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Sotto la pioggia
Scritta da: eva73 (1)

Sotto la pioggia

Mi chiamo Eva ed ho 35 anni. Vivo in una città di mare, quindi come buona abitudine appena
arriva la bella stagione ci troviamo tutti a passeggiare sul lungomare od addirittura in spiaggia
a fare i primi bagni ed a prendere i primi soli.
Adesso vi racconto quello che mi è successo quando è cominciata la stagione balneare.
Quest'anno è iniziata ancora prima, infatti già i primi giorni di aprile abbiamo riempito spiagge
e stabilimenti.
Proprio in una di queste spiagge che ho conosciuto Davide, un ragazzo bellissimo alto,
occhi verdi, capelli brizzolati e fisico atletico. E' stato lui a sorridermi ed a salutarmi per
primo.
Giorno dopo giorno ci siamo avvicinati ed abbiamo iniziato quella che per me era solamente
una "simpatia".
Dopo circa un mese che ci frequentavamo l'attrazione iniziava a farsi sentire sia da parte mia
ma soprattutto da parte sua. I suoi sms diventavano sempre più "forti"; mi desiderava e lo
scriveva. "Metterei da parte le mani ed userei soltanto la lingua fino a farti venire...solo se ti
lasciassi andare..."
Mi eccitava molto leggerli ed ero arrivata al punto che non desideravo altro che mi prendesse
e mi facesse tutto quello che mi diceva e scriveva.
E finalmente un giorno...
...pioveva quindi era venuto a prendrmi con la sua mercedes station wagon. Io mi ero
messa un vestito nero, corto e un pò scollato , un paio di sandali con il tacco alto ed un
completo intimo molto sexy. Sapevo che sarebbe succeso qualcosa ed io avrei fatto di tutto
purchè accadesse.
Ero disposta a tutto e lui lo sapeva, infatti dopo aver percorso qualche chilometro fermò la
macchina in un parcheggio deserto.
Iniziò a baciarmi ed a toccarmi il seno ed io mi ritrovai subito bagnata. In un attimo gli tirai giù
la cerniera e glielo presi in bocca e cominciai a succhiarglielo come non avevo mai fatto
prima. Mi fermò ed io mi preoccupai, sembrò capirlo e mi baciò delicatamente la bocca.
Abbassò velocemente i sedili ed io mi gettai di nuovo sul suo pene...glielo spompinavo ed
al tempo stesso gli facevo una sega ed in poco tempo mi venne in bocca.
Fu in quel momento che mi spogliò completamente nuda e cominciò a leccarmi tutta. Alzò
gli occhi verso di me, mi guardò e mi sorrise.
Iniziò dalle dita dei piedi, una dopo l'altra e piano pianosalì fino ad arrivare all'interno delle
cosce. Avevo la fica bagnatissima e quando arrivò ad infilarci la sua lingua calda vennì. Lui
continuò ed io venni di nuovo.
Adesso volevo solo che mi penetrasse e che mi facesse sentire il suo pene duro e caldo,
tutto dentro...ed è quello che fece ma solo dopo avermi infilato dentro due dita ed avermele
fatte leccare.
Non riuscivo a stare ferma tanto era forte il mio orgasmo; godevo come una matta e lui
anche.
dopo qualche pompata mi chiese di girarmi, mi mise a quattro zampe e continuò di
nuovo a leccarmi la fica ed il buchetto un pò sopra. Poi si fermò, mi guardò, mi sorrise ed
io gli sorrisi di nuovo e lui capì. Proseguì a leccare bene il buchino più piccolo cercando di
penetrarmi con la lingua. Godevo e godevo.
Mi infilò un dito in bocca e me lo fece leccare bene per poi spingerlo dentro con vigore. Lo
muoveva lentamente ed io ero in extasy. La mia fica era piena di umori che colavano nella
sua bocca ed a lui sembravano piacere.
Quel dito e quella lingua mi facevano impazzire ed io continuavo ad avere orgasmi uno
dietro l'altro.
A questo punto si mise dietro di me e continuando a muovere il dito, mi infilò il pene
nella fica.
Sembrava di stare in un letto ci muovevamo così agevolmente e così liberamente
venivamo ed i nostri umori si mescolavano. Faceva davvero caldo ma noi non lo sentivamo
molto, volevamo solo continuare ad amarci.
In quel momento smise per un attimo e mi portò fuori dall'auto, mi sistemò sul cofano
con le gambe divaricatee sotto la pioggia che scendeva copiosa infilò il suo pene nel
mio culo. Gli avevo dato tutto, avevo perso la mi verginità anche lì.
Prima lentamente e poi velocemente insinuava il suo pene nel mio buchetto che piano
piano si allargava paer fare spazio al membro ed il tanto famigerato dolore era scomparso
lasciando spazio al piacere. Intanto con due dita sfregava il mio clitoride e continuava ad
uscire dal mio culetto fino a quando venimmo all'unisono.
Da quel giorno abbiamo continuato ad amarci fino a quando è tornato nella sua città.

Eva73

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