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| Prestazioni straordinarie |
Avevo sentito parlare delle “demi-vierge”, ma non credevo che esistessero ancora.
La dirigente di Torino, che veniva giù in filiale una volta ogni due settimane, quella volta mi fece tirare fuori tutti i fascicoli e i registri, tanto che ce n’erano aperti anche sulla moquette. Se non fosse che ogni volta che si chinava mi buttava addosso un morbido culone, o mi lasciava sbirciare nella sua abbondante scollatura mi sarebbe venuto di mandarla cordialmente affanculo.
Però mi teneva sul barzotto, e lo sapeva benissimo, e quando si arrivò alle cinque si offrì di rimanere ad aiutarmi a rimettere a posto “mi sento in colpa che ti faccio fare tardi, e poi non ho il treno fino alle sei e mezzo…” buttai lì per scherzo “allora c’entra anche di divertirsi…”, non mi aspettavo che mi prendesse così sul serio “è tutto il giorno che aspetto che se ne vadano gli altri”: si avventa sui miei pantaloni, apre la zip e mi prende in mano l’uccello da sopra le mutande. “Voglio il tuo cazzo”, mi tira giù i pantaloni e gli slip e si attacca con la bocca al mio pisello come se ne avesse avuto bisogno da giorni. Me lo succhia come una forsennata mentre mi diventa grosso e duro, poi si tira su e si solleva la gonna dopo essersi abbassata le mutandine; si appoggia alla scrivania “dài, presto, mettimelo dentro che è tutto il giorno che lo voglio!”
Io faccio per sollevarle una gamba e prenderla da dietro, ma lei mi ferma “no, ho promesso al mio fidanzato che la mia passera sarà solo per lui: mettimelo nel culo.”
Sono un po’ sorpreso, ma quando lo appoggio al suo buchetto ancora umido della sua saliva scopro che è morbido come una bocca: chissà quanti cazzi c’ha preso (alla faccia del suo fidanzato).
Le scopo il culo con grande piacere mentre lei si sditalina il clitoride e ansima come una pornodiva, quando comincia a gridare non mi reggo più e le vengo dentro con abbondanza (erano settimane che non toccavo una donna) e lei stringe il culo mentre le cedono le gambe, e fa una specie di ululato di piacere.
Si ricompone e se ne va di fretta “a quest’ora col traffico ci vuole un po’ per arrivare in stazione, scusa se non mi fermo a rimettere a posto...” Ecco, io in piedi con il cazzo ancora gocciolante, e tutte quelle pratiche da rimettere in ordine… e col fatto che c’ho un contratto a progetto questi straordinari non me li pagano neppure... vuoi vedere che alla fine sono io che l’ho presa nel didietro?
(lico)
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