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Romina
“Certo è carina, molto carina. Ma ha quasi dieci anni più di me. E poi è sposata e ha due bambini, accidenti!”
Mi ero sempre imposto queste considerazioni ogni volta che facevo strani pensieri su mia cognata.
Si perché, in effetti, era l’unico modo per non andare fuori di cervello (e magari commettere qualche follia) ogni volta che la vedevo vestita con qualcosa di provocante. E vi assicuro che non capitava di rado.
Ma voi vi immaginate una quarantenne tutto pepe, magra, con due belle tettine ed un sedere da urlo, che sculetta quando cammina e per salutarti ti abbraccia appoggiando il seno al tuo petto?!
Ecco, se ve lo immaginate, ditemi come si fa a non farsi venire un’erezione… perché io non sono mari riuscito ad evitarlo!
E questo nonostante lei sia la sorella di mia moglie. Del resto, anche se sono sposato, le altre fighe continuano a piacermi come prima, e che diavolo! Non è che se ti sposti diventi di legno! Giusto?
In ogni caso, sebbene con enormi difficoltà, ero sempre riuscito a trattenermi dal fare o dire qualsiasi cosa che avrebbe potuto creare problemi in famiglia.
Ero sempre riuscito ad evitare di fare cazzate e rischiare di rovinare la vita di tutti.
Ma poi è arrivato quel maledetto (o benedetto?) giovedì pomeriggio che ha cambiato le cose per sempre, tutto d’un colpo.
Premetto che io il giovedì, di solito, lavoro a casa. E di giovedì, Romina (chiamerò con questo nome di fantasia mia cognata) non va al lavoro perché è di riposo.
Anche quel giovedì di metà settembre, dunque, ero a casa che sbrigavo alcune faccende, quando mi suona il telefono:
“Pronto?”
“Si ciao, sono Romina… ascolta per favore devi correre subito qui che è successo un disastro! Mi serve aiuto! Ti prego corri, presto! E porta la cassetta degli attrezzi!”
Sebbene non avessi capito nulla di quello che stava accadendo, naturalmente mi precipito a casa di Romina (che sta a 100 metri dalla mia) con gli attrezzi.
Appena arrivo trovo la porta socchiusa. “C’è nessuno? Sono io! Romina, dove sei?”
Entro titubante in casa ma subito sento una voce che mi prega, urlando, di salire al piano di sopra.
Faccio le scale d’un fiato e vedo Romina in bagno, inginocchiata sotto il lavandino che cerca maldestramente di tappare un tubo rotto dal quale esce un sacco d’acqua che l’ha completamente infradiciata dalla testa ai piedi!
Non sono certo un idraulico, ma capisco che l’unica cosa da fare è chiudere il rubinetto centrale. Detto fatto. L’acqua smette di uscire immediatamente.
Romina a quel punto inizia a ridere… ma io noto solo il fatto che la maglietta bianca che indossa é completamente bagnata, ed é diventata tutta trasparente, permettendomi di vedere, per la prima volta nella mia vita, le bellissime tette di mia cognata. Cazzo non portava nemmeno il reggiseno, eppure stavano su da dio quelle tettine, e che capezzolini dritti e duri e… e… che bello spettacolo!!!
Improvvisamente Romina si alza in piedi ed esclama “Mi hai salvato la vita!!! Se non fosse stato per te sarei affogata di sicuro!” E ricomincia a ridere… quindi mi si getta al collo e mi stampa un bacio sulla guancia.
Io? Una sola parola: impietrito. La vista delle tette di Romina mi aveva infatti provocato un’erezione enorme, e di certo non poteva esserle sfuggita quando mi aveva abbracciato.
Ma non mi dice niente e uscendo dal bagno mi fa cenno di seguirla. “Dai che ti offro un caffè. Devo sdebitarmi! Ma prima mi cambio, eh! Sennò mi piglio un malanno!!!” E così dicendo entra nella sua camera da letto.
Naturalmente rimango sulla porta della camera.
“Che fai non entri?” mi dice, guardandomi con aria dubbiosa.
“Certo che no, scema!” le rispondo ridendo.
“Mica ti vergognerai a vedere tua cognata che si cambia?” replica lei togliendosi la maglietta e rimanendo a seno scoperto “…perché …non mi era sembrata vergogna quella che avevi poco fa …in mezzo alle gambe!”. E così dicendo mi lancia un’occhiata maliziosa, si gira e si sfila gli short, rimanendo con in dosso solo un perizoma nero.
Resto senza fiato ed imbambolato sulla porta.
Romina si gira e mi si avvicina “Allora? Non hai proprio niente da dire? Devo fare tutto io? …guarda che lo so che mi desideri… pensi che non mi sia accorta che tutte le volte che ti abbraccio ce l’hai sempre duro? Come poco fa del resto…!”
Non riesco a dire nulla ma il mio corpo reagisce in automatico. Le afferro le tette con le mani e inizio a baciarla sulla bocca. Quindi la prendo per i fianchi, la sollevo, e la porto sul letto.
Lei si divincola, mi sorride,scivola verso la testiera del letto matrimoniale e si sfila il perizoma.
Vedo la sua fighetta quasi totalmente depilata, ad eccezione di una piccola strisciolina di pelo ben curata. Vedo le sue labbra già leggermente dilatate, grondanti di umori.
Evidentemente mi desidera almeno tanto quanto io desidero lei! E non ci mette molto a dimostrarmelo!
Romina infatti mi si getta addosso come una furia e mi slaccia i jeans, facendoli scivolare lungo le mie gambe, immediatamente seguiti dai boxer. Il mio cazzo è al massimo dell’erezione possibile. Lei lo prende avidamente con una mano: “Ma che bel cazzone che hai! L’avevo già sentito che era grosso, ma vederlo fa tutto un altro effetto! Mmmmmm…ma chissà che sapore ha!” mi dice con voce seducente, mentre con l’altra mano mi soppesa i coglioni: “Ma tu hai le palle piene!! E’ da un po che la mia sorellina non fa il suo dovere eh?! Non ci posso credere… con tutto questo ben di dio! Poverino, chissà come sarai gonfio di sborrina! Tranquillo che adesso ci penso io a svuotarle!” Ed immediatamente inizia a masturbarmi ed a leccarmi la cappella, quindi tutta l’asta e poi giù fino alle palle. Ritorna sul fusto, e riprende a lavorare sulla cappella. Lecca, succhia, insaliva, morde, ciuccia, insomma un lavoro davvero perfetto. Di certo uno dei migliori bocchini della mia vita. Se non il migliore!
Le sorreggo i capelli, mentre lei, li inginocchiata ai piedi del letto mi spompina e mi guarda con aria da vera troia: “Mio dio che pompa… sto già per venire!” le comunico ansimando.
Romina allora inizia ad andare su e giù con la mano, lungo tutta la mia verga, e con la lingua mi titilla il prepuzio. Quando nota che sto per esplodere chiude gli occhi ed apre la bocca… ed io vengo urlando: “Sborroooooo!” E le spruzzo tre fiotti di sperma in faccia, in bocca e sul suo corpo.
Romina, nonostante lo schizzo violento sul volto non si scompone e continua a masturbarmi con la mano, e contemporaneamente si beve tutta la sborra che le è finita in bocca, poi inghiotte tutto ed esclama: “Mmmmmmm che buona, ne voglio ancora!!”. Mentre con una mano non smette di masturbarmi l’uccello, con l’altra recupera tutto lo sperma finitole sulla faccia e sulle tette e se lo porta alla bocca per berselo. Poi riprende in bocca il mio uccello, che nel frattempo si stava smosciando, ed inizia a leccarlo ed a ciucciarlo per ripulirlo da ogni goccia di sborra.
A quel punto io la sollevo, la rimetto sul letto e la tocco il clitoride e la figa, e sento che è bagnatissima. Allora inizio a farle un bel ditalino. Romina comincia a gemere, mentre ancora si lecca le mani per sentire il sapore di quella sborra che le era piaciuta così tanto.
Dopo qualche minuto di ditalino, alternato ad alcune sapienti leccate di fica, Romina non riesce più a trattenersi e comincia ad urlare “Oddio siiiiii! Si, si, continua così, così…. Mio dioooooo!!!!!! Siiiiiiiiii!” E piega sempre più le gambe verso la sua pancia. Improvvisamente urla “Vengooooo” e dalla sua figa fuoriesce un getto di liquido caldo che bagna me, il letto ed il pavimento. “Wow!!! Che spruzzo! Complimenti!!!” le dico io con sincera ammirazione.
Ci stendiamo sul letto matrimoniale iniziamo a baciarci intensamente. Le nostre lingue si attorcigliano in un vortice di piacere, mentre le nostre mani esplorano minuziosamente tutte le zone più intime dei nostri corpi.
Il mio cazzo, nel frattempo, è ritornato duro come la roccia.
Romina ormai è totalmente in preda all’estasi. Sembra posseduta da uno spirito animalesco che non immaginavo proprio avesse. Mi lecca tutto il corpo, mi tocca in ogni dove, morde, palpa, strizza, bacia… insomma una vera furia!
Siamo entrambi inginocchiati sul letto, quando Romina si accovaccia e ricomincia a leccarmi l’uccello. Poi con due dita lo scappella completamente, mi guarda negli occhi e si gira. Fa scivolare le braccia verso l’altro capo del letto, inarca completamente la schiena e divarica appena le gambe.
Quello che mi si presenta davanti è uno spettacolo delizioso: le grandi labbra della figa di Romina sono strette tra le cosce, e a far da cornice c’è il suo culo splendido. Davvero da perdere la testa.
E infatti non capisco più nulla! Le metto le mani sul culo ed inizio a mordicchiarle le grandi labbra e ad infilare la mia lingua nella sua fichetta. Romina ansima e mugola dal piacere. “Ti voglio sentire dentro di me” mi sussurra mentre gode.
Non me lo faccio ripetere due volte. Smetto subito di leccarla e le afferro i fianchi. Inizio a penetrarle la fica da dietro. E’ sempre più bagnata, ed il mio pistone le scivola dentro benissimo.
Comincio a pompare a tutta forza, avanti e indietro, come un forsennato.
Montarla a pecora mi eccita da matti e ci metto tutta l’energia che ho in corpo.
Babrbara inizia a godere sempre di più “Oh Siii! Siiiiiii! Dai sbattimi, fottimi sempre più forte! Siii ancora! Non fermati, ti prego, non fermati! Scopami ancoraaaa!!! Mio dio che palo che hai… mi sembra di essere sverginata per la seconda volta!”
Io la pompo a più non posso finché le urlo che devo uscire perché sto per venire.
“Vienimi dentro!” sibila Romina, la cui figa sbattuta dal mio cazzone è ora un lago di umori incredibile. “Sborrami dentro, voglio sentire la tua sborra dentro di me!”
“Non posso” ribatto io “so che non prendi più la pillola da mesi!”
“Spruzzami dentro ti prego, sborrami dai, spruzza spruzza!” mi implora Romina.
Eccitato da quelle parole, non resisto più… assesto un ultimo violento colpo che fa sobbalzare la mia vogliosa cognatina, e con un muggito degno di un toro da monta le inondo la figa con una sborrata potente e lunghissima.
“Siiiiii che belloooooooo!!!” grida lei.
Le tolgo il cazzo dalla vulva e mi stendo sul letto.
Babrbara si siede di fianco a me “Sei davvero uno stalloncino niente male, sai?! Ma non crederai di cavartela così, vero?”, mi dice mentre con la bocca assapora le dita, dopo averle intinte nella mistura di sperma ed umori vaginali che le colano tra le cosce.
“In che senso?” le chiedo stupito.
“Voglio che mi scopi guardandomi negli occhi. Poi voglio che mi sborri ancora dentro… mi è piaciuto tanto prima!”
“Romi sei impazzita?” ribatto io “Guarda che già prima è stata una pazzia!! Se rimani incinta è un casino! Te ne rendi conto???”
Lei si limita a ridere… poi mi bacia ed inizia a scendere dalla bocca, fino ad arrivare al cazzo.
“Mmmmmm è questo quel serpentone sborrone che prima mi ha sfondato la passerina eh?! Ha fatto proprio un bel lavorino! Direi che si merita un bel regalo da zia!”
Ed inizia a farmi un bocchino pazzesco, tanto che il mio bastone, che era abbastanza smorto per lo sforzo precedente, risuscita in pochi istanti tra le carnose labbra di Romina.
“Sei un’inguaribile pompinara!” le dico.
“Cosa ti aspettavi? Dovresti saperlo bene che vengo dalla terra dei soffocotti!!!” ribatte lei con uno sguardo da puttana bolognese, che è tutto un programma!
Dopo aver detto ciò Romina ricomincia infaticabile il suo lavoro di bocca. Io mi rilasso, mi distendo sul letto e poggio la testo sul cuscino, lasciandomi trastullare da quell’insaziabile ciucciacazzi di mia cognata, che mi sta regalando una giornata indimenticabile.
A quel punto però Romina, dato che il mio bastone che è già diventato durissimo grazie alla sua sapiente maestria orale, reclama la sua parte.
Infatti la mia amante si stacca dal nodoso manganello che, generoso, le dona un filo di presborrina subito avidamente risucchiato, e borbotta “Non ti sembra venuto il momento di rifottere la tua adorata cognatina???”. Il viso, leggermente corrugato dal semiserio rimprovero, si distende e lascia posto ad un bel sorriso. Quindi Romina si siede sul letto, rannicchia le gambe, leggermente divaricate, portandole al busto, facendomi intravedere così la sua fessura. Mantenendo salde le ginocchia al busto con le mani, Romina si lascia cadere all’indietro sul letto, esibendo la figa completamente dilatata e bramosa di accogliere nuovamente la mia verga in tutta la sua lunghezza e larghezza.
Senza attendere oltre mi getto su di lei e la infilzo senza grandi convenevoli, tanto che Romina, penetrata improvvisamente ed irruentemente dal mio cazzone mostruosamente eretto, rimane per un attimo senza fiato.
Inizio a pomparla fortissimo, quasi con violenza, e Romina comincia a godere. Me la sbatto per diverso tempo. Del resto ormai, dopo essermi completamente svuotato le palle addosso e dentro Romina, ho dalla mia una resistenza degna di nota. Trascorrono minuti eterni, allorquando Romina inizia a delirare del piacere. “Sfondami! Spaccami la figaaaa!!!” urla.
La mia porno-cognata continua ad orgasmare come una baldracca.
“Sei un toro da monta! Non avevo mai goduto così in tutta la mia vita! Voglio essere la tua troia. Sbattimi come un tappeto”
Ad un tratto Romina si toglie rapidamente il cazzo dalla fessa e divarica le cosce in maniera impressionante. “Godoooooo” grida lei, e dalla fregna spalancata esce, ancora una volta, un getto di umori, ma stavolta molto molto più intenso di quello precedente, che mi bagna il busto ed inzacchera completamente il letto.
“Nessuno mi aveva mai fatto spruzzare due volte in un giorno, in tutta la mia vita! Lo sai? Non c’è che dire, sei davvero un campione… Ti meriti una ricompensa!” mi dice Romina.
Ma io ormai non capisco più niente e senza nemmeno rispondere le prendo i talloni con le mani, le apro le gambe alla massima estensione e la infilzo nuovamente con il mio bastone pulsante, che reclama la figa grondante di umori.
Romina non si oppone, anzi, si inarca e si contorce dal piacere mentre la impalo con colpi secchi e decisi, che si fanno sempre più rapidi e potenti.
Le carnose pareti della figa mia cognata, nonostante sia già venuta numerose volte, avvolgono e stringono ancora a dovere la mia cappellona. Ha proprio una gran bella fregna, non c’è che dire. Ed i suoi movimenti sono perfetti, una vera esperta della scopata.
Cambiamo posizione. Romina, con una spinta sul petto, mi fa sdraiare a schiena sotto ed inizia cavalcarmi mettendosi accovacciata sul letto, ed ondulando velocemente il bacino, in su ed in giù, verso destra e verso sinistra. Mi sembra di avere l’uccello in un frullatore!!! Una sensazione davvero incredibile.
E lo è pure per lei… tanto che viene a ripetizione, ed un fiume di umori vaginali mi cola addosso.
“Ti piace essere scopato dalla tua cognatina, eh?!” ricomincia a delirare Romina “Maiale! Sei proprio un porco! Però sei stato molto bravo, sporcaccione, mi hai fatto venire un mare di volte, e io adesso ti chiavo a dovere! Io sono la miglior troia sulla piazza! Come chiavo io non chiava nemmeno la più lurida delle puttane! Chiaro?”
Ormai la pressione nel mio cazzo ha raggiunto livelli incredibili, e devo sborrare di nuovo.
Per cui prendo le tette di Romina, che intanto continua a cavalcarmi come un’amazzone mignotta, e le stringo con forza i capezzoli turgidi. Romina geme dal dolore e dal piacere. Quindi la ribalto e la rimetto nella posizione del missionario.
Le prendo le gambe e me le metto sulle spalle. Le punto il cazzo sulla figa spalancata e la penetro nuovamente, sbattendola a tutta forza.
“Mioddio! Sento i tuoi coglioni sbattermi sulla figa!!! Continua così, ti pregooooo!”
“Adesso ti sborro nella figa, come mi hai chiesto prima!”
“Siii vienimi dentro! Spruzza, spruzza!” mi grida lei.
“Guarda che con questa sborrata ti metto incinta, troia!” l’avverto io.
“Voglio sentire ancora la tua sborra… sborrami in fica, dai!”
Un fiotto di sperma pervade la fessa di Romina che sibila “Ahhhhhhhhh che bello! Sento la tua sborra calda nella mia bella passeronaaaaa… spero davvero di rimanere incinta di te dopo questa chiavata incredibile!”
Senza più dire nemmeno una parola ci stendiamo sul letto sfiniti e ci coccoliamo per un’ora buona.
Mentre mi sto rivestendo Romina si avvicina a me e mi sussurra: “Non so se ci saranno altre possibilità di…. riprendere il discorso… ma sappi, in ogni caso, che farlo con te oggi è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata” e così dicendo mi guarda con gli occhi da lurida. Si china ed inizia a tirarmi un pompino che mi fa venire in pochi minuti. Romina si tiene il cazzo tutto in bocca mente eiaculo per l’ennesima volta. Poi apre la bocca e me la mostra piena della mia sborra. La chiude, inghiotte e la riapre mostrandomela vuota. Mi guarda fiera e di sussurra “Così il ricordo del tuo sapore mi rimarrà più a lungo”.
Mentre esco da casa di Romina lei mi da un bacino ed un buffetto sul culo.
“Ci vediamo Romi” le dico io dopo aver ricambiato il bacio.
“Mi mancherai” mi risponde lei
“Pure tu” le confido io.
“Hei… non ti riprendi la cassetta degli attrezzi?” mi ammonisce Romina.
“Se rientro da quella porta ti infilzo fino a quando torna tuo marito… facciamo che passo a riprenderla giovedì prossimo?” e mi allontano sorridendo felice.
“Guarda che ci conto” mi grida Romina salutandomi dalla porta.

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