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Prima volta
Essendo cresciuto in un ambiente molto cattolico certi argomenti erano tabù. In più sono parecchio timido, così sono arrivato vergine a vent’anni, e la mia “formazione” sessuale veniva solo dai film pornografici visti di nascosto e dai giornaletti su cui mi masturbavo quasi tutti i giorni.
Con questa “cultura” ero convinto che la misura media per gli uomini fosse un palmo, che fossero normali tre-quattro amplessi consecutivi lunghissimi in cui donne pazze di voglia avevano orgasmi a raffica. Non immaginavo che la realtà fosse parecchio diversa.
C’era questa ragazza belga, in Italia per l’Erasmus, che mi attraeva un sacco: quando una sera mi chiese di accompagnarla io già cominciai ad agitarmi. Figuriamoci poi quando mi chiese direttamente “dove andate qui per scopare?” (il suo accento francese rendeva dolce qualsiasi cosa, e con la sua incerta conoscenza della lingua non stava a cercare giri di parole); io dovetti confessarle, arrossendo parecchio, che non lo sapevo.
Decisi di portarla in un posto tranquillo, dietro un capannone industriale, dove ero andato qualche volta a masturbarmi; già prima di arrivare si era tolta la maglietta e il reggiseno (rischiando di farmi andare in un fosso…) e mi sorrise “ti piaccio?”, io balbettai qualcosa con la saliva azzerata, aveva delle tettine piccole, ma deliziose. Appena fermi mi baciò con tutta la lingua mentre con le mani mi sbottonava i pantaloni e me li calava facendo saltare su il mio pisello duro come un legno che tendeva ridicolmente gli slip. Io credevo (data la mia “cultura”) di averlo troppo piccolo (non sapevo che i miei 14 centimetri sono perfettamente nella media) e mi vergognai, ma lei non batté ciglio e sorrise “direi che ti piaccio un po’…”. Con una mano lo tirò fuori dalle mutande e cominciò a carezzarlo ma non ressi che pochi secondi e le venni in mano, subito. Ero imbarazzatissimo ma lei non drammatizzò “forse ti piaccio troppo? Ma davvero non hai mai toccato una ragazza?” Mi sentivo la faccia avvampare e feci segno di no: lei si sfilò gli slip da sotto la gonna, mi prese la mano e se la mise tra le gambe. Cominciai ad accarezzare quella dolce meraviglia e subito infilai il dito medio ad esplorare la sua vagina “ehi, piano, non c’è fretta!”; guidò le mie dita sulle sue labbra, sul clitoride, le fece andare su e giù per la sua fica che sentivo sempre più morbida e bagnata: in pratica si stava masturbando con la mia mano e mi piaceva moltissimo. “Vedo che ti piace” disse lei, perché aveva notato che il mio cazzo si era rapidamente risvegliato di nuovo ed era tornato duro, e cominciò a carezzarlo, impugnarlo con dolcezza e a farmi una lenta sega: io intanto continuavo a masturbarla mentre ci baciavamo e con una mano le carezzavo i seni, il collo, il viso.
Disse “Voglio scoparti” e mi fece passare sul sedile del passeggero, che distendemmo, e si mise a cavalcioni infilandosi piano sul mio cazzo, che non avevo mai visto così rigido: la sua fica era morbida ma stretta, io sentivo brividi di piacere percorrermi tutto il corpo, mi sentivo vibrare persino i denti. Cominciò a muovere le anche su e giù sinuosa ed io pensai che fosse il paradiso: continuammo così, con lenta progressione, mentre lei con le mani mi tirava su la maglietta e mi toccava il petto, io le stuzzicavo i capezzoli sempre più evidenti, e poi con una mano andai a toccarle il clitoride mentre scopavamo; “impari rapido” mi disse e vedevo che le piaceva parecchio. Andammo avanti un bel po’ (col fatto che ero venuto poco prima…), lei si stendeva su di me lasciandomi mettere le mani sul suo bel culetto tondo, che andava su e giù come fosse indiavolato, o si tirava su a farsi vedere in tutta la sua bellezza, mentre io sentivo ondate di caldo piacere salirmi dal cazzo che mi sembrava di fuoco. Finchè lei fece un crescendo di sospiri, gridò, sentii stringermi il pisello come in un pugno caldissimo e liquido, non capii più nulla, gridai con lei e le venni dentro con getti che mi parvero litri. Avevamo avuto un orgasmo contemporaneo, avevamo toccato insieme il cielo.
Lei si distese su di me, mi baciò ancora col fiatone “sei bravissimo, che bel pisello che hai…”
È rimasta in Italia altri tre mesi, durante i quali i miei complessi sulle misure sono spariti del tutto…

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