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| Rientro a casa e...il seguito |
Erano passati ormai quasi tre mesi dall'incontro che aveva positivamente sconvolto la nostra vita di coppia; non passava giorno, infatti, che non arrivassi a casa eccitato e che io e mia moglie non facessimo l'amore nei posti più disparati, nel modo più diverso e soprattutto, spesso, con il nostro ormai comune amico.
La trasgressione, però, quando perde il sapore del proibito non è più così intrigante e, per questa ragione, io e Giovanna decidemmo di cambiare; ci divertivamo come matti, complici e soddisfatti come mai eravamo stati e volevamo nuove emozioni; l'ex, provvisoriamente resuscitato, era tornato ad essere un ex.
Un giorno, mentre tornavamo da Bologna, di sera, sull'autostrada ci siamo fermati in un autogrill per prendere un caffè e per andare al bagno.
L'ambiente era caldo e pulito, dopo aver bevuto siamo andati alla toilette, separatamente come nostra abitudine per controllare le nostre borse, e ci siamo ritrovati nel salone dell'autogrill pronti ad uscire, ma Giovanna, con lo sguardo languido che conoscevo bene, ha cominciato a dire di aver fame e si è diretta verso il ristorante.
Il giovane camerieredi sala si è affrettato a darci un tavolo, così ci siamo seduti.
Il viso di Giovanna mi intrigava così la spinsi a dirmi che cosa stava pensando; non ho fatto in tempo a chiedere che mi sono trovato il suo piede scalzo sui pantaloni a massaggiarmi il cazzo.
Tenendomi stretto così a sè ha cominciato a raccontarmi che all'interno della toilette in cui aveva fatto pipì, sulla porta, c'erano messaggi di donne e coppie che cercavano partner con cui fare sesso, con il numero del telefono per il contatto e che la cosa, insieme all'odore dolciastro di urina emessa dalle stesse fiche che avevano lasciato il messaggio, l'aveva eccitata moltissimo.
Io ero stato meno fortunato, la mia toilette aveva la porta completamente pulita, ma, dopo quello che avevo sentito, decisi di tornare a vedere dietro altre porte.Il mio secondo ingresso è stato più fortunato del primo, nella porta vicina a quella in cui ero entrato in precedenza c'erano almeno trenta numeri con relative, arrapanti, richieste di incontro.
Uno fra tutti, un cellulare, colpì la mia immaginazione accompagnato com'era dalla strampalata richiesta di tre giovani amici che cercavano una coppia porca per farlo in cinque. Eccitatissimo e senza avvertire Giovanna ho composto febbrilmente quel numero, nascondendo il mio, pensando di trovarlo staccato o irraggiungibile.
Era in linea invece, dopo qualche squillo mi ha risposto la voce cordiale di un giovane e dopo poche battute ci siamo accordati per incontrarci proprio lì nell'autogrill, dopo la cena.
Senza dire niente sono tornato al tavolo dove Giovanna aveva già ordinato le bevande, fermandomi prima alla cassa per prendere due belle scatole di preservativi da venti pezzi.
Mia moglie era bellissima con quella eccitazione sottile che le illuminava gli occhi, ma non le dissi niente della sorpresa che le avevo preparato anche se un senso di paura mi stava pervadendo; chi potevano essere quelle persone, come sarebbe andata. La eccitazione, però, come quando l'avevo sorpresa con l'ex amante, cancellava tutto
Dopo circa mezz'ora arrivarono al ristorante tre ragazzi di circa ventotto-trenta anni, puliti ed eleganti che, ad un mio cenno, si sedettero ad un tavolo adiacente al nostro e cominciarono a guardare Giovanna con fare insistente e languido.
Gli sguardi non sfuggirono a quella porcellina di mia moglie che, già eccitata da quello che aveva visto in bagno, cominciò a sfregare le cosce e ad alzare la gonna su fino al sedere e, guardandomi fisso negli occhi, mi fece osservare che quei tre giovani che la guardavano erano di suo gradimento.
Mascherando l'eccitazione le chiesi provocatoriamente di mostrare loro la delizia nascosta fra le sue cosce e di togliersi gli slip.
Senza farselo dire duevolte Giovanna si alzò dal tavolo e si diresse, ancheggiando vistosamente, verso la toilette per ritornare indietro velocemente con qualcosa di nero in mano che nascose nella borsetta dopo averlo annusato voluttuosamentedavanti ai nostri occhi.
Quello che successe dopo ha dell'incredibile; approfittando infatti dell'ora tarda e del fatto che i camerieri avevano lasciato la sala per rassettare la cucina e che quindi eravamo praticamente soli, Giovanna si alzò la gonna spalancando le cosce davanti agli occhi dei nostri vicini e con fare lento cominciò ad accarezzarsi la fica.
I ragazzi si disposero immediatamente intorno a lei e, visibilmente eccitati, cominciarono ad esplorare con le dita ogni suo buco con le mani di lei che stringevanole patte dei loropantaloni.
Vedendo che il quadro si faceva rovente mi avvicinai ad uno dei tre che beatamente le stava accarezzando i capezzoli e gli chiesi di indicarmi un posto dove andare a concludere più tranquillamente la serata.
Dopo essersi guardato attorno stralunato, compresa la difficoltà della situazione, mi disse che poco distante, all'uscita dell'autostrada, c'era un motel molto riservato, dal nome eloquente, il Cervo d'oro, nel quale si poteva entrare, tutti e cinque, senza problemi.
Decisi quindi di andare via da lì e sussurrai all'orecchio di Giovanna, che nel frattempo si stava prendendo nella fica quattro dita di due uomini diversi, quale era la mia decisione, lei annuì, delicatamente si retrasse dal gruppo ed invitò tutti a continuare nel motel.
Uscimmo velocemente dall'autogrill e salimmo in macchina, due ragazzi si sedettero sul sedile posteriore della nostra macchina e l'altro salì sulla sua per portarla via.
Giovanna mi chiese il permesso di sedersi dietro con loro, permesso che accordai con visibile eccitazione mentre il cazzo mi premeva nei calzoni e la cappella mi dava come un senso di piacevole solletico.
Seguendo l'altra macchina ritornai sull'autostrada e ci incamminammo per il motel Cervo d'oro.
Dopo qualche metro, guardando dallo specchietto retrovisore, vidi la testa di Giovanna che saliva e scendeva velocemente sull'asta di uno dei due, mentre l'altro la stava scopando tenendola seduta sulle gambe.
Dopo poco sentii l'orgasmo di mia moglie sotto i colpi di quei cazzi nodosi che, forse per la presenza del preservativo, non riuscivano ancora a schizzare la sborra bollente dei loro coglioni. Giovanna si sporse allora in avanti tra i sedili anteriori in una specie di pecorina e, baciandomi con ardore, dondolando i fianchi e, sussurrando sconcezze, li fece venire con gemiti paurosi.
Fatti pochi chilometri raggiungemmo il motel, parcheggiai all'interno e scesi per prendere la chiave dal custode, salimmo in camera e, fatti entrare i tre ragazzi, ci siamo esibiti in tutte le variazioni geometriche del sesso più sfrenato, triangoli, quadrilateri e pentagoni, finchè, spompati, abbiamo deciso di dormire.
I tre ospiti molto gentilmente ci hanno salutato e, dopo aver riempito il cestino della carta di preservativi gonfi di sperma, sono andati via.
Giovanna con la fica in fiamme, una volta soli, si è diretta nella doccia dove l'ho raggiunta subito prendendole il viso tra le mani e baciandola con tenera riconoscenza; una volta asciugati ci siamo messi sotto le coperte accarezzandoci delicatamente ed ancora una volta abbiamo cominciato a scopare con un desiderio che sembrava non finire mai.
Il mio cazzo scivolava nella sua vagina dilatata dalle migliaia di colpi di verga ricevuti e Giovanna sembrava impazzire di piacere finchè si fermò improvvisamente e, girandosi di fianco, allargò con le mani il sederino mettendo in mostra il roseo buchino che mai avevo violato.
Dolcemente appoggiò la mia cappella sul buco del culo, mi spinse dolcemente ad entrare, cosa che io feci con grande gioia, e cominciò a muovere due dita fino in fondo alla vagina massaggiando, al contempo, fica, culo ed il mio cazzo.
Dopo pochi colpi le schizzai nell'intestino le ultime gocce dei miei coglioni e in soffio di piacere ci addormentammo profondamente non prima che le confessassi che i tre ragazzi li avevo contattati io prendendo il numero dalla porta di una toilette dell'autogrill.
Il sorriso compiaciuto di Giovanna e un dolcissimo bacio sulle labbra premiarono la mia iniziativa.
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