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| Robin Hood |
Ho conosciuto Gianna casualmente. Una sera mio cugino Franco me la presentò come amica della sua ragazza. Dopo aver preso una bibita al bar ci incamminammo all'interno della villa comunale, ove su di una panchina, prima, abbiamo chiacchierato un po' e, poi, vedendo Franco e la sua ragazza, Marisa, pomiciare, abbiamo cominciato a farlo pure noi. Gianna non mi sembrava infastidita, anzi si stava riscaldando fin troppo, quando Franco ci disse che si allontanava un attimo con Marisa. Rimanemmo soli sulla panchina: le misi subito una mano sul seno. Gianna gradì molto e mi invitò a continuare. Approfittai del momento favorevole per baciarla e infilarle la mano tra le cosce. Mi prese per mano e mi trascinò in un sentiero buio e coperto da piante, dietro la fontana. A pochi passi da noi Franco e Marisa erano ormai nudi e scopavano da matti. A quella vista la nostra eccitazione salì al massimo e riprendemmo da dove avevamo lasciato. La lingua di Gianna mi arrivava dappertutto. Mi prese il cazzo in bocca e cominciò una pompa da vera professionista. Pure Marisa stava facendo la stessa cosa a Franco. I nostri gemiti si mescolavano come se fossimo stati una sola coppia. “Ancora, ancora!” – diceva Marisa. “Ancora, ancora!” – replicava, di qua, Gianna, quando mi offrì la sua meravigliosa e superlubrificata figa. Glielo misi tutto dentro e cominciai a stantuffarla a ritmo supersonico. “Vienimi, vienimi. Riempimi del tuo orgasmo. Fammi godere in eterno, così. Che bello, che … bel-lo … oh … oh, go-do, gooooodooo!”. “Gooodooo” replicò Marisa. Mentre la lingua di Gianna mi arrivava fino in gola, ebbi un sussulto di eiaculazione e le sborrai una quantità enorme di sperma che, subito dopo, lei con una mano raccoglieva dalle sue cosce e la leccava tutta. Eravamo ancora frastornati dall’orgasmo, quando Marisa si avvicinò a noi e infilò la sua lingua in bocca a Gianna. Rimasi esterrefatto a quella vista. Franco mi fece segno da lasciar stare. Le due ragazze arrapatissime si leccavano e baciavano con tanta frenesia. Anch’io fui preso dal desiderio d’intervenire. Mi affiancai a Gianna, che, poco prima, sera fatta leccare il buchetto del culo da Marisa e la feci mettere a pecorina, spingendo il mio cazzo nel suo buchetto già lubrificato. Allora Franco posizionò Marisa in modo che leccasse la figa di Gianna, che nel frattempo aveva assunto una posizione più eretta e che mi stringeva forte il mio cazzo nel cullo. In quella posizione anche Franco cominciò a inculare Marisa, che si alternava con Gianna a leccarsi la figa. La scopata in questa posizione durò a lungo e terminò con uno orgasmo collettivo che condizionò altre tre o quattro coppiette che si erano fermate, prima, a guardare e, poi, a scopare. Da quella sera la nostra amicizia non si è più rotta e per paura che possa finire, spesso, la rinsaldiamo con una scopata a quattro, come la prima volta.
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