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Romina (parte II)
Sono ormai due mesi che Romina ed io scopiamo come due pazzi praticamente tutti i giovedì, ed ogni qual volta ci capita l’occasione di rimanere da soli. Con sotterfugi e scuse ce la filiamo in macchina ed andiamo a chiavare in un motel della zona, oppure in qualche parcheggio isolato.
Già in un paio di circostanze abbiamo rischiato di essere visti e scoperti. Ma vi assicuro che la paura ed il brivido del rischio aumentano l’eccitazione e la voglia. E scopiamo in maniera sempre più meravigliosa.
Un paio di volte abbiamo usato il goldone, ma poi abbiamo deciso di farlo sempre senza preservativo, perché ci piace di più. E Romina continua a non prendere la pillola o altre precauzioni.
E da parte mia… ogni volta le scarico in figa quantità notevoli della mia sborra calda.
Lei viene moltissime volte, sempre urlando come un’indemoniata.
Lo scorso giovedì avevo molta voglia si scopare. Erano già due giorni che mia moglie non me la dava. Quindi volevo rifarmi.
Di buon mattino busso alla porta di casa di Romina. Mi apre indossando esclusivamente uno di quei tanga che io chiamo “a filo interdentale” (non so se avete presente il capo di biancheria intima cui mi riferisco… se lo avete presente potete immaginarvi lo spettacolo di quell’indumento su di un corpo perfetto come quello della mia Romina).
Entro in casa e glielo sfilo subito, senza tanti complimenti. Mi si presenta dinanzi la sua figa.
“Vedo che non ci si rade più da queste parti, eh?!” le faccio notare con tono di rimprovero scherzoso.
“Hai ragione tesoro” ribatte lei che nel frattempo si è inginocchiata e mi sta calando calzoni e boxer “ma perché io mi dovrei depilare e tu no??? In mezzo alle gambe tu c’hai la foresta amazzonica!”
“Giusto” ammetto “vorrà dire che ci depileremo assieme allora!”
“Mmmmmm… ottima idea! Vedrai come te lo succhio meglio senza tutti quei pelacci!” Così dicendo Romina mi afferra l’uccello con la mano e, dopo avergli dato una scappellatina, mi trascina di corsa su per le scale, fino nel bagno principale di casa, quello nel quale è iniziato tutto. Entriamo nella grande doccia ed iniziamo a depilarci reciprocamente.
Finita l’operazione apriamo l’acqua calda per farci una bella doccia. Romina è fantastica. Nella sua zona più dolce non c’è nemmeno l’ombra di un pelo. Si vede perfettamente tutta la gnocca: il monte di venere, le grandi labbra, le piccole labbra che spuntano appena, il clitoride… insomma una visione paradisiaca!
Mi inginocchio davanti a lei ed inizio a baciarle la figa. Lecco per bene tutta la zona, e Romina apre le cosce per facilitarmi il lavoro. Quella fica mi piace sempre di più e la succhio avidamente. Mordo le labbra ed il clitoride, già bello gonfio dall’eccitazione. Romina sussulta continuamente in preda all’estasi “Oh siiii! Come mi lecchi bene!” E così dicendo mi afferra la testa con le mani spingendola sempre più verso la sua fessa. Gronda di umori vaginali quella bella fichina… e io avido me li assaporo tutti! Mmmmmm che buon sapore!
Dopo un bel pò di tempo Romina mi toglie la testa da mezzo le cosce e, inarcandosi, viene violentemente, spruzzandomi in faccia un fiume di umori vaginali. “Mioddio come godo!” urla.
Romina si accascia sul pavimento della doccia. Ma subito nota il mio uccello e le mie palle completamente depilati. Mi fa alzare e si inginocchia iniziando a toccarmi il cazzo. “Ohhh ma che bello! Ma cos’è? Un salamone gigante??? Che fame, adesso me lo mangio tutto!” E così dicendo si caccia in bocca il mio uccello per tutta la sua notevole lunghezza, tanto che per poco non la soffoca! Se lo tira subito fuori dalla gola tossendo e ridendo. Quindi si mette a fare il lavoro che conosce meglio: succhiare il cazzo. Come al solito Romina effettua un servizio degno della più nobile delle puttane. Non risparmia nemmeno un centimetro quadrato della mia nodosa verga, leccandomi e succhiandomi dalla punta della cappella alla base delle palle.
Dopo qualche minuto il mio cazzone erutta una quantità mostruosa di sborra che inzacchera tutta la faccia, le tette e persino i capelli di Romina. Lei, come al solito, ne beve più che può.
Vedendola così, inginocchiata e ricoperta da tutto quello sperma, mi prende una strana voglia e le dico: “Brutta troia, ho deciso che adesso ti faccio il culo!” Senza nemmeno aspettare una sua risposta, la sollevo di peso e la metto carponi sul pavimento. Con un dito le apro l’ano e poi gli conficco l’uccello nel culo senza tanti complimenti, mentre la mia cognatina selvatica sibila: “Sfondami il buco del culo! Spaccamiiiii! Voglio essere la tua mignatta, aperta in tutti i buchi da te”
Romina emette delle urla pazzesche.
Dall’ano di Romina esce del sangue, quindi un poco preoccupato le chiedo “Ma eri vergine dal culo???”, mentre continuando a stantuffarla violentemente noto che via via la mia verga scorre sempre meglio dentro il suo culo.
“Siiiii” geme Romina “è stato bellissimo perdere la verginità anale con te! Mi ha fatto malissimo… ma adesso non provo più dolore, e sto cominciando a godere”. In effetti adesso il mio cazzo scorre che è una bellezza nel buco del culo, ormai rotto, di Romina, e vedo lei che, mentre con una mano si appoggia al pavimento del bagno, con l’altra si sgrilletta il clitoride a tutto andare.
“Inizio a godere…. inizio a godere….” Continua a ripetere “…a godere come una troia! Sono in calore! Sono la tua troia in calore! Sfondami di più! Aprimi tutta! Fammi sempre tutto quello che desideri! Sono ai tuoi ordini! La tua schiava troia in calore! Spaccami di più, sempre di più” grida mia cognata.
A quelle parole mi infoio come un animale da soma, e decido mi montarla “a cane”. Le afferro le tette ed inizio a statuffarla come una bestia. “Siiiiiiiiii scopami nel culo!” urla lei “e quando hai finito spaccami la fica!”. Quindi le tolgo il cazzo dal buco del culo, che ormai è una vera voragine, e lo pianto nella fregna di Romina, già aperta grazie al ditalino che si stava facendo durante l’inculata. Di li a poco le sborro nella fessa.
Quindi ci sediamo sfiniti sul pavimento della doccia, mentre l’acqua continua a scorrere sui nostri corpi, ripulendoci per bene.
“Cazzo come mi hai spaccato!!! Mi hai rotto il culo in due… e mi è piaciuto tantissimo!!! E poi lo sai che adoro sentire il caldo della tua sburra nella mia passerona” mi confida Romina.
Devo dire che è stata una giornata decisamente soddisfacente… ed a testimonialo c’era lì il mio bastone infuocato… e c’erano pure il culo rotto di fresco e la figa sborrata di Romina.
Il sabato successivo Romina ha voluto a tutti i costi venire a ballare in discoteca insieme a me. Immaginatevi le scuse che abbiamo dovuto inventarci con suo marito e mia moglie. Lasciamo perdere!
Partiamo con macchine separate e ci incontriamo in un parcheggio pubblico di un paesino abbastanza vicino al nostro. Lei lascia la sua auto nel parcheggio e sale sulla mia macchina. Partiamo alla volta della discoteca: Romina è vestita normalmente, ma ha una borsetta dalla quale estrae un abitino elasticizzato di colore bianco davvero minuscolo ed un micro-perizoma rosso fuoco. Inoltre porta delle scarpe con dei tacchi vertiginosi.
Si spoglia completamente ed rimane nuda sul sedile. La sua bella figa, completamente depilata, mi fa sempre ribollire il sangue nelle vene. Quindi, mentre guido, con una mano inizio a toccarla tra le cosce. La sua passera si allaga subito. E’ eccitata da morire.
Nonostante io sia impegnato nella guida, devo dire che le faccio proprio un bel lavoretto alla passerina, tanto che Romina geme e gode come una zoccola. Si contorce sul sedile e mugola di piacere.
Improvvisamente, in preda alla foga, si getta sul mio pacco e mi pare la zip dei pantaloni. Ravana con le mani e mi tira fuori l’uccello, già in piena erezione. Lo masturba un poco, lo scappella per bene, e poi inizia a spompinarmi, sempre mentre sono alla guida della macchina. Accidenti come succhia… sembra un’idrovora! Mi sta facendo impazzire, e rischiamo di andare fuori strada più di una volta!
Romina mi finisce il pompino facendo attenzione a farmi sborrare completamente dentro la sua bocca, ed avendo cura di ingoiare tutto, senza perderne nemmeno una goccia!
Quindi, asciugatasi la bocca, si infila in perizoma e si mette il vestitino. “Questo servizietto me lo ripaghi con gli interessi, lo sai?”mi ammonisce ridendo.
Quando arriviamo dentro la discoteca un sacco di uomini guardano mia cognata… ed ammetto che la cosa mi da parecchio fastidio. Ma del resto è vestita come una mignotta. Cosa posso pretendere? Figurarsi che ad ogni suo passo il vestito aderente si solleva e permette a tutti i presenti di ammirare il perizoma rosso che indossa.
Inoltre il vestito, essendo molto attillato, permette di distinguere perfettamente le forme di Romina, specie il magnifico culo e le tette. In particolar modo non è possibile non vedere i capezzoli irti come chiodi sfoggiati da mia cognata. La troia, infatti, inarca volontariamente ed il più possibile le spalle e la schiena per meglio evidenziare le sue zinne sode.
E’ evidente che lei è a conoscenza del fatto che tutti la guardano vogliosi… ma la cosa non la disturba affatto, anzi, pare proprio che la ecciti! E’ proprio vero che è una grandissima mignotta!
Iniziamo a ballare al centro della pista, e Romina inizia a dimenarsi con movimenti scatenati ed effettuati ad arte per mostrare il più possibile tutte le sue grazie a quanti più uomini possibile.
In breve numerosi energumeni le si fanno attorno e le ballano il più vicino possibile, nella speranza di essere sfiorati da lei, o addirittura di toccarla. Io sono sempre più infastidito, ma la lascio fare. Del resto mi accorgo che quello è il suo gioco preferito… li stuzzica tutti, ed a quelli più intraprendenti e carini è anche permessa qualche palpata. Ma non viene concesso di più, e quando gli allocchi già sperano di poter ottenere qualcosa di interessante, vengono bellamente cacciati, tutti quei mosconi! Sono io il suo toro da monta e non vuole altro.
Ad un tratto, infatti, Romina mi tira vicino a se ed inizia a strusciarsi contro la mia gamba destra con il suo corpo supersexy, provocandomi una prepotente erezione, ben visibile dal tessuto dei miei pantaloni.
Ci facciamo qualche drink, ed un paio di ragazzetti fanno apprezzamenti ad alta voce su Romina. Uno di quelli, non contento e nonostante la mia presenza, ci prova spudoratamente, proponendole di scopare.
Io mi altero alquanto, ma prima ancora che io possa dire o fare qualcosa, Romina lo squadra dall’alto al basso e gli dire ridacchiando “Ehi bimbo, guarda che a me piacciono gli uomini con gli uccelli belli grossi… come questo qui, vedi?” e mentre dice così mi stringe il pacco attraverso i pantaloni mettendolo in evidenza e mostrandolo al tipo, poi continua “…i pisellini come il tuo non mi fanno neanche il solletico! Ma guardati lì… cos’è di 5 centimetri? Vai a farti le seghine, cazzetto! Torna se e quando ti è cresciuto un pò!” E scoppia in una fragorosa risata. Il ragazzo se ne va umiliato, deriso anche da coloro che avevano assistito alla scena, compreso il suo compare che gli da brutalmente dello sfigato.
Ritorniamo in pista ed iniziamo a limonare mentre balliamo, fino al momento in cui Romina mi sibili all’orecchio “Ho voglia di scopare… ho troppa voglia! Voglio che mi chiavi la figa! Andiamo nel bagno, dai!”
La prendo per mano e la trascino nel cesso degli uomini. Richiudo la porta dietro di noi, e sbatto Romina contro la parete del bagno. Mi tuffo contro di lei ed inizio a baciarla, tra l’incredulità dei presenti. Lei si cala in vestitino sexy fino alla vita, mettendo in mostra le tette, che io provvedo a leccare per bene.
Qualcuno incuriosito inizia a guardare e ad avvicinarsi.
Romina se ne accorge e inizia a gemere, sia perché la faccio godere leccandola, sia perché si eccita ad essere osservata dagli sconosciuti.
Sempre più in preda all’estasi, Romina solleva anche la parte di sotto del proprio vestito fino alla vita, e subito dopo si sfila il micro perizoma, mettendo in mostra la sua bellissima fica, totalmente depilata. Ora è dunque nuda nel cesso della discoteca, ed indossa solo le scarpe con il tacco da 12 centimetri!
Quella visione paradisiaca mi fa eccitare come un mulo. Quindi, dopo aver sguainato il mio uccello duro come il cemento, prendo la mia cognatina per i fianchi e la sollevo. Romina si avvinghia con le gambe al mio corpo. Le conficco il mio cazzo nella figa, già completamente fradicia, ed inizio a pomparla di brutto. “Siiiii impalamiiii!!!” urla lei.
“Adesso ti spacco la fregna, brutta troiaccia!” le grido.
“Si sfondami stallone!” replica Romina gemendo.
Ed aumento il ritmo dei colpi.
Uno dei presenti, stanco di guardare, si tira fuori la minchia ed inizia a masturbarsi violentemente.
Dopo pochi minuti dico a Romina che devo venire e lei inizia ad urlare: “Vienimi dentro, vienimi dentro! Spruzzami tutta la figa! Dai che sto godendo come una puttana”.
“Tieni troia da quattro soldi, ecco tutto lo sburro che ti piace tanto, tieni mignotta” grido io un attimo primo di venirle in fica.
E la inondo con degli schizzi di sborra calda e molto densa. Quasi contemporaneamente anche il nostro spettatore più intraprendente viene, sborrando sul muro del cesso.
Romina a quel punto si sfila l’uccello dalla figa, inizia a titillarsi il clitoride ed emette una delle sue spruzzate fantastiche, tra le grida di giubilo dei presenti, sempre più increduli.
Sul pavimento del bagno colano gli umori vaginali di Romina misti al mio sperma.
Mia cognata, ancora totalmente nuda, si accovaccia ed offre l’ultimo spettacolo ai testimoni della nostra scopata pubblica. Infatti inizia a leccarmi e a ciucciarmi il cazzo.
L’operazione termina, dopo un bel pò di tempo, con una mia bella sborrata in faccia, che sporca tutto il volto e le tette di Romina. La mia focosa amante, a quel punto, avidamente si beve tutto lo sperma che può, si rialza e si pulisce i rimasugli di sperma nel lavandino del cesso.
Romina si risistema il vestitino tra gli applausi sinceri dei presenti, che di fatto si sono visti un film porno gratuitamente. Poi nota il suo perizoma rosso adagiato per terra. Lo raccoglie e lo regala al nostro spettatore più fedele, che accetta ben volentieri l’inaspettato dono, annusandolo e leccandolo con avidità.
Usciamo dal bagno tra l’ammirazione generale, e torniamo in pista a farci altri due salti. Ad ogni movimento di Romina, tutti possono notare la fichetta rasata ed arrossata di mia cognata, sempre grazie al fatto che il micro-vestito continua ad alzarsi ed a spostarsi.
Stanchi ma decisamente soddisfatti usciamo dal locale e ci dirigiamo verso la macchina. In auto Romina si denuda nuovamente e, prima di rimettersi gli abiti con i quali era uscita di casa, mi tira l’ultimo pompino della serata, mentre sono impegnato al volante. Le sborro per l’ennesima volta in gola, e lei, come suo solito, si beve tutto il mio succo.
Arrivati al parcheggio, mia cognata riprende la sua macchina e ce ne torniamo ognuno a casa propria.
Ora Romina ha un ritardo di due settimane. E lei spera di essere incinta di me. Del resto suo marito, da quando è iniziata la nostra relazione, le pochissime volte che lo chiava (di norma trova scuse per evitare di scopare) lo fa venire fuori, o al massimo in bocca.
Chissà come andrà a finire questa storia!!!

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