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| Quarantenne ritorna in discoteca |
Rinviavo di settimana in settimana, ma piano piano il desiderio di ripetere l’avventura con Mike in discoteca cresceva sempre piu e sempre piu mi bagnavo al solo pensiero.
Ho deciso, il prossimo venerdi sera gli faccio una sorpresa.
Volevo essere bella per Mike, cosi’ sono andata in giro per i negozi per comprare qualcosa di veramente sexy. La signora della boutique mi mostra svariati abiti, uno in particolare mi è subito piaciuto, lo indosso esco dal camerino.
Abito lungo bianco e oro con apertura a portafoglio fissata sul fianco vita che lascia ben visibile buona parte delle gambe e di una anche sino alla coscia. Generosa scollatura atta ad evidenziare il seno il tutto coadiuvato da guanti lunghi della stessa foggia, scarpe nere aperte chiusura alle caviglie, borsetta adeguata. Al momento del pagamento la signora azzarda a dirmi:
- farà strage di uomini
- è proprio quello che intendo fare, rispondo strizzandole l’occhio. Lei sgrana gli occhi e sorride.
Parrucchiere, estetista, cosmetici vari, non volevo lasciare nulla al caso.
Pomeriggio inoltrato un bel bagno caldo con tanta schiuma e profumi. La’ dentro farneticavo con la mente su come sarebbe andata con Mike, anche solo la metà di quanto era accaduto poche settimane prima mi avrebbe molto completata. E durante questi miei pensieri erotici la mia mano era sopra la mia patatina, ma per poco, meglio che sia Mike a pensarci.
Dopo questo lungo bagno e con grande cura mi trucco mi vesto, mutandine bianche con pizzo veramente hot niente reggipetto e passo a vestirmi.
Ma prima giro un po’ per casa nuda o meglio con le sole mutandine, fumando una sigaretta con un fare equivoco e, veramente sexy ed eccitante per me.
Mi guardo e mi riguardo allo specchio e mandando al diavolo ogni modestia penso:
- Marcella sei proprio una bella …………….signora.
Bene è ora di partire, salgo in macchina, ma prima di lasciare la città è duopo saggiare quale puo’ essere la reazione dell’essere umano alla mia vista (sempre piu modesta io).
Entro in un bar, solitamente affollato, ordino un caffè e ci vuole poco per capire di avere lo sguardo addosso di tutti, donne comprese, ma sbirciando innocentemente non esagero se la maggior parte delle persone stava a bocca aperta.
Bene questo test ritengo sia andato bene.
Felice come una gazzella a primavera salgo in macchina e riparto. Mi tolgo i guanti non stavo comoda e li ripongo nella borsetta.
Per tenere sgombra la mente dal come sarà, metto un cd dei R.E.M. fumo un’altra sigaretta e ....finalmente arrivo.
Scendendo dalla macchina l’emozione è tanta, mi tremano le gambe come una liceale della prima classe al suo primo giorno di scuola.
Sono appena le 21,30 la discoteca non è ancora aperta non c’è gente in giro, solo qualche addetto alla sicurezza che ogni tanto mette il naso fuori dalla porta.
Mi avvicino saluto il tizio e gli dico che vado nell’ufficio di Mike.
Busso alla porta, mi apre uno dei suoi, bello alto grosso, come tutti insomma, gli chiedo di Mike ma mi risponde che oggi non l’ha visto ancora.
Ok aspetto dico, d’altronde è presto.
Ora la gente comincia ad arrivare, il parcheggio si riempie decido di riandare all’ufficio di Mike.
Niente non è ancora arrivato mi dicono.
Chiedo se lo si puo’ rintracciare tramite cellulare.
Uno lo chiama, non capisco nulla di quello che dicono se non che dice il mio nome.
Come fa a saperlo? Già deve essere che ne ha parlato con loro di me, vabbè.
Me lo faccio passare:
- Mike dove sei?
- Oh piccola mi dispiace sono fuori un po lontano non credo di farcela, mi dice con quella voce suadente che mi ha fatto battere il cuore e ancora di piu le parti intime.
- Ma io sono venuta per te
- Lo so tesoro, ma come potevo saperlo, è capitata una occasione di lavoro molto remunerativa, ci vediamo la settimana prossima se ti va.
- E ora che faccio? Sono venuta per te
- Dai, qua puoi divertirti, ci sono anche i miei amici che vorrebbero conoscerti, oppure ti fai dare un pass tutto spesato e ti diverti in discoteca.
- Va bene va, un bacio
- Bacio anche io, ripassami Albert.
Albert appunto riceve ordini da Mike e mi consegna un pass firmato col quale posso entrare, bere ecc. in discoteca.
Mi viene quasi da piangere saluto ed esco.
Sono arrabbiata, no incazzata nera accidenti tutto il mio daffare per nulla.
Il nervosismo è all’eccesso, tremolante mi accendo una sigaretta poi decido di entrare in discoteca.
Vado subito a sedermi al banco, non sono attinente al posto per mettermi a ballare, ordino un brandy presentando il pass.
- Posso fumare chiedo?
- No, signora qua no, ma laggiu è zona per fumatori.
- Me ne puo’ portare un altro fra mezz’ora?
- Non c’è problema signora, puo’ chiedere al cameriere addetto alla zona per fumatori
Ringrazio e col mio bicchiere vado sul posto.
Marcella lo sai che poi devi guidare? Penso fra me e me, si lo so, ma ci pensero’ al momento.
Nella sala ben frequentata mi sono accorta di essere preda degli sguardi altrui, naturalmente faccio finta di non notarli e ordino un altro brandy.
Per farla breve bevo altri tre bicchieri e altrettanto fumo delle sigarette, ma sto bene sono calma.
Calma un accidenti maledetto che……, no va be calmati signora.
Mi alzo, si con qualche difficoltà, sono un po brilla ma perfettamente in grado di ragionare.
Ragionando ragionando su come passare ulteriormente il tempo mi viene l’idea.
Fingo di essere decisamente ubriaca. Si sa quando una donna è ubriaca l’uomo è quasi autorizzato a tentarci.
Si mi piace l’idea, fingo difficoltà di movimento e attendo.
Noto un certo movimento nella sala semioscura fin quando un giovanotto alto sui 30 anni si avvicina:
- Ha bisogno di aiuto signora?
- Oh si grazie, vorrei andare a prendere un po’ d’aria (che scusa scema)
- L’accompagno.
Cosi mi porta fuori io naturalmente continuo la commedia. Stiamo zitti per un po mentre io respiro a pieni polmoni, poi
Mi muovo e vado verso la mia auto:
- dove va signora?
- Alla mia macchina
- Ma non è in grado di guidare deve stare a smaltire la sbornia
- Ah si è vero
- Anzi senta andiamo alla mia macchina che siamo comodi
- (furbetto il tipo penso) Va bene, farfuglio io
Cosi andiamo alla sua macchina, ci sediamo, mi offre una marlboro me l’accende e parliamo. Naturlmente ogni tanto biascico come se avessi la bocca legata dall’alcool i finestrini sono aperti c’è una bell’aria e sto bene.
Cerca di parlare cosi mi tiene “sveglia”, senza farmi notare scopro un poco le gambe. Col sedile appena reclinato all’indietro tiro boccate di fumo e continuo a parlare con lui, anzi è piu lui che parla. Mi mette una mano sulla coscia, lascio fare poi prende la mia mano e comincia a farmi tanti complimenti io sono sempre ubriaca fradicia e per lui non capisco nulla. Ad un certo punto si sbottona i pantaloni mette in evidenza il suo arnese sessuale, piano piano mi tira la mano, io con fare silenzioso mi metto piu comoda senza farlo notare, affinchè come è prevedibile metterà la mia mano sul suo uccello.
Difatti poco dopo, sono col suo cazzo in mano che tengo stretto.
Muovo piano la mia mano stringendogli l’asta, è ben messo, mi prende un polso come “insegnarmi” a muovere il suo pene, mi irrita un poco, ma continuo a smanettare piano. Così per qualche minuto, poi cinge il suo braccio sulla mia spalla e con la mano delicatamente, ma sempre con piu pressione, mi spinge la testa verso di lui e verso il basso.
Prendo in bocca il suo pene già bagnato da alcune gocce prespermatiche, comincio a succhiarlo, naturalmente non sfoggio tutta la mia bravura sul pompino, mi limito a succhiarlo leccargli il prepuzio ad insalivare bene l’asta ad affondarlo piano sino alla gola, tanto è, la pressione della sua mano sulla mia testa.
Ci metto poco a sentirlo col respiro grosso e di li a poco ecco che mi riempie la bocca di sperma.
Caspita era da un po che il tipo non veniva, proprio tanto sperma.
Vuoi per evitare ogni rischio di macchiarmi il vestito, vuoi che non volevo impiastricciare o lui o il sedile, ma soprattutto perchè sono molto eccitata, inghiottisco tutto deglutando piu volte essendo lo sperma molto denso, proprio come piace a me..
Ma il suo pene è ancora vicino alle mie labbra, mi sono discostata quel poco per poter ingoiare, quindi lo riprendo in bocca per un salutare ringraziamento. Nell’euforia del godimento a lui gli scappa una parola:
- Ahhhhhh che puttana.
Gli stringo poco meno che delicatamente coi denti il cazzo, quanto basta per farlo sobbalzare un poco, si sa quando l’uomo è venuto il suo uccello è un poco sensibile:
- Questa te la potevi risparmiare gli dico dandogli un ulteriore schiaffetto alle parti basse.
Scendo dalla macchina faccio il giro verso il finestrino dalla sua parte e fancendogli un buffettino sulla guancia:
- grazie, ciao
- grazie a te…………….scusami
Sorrido e vado verso i bagni del locale per riassettarmi un po’e rifarmi il trucco.
Ora che Mike ci sia o non ci sia è relativo, comunque di soppiatto chiedo, no non c’è.
Va bene vado fuori a prendere un po’ d’aria ancora sono leggermente brilla.
Prendo una sigaretta caspita si è alzato il vento non riesco ad accenderla, vado verso l’altro lato della discoteca dove presumo non ci sia vento, niente non riesco ad accenderla allora all’altro lato.
Accendo tiro una boccata e mi appoggio alla parete per godermi il panorama di luci sullo sfondo rivestita da una miriade di stelle fluorescenti.
Mi è sembrato sullo sfondo di vedere qualcosa, incuriosita mi avvicino è buio pesto:
- chiedo scusa, perdonate
per vedere uso l’accendino e noto con notevole imbarazzo, non per quello che vedo, ma per averli disturbati, un ragazzo seduto su una panca e di fronte a lui una ragazza inginocchiata col di lui cazzo in bocca di lei:
In quell’attimo entrambi si girano verso di me, sia io che la ragazza rimaniamo folgorate:
- Gianna, esclamo
- Professore’.
Gianna è una ragazzina bellissima bionda un bel seno belle gambe, insomma c’è fisicamente tutto, il problema è che è nonostante il fisico rimane ancora immatura. Durante una interrogazione e non sapendo rispondere su un argomento è andata in crisi e l’è presa questa crisi appunto di isteria iniziando tutta a tremare sino ad urlare a squarciagola con difficoltà di tutti in classe per farla tornare in se.
Ecco Gianna la vedo ora nella stessa situazione come in classe, si alza già tremolante io l’abbraccio e lastringo forte la sua bocca è spalancata sta per urlare, non so come fare, l’unica possibile……………
Intanto il giovanotto è sparito.
Si l’unica possibile ed stata una cosa istantanea per tapparle la bocca, si ho usato la mia.
La mia bocca dentro la sua aperta, trema tutta, ansima, sento il suo seno contro il mio si sta calmando ha le lacrime agli occhi.
Noooooo, sento la sua lingua sulle mie labbra, schiudo le mie e ci baciamo per qualche interminabile minuto.
Ora sono io che ansimo il cuore mi batte forte, anche lei ansima, ma non è per la crisi e perché è scioccata da cio’ che è accaduto.
L’aggiusto un poco e ci dirigiamo verso la macchina. Mi chiede una sigaretta, non gliela nego e fumiamo.
Siamo entrambe imbarazzate, ma alla fine le chiedo a che ora deve tornare a casa:
- alle due massimo mi risponde
- ok, avvisa i tuoi amici che ti riporto io.
Chiama qualcuno al cell. e partiamo.
Sono solo le undici e Gianna mi dice che è presto per tornare ed in ogni caso non vuole tornare a casa cosi presto:
- va bene stiamo insieme per un po ti va?
- Grazie professorè.
La porto a casa mia le preparo un bel caffè’ che bevo anche io:
- non ti ci abituare pero’ a fumare che è meglio le dico offrendole una altra sigaretta,
- fumo poco, giusto quando sono nervosa
Ci beviamo il caffè e parliamo per un bel po’:
- mi fa vedere il suo corredo di intimo? A scuola si parla spesso di lei ed i ragazzi fanno delle fantasie sulle sue mutandine e si mette a ridere.
Andiamo in camera apro i cassetti e lei guarda ammirata:
- caspita quanti
- ti piacciono?
- Oh sono bellissimi
- Provane uno, azzardo io
- Forse sono grandi per me
- Aspe’ da questa parte ce ne sono che sono un po stretti anche se li metto lo stesso, sono molto sexy.
Divertita come una bambina che sbuccia il suo chupa chups, si spoglia ed io per….. insomma si mi sono allontanata un poco.
Stava una meraviglia, la vista di lei cosi messa davanti allo specchio mi ha, per un attimo, come un capogiro:
- Ora ne provo uno io, dico
- Si si dai misuriamone qualcuno, dice Gianna allegra come mai l’avevo vista.
Cosi per un po proviamo e riproviamo, si mette in varie pose chiedendomi come sta, ma la piu bella è appoggiata alla parete della camera con una gamba sul puff e inarcata.
Mi avvicino piano a lei guardandola negli occhi, Gianna toglie la gamba dal puff e si appiattisce alla parete come spaventata, sono vicino a lei, la mia bocca è a poco dalla sua, non dice niente, si fa piccola piccola, ma chiude gli occhi, le nostre bocche si incontrano in uno dei baci piu belli della mia vita, la sua lingua calda esplora la mia ci abbracciamo sempre piu strette, le nostre salive sono un giusto sostituto degli umori che, certo per me e probabile per lei stanno sgorgando dalle nostre vagine.
Ci teniamo strette il letto e’ accanto, ci sdraiamo insieme e continuiamo a baciarci, le slaccio il reggipetto in prova, slaccia il mio e ci riabbracciamo unendo i nostri seni e i nostri aliti caldi ansimanti.
Le bacio i seni i capezzoli turgidi e lunghi le areole chiare e molto corrugate indicano la ragazza in preda ad una forte eccitazione, le sfilo le mutandine, la sua fighina rasata è bellissima la tocco con delicatezza, apro le grandi labbra con due dita, comincia a mugugnare il suo clito è decisamente ingrossato paonazzo, con delicatezza infilo il dito nella vagina, è bagnatissima, lo affondo tra gridolini di piacere e respiri affannosi, sempre poi baciandola in buona parte del suo corpo arrivo con la bocca alla figa di lei e lecco con grande passione e maestria.
Gianna viene abbondantemente nella mia bocca facendo godere anche me che con le dita mi stavo massacrando la figa.
Con la bocca piena dei suoi umori mi accingo alla sua bocca e mi bacia, forse con un poco meno di passione, ma mi bacia.
La piccola è soddisfatta e felice, io pure.
Siamo sedute sul letto, io fumo un’altra sigaretta, lei sta bene cosi.
Qualche minuto di silenzio:
- professore’ (ed è a testa bassa)
- dimmi cara
- io…..io………io
- tu?
- Io… ecco io….io…. insomma ecco, si ecco io…........ Non sono lesbica
E accarezzandola dolcemente le do’ un bacino leggero sulle labbra:
- neanche io piccola.
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