controllarmi. L’eccitazione mi colpì e corsi in camera a vestirmi e in bagno a truccarmi prima che lui suonasse alla nostra porta. Dovevo fare in fretta e dovevo essere provocante. Indossai una minigonna inguinale (quella che tanto ti piaceva vedermi addosso in presenza dei tuoi amici), un toppino bianco striminzito aperto dietro sulla schiena, e misi un paio di sandali coi tacchi a spillo vertiginosi (12 cm) con cui sembravo proprio una troia. In bagno mi truccai in modo pesante, con tinte scure, trasformando il mio viso seducente in quello di una battona in cerca di membri. Misi degli orecchini e una collana di perle che mi davano un tocco incredibilmente erotico. Ero così porca che quasi non mi riconoscevo allo specchio.
Quando lui suonò il campanello io aprii la porta e mi feci trovare tremendamente sexy. Quella che aprì all’uomo non era la tua solita fidanzata Giorgia, era una vera e propria troiona!
Lo vidi atterrito dalla mia bellezza mentre con fare seducente lo invitavo a entrare, ad accomodarsi in salotto, prendendola io stessa per mano.
Ci sedemmo sul bordo del divano: lui non riusciva a togliermi gli occhi di dosso. Passava dalle mie cosce nude alla mia bocca che ispirava piaceri proibiti ai miei seducenti tacchi a spillo che lo eccitavano visibilmente. Con molta naturalezza mi lasciai ammirare. Pensai che non saresti tornato prima di sera, che eri ignaro che la tua fidanzata che credevi tanto fedele ora era con il primo negro che le aveva bussato alla porta. Già tentavo di immaginare la maestosità del membro del mio ospite.
Lui era alto quasi due metri, muscolosissimo, una vera e propria montagna di carne nerissima che trasudava erotismo da ogni poro. Stare semplicemente vicino a lui mi faceva bagnare in modo incontrollabile! La mazza che nascondeva tra le gambe doveva essere assolutamente sublime! Dopo innumerevoli rapporti consumati con te e il tuo minuscolo cazzetto ora potevo avere quello che avevo sempre desiderato e meritato grazie alla mia troiaggine.
Non fu certo difficile per lui capire che ero interessata al suo corpo e non alla sua merce come io capii al volo che mi avrebbe presa senza tirarsi indietro: spogliai il mio corpo peccaminoso e rimasi solo coi sandali. Il desiderio lo travolse nel vedermi che mi concedevo come una troia e si tolse i pochi vestiti di dosso mostrandomi la sua nudità e soprattutto quell’arnese incredibile che aveva! Non ho parole per descrivere la lunghezza e la grossezza mastodontiche di quella mazza: mi sentii quasi svenire di piacere alla sola vista di tanto vigore! Era una mazza lunga non meno di 30 cm che mi affrettai subito ad accarezzare e a riempire di baci appassionati. La mia bocca truccata con quel rossetto da pompinara che ti piace tanto sollevò quel cazzone in tutta la sua magnificenza. Mi ritrovai a leccare un bastone d’amore lunghissimo: ogni volta che ci passavo la lingua pareva non dovesse finire mai! Ma la cosa più impressionante era la sua assurda grossezza: amore ti dico solo che non riuscivo ad afferrarlo del tutto con la mano e la cappella mi entrava a malapena in bocca, come ebbi modo di scoprire non appena me lo misi tra le labbra, cioè qualche istante dopo.
Ci distendemmo sul divano e mi dedicai a leccare e succhiare quel cazzo: avevo tra le mani un bastone d’amore favoloso al cui confronto il tuo non è altro che un tenero ramoscello.
Già degustavo il momento in cui mi sarebbe entrato dentro: finalmente avrei avuto un cazzo in grado di sfondarmi come avevo sempre desiderato. Il tuo cosino più che qualche spintarella non era in grado di fare, troppo poco per una vacca come me che altro non chiedeva che essere rotta in tutti i buchi.!
Le sue grandi mani frugarono nella mia cosina eccitandosi a sentirla così bagnata: dire che ero un lago è riduttivo. Avevo talmente tanta voglia che colavo umori senza sosta, imbrattando tutto il divano, proprio quel divano su cui eravamo soliti coccolarci la sera guardando la televisione. Amore, non avesti mai immaginato che i cuscini sarebbero stati letteralmente inondati dal succo di piacere della tua fidanzata fatta sbrodolare da un grossissimo cazzo di negro che ora stringeva tra le mani e si portava alla bocca.
Lasciavo che lui infilasse anche tre dita alla volta nella mia cosina e poi le portasse alla mia e alla sua bocca, facendomi assaggiare i miei stessi umori. Questo mi fece eccitare così tanto che non resistetti più e gli dissi: -Tesoro, sfondami tutta, ne ho troppo bisogno!- -D’accordo bella puttana!- fu la risposta di quell’energumeno che subito mi fece stendere e mi montò sopra cacciandomi all’istante il suo cazzo nella fichetta sbrodolosa. Fin dal primo momento mi parve di impazzire dal piacere: strillai tutto il mio godimento senza freni mentre lui sopra di me mi pompava la figa senza pietà!Stesa sotto di lui, a pochi centimetri dal suo viso, truccata da porcona gli gridavo: - SBATTIMI, SBATTIMI!!! Spaccami questa figa da troia che ho tra le cosce! Devi spaccarmela tutti i costi!- -Adesso ti rompo tutta bella bionda!- mi gridava lui di rimando aumentando i colpi di bacino sulla mia povera passerina aggredita con una furia selvaggia. Adoravo tutta quella foga: ho sempre avuto una gran voglia di farmi rompere la figa, amore mio e tu non sei mai stato capace di farlo: già avevi un affarino piccolissimo, in più ti si ammosciava così spesso!
Quel negro invece mi trattava e mi sbatteva come avevo sempre desiderato. Lo tenevo abbracciato a me per sentire meglio il suo corpo, accarezzavo il suo petto muscoloso, gli cingevo il collo con le braccia baciandolo tutta presa dai gemiti.
Dopo un’estenuante cavalcata fui io a provocarlo ancora: mi alzai e mi sedetti sollevando le gambe. Lui se le mise sulle spalle tutte da un lato, coi miei bellissimi sandali provocanti che mi rendevano tremendamente sexy. Mi infilò quella splendida mazza ancora nella fighetta e iniziò a spingere ancora più furiosamente di prima! Riuscii solo a dirgli :
-Sì dai rompimi anche in questa posizione…- che non potei trattenermi dallo strillare di piacere dato che era entrato dentro di me a folle velocità, sbattendomi selvaggiamente. Avresti dovuto vedere con quale foga assurda sbatteva la tua fidanzata: e lei che lo incitava a saccheggiarle la cosina con frasi del tipo: -Rompila tutta … sì così è stupendo! Hai un cazzo meraviglioso!-
Mentre mi sfondava io mi stringevo le tette tormentandomele per l’eccitamento e ogni tanto me le leccavo. Poi afferravo il suo pene e me lo spingevo dentro ancora di più! Che delizia amore!
Mi fece mettere a quattro zampe e volle sbattermi anche da dietro, mentre io mi lasciavo andare a strilla di piacere scandalose che sicuramente saranno arrivate ai nostri vicini. Lo facemmo anche in piedi: lui mi sollevo una coscia con un braccio e mise dentro il suo affarone nero pompandomi ll’inverosimile. In contemporanea ci baciavamo, eccitatissimi.
Gli dicevo:-Che porco che sei tesoro mio!Adoro i porconi come te, riempimi tutta, sono troia!-
Venne ovunque, senza preservativo, a ripetizione in tutti i miei buchi. Mi sollevò abbracciandomi e mi mise con la schiena contro il muro e le mie gambe sulle sue spalle. Potevo vedere chiaramente i miei sandali da zoccola: la mia stessa vista così provocante mi eccitava pazzamente! Mi sbattè così talmente forte che un quadro cadde e si ruppe! Io gli tenevo le braccia intorno al collo e lo baciavo appassionatamente, con tanto di lingua.
Ormai andavamo avanti da parecchie ore, ma di smetterla nessuno dei due era intenzionato. Mi misi a quattro zampe sul divano offrendogli il sedere. –Rompimi anche qui tesoro!- gli dissi soltanto e bastò perché lui mi entrò dentro subito. Meno male che ero abituata a infilarmi un po’ di tutto nel sedere perché altrimenti non sarei riuscita a prenderlo. Mentre mi sbatteva nel sedere gli gridavo: -Cacciamelo dentro più forte che puoi … devastamelo…voglio essere rotta anche qui!!!-. Le sue spinte erano così forti che scuotevano tutto il divano con me sopra!
Venne talmente tante volte che nemmeno me lo ricordo più: so solo che non gli negai alcun buco in cui spruzzare. Mi fece letteralmente il pieno.
Alla fine straripavo semenza da ogni orifizio. Lo sperma che mi imbrattava la bocca e il seno era niente a confronto di tutto quello che mi colava dal sedere e dalla fighetta fradicia (quello in bocca l’avevo per buona parte bevuto!...era così squisito amore sai?). In ogni modo mi sedessi macchiavo ovunque di seme tutta la casa talmente me ne usciva dalle parti più intime. Ce ne avevo anche sui piedi e sui sandali (aveva voluto ricoprirmeli della sua crema fluente apposta).
Mi sentivo così porca che arrivai a cacciarmi anche le dita nel sedere e nella figa per raccogliere la semenza e poi portarmela alla bocca per degustarla tutta!!! Che squisitezza!
I segni del nostro amore erano ovunque: schizzi di seme sui mobili e sul tappeto, i miei umori sul divano… era un disastro. Quando finimmo di fare l’amore mancava poco al tuo ritorno: avevamo trascorso un intero pomeriggio di porcate e lo mandai via di tutta fretta per paura che tu ci scoprissi. Tentai di pulire le macchie alla meno peggio. C’erano spruzzate di seme impressionanti sulla tavola e io senza riuscire a trattenermi le leccai di gusto facendole sparire.
Mi struccai per non destare sospetti (non capita sempre di tornare a casa e trovare la propria fidanzata presa come una puttana) e mi feci una doccia, non senza essermi prima leccata lo sperma che mi colava ancora dalle tette e che imbrattava i miei grandi capezzoli chiari.

Quella sera tu non ti accorsi di nulla. Ero contenta e per nulla dispiaciuta di averti tradito. Lo capii non appena andammo a letto e tu mi prendesti col tuo pisellino: dovetti simulare un orgasmo per farti piacere. Mentre mi penetravi nella figa mi dissi: -Come sei accogliente stasera Giorgia!- e io ti sorrisi pensando a quel grosso cazzone nero che mi aveva sfondata a dovere rendendomi così accogliente. Se tu mi avessi presa nel sedere ti saresti accorto che ero ancora più accogliente in quel buco dopo che ci aveva gozzovigliato quel maschione. Quando ci sedemmo sul divano per guardare la televisione ti accorsi che i cuscini erano umidi: mi scusai dicendo che ci avevo rovesciato per sbaglio dell’acqua. Come un allocco ci cascasti ignorando che era la pozzanghera dei miei umori di cui la figa mi straripava mentre facevo pompini a quel negrone. E mentre tu volevi che ti accarezzassi il pacco davanti alla tv io mi pensavo in una selva di bastoni d’amore smisurati intenta a farli rizzare per bene e farli schizzare abbondanti. Mentre ti guardavo non potevo non immaginarmi le tue corna da cervo reale: ma come facevi a passare per le porte? Bè allora perché non fartene delle altre no? Come puoi pretendere che una ragazza così bella e porca come me ti sia fedele col cazzetto ridicolo che ti ritrovi? La mazza favolosa di quel negro era quanto di più meraviglioso avessi preso dentro …meglio persino dei grossissimi vibratori che mi avevi regalato!
Giorgia


Per commenti, suggerimenti, domande … e soprattutto per dedicarmi qualcuno dei vostri racconti in cui io sia la protagonista (la cosa mi fa eccitare parecchio!) scrivetemi a: giorgiasupersexy@yahoo.it
Un grazie e un bacione a tutti coloro che mi scriveranno.

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