STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
La prima e spero non ultima volta di mia mogliela prima volta al club privèCLAUDIA GODO!!!Non avevo mai fatto niente di simileAndreaL'Ospedale delle 1000 TroieSilvana, la mia intrigante vicinaLo specchio malandrino
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

Storia di Stefania Primo capitolo
Storia di Stefania

Capitolo primo

L’incontro




Stefania, questo è il mio nome.
alta circa 175 cm, capelli castani tagliati corti con onde che scendono alle spalle, scoprendo un viso piuttosto rotondeggiante, naso piccolo, occhi verdi, uno sguardo felino che mi conferisce una femminilità misteriosa, seno piccolo, un bel sedere e gambe lunghe, carnagione chiara, fisico asciutto.
Sette anni di matrimonio alle spalle, 28 anni, un marito di bella presenza.
Ma andiamo con ordine, Andrea , è mio marito: alto circa 180 centimeetri, palestrato, capelli e occhi chiari, viso ovale che gli danno un aria da intellettuale; da sempre, da quando lo conosco, ha il suo giorno libero, il giovedì.
Cos’è un giorno libero? non l’avevo mai saputo, poi, ho imparato che era loro abitudine trovarsi tra amici, cinque in tutto e, a rotazione riunirsi a casa di ognuno di loro, ovviamente compreso anche il mio.
Ogni cinque settimane toccava al nostro nido ricevere cinque giovani compresi dai 35 ai 50 anni, se uno del gruppo non poteva, non c’era incontro, ma era successo solo quattro volte in 7 anni.
Prima del matrimonio, quando eravamo fidanzati, se c’erano impedimenti non lo ricordo, io per rispetto verso questo rituale, ero sempre uscita lasciando la casa libera a mio marito.
Gli incontri incominciavano sempre verso le sette di sera e terminavano non più tardi di mezzanotte, era successo che io rientrassi prima della fine e li trovassi allegri, alticci dai vini e dai liquori: simpaticamente mi riservavano qualche battuta, anche spinta, qualcuna incomprensibile per me, immaginavo fossero dettate da un precedente dialogo tra loro.
Poi un giorno la svolta: giovedì, il ritrovo è a casa nostra, per i cinque dell’avemaria, al mattino sono uscita per acquistare un regalo per Edoardo, il bambino appena nato di mia sorella. Ho comperato due radioline della Chicco, quelle per sentire se il bambino piange quando è nella culla,
mentre noi siamo in salotto, sono tornata a casa e sto montando le quattro pile stilo per il trasmettitore di dimensioni ridotte, sembra una radiolina portatile di gomma, il ricevitore funziona sia a pila che con la rete elettrica.
Faccio una prova accendendo lo stereo in sala, poso la radiolina sul tavolo a due metri dalle casse acustiche, vado in camera da letto, accendo il ricevitore, sento la musica dello stereo, la spia rossa si illumina, nel cervello s’insinua un idea, .” Ma che cazzo penso? Sono proprio stronza! Ma ormai la voglia d’ascoltare di nascosto mio marito e i suoi amici si è inserita dentro di me come un virus:
corro in salotto, nascondo la radiolina nella fodera della poltrona, torno in camera, sono eccitata, alzo il volume del ricevitore, si sente!! si distinguono le voci.
Chiamo mia madre;
- Non vengo stasera, non mi sento tanto bene.
- Cosa ti senti?
Non è niente di grave, sento che mi sta venendo qualcosa, e non vorrei degenerasse, poi, con Andrea, abbiamo prenotato al mare per il weekend,e non vorrei rinunciarci!
taglio corto e chiamo Andrea;
- Ciao ! lo sento dolce come sempre, è rilassato e contento. gli dico;
- Senti amore, non sono in gran forma, ma non vorrei rovinarti la serata con gli amici.
- Stai tranquilla, mi blocca subito;
- Puoi startene a letto oppure passare un poco di tempo con noi, non abbiamo segreti, devi solo stare attenta, lo sai che siamo dei porci.
- Lo so, ma non posso, ho le mie cose.
- Ah! Però la porcellina! Se no ci staresti?
- Ma va, scemo… comunque vado a dormire da mia sorella se vuoi.
- Non dire cazzate. puoi stare a casa, e cerca di riguardarti, riposati.
- Ok a stasera.
Alle cinque in punto, arriva a casa con uno scatolone pieno di roba, lo appoggia sul tavolo, mi viene incontro e mi bacia;
- Come va? sei pallidissima, non farmi preoccupare.
- No, stai tranquillo, non è niente.
- Dai, ti do una mano a preparare la serata con i tuoi amici…
- No! Non se n’è parla proprio, sparisci, ti chiamo solo per la verifica finale, preparo un piatto anche per te?
- No grazie, stai tranquillo.
Torno in camera da letto, mi metto sotto le lenzuola e penso;
“Sono una stronza, una pervertita,. cosa spero di ascoltare, cosa vorrò mai sentire!”
Guardo un po di televisione, suona il telefono, risponde Andrea, subito dopo mi chiama e mi dice;
- Alza il telefono, è tua madre.
Mi tiro su dal letto e rispondo:
- Ciao, no, stai tranquilla, tutto bene.
- Mi ha detto Andrea che sei pallida, hai preso qualcosa?
“Che rompicoglioni.”penso, le dico qualche frase per tranquillizzarla ancora di più, poi, aspetto impaziente che il tempo scorra.
Sono le sette, è l’ora del controllo pre cena;
- Stefy!
Lo adoro quando mi chiama così.
- Riesci ad alzarti per dare un’occhiata se tutto è a posto?
- Si certo!
Vado in sala e ancora una volta rimango ammirata, quando vedo queste cose capisco le ragioni e il motivo per cui mi sono innamorata di lui: tovaglia bianca, un piatto per ogni commensale, con tre coltelli, tre forchette, un cucchiaio, tre bicchieri da degustazione,, un bicchiere piccolo per eventuale acqua e un piatto colorato con pezzettini di formaggio misto, tre ciotoline con miele, mostarda dolce di frutta, peperoni glassati nello zucchero, crekers, grissini, due bottiglie d’acqua, vino rosso, dischi con disegni colorati e strani, che fungono come segnaposto.
Andrea orgoglioso mi dice;
- Stavolta ho scelto qualcosa di sublime, nonostante che abbia limitato la spesa, pensa, questo ben di dio, non costa neanche 100 euro.
Faccio un calcolo veloce e penso “che palle questi euro, come fa lui ad essere già abituato,” lo abbraccio da dietro e gli dico;
- Sei in gamba, te l’ho sempre detto che hai sbagliato mestiere, l’automazione industriale è roba da mediocri, si guadagna poco, si lavora tanto, e non si scopa mai una figa…e dicendo questo, gli tocco la patta dei pantaloni. Per fargli apprezzare la frase;
- Pensa se avessimo aperto un localino. sempre pieno di gente e belle donne: sento che qualcosa si muove sotto i pantaloni, in quel momento suona il citofono, mi sorride e mentre s’ allontana per aprire, mi dice:;
- Sbaglio o stai meglio?
Apre e torna verso di me.
- Bhe, Io vado a letto.
- Ma dai, aspetta!
- No, stai tranquillo, anzi non dire che sono in casa.
Vado via, mi chiudo la porta alle spalle, vado in bagno, quello della camera da letto,
mi lavo i denti, mi strucco, solito tran tran, mi faccio un bidet, mi soffermo sul fiore; tremo. “cosa pensi di origliare porcellina?”
Il sapone la rende liscia e scivolosa, tocco anche il buchetto dietro,”basta, dai asciugati e vai a letto”
Arrivano tutti,il trasmettitore- ricevitore funziona a meraviglia, li sento ridere, riconosco il vocione di Mario, il più vecchio, prendo la radiolina nuova depositata sul cuscino, l’avvicino all’orecchio , l’accendo, alzo leggermente il volume, distinguo le voci.
Sento la voce di Andrea che dice ai suoi amici;
- Come di rito, l’aperitivo spetta all’ultimo! è Davide che parla;
- é freddo al punto giusto?
- Chi indovina mi può fare una pompa con l’ingoio!
Ridono tutti, ora è Pietro che parla;
- Dai…, cin cin, ai cinque coglioni dell’avemaria.
- Pietro sei una testa di cazzo dall’anima pia, risponde Andrea
- Ma vai a cagare! .Di nuovo risate.
- Buono! non è italiano! chi ti ha aiutato a preparare? c’è un tocco femminile, dice Pietro:
- Non starai cambiando bandiera, Andrea? risponde Davide, e giù risate.
- Mi piace sempre di più la figa, chiedilo a tua moglie! Comunque, mi ha dato il benestare Stefania, dice che ho sbagliato mestiere, avrei dovuto aprire, insieme a lei, un ristorante, pochi posti, pochi cazzi e tanta figa.
Altro che vino da degustare! ubriaconi! e continua ancora Andrea:
- La figa, pensate! essere bendati, tre, quattro, cinque ragazze. infili il dito, tocchi bene, assapori… sei un fighellier, invece che un sommelier, poi sniffi quel liquido favoloso, metti il dito in bocca, assaggi, uhm! Un 1970!.
A questo punto ridono tutti.
Sono in trance, quanti pensieri mi vengono in mente, sono invidiosa. purtroppo non ho amiche per ridere e scherzare di queste cose.
- Però pensavo che Stefania fosse capace di fare solo pompini e non solo disegnare …è Mario che dice queste cose, Andrea gli risponde:
- Stronzo, lei disegna usando la bocca!
E ridono ancora.
Mi assopisco, parlano in continuazione, ridono, si sente il tintinnio dei bicchieri.
battute su fidanzate, mogli, amiche, colleghe. il sesso è l’argomento preferito insieme al cibo, e vino.
- Allora racconta di Nadia anche agli altri, è sempre Mario che parla. dì un poco a questi tre stronzi, che non do cattivi consigli.
- Allora; (risponde Andrea) - Una favola, una bocca da favola!
Mi irrigidisco, chi cazzo è sta Nadia.
- Non è sicuramente una fotomodella, o una ragazzina, ma fa delle pompe da infarto.
Ho gli occhi spalancati, adesso ascolto anche il minimo respiro, sono incazzata.
- Avrà circa 45, 50 anni, è difficile dirlo, meridionale, riceve in un bel ambiente, 50 euro una pompa senza guanto, è veramente un’artista.
Mario si intromette;
- Lo sapete che ho un cazzo di notevoli dimensioni! e se non lo sapete chiedetelo alle vostre donne.
Ridono ancora, e Mario continua;
- Veramente!! me lo prende tutto in bocca, arriva col naso fino ai peli.
di nuovo Andrea:-
- è incredibile, lo fa entrare tutto in gola, io la prima volta ho sborrato subito.
- E quante volte ci sei andato? chiede Mario.
- Due volte, cristo, le sono venuto in bocca due volte, lei mi guardava, era in ginocchio davanti a me, ha aperto la bocca facendomi vedere che era piena di sperma, poi, lo ha fatto colare sulle tette, se lo spalmava e si leccava le labbra.
- Che troia, dicci come contrattarla!
- Fa solo pompe? (domanda Davide.)
- No, fa tutto, a differenza delle normali puttane, fa bene il suo lavoro, lo fa e le piace farlo, con 50 o 100 euro, ti fa morire, non sarà Valeria Marini, ma ti fa morire, è il sesso in persona, quella santa puttana.
- Dai, segnatevi il numero.
Come un automa, prendo il notes e scrivo anch’io.”bastardo, questa me la paghi!”
Mario;
- Vedete, la differenza, è che lei non ha paura che le sborro in bocca; che le metto un dito in culo, o che lei lo metta a me: invece Gianna, che palle! ma io dico, abbiamo 50 anni, ma che cazzo! fa ancora la santarellina!! e fai la puttana! lasciati andare, con me, almeno con me! Sapete quante volte l’ho ripetuto? Ma niente da fare!.
“Mario sei uno stronzo!”penso: mi rispecchio anch’io in quello che dice di sua moglie, è così.:
non volevo che Andrea mi giudicasse troppo troia, poi non me la sento, non mi va di ricevere lo sperma in bocca.
Ogni tanto lo sogno! Con Andrea poco, ma con un bel fusto nero; che mi violenta, e mi obbliga!
“Perché con una puttana? Perché non hai mai provato a chiederlo?” quanti pensieri, quanti ricordi, mi interrogo, ma do risposte non vere.
Quante volte mi diceva, mi chiedeva, mi supplicava;
- Dai amore, bevimi!.
- Non c’è la faccio, non voglio.
- Prendilo tutto, dai fino in fondo…una supplica, ma io niente!
- Perché, non ti piace così? e mi aiutavo con la mano, fino a farlo venire sulla pancia.
“ Perché con una più brutta di me? “
Lo ha detto anche lui, una che potresti scambiare per una massaia, grassottella, bassa.
“Perchè con una più brutta di me?”
Una che impersona il sesso, già! lo fa e le piace farlo!
- Già! dovremmo mandare le nostre donne ad imparare.
questo è il consiglio di Mario.”che bastardo” si stanno salutando.
Spengo la luce, faccio finta di dormire.
“Perchè ho voluto ascoltare? Perché ho fatto questa stupidaggine? Stavo meglio prima,. è meglio non sapere.
Passa il tempo, ma non riesco a dormire, lo sento vicino a me.
Incubi, mi sveglio, lui dorme, sorride, lo amo, lo odio.
Il mattino dopo mi sveglia, mi dice preoccupato;
- Non andare al lavoro, riposati.
Gli rispondo di si con la testa: mi bacia.
- Riguardati, ti amo.
Sorrido.
Va via, sono in coma, mi sembra di aver dormito solo qualche minuto, ho male dappertutto, soprattutto dentro, nel cuore e nel cervello.
Mi faccio una doccia, vado in salotto per controllare .
Cazzo! ha pulito tutto, piatti, bicchieri, tutto in lavastoviglie, lo scatolone pieno di bottiglie vuote, e gli avanzi, solo per terra un poco di briciole.; devo dire che è in gamba.
“ Bastardo!”
Torno in camera, prendo il biglietto, compongo il numero di telefono, è occupato, riprovo, libero.
- Ciao, sono Nadia, è una registrazione: mi trovi dalle dieci alle sette di sera, in via Torricelli 8, suonare il numero 1, oppure al cellulare.
Scrivo, “che cazzo sto facendo! Cosa le dico?”
Scrivo lo stesso.
Mille pensieri mi passano per la testa,” la devo vedere, la voglio vedere”
prendo il mio cellulare, e compongo il numero.
- Pronto, ? ha l’accento meridionale.
- Pronto, lei è Nadia?
- Si, con chi parlo?
- Ehmm! Senta, io…
- Dimmi!
- Ho avuto il suo numero da un amico…
Lei con una voce tranquilla mi chiede;
- Vuoi venire ad imparare?
Rimango a bocca aperta;
- Macchè!
Lei risponde;
- Guarda, non essere timida, non c’è niente di male, è tuo marito che ti ha consigliato?
- No, guardi, si sbaglia.
Senti, perché non vieni stamattina, sono abbastanza libera, magari poi mangiamo qualcosa insieme.
Rimango frastornata da quella proposta;
- Non credo sia una buona idea…
- Dai, mica sei obbligata a fare niente.,vieni, ne parliamo un poco, anche a me farebbe bene una conversazione femminile, non ho molte amiche: quanto impieghi a venire fino a qui?
- Ma, non so? Circa mezz’ora…
- Dai, parti, ti aspetto, sai dove sono?
- Si, ho sentito il messaggio.
- Sono vicino alla piazza, quella di corso Venezia; vicino all’Upim. ci vediamo dopo, ciao.
Rimango con il telefono in mano, sono allibita “Che diavolo sto facendo, ma cosa vado a fare, cosa le dico? guardi, ho saputo che fa dei pompini favolosi. “
“Sono una deficiente, si, cogliona e deficiente.”
Non è passata neanche mezz’ora, sono le undici, sono sotto il portone, suono.
- Si?
- Ho chiamato prima…
- Vieni su, primo piano.
Apre, sembro un automa, salgo a piedi, arrivo sul pianerottolo, mi apre.
- Vieni, dai. Chiude la porta.;
- Sei molto bella! mi fa girare, e mi guarda.
- Caspita! Complimenti!
Mi porta verso una stanza, penso, “qui è dove riceve i clienti”.
Non è bella, potrebbe essere mia madre, ha una vestaglia marrone, lunga. sarà alta almeno 155 centimetri, calza le scarpe con i tacchi alti, sette centimetri, grassoccia,
si vedono le autoreggenti nere sotto la vestaglia, uno slip con pizzo, reggiseno a balconcino. sarà una quinta, è truccata molto, capelli ben tenuti, ha le mani piccole con unghie rosse ben curate, ha le dita proporzionate alle mani, sembrano quelle di una bambina.
- Vieni, accomodati, non essere timida.
Mi accorgo di non avere detto niente, le chiedo scusa, mi mette un dito sulla bocca facendomi segno di stare in silenzio; e non mi fa proseguire;
- Mi chiamo Nadia, diamoci del tu, ti prego, non aver paura, siediti: come ti chiami?
- Stefania!
- Sei bella, molto bella, sai di fresco.
Siamo sedute su un divano, fianco a fianco, ha un buon profumo, sono tesa;
- Guarda che non ho mai mangiato nessuno, al massimo l’ho assaggiato e sorride della sua battuta allora dimmi di te, come mai mi hai cercato? Se non t’è l’ ha detto tuo marito di chiamarmi, allora come l’ hai saputo?
- Ho sentito mio marito che parlava di te con un suo amico.
- Ahi ahi… spero parlassero bene!
- Diciamo che elogiavano certe sue prestazioni…
L’ho detto tutto d’un fiato, con sarcasmo.
lei sorride.
- Mi dispiace! Lo dice sottovoce.
- Non devi prendertela con me, e neanche con tuo marito, come vedi, io non sono una donna a cui gli uomini si possono legare, meglio me; che un’amante fissa. magari una che te lo porta via definitivamente, quelli che vengono con me, lo fanno perchè con la loro donna non hanno un rapporto come loro vorrebbero; sicuramente è anche colpa dell’uomo, ma non tutta.
Parlava con sicurezza, ma anche con dolcezza, diceva per me delle cose incomprensibili, ma per lei naturali: ci credeva in quello che mi raccontava.
In cinque minuti mi raccontò la sua storia.
Era separata, del marito ne parlò solo male, lo malediceva, lo ringraziava solo del fatto che per merito suo aveva incominciato quel mestiere che le aveva permesso di crescere sua figlia nel modo migliore e di farla studiare, adesso, la figlia era sposata da circa tre anni, aveva 26 anni e lei ne aveva 49, e faceva quel mestiere, che a lei comunque piaceva: mentre mi diceva queste cose, il suo cellulare squillò;
- Pronto ? Ciao amore, si, sono al lavoro, certo vieni pure adesso, non preoccuparti, no, non aspetto nessuno, si, non ti preoccupare, se hai fretta, facciamo in fretta, lo sai che se mi impegno, in dieci minuti sei di nuovo libero! allora ti aspetto, ciao.
Riattaccò.
- Beh! Sarà meglio che vada.
- Cosa? No, stai tranquilla, vieni con me…
Mi prende per mano e mi conduce in una stanzetta attigua a quella dove eravamo sedute, c’è una poltroncina, un tavolo e due sedie, mi dice;
- Stai qui, mettiti comoda.
chiude la porta dietro di lei, dicendo che fa in fretta;
- Se vuoi, puoi guardare da qui, spostando un quadro, scopre uno specchio che
mi permette di vedere la camera di prima, mentre fa questo, dice;
- Così puoi imparare qualcosa di nuovo, e soprattutto valutare…
Non so cosa dire, sono pietrificata, tornando indietro verso la porta, mi passa vicino, sono almeno un palmo più alta di lei, mi prende per i fianchi e mi sussurra vicinissima alla bocca;
- Rilassa, stai tranquilla, mettiti comoda..
Percepisco il suo alito fresco, sento la dolcezza delle sue mani sui miei fianchi scoperti dalla maglietta corta, i suoi seni contro di me.
Mi dice ancora ;
- Ci vediamo dopo!
Esce chiudendo la porta alle sue spalle, non ho detto niente.
Il campanello suona.
immobile sulla poltrona, guardo la camera, è spoglia, ho la testa che mi scoppia, cerco mille risposte che non trovo, e che sono non vere, sono tutte bugie, la sola verità, è che voglio guardare, voglio vedere quella donna di cosa è capace, cosa sa fare; mi sento accaldata, non sudo, ma ho caldo, sono calda, non so, cos’ho!
Sento che saluta, è un uomo, entrano in camera, lui ha un vestito grigio, mi volta le spalle, è alto, sarà almeno 190 centimetri, è magro, longilineo.
Parlano, parla soprattutto lei: si sente poco da dove sono io, lei lo fa girare di 90 gradi, adesso, vedo sia lei, che lui, sono di fronte, guardo lui che si gira verso di me, avrà circa 55 anni, deve essere un signore perbene, da come si comporta.
Lei si toglie la vestaglia, si toglie gli slip, è quasi depilata, ha solo un cespuglietto di peli neri, un triangolino ben curato, se la tocca, lui si sbottona i pantaloni, lei usa le sue mani per finire di sbottonarlo, lui tocca le sue tetto enormi, tocca i capezzoli, li tira, si irrigidiscono, crescono, sono esagerati, sta abbassando i pantaloni, si piega in avanti, con una mano passa tra le sue gambe, lei si gira un poco scoprendo il suo sedere verso lo specchio, apre le cosce, vedo le dita del signore che toccano la sua vagina, da sopra, facendo scorrere le dita dal suo sedere verso il clitoride, lei si è posizionata apposta per farmi vedere meglio: quando mi riappare lui, lei ha il suo sesso in mano, è duro, lungo, non grosso, lo ha impugnato con la mano, e quello che avanza sarà lungo come quello di Andrea; lo costringe ad avvicinarsi ancora di più alla parete, sono vicini allo specchio, saranno a 30 centimetri da dove sono io, lei si piega sulle ginocchia, e si accovaccia con le gambe larghe, si vedono le labbra esterne, sembra bagnata, si tocca, guarda verso lo specchio e mi fa l’occhiolino, si lecca le labbra, si avvicina al cazzo, lo bacia, dice;
- Adesso te lo mangio tutto!
Lo imbocca, prende la punta, tira le palle indietro, è lunghissimo, non ne avevo mai visti di così lunghi; comincia ad andare su e giù; ne prende più di metà in bocca, lo insaliva.
Lui le dice;
- Dai! Prendilo tutto in bocca, fino in gola, come solo tu sai fare…
Lei esegue e incredibilmente lo ingoia tutto:” Dio, come fa!” penso: apre la bocca, vedo la sua lingua sotto, riprova, ne entra più di prima, esce di nuovo, al nuovo tentativo, sembra che si gonfi la gola, le guance si deformano, va giù piano, questa volta va fino in fondo, spalanco gli occhi, ha il suo viso contro il pube dell’uomo, non credo a quello che vedo, resta ferma con quella cosa dura in gola, un attimo, poi lui comincia a muoversi e a scoparle la bocca, vedo che va indietro, ne esce un poco, poi di nuovo tutto dentro, lo toglie, lei mi guarda, si lecca le labbra, dice al tizio;
- Che bel cazzo che hai!
lo fa guardando lo specchio, guardando lui, guardando me.
- Mi piacerebbe che ci fosse qui una mia amica, a succhiarlo con me!
Rimango paralizzata da quella frase, Mi vergogno al solo pensiero.
Lo riprende tutto in bocca, lascia che l’uomo prenda il suo piacere tra le sue labbra.
Sono eccitata: non voglio, mi vergogno, sono una guardona, sono una stronza, una puttana che guarda una puttana, sono peggio di lei..
Mi sfioro il cavallo dei jeans, ho le mutandine infilate tra le labbra della figa, sono bagnata, lui urla;
- Fammi venire, voglio sborrarti in bocca! dai Nadia, fammi godere…
Lei apre la bocca, si allontana un poco, lui lo prende in mano, si masturba, spruzza un getto denso direttamente sulla lingua di lei, poi un altro schizzo meno intenso, Nadia lo riprende in bocca, lo strizza, si allontana aprendo la bocca, fa vedere la sua lingua coperta di sperma, lui dice;
- Dai troia; Ingoialo!
Lei fa segno di no con la testa;
- Ti do 50 euro in più, dai ingoialo…
Lei sorride .
Io mi avvicino allo specchio, sono ipnotizzata.
Chiude la bocca, deglutisce, schiocca la lingua, la riapre, è vuota, riprende il cazzo che si sta rilassando, tutto fino in fondo, si allontana e deglutisce di nuovo, si alza; lui si riveste, prende il portafoglio e le da due biglietti da 50 euro, la saluta, lo accompagna, sento la porta aprirsi, lei è ancora mezza nuda, con solo il reggiseno, le calze e le scarpe.
La sento arrivare, sono seduta sulla poltrona, come legata, sorride vedendo lo specchio, io sono imbambolata, ho la mia faccia davanti alla sua vagina, mi prende la mano e la porta sul monte di Venere, mi dice con un filo di voce;:
- Senti come mi ha eccitata quel porco!
Guida la mia mano su e giù per il suo pube, è morbida, aperta, ha le labbra enormi, è fradicia, non ho mai toccato un altra donna, non in quel modo, sono un lago, resto impalata, mentre lei si accarezza con la mia mano, spinge le dita contro il suo clitoride in alto, è rigido e grande, è duro, sembra un pollice, si china in avanti, la sua faccia è vicina alla mia;
- Sei bellissima…mi dice parole dolci, mentre continua ad accarezzarsi con la mia mano, io non mi oppongo a quel gioco intrigante, sono sconvolta dal piacere, eccitata, mi tira su, mi guida fino in camera, mi fa sedere, questa volta sul letto, mi prende la mano, mi accorgo che non l’aveva mai lasciata, è bagnata, la bacia, l’avvicina alla mia bocca, sento il suo profumo, la strofina sulla mia bocca, mi sussurra;
- Assaggiami…
Schiudo la bocca, lecco le dita che sanno di lei, sanno di sesso, sono bagnate di umori “Sono una puttana, sono eccitata.”
mi chiede;
- Allora, sono stata brava? parla sottovoce, si è seduta anche lei, siamo sul letto vicine, mi sento risponderle;
- Come hai fatto a prenderlo tutto in bocca? Non ti fa male? Non ti viene da vomitare?
Mi tocca un seno;
- Ti sei eccitata? Ti ha eccitato guardarmi?
Non dico niente, mi sento peggio di lei, mi dice;
- Rilassati, non stai facendo niente di male…
Mi legge nel pensiero, sa quello che sto provando, prende un mio dito, mima un pompino, lo spinge in fondo, lo ha tutto in bocca, lo lecca.
Dice ancora;
- Questione di pratica, devi rilassare la gola; come se deglutissi, se ingoiassi qualcosa, lo fai passare, poi ti abitui, è naturale: ha i capezzoli duri, stringe i miei capezzoli, gemo;
- Hai delle belle tette, non grosse, ma sode.
la mia mano è sulle sue, ha le tette grande, gonfie, i capezzoli sono ruvidi, la sua mano abbandona la mia, ma la mia resta sui suoi seni, le sto toccando un capezzolo, lo stringo leggermente, si sta indurendo ancora di più, nessuno mi obbliga, non mi guida più nessuno, so che cosa devo fare; passo la mano tra i suoi seni, è sudata, sono due montagne enormi, la mia mano scompare tra loro, mi mette un dito in bocca, lo succhio, lo spinge in fondo, mi viene un conato, lo toglie, si avvicina, mi bacia uno zigomo;
- Rilassati. ..
Entra di nuovo, lo sento in fondo alla lingua, mi dice;
- Deglutisci; crea un poco di saliva in bocca, e deglutisci.
Lo faccio, mentre il suo dito spinge, deglutisco, “Cosa sto facendo! Sto accarezzando una puttana, e mi piace! Sto toccando un’altra donna, e mi piace! Mi sta scopando la bocca con un dito, e mi piace ! non so dire niente, lascio che tutto vada come deve andare.
Dentro di me c’è la Stefania che conosco, quella che conosco solo io… penso “vattene! torna a casa troia! Scappa finche hai ancora un barlume di dignità”
Sento il suo dito che mi scopa nel fondo della bocca, dove mai niente era arrivato, è una sensazione strana, toglie il dito, mi bacia, stavolta sulla bocca, è dolce, mi piace, mi sento dire;
- Mi piace, mi piaci!
- Anche tu…
Mi bacia più intensamente, mi sbottona i jeans, me li faccio togliere, mi toglie la maglietta, mi spoglia, sono nuda, mi bacia un seno, mi morde un capezzolo, m’ accarezza la vulva;.
- Sei bella! Sei eccitata! spinge un dito dentro la mia vagina;
- E sei stretta…
la sua lingua nella mia bocca, la mia lingua nella sua, la allunga, la spinge dentro di me, la sua saliva cola nella mia bocca, il suo dito dentro di me, lo toglie, trova il mio clitoride, lo graffia: vibro, di nuovo, il suo dito dentro, veloce, tocca il clitoride, di nuovo, ancora carezze, di nuovo graffietto, le dita adesso sono due, ansimo, le toglie e le rimette dentro, sta facendo dentro e fuori, sto scoppiando, si ferma, si stacca, mi soffia in bocca; si mette le dita in bocca, poi le toglie e le lecca, mi sussurra dolcemente:
- Sai di buono,,, mi succhia i capezzoli, mi rimette ancora le dita dentro, sto per godere, lo sa, lo sente anche lei.
mi sussurra;
- Voglio vederti godere…voglio bere il tuo succo, come ho bevuto lo sperma di quell’uomo! Ti sarebbe piaciuto berlo?
La puttana che è dentro di me, risponde;
- Si…
- Farti scopare la gola da quel cazzo lungo, ti piacerebbe ?”
- Si…
- Ne hai mai preso di così lunghi?
- No…”
- Lo vuoi vero?
- Si…”
- Sei una puttana come me?
- Si…
le sue dita spingono di nuovo dentro di me, questa volta con decisione. mi tocca in tutte le parti come neanche io mi sono mai toccata.
- Dimmi che sei una puttana!
Mi sento risponderle:
- Si ! sono una puttana! Sono una puttana! Sono una puttana!
“Godo, Dio mio, sto godendo…”
La sento che si abbassa, la sua bocca succhia i miei umori, la lecca, fa un rumore strano tremo, vibro, mi contorco, stringo le gambe, le schiaccio il viso, lei spinge la sua bocca dentro di me, non finisce più questo orgasmo: urlo…
Muove la faccia contro di me, come se mi scopasse con la testa e con la bocca, m’ abbandono sdraiata con le gambe larghe, lei si tira su, ha la faccia bagnata, mi bacia, mi dice in un orecchio:
- Sei bella…
- Anche tu…le rispondo: si sente suonare il campanello; mi sollevo di scatto, mi rassicura;
- Stai tranquilla;
Va a rispondere, sento che dice di salire, sto raccogliendo la mia roba, torna da me, mi prende per mano, mi dice;
- Vai di là ancora dieci minuti, ti prego, non andare via… mi guida nella stanza dello specchio, la seguo ancora una volta, come stregata, appoggio la mia roba sul tavolo, mi metto vicino allo specchio, la stanza è sempre vuota e fredda, ma adesso percepisco gli odori che abbiamo lasciato poco tempo prima, sento che apre la porta, la vedo arrivare, ha una vestaglia marrone, le mutandine no, sono sul letto, con lei c’è un ragazzo, avrà al massimo 20 anni, lui dice di aver ricevuto il suo numero di telefono da un amico: penso a quello stronzo di Mario, che ha fatto lo stesso con mio marito, è timido, lei gli dice che la tariffa varia in base alla prestazione, lo dice con semplicità,
non sta facendo niente di male.
Si accordano per 50 euro, lui vuole che gli venga fatto un bocchino, il suo amico ha assicurato che fa dei pompini da favola, e che è bravissima.
Adesso lo penso anch’io.
Lui si sbottona e si tira giù i pantaloni, lei lo ferma e gli dice che lo vuole lavare prima, lui si ritira su i pantaloni, e insieme vanno in bagno, li vedo arrivare poco dopo; lui non ha più ne i pantaloni ne le mutande, ha un membro bello, non lungo neanche grosso, leggermente incurvato verso il basso:
lei si rimette davanti allo specchio, dice al ragazzo;
- Così puoi vedere meglio quello che ti farò.
Lo sta facendo per me, la vedo bene, mi guarda in continuazione, sa che sono li che osservo tutto, l’ ammiro, è esibizionista e io amo guardarla, adesso lo so!.
Comincia a leccarlo, bacia la punta, lecca il prepuzio, tira indietro la pelle, lascia la punta completamente fuori, è visibile, è duro, eccitato.
Anch’io; mi sfioro, mi dico:” stai ferma.”Sono ancora in piedi, vicinissima allo specchio, lei lo ingoia, lui geme, lei non si muove, lo ha tutto in bocca, ha il naso contro la sua pancia, gli mette le mani dietro le natiche, fa uscire il cazzo, e se lo infila di nuovo tutto dentro, di nuovo scopa con la bocca, vedo la mano che va a cercare il centro del sedere del ragazzo, lui trema, lei lo pompa, lui geme, dice che sta venendo, lei non smette, continua a pompare, lui trema.
“Deve averlo penetrato con un dito, penso, poi, vedo che lui si rilassa, lei piano, scorre verso la punta senza aprire la bocca, ha tolto la mano da dietro, sempre con la punta del suo membro in bocca, vedo che lo sta strizzando, lui sospira, sta aspirando tutto.
Mi siedo sulla poltrona, sono di nuovo eccitata, sarà durato circa due minuti, era molto eccitato, eiaculazione precoce, “pompinara micidiale…”ricordo le parole di mio marito, sorrido, mi accorgo che ho di nuovo la mano, è in mezzo alle gambe e sono bagnata, esageratamente eccitata.
Si stacca, lui non è più duro come prima, lei ha la bocca chiusa, trattiene il liquido dell’orgasmo del giovane, sorride al ragazzo e con le mani fa dei gesti, facendo capire che non c’è più niente, scrollando il membro ormai a riposo.
Ha il viso luminoso, sorridendo, fa segno al ragazzo di aspettare, ha la bocca piena, penso che va a sputare, e a sciacquarsi la bocca, scompare dalla visuale dello specchio, vedo la porta della stanzetta che si apre, la vedo entrare, mentre richiude la porta alle sue spalle; avvicina il suo viso al mio, mi mette una mano tra i capelli invitandomi a tirare indietro la testa, si china verso la mia bocca, mi bacia con la bocca chiusa, spinge, io apro la mia, mi versa in bocca tutto il suo contenuto, ha la bocca piena, è tanto, sento il sapore strano. mi dice,
- Non ingoiare subito, assaporalo…
Mi spinge la lingua dentro, ci baciamo, mi sta di nuovo toccando la vagina, si stacca con la bocca;
- Sei di nuovo fradicia! Dai, ingoialo! Adesso!! Deglutisco, è la mia prima volta, è aspro, salato, intenso, liquido, pastoso.
“Sono una troia!”
le sue dita dentro di me, intravedo il ragazzo che si riveste, lei mi lascia, mi manda un bacio, va di la, si fa pagare, manda via il tipo molto velocemente, torna da me, e mi prende, mi porta di nuovo sul letto, si sdraia, mi fa capire che devo mettermi sopra di lei, lo faccio, siamo sdraiate, con la testa verso i piedi dell’altra, è un sessantanove.
Lo so, l’ho sempre saputo.
Non l’ho mai fatto con una donna, lei mi tocca, mi dice sconcezze:
- Sei bagnata, sei aperta! Sei una puttana come me…
mi scopa con due dita, mi lecca, la tocco anch’io, la penetro con un dito, poi con due, la lecco ancora, è salata, profumata, eccitata, mi stringe le dita, ha dei muscoli che mi stritolano le dita,
è lei che spinge il bacino verso di me, mi dice di scoparla, di farla godere, di succhiarla.
sento le sue mani che mi prendono i fianchi, mi tirano contro di lei, mi sta mangiando, m’ accarezza il sedere, sento la sua lingua dentro, mi scopa con il suo dito.
mi forza il sedere, le mie dita sono diventate quattro; la sto scopando con quattro dita, solo il pollice è fuori, è larga, ma quando sono dentro in profondità, stringe, contrae i muscoli, poi si rilassa, esco e rientro, se volessi , potrei senza fatica infilarci tutta la mano fino al polso, ma sono concentrata su quello che mi sta facendo e non cerco violenza: sto per godere di nuovo , anche lei, me lo dice;
- Non smettere, Più veloce!
Aumenta il ritmo anche lei, veniamo insieme, mi bagna, la bagno.
Urla!
Urlo!
Lentamente sfila la mano, vedo del liquido che esce, cola giù verso il solco in basso.
lo lecco, spalmo i suoi umori tra le cosce; nel suo solco largo, sul suo sedere;
lei sfila le sue dita dal mio stretto solco, mi lecca, mi dice,
- Grazie, ne avevo bisogno, ero eccitata come non mai !
Si è rigirata, mi bacia, la bacio…


Fine primo capitolo.

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 13): 6.85 Commenti (4)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
RSS feed Sei eccitato e sei in cerca di compagnia? Visita il sito di Escort Torino. Qui invece un sexy shop dove puoi acquistare tutti i gadget sexy!