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Presa dall'idraulico
Scritta da: Nina (1)

Sono le tre di pomeriggio e sono ancora in camicia da notte. La vita della studentessa, sempre a casa a studiare vita sedentaria e spuntini a tutte le ore. Ma ho 25 anni e anche se morbida ho tutto al posto giusto. Sono a casa da sola perchè mia madre è in giro come sempre ma so che a minuti dovrebbe arrivare l’idraulico: la lavatrice perde acqua e non lava, di più non so. Ed eccolo stranamente puntuale suonare al citofono. Gli apro ed il classico operaio in tuta e cassetta degli attrezzi. E’ alto magro, faccia rude e mani ancora più rudi della faccia. “Feccia” penso, avrà la quinta elementare a far bello. Lo porto in lavanderia, stanzina stretta dove a malapena ci si muove. Mi chiede quale sia il problema glielo espongo e faccio per tornarmene sui libri quando mi trilla il senso della diffidenza e non lo lascio da solo ad annusare le mie mutandine. Questo deve accorgersi della aria di superiorità perché inizia a squadrarmi, mi fa una radiografia quasi mi sento nuda e inizia a cercare di capovolgere la situazione. Tenta di imbarazzarmi con osservazioni del tipo: “ si mangia bene da queste parti a giudicare dalle curve che ti vedo addosso” e io che sotto la camicia da notte di raso non ho niente se non un perizoma mi sento le gambe meno salde di prima. Dall’alto della mia preparazione accademica mi sento un pezzo di carne davanti a quegli sguardi. Rimango li impietrita avendo ormai perso completamente la padronanza della situazione mentre il proletario armeggia con un tubo quando mi chiede di aiutarlo. Mi devo mettere carponi a tenerli ferma una chiave mentre lui si alza per prenderne un'altra. Io non vedo perché è dietro di me ma mi sembra di sentirlo sfregarsi la patta. Sta di fatto per mentre io sono li ferma a quattro zampe questo mi monta quasi addosso per tirare il tubo. E io glielo sento tutto, il cazzo, gonfio e duro me lo preme apposta contro il culo. E sempre fingendo di armeggiare con gli attrezzi mi sfiora le tette. Mi alzo di scatto e lui mi trattiene per un braccio : “dove vai troia” mi dice “che scommetto che sei tutta bagnata li sotto” . nel dire così mi piazza la sua mano ruvida in mezzo alle gambe risalendo fino alla figa e mi penetra con due dita di violenza tenendomi l’altra mano sul seno. E io non dico niente perché la situazione mi piace da morire. Fa sue e giù un po’ con quelle dita enormi mentre mi lecca tutte le tette poi si tita fuori il cazzo e mi dice: “e adesso succhia”. Mi abbassa la testa e non so come mi ritrovo in ginocchio col suo cazzo in bocca che non è niente di speciale ma me lo spinge forte fino in gola tanto che credo di vomitare. Poi mi tira su, in un attimo mi toglie la camica da notte, mi gira mani sulla lavatrice, sposta il perizoma e me lo infila dentro e sempre con la stessa violenza mi scopa. Io gemo come una cagna e mi abbandono completamente tanto che perdo la nozione del tempo fino a che lo sento aumentare il ritmo e lo tira fuori e mi viene sulla schiena. Io resto li tremante con la sensazione del freddo della lavatrice sulla pancia e del bollore del suo sperma sulla schiena. In un attimo non si sa come lui si riveste prende gli attrezzi e mentre io sono ancora li sconvolta mi dice: “il tubo è a posto signora, arrivederci” e se ne va.

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