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Qualche anno fa
Lavoravo da poco come impiegato in una ditta di trasporti e un pomeriggio è arrivata una nuova ragazza, una nuova collega.
Come spesso accade, non sono state fatte le presentazioni di rito.
Ha iniziato a lavorare nella postazione di fronte alla mia.
All’epoca ero molto timido, volevo presentarmi, ma mi limitavo a sbirciarla da dietro lo schermo del computer. Ero affascinato dalla sua bellezza, dai sui capelli lunghi, i suoi occhi azzurri e profondi e dal suo seno abbondante messo in evidenza da una maglietta molto attillata.

Dopo qualche ora in modo maldestro sono avvenute le presentazioni, lei mi aveva chiesto come doveva inserire i dati al computer, era il primo giorno e quindi non era pratica e così ho avuto l’occasione per presentarmi.

Il lavoro le piaceva e tra noi era iniziato un gioco di sguardi e anche qualche battutina piccante, ma niente di particolare, fintanto che, un pomeriggio, mentre stavamo incasellando alcuni documenti…lei, che aveva finito prima di me… si avvicinò...mi tolse i documenti di mano, come se volesse aiutarmi…e mi si strusciò contro; prima mi fece sentire la morbidezza del suo seno e poi con un movimento altrettanto repentino appoggiò il suo bel culetto sodo contro il mio basso ventre...facendomi avere un'erezione all'istante...tanto che, nonostante avessimo tutti i nostri colleghi, alle spalle, intenti ad imbustare le bolle accompagnatorie in alcuni plichi…non ho resistito e ho cominciato ad accarezzarle le tette mentre il rigonfiamento tra i miei pantaloni aumentava e strusciava contro il suo fondoschiena.

Poi ci siamo riforniti di altri documenti dai nostri colleghi...che intenti nel loro lavoro non si erano accorti di nulla ...ci siamo spostati nell’altro casellario, che era fuori dalla portata di occhi indiscreti.
Avevamo ripreso il nostro lavoro e dopo qualche sguardo pieno di desiderio…quella sventola della mia collega.. col suo fisico mozzafiato, mi toglie nuovamente i documenti di mano... mi struscia addosso le sue tette sode e il suo culo sodo, eccitandomi all’inverosimile tanto che le mie mani hanno cominciato ad accarezzarla dappertutto, dalle labbra alle cosce e poi…. fra le cosce, e poi ancora i seni che più toccavo più il mio cazzo diventava duro…bagnato...gonfio di voglia...

Abbiamo continuato il lavoro, ancora per qualche minuto, poi siamo andati in bagno a lavarci le mani, mentre i nostri colleghi erano ancora proni sul tavolo centrale, nell’altra stanza, intenti a svolgere accuratamente gli ultimi dettagli.
Sono entrato nel bagno per primo e mi sono lavato le mani, quando ho finito ho lasciato il posto a lei…mi sono avvicinato da dietro mentre lei era un po’ china sul lavandino e ho posato il mio basso ventre contro il suo culetto sodo, facendole sentire la mia eccitazione, mentre le mie mani le stavano accarezzando i seni, così turgidi e pieni.

Nella follia di quell’istante abbiamo appoggiato la porta dell’antibagno e ci siamo chiusi dentro…le mie mani erano già sul suo splendido sedere e la stringevo a me…le mani tra i capelli, le nostre bocche si cercavano avidamente e le nostre lingue si intrecciavano e si succhiavano con tale desiderio, con tale avidità che pochi istanti parvero un’eternità…eravamo completamente estraniati dal mondo reale anche se la paura di essere scoperti era parecchia.
La voglia di assaggiare i nostri corpi aveva avuto il sopravvento e non lasciammo spazio ad altri pensieri…non ci pensai due volte ad alzarle la maglietta…sfilarle il reggiseno da sotto in modo da poterle leccare i capezzoli, descrivendo con la punta della lingua dei cerchi concentrici, tutt’ intorno all’aureola del capezzolo, prima di imprigionarli tra le mie labbra e succhiarglieli con avidità.
Il cuore batteva a mille e il sesso cominciava a pulsare sempre di più.
La sua mano fra le gambe, che mi accarezzava da sopra i jeans, si era intrufolata dentro alle mutande e aveva iniziato un deciso su e giù…stavo per scoppiare…non la lasciai finire, le abbassai i pantaloni in raso e le mutandine, iniziai a leccare con ingordigia tra le sue cosce…prima con la punta le sfiorai il clitoride e poi sempre più velocemente, man mano che lei si lasciava andare in quella posizione scomoda.
Le sue grandi labbra si schiudevano sotto i colpi bagnati della lingua…si stava contorcendo come una pazza…la leccavo dandole piccoli colpetti dentro al suo buchetto, simulando quasi una penetrazione…e quando fu bagnata di voglia… imprigionai tra le mie labbra il clitoride, lo leccai e succhiai fino a farla venire.
La sua contromossa fu repentina, mi slacciò la cintura, sbottonò i jeans, se lo mise in bocca e cominciò a succhiare con ingordigia il mio turgido bastone…lo succhiò per bene dall’alto in basso, mi leccò le palle…le ingoiò…passò la lingua con movimenti circolari sulla mia cappella prima di intrappolarla tra le sue labbra e ingoiare tutto il membro fino in fondo, fino a farlo sparire in gola.

Avremmo voluto non finisse mai quell’interminabile momento di estasi dei nostri corpi, non potevamo continuare…ma eravamo così eccitati che lei aprì le cosce e si infilò dentro il mio arnese completamente bagnato. La cappella scivolò con estrema facilità…la penetrai un po’, pochi colpi, lo tolsi velocemente, stavo per donarle il mio seme… lei non volle assolutamente perdersene nemmeno una goccia, aprì la bocca un attimo prima che una serie di spruzzi le inondassero la gola…

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