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Silvana, la mia intrigante vicina
Scritta da: Attilio (1)

Questa storia è accaduta parecchi anni fa, la racconto ora dopo che il mio matrimonio è finito proprio a causa della relazione con la mia intrigante vicina. Non che sia colpa sua, sia ben chiaro, ma quando si accendono le passioni non è facile, a volte, tenerle sotto controllo: io non ci sono riuscito e…
Silvana la conoscevo fin da ragazza. Una ragazza stupenda. Piccola di statura, ma un’autentica bambolina. Un culetto delizioso, due belle tettine che ballonzolavano sotto quelle camicette. Ci avevo provato, con lei, ma mi era andata male. Poi dopo alcuni anni, ormai sposata, il caso vuole venga ad abitare proprio sul nostro stesso pianerottolo. (Se volete aver un’idea a chi possa assomigliare cercate su internet Mindy Vega: è la sua fotocopia! Solo i capelli sono un po’ più corti ma ha un po' più di peli sul pube). Io sono sposato e la mia vita matrimoniale va bene. Anche mia moglie non è niente male, anzi è una bella gnocca pure lei! Ma quando Silvana viene ad abitare lì… porca di quella troia… Di notte sento quando Silvana e suo marito scopano, le nostre camere da letto sono attigue, e io quasi muoio di invidia pensando che quel pirla segaiolo se la stia ingroppando. Quando sento Silvana godere mi prende una frenesia che comincio a palpare mia moglie fino a quando la sveglio, la spoglio e la sbatto seduta stante, immaginando di scopare Silvana!
Passa il tempo, li sento chiavare molto meno e li sento litigare molto di più. Qualcosa mi dice che le cose di la non vanno molto bene. Poi un bel giorno, accompagnando, io, mio figlio a scuola e lei, i suoi due, la incontro. Fino a quel momento solo “Ciao”, “Buongiorno” e “Buonasera”, “Come va?” ma questa volta scambiamo qualche parola in più. Lei è dispiaciuta per il fatto che i litigi saranno sicuramente insopportabili. Io rispondo che tra moglie e marito può succedere. Anche a me capita.
Sta iniziando a piovere e mi offro di accompagnarla a casa. In un primo momento sembra rifiutare, poi grazie al fatto che la pioggia inizia ad essere battente, accetta. Ci dirigiamo verso casa. Tra me e me penso “Nulla è più facile di una donna che vuole essere consolata” penso che sia giunto il mio momento! Ci avviciniamo a casa, lei si accinge ad aprire la porta, ma io la invito ad aspettare, se passiamo dal garage non ci bagnamo, poi dal garage alla cantina, all’ascensore e… col telecomando apro il cancello e scendiamo in garage. Lei apre la porta ma io la invito a rimanere in auto. Parcheggiamo nel box. Lei tenta di scendere di nuovo ma io, premuroso, la invito a parlare e a sfogarsi. Scendo e chiudo la saracinesca dietro di noi. Risalgo in auto accendo la luce della plafoniera e la invito a confidarsi, da vero amico l’avrei ascoltata. Il fatto che non abbia battuto ciglio mi fa ben sperare. Inizia a raccontare di come il marito già da un po’ di tempo la ignori: è convinta che lui abbia un’altra donna. Le prendo dolcemente la mano e la rassicuro. A modo mio. ”A volte i mariti”, le dico, “magari perdono la testa, ma poi ritornano in se e poi”, aggiungo, “una donna così bella non si può mettere in disparte”. Mi chino su di lei e le bacio delicatamente le labbra.. Lei rimane immobile fissando le mie labbra. Non mi faccio scrupoli e torno a baciarla, questa volta un po’ più appassionatamente. Lei continua fissarmi le labbra. A questo punto parto deciso e la bacio di lingua. Passano pochi secondi e le sua braccia mi cingono le spalle. Risponde con trasporto al mio bacio appassionato. Poi un altro… e un altro… e un altro bacio ancora. Lei cerca affannosamente la mia bocca per essere baciata ancora. I baci appassionati si susseguono numerosi. Le nostre lingue si cercano affannosamente. Siamo infiammati dalla passione. Inizio a baciarle il collo e lei “Oh si… si… si… Attilio… ancora… ancora… ancora! Abbasso precipitosamente gli e schienali coricandola e allungandomi su di lei torno a slinguazzare il suo collo. Lei mi poggia una mano sulla nuca e accompagna il mio lavoro, china la testa da un lato e inizia ad ansimare: “Si… Si… Si… così… così… ancora…”. La mia bocca scende verso la scollatura della sua camicetta. Uno ad uno le apro i bottoni fino a scoprirle totalmente il pancino e quel bel reggiseno ricamato. Silvana inarca il bacino verso l’alto, si infila le mani dietro la schiena e si sbottona il reggiseno. Quindi mi invita a spegnere la plafoniera. La mia mano può infilarsi liberamente sotto le coppe e accarezzarle il seno. Poi Silvana si alza si leva la camicetta, si sfila il reggiseno e si sdraia di nuovo: “E tu, non ti spogli?”. Uno spiraglio di luce mi consente di ammirare quelle due stupende tettine. Mi sfilo la maglietta, rimango a dorso nudo e mi avvicino a lei. Mi accarezza il petto e la sua mano scendo fino alla cinghia dei pantaloni ed inizia a slacciarmela. Poi mi invita a continuare. Mi sfilo i pantaloni e rimango in slip. Lei mi fissa e capisco che devo toglierli. Sono ora completamente nudo, il mio arnese ha raggiunto un notevole turgore e inizio io, ora, a slacciare i suoi jeans, quindi in un solo gesto le tolgo jeans e slippini. Lei tiene le gambe chiuse ma noto il suo rigoglioso boschetto di peli. Silvana si siede sul sedile posteriore continuando a tenere le gambe serrate e piegate a se: “È da un bel po’ che ho notato come mi guardi. Una donna queste cose le capisce subito. Non so se mio marito mi tradisce o meno, una cosa però è certa: non mi scopa! Mi sono stancata di aspettare.” Lentamente allarga le gambe e mi offre la visione del paradiso: “Scopami Attilio!”. Le afferro le caviglie e la tiro a me coricandola sugli schienali reclinati. Le tengo le gambe spalancate e in quella semioscurità mi beo della visione della sua stupenda FIGA. Mi chino tra quelle cosce e lentamente inizio con la lingua a cercare il clitoride. Con due dita allargo delicatamente le labbra e pian piano, su, fino a stringere tra i polpastrelli quel dolce corallo che messo allo scoperto prendo a succhiare avidamente. Silvana sospira vistosamente. “Oh… siiiii… siiiii… siiiii… mhhh… mhhhh…” Le sue mani premono la mia testa contro la sua umida fighetta. Si dimena dolcemente. Le sue gambe si distendono e poi tornano a ripiegarsi, ripetutamente. Continuo a succhiare e leccarle imperterrito il suo clitoride. Sento che prova molto piacere. Lo mordicchio delicatamente, poi torno a succhiare fino a sentire le sue grandi labbra sfiorarmi il palato. Torno ad allargarle la figa e leccargliela, fino a scendere all’entrata della vagina. La lingua si insinua li dentro fin dove può. A lungo, assaporo vorace il suo umore vaginale: che delizia! Poi di nuovo su con la lingua verso il clitoride per riprendere a succhiarlo con veemenza. Passo un paio di minuti a deliziarmi della sua fighetta bagnata. Poi lei: “Basta Attilio… basta… mi da fastidio… basta… basta…”. Poi con forza mi allontana la testa dal suo pube. Piano piano sbaciucchiandola salgo lentamente, prima il ventre, poi l’ombelico, poi il pancino poi una lunga pausa succhiandole i capezzoli e poi ancora piccoli succhiotti sul collo e infine la bocca per farle assaggiare il suo stesso umore! E mentre ci baciamo appassionatamente la sua mano stringe delicatamente il mio arnese iniziandomi a una dolce e lunga sega. E mentre lei con la mano mi maneggia, con la mia inizio ad accarezzarle il boschetto e poi le dita prendono ad entrare dentro la vagina. Istintivamente Silvana spalanca le cosce: “Oh siiii… siiiii… si Attilio… così… così… ancora… ancora… fammi godere!!!!”. Per un paio di minuti continuo ad eccitarla lavorandole la fighetta. Lei ansima di piacere. Il suo corpo freme visibilmente. Poi dopo aver emesso alcuni forti sospiri: “Vieni dentro, Attilio, mettilo dentro… scopami, Attilio… scopami… scopami!”. Non vedevo l’ora che me lo dicesse! Silvana si dispone per prendermelo. Le sue gambe sono ben aperte, mi posiziono tra esse, mi prendo il membro in mano e lo sfrego ripetutamente sulla figa in cerca del punto giusto per penetrarla… ed appena individuato la spacchetta bagnata mi allungo su di lei e inizio pian piano ad infilarle la figa. Qualche manovra per fare in modo che sia ben lubrificato, lei mi guarda fisso negli occhi, sembra che mi implori di sbatterla, poi… spingo fino in fondo. Lei chiude gli occhi, lancia un sospiro di profonda soddisfazione: “OH SIIII… si… si.. ora è tutta un’altra cosa… finalmente si scopa, finalmente si scopa!”. Inizio a pomparle la figa. Sono al settimo cielo. È meraviglioso scopare Silvana, si gode uno per uno tutti i miei affondi quindi le sussurro all’orecchio: “Sei fantastica… è bellissimo fare l’amore con te!” e lei per tutta risposta: “Sei mio… sei mio… sei tutto mio… si.. si… sei tutto mio…”. Passano i minuti ed entrambi cominciamo a sentire i primi sintomi dell’imminente orgasmo. Le chiedo: “Mi devo togliere prima di lasciarti dentro qualcosa?” E lei; “No… No… Non ti preoccupare, è tutto sotto controllo. Vai tranquillo… vai tranquillo, voglio che mi godi dentro… non toglierlo!”. Era proprio quello che volevo sentirmi dire, per fortuna avevo azzeccato il periodo giusto per scoparla. Riprendo a pomparmela con vigore, adesso. Dopo alcuni istanti sento che entra in orgasmo: “Attilio… Attilio…ci sono … ci sono… godo… godo… godo… si… si… siiiiiii… vieniiii… vieni anche tu…” ed io: “Eccomi, eccomi … ci sono… ci sono… ci… so..no.. . siiiii….” Avevo fatto una fatica bestia a trattenermi, ora potevo sfogarmi. Ed anch’io ansimando profondamente, libero la sborra in fondoo alla sua figa. Continuo a pomparla lentamente mentre mi svuoto. E quando sento che nemmeno una goccia sta più travasando nella sua vagina, mi fermo, tenendo sempre ben piantato il cazzo nella sua figa. Lei mi stringe forte. Mi bacia sul collo. Poi sento che lentamente l’erezione sta scemando e le dico che dovrei toglierlo. Purtroppo non ho a disposizione nulla per evitare che dalla figa coli lo sperma. Lei mi suggerisce di usare i suoi slip. Allungo una mano, li raccolgo e li passo a lei. Lei se li dispone sotto il mio uccello mentre lo tiro fuori e poi una volta estratto si tampona la figa. Mi sposto un pochino all’indietro per osservare lei che si pulisce la figa dalla mia sborra. Qualche istante dopo esclama: “Ma quanta nei fatta di quella crema” ripiegando più volte gli slip in cerca di una parte ancora asciutta per asciugarsela. Continua ancora a sfregarsi la figa con gli slip fino ad asciugarsela per benino. “Come è andata?” le chiedo, e lei “Sei stato fantastico. Non poteva andare meglio!” esclama. “Sai una cosa?” aggiunge, “Ho appena tradito mio marito, e provo quella sottile e piacevole sensazione di essere puttana. Si, mi piace sentirmi puttana! E ho una gran voglia di continuare a sentirmi tale!”. Mi chino ancora su di lei e riprendo a baciarle i capezzoli, delicatamente. Mi mette un braccio intorno al collo ed inizia ad accarezzarmi le spalle. Mi accorgo che ha ancora voglia di farsi scopare. Non diciamo più niente ma continuiamo con le effusioni. Queste man mano che passa il tempo diventano sempre più passionali e poco più di una decina di minuti dopo siamo di nuovo pronti per una nuova scopata. Il rituale si ripete esattamente come prima ancora una volta e un’altra volta ancora. È stata per noi due, certamente, una gran bella scopata e da quel momento divenimmo focosi amanti. Abbiamo fatto sesso molte altre volte. Ma purtroppo era destino che venissimo scoperti (da mia moglie, purtroppo, che addirittura, una volta incontrandola per le scale la aggredi fisicamente e se le diedero di santa ragione come due cagne che si azzuffano) e la nostra relazione terminò nel peggiore dei modi, come anche il mio matrimonio. Ma ogni volta che ripenso a Silvana, ricordo il piacere e la voglia che aveva nel concedersi a me ed io a lei. Si, sono ancora pazzo di Silvana!

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